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WEB SEMANTICO

Scopri cos'è e a cosa serve

 

Web Semantico: cos’è?

Il web semantico è uno dei sistemi alla base del funzionamento del moderno World Wide Web. Pertanto esso influenza direttamente il funzionamento dei motori di ricerca e di conseguenza il settore della SEO. Come vedremo, il Web Semantico è un progetto in continua evoluzione, e se desideri lavorare o se già lavori nel campo del digital marketing, è necessario tenersi sempre aggiornati sull’argomento, magari frequentando il Corso di formazione SEO Specialist di Digital Coach®.

Ma per capire meglio cos’è e a cosa serve il web semantico dobbiamo fare un passo indietro. Precisamente nell’agosto del 1991, quando venne creato il primo sito web. Da quel momento in poi incominciarono ad apparire online sempre più siti, documenti, informazioni e contenuti. Il web diventò insomma sempre più ricco di contenuti.

Fare delle ricerche su internet a quell’epoca non era però affatto semplice. Si poteva infatti solo andare da una pagina ad un’altra usando i link che si trovavano nel testo. Per trovare ciò che si stava cercando richiedeva insomma molto tempo e sforzo. 

Data la situazione si cercò un modo più efficiente per trovare ciò che si stava cercando tra tutte le pagine esistenti sul web. E fu così che iniziarono ad apparire i primi motori di ricerca, come ALIWEB, Lycos, AltaVista e Yahoo!

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Con PageRank si tentò perfino di fare una classifica delle pagine web più popolari usando un algoritmo che calcolava la qualità dei link che indirizzavano a quella pagina (i cosiddetti ”backlink”). Maggiore era il punteggio assegnato ai backlink e più in alto la pagina compariva nella SERP.

Circolava l’idea di trasformare il web da una disordinata collezione di pagine in un archivio ordinato di informazioni.

 

A cosa serve il web semantico?il web semantico

Immagina questo: siamo nel ’92 e un tuo amico appassionato di storia decide di scrivere una pagina web su Napoleone per condividere la sua passione col mondo intero. La sua pagina contiene molte informazioni non strutturate; un testo con parole, numeri, date, nomi, luoghi, immagini e link verso altre pagine.

C’è però un problema. In questi anni la ricerca delle pagine prive di un contenuto semantico si basa solamente sulla descrizione presente all’interno dell’HTML delle pagine.

L’HTML era però incapace di comunicare all’algoritmo cosa fosse contenuto nel testo di quelle pagine. Succedeva così che le informazioni della pagina del tuo amico appassionato di storia non potevano essere associate ad altre pagine che parlavano di Napoleone.

L’obbiettivo ambizioso che si prefiggeva il Web Semantico era di rendere ciò possibile.

Si decide quindi di inventare i linguaggi PDF, OXL e XML, che permettono di assegnare un significato tramite i ”new date” e i ”metadata” ad un contenuto web; in modo che sia leggibile ed interpretabile dagli algoritmi di ricerca. Nasce così il Web Semantico.

Oggi gli algoritmi di ricerca sono finalmente in grado di capire e catalogare il contenuto delle pagine online, restituendo solo contenuti pertinenti ed in linea con le parole chiave che usiamo sui motori di ricerca.

 

Un tempo i pionieri del web dovevano effettuare ricerche scegliendo con attenzione le parole chiave e spesso i risultati restituiti dai motori di ricerca non corrispondevano a quanto realmente cercato. 

Oggi grazie al Web Semantico se scriviamo ”Napoleone” su Google otterremo 8,330,000 risultati in 0,86 secondi.

web semantico motore di ricerca

Si stima che esistano 1,37 miliardi di siti web accessibili ad inizio 2020, e i backlink sono ancora un elemento fondamentale nei moderni motori di ricerca, come Google.

Quindi, quando scriviamo una parola chiave su Google, troveremo ciò che stiamo cercando tra le tantissime informazioni esistenti sul web. Troveremo insomma il nostro ago nel pagliaio.

Come abbiamo visto, tutti i contenuti pubblicati oggi (che siano pagine, testi, immagini, file, documenti ecc.) vengono associati ad informazioni – i metadati – che ne specificano il contesto semantico e ciò che c’è nel testo della pagina. Grazie ai metadati associati alle contenuti pubblicati su internet, è stato reso molto più semplice il processo di interrogazione e interpretazione svolto dai motore di ricerca.

Il Web Semantico ha dunque facilitato enormemente il modo in cui possiamo reperire delle informazioni online: cercando qualcosa su Google, Bing, Yahoo ecc. troveremo tutto ciò che è connesso a quel determinato argomento, parola o dato, con una precisione mai vista prima.

 

Nascita del Web Semantico

Questo nuovo modo di vivere il Web è nato a cavallo tra la fine del vecchio secolo e l’inizio del nuovo grazie soprattutto all’informatico inglese TimBerners-Lee, padre fondatore del Web Semantico.

Questo è Tim Berners-Lee:tim berners lee

 

Un web in continua evoluzione

Il web semantico è un progetto in continua evoluzione, con il tentativo di migliorare ulteriormente l’esperienza degli utenti e ottenere il massimo sviluppo e risultato dalle ricerche online.

Ti sarà infatti capitato che per quanto le risposte fornite dal tuo motore di ricerca preferito siano sempre molto numerose, occorre spesso visitare più pagine prima di trovare finalmente quello che stai cercando.

Per risolvere questo problema e migliorare l’esperienza utente, il Web Semantico si prefigge l’obiettivo di offrire agli utenti non solo la risposta fredda derivante dalla ricerca effettuata sui motori di ricerca, ma anche di individuare, grazie a sistemi di intelligenza artificiale, le diverse necessità che ognuno di noi può avere nel momento in cui sta effettuando una determinata ricerca sul web.

Se per esempio io scrivessi su Google ”pizza margherita” potrei stare cercando qualcosa da mangiare o magari la storia dietro il nome della pizza. Se facessi questa ricerca alle 7 del mattino è presumibile che io sia interessato alla storia dietro al nome della pizza. Se invece facessi questa ricerca alle 7 di sera, è più probabile che stia cercando qualcosa da mangiare per cena, o una pizzeria vicino a casa.

Ma come fanno i motori di ricerca a sapere qual’è il contesto della ricerca? Essi comprendono il linguaggio umano, attraverso una tecnologia chiamata Natural Language Processing, abbreviato speso in NLP.

Questa è la direzione in cui si punta con il Web Semantico: rendere i motori di ricerca in grado di comprendere il linguaggio umano usando l’intelligenza artificiale.

Con tale obbiettivo già nel 2013 Google aggiornò il suo algoritmo, introducendo Hummingbird e, nel 2015 RankBrain.

RankBrain è un algoritmo di ricerca sviluppato da Google con l’obiettivo di analizzare i risultati restituiti agli utenti, in modo da andare sempre più incontro ai loro bisogni. Per raggiungere lo scopo RankBrain si basa su un sofisticato sistema di sul machine learning, che prende in considerazione non solo le parole chiave inserite dagli utenti, ma anche il contesto in cui viene fatta la ricerca.

 

Miglioramenti al Web Semantico

semantic webSenza dubbio oggi i motori di ricerca come Google funzionano piuttosto bene per quanto riguarda le ricerche più comuni da parte degli utenti, ma necessitano ancora di alcune migliorie per pagine di interesse minore.

Devi sapere infatti che un numero elevatissimo di pagine e siti presenti in questo momento in rete non sono indicizzate dai motori di ricerca, e pertanto impossibili da raggiunte per gli utenti. Questo è spesso causato da una mancanza di conoscenza in ambito SEO da parte dei creatori di queste pagine web. L’utente viene pertanto privato di alcune pagine che potrebbero essergli utili.

Il Web Semantico è una realtà esistente già da qualche anno, e ha un forti ripercussioni nel settore del Digital marketing. Per questo se desideri lavorare o se già lavori in questo settore, è molto importante che tenersi sempre aggiornati sugli ultimi sviluppi del Web, magari frequentando anche dei Corsi Seo.

 

Elementi fondamentali del Web Semantico

web semantico

Il Web Semantico si basa su uno schema tipico, la cosiddetta semantic web tower, disegnata dallo stesso Tim Berners- Lee. Senza entrare troppo nel tecnico, analizziamone insieme la struttura.

Alla base dello struttura del web semantico troviamo il linguaggio HTML, il più utilizzato nella creazione delle pagine online. Come abbiamo visto l’HTML classico presenta però dei limiti, che furono risolti con altre linguaggi come l’RDF, l’OWL, l’XML, pensati appositamente per il web semantico e in grado di descrivere le relazioni che intercorrono tra informazioni e documenti presenti su internet.

Di conseguenza i linguaggi e gli strumenti del web semantico possono stabilire autonomamente che il signor Rossi citato in un documento è lo stesso signor Rossi che risiedeva a Milano e che lavorava nell’ambasciata francese.

Alla base della piramide troviamo poi l’URI, elemento fondamentale al Web fin dall’inizio. L’URI è una stringa che identifica un elemento reperibile su internet. Dagli URI nascono poi i più famosi URL, che sono un elemento indispensabile per identificare una risorsa presente sul web.

Al centro della piramide sono situati, tra gli altri, l’XML e l’RDF. Proprio grazie all’XML siamo stati in grado di inventare il concetto di semantica, che vede poi maggiori sviluppi coi i linguaggi l’RDF o l’OWL.

La parte centrale del Web Semantico è quella che riveste il peso maggiore, e subisce frequenti modifiche, aggiornamenti e variazioni continue da parte di Google e degli altri motori di ricerca.

Alla sommità della struttura della piramide stanno gli elementi Logic, Proof e Trust.

Pur essendo ancora in fase di sviluppo, Logic, Proof e Trust rivestono una forte importanza nel funzionamento del Web Semantico. È proprio infatti su questi tre elementi che si sta lavorando per sviluppare di una “collaborazione” con Intelligenza Artificiale.

 

Conclusioni

Abbiamo visto come il Web sia cambiato dai suoi albori fino al giorno d’oggi. E quali novità abbia apportato il Web Semantico nella fruizione dei contenuti online.

Come con ogni cambiamento nella struttura dei motori di ricerca, anche quello apportato del Web Semantico ha avuto delle ripercussioni molto evidenti in ambito SEO.

Fin dall’inizio, ma soprattutto oggi, per avere visibilità su Google occorre creare contenuti di qualità pensando in primo luogo ai tuoi utenti. Usare una strategia di SEO semantica che risponda ai loro bisogni in un determinato momento può aiutarti a distinguere il tuo sito da tutti gli altri. Ricordati che devi scrivere per l’utente non per il motore di ricerca.

E se vuoi lavorare nel Digital Marketing oggi e farti trovare dagli utenti, occorre conoscere quali implicazioni ha apportato il Web Semantico alla SEO e al funzionamento dei motori di ricerca e come utilizzarle per raggiungere il tuo pubblico online.

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