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VIDEO INTERATTIVI

Cosa sono e come si creano

 

Video interattivi: cosa sono

Mai sentito parlare di video interattivi?

Prima di spiegarti cosa sono i video interattivi voglio fare una breve introduzione a supporto di quanto affronteremo più avanti.

I video normali, non i video interattivi, hanno grandissimo successo perché fondono immagini, testi e suoni, mentre raccontano una storia costruita secondo le regole dello storytelling. Inoltre, è stato dimostrato che il cervello umano elabora le informazioni visive più velocemente (+75%) rispetto ad un semplice testo. Questo aspetto dona ai video, e ancor di più ai video interattivi, un vantaggio competitivo rispetto ai contenuti veicolati in altre maniere. Il limite dei video tradizionali è che lasciano poco spazio all’interazione, infatti permettono di fare pochissime cose: premere play, pausa, andare avanti e indietro, commentare e condividere.

Ed è qui che si inseriscono i video interattivi. Il loro funzionamento è basato su un meccanismo abbastanza semplice: il video narra una storia che offre differenti possibilità evolutive a scelta dell’utente. L’utente viene messo più volte davanti ad un bivio, definito bivio narrativo, mentre il video interattivo procede. In questo modo si regala un’esperienza immersiva e coinvolgente che rende l’utente partecipe e non passivo.

 

Video-interattivi

 

Non so tu, ma io sono degli anni ottanta e ho letto tantissimi librogame, te li ricordi? È esattamente la stessa cosa, però realizzata sotto forma di video.

Una bella evoluzione esperienziale non credi?

Se non sai cosa sono i librogame ti riporto la definizione di Wikipedia:

Un libro-gioco o anche librogame è un’opera narrativa che invece di essere letta linearmente dall’inizio alla fine presenta alcune possibili alternative mediante l’uso di paragrafi o pagine numerate. Lettori diversi (o la stessa persona in occasione di una rilettura) potranno compiere scelte diverse e ciò condizionerà lo svolgimento e la fine della trama. Questo genere fu principalmente popolare negli anni ottanta.

 

Un po’ di storia

Il primo film interattivo esce nel 1967 ed è Kinoautomat di Radúz Cincera. Durante la proiezione, in corrispondenza dei bivi narrativi, un moderatore saliva sul palco e chiedeva alla platea di votare tra due scelte. In base ai voti, il film proseguiva con la scena preferita dal pubblico.

Negli anni ottanta l’interattività si è diffusa nelle sale giochi, per poi entrare nelle case negli anni novanta con la comparsa dei CD-ROM. Infine, nel 2008, approdano i video interattivi su YouTube, la piattaforma di condivisione e visualizzazione video online per eccellenza, costruiti tramite note interne o annotazioni. 

Le annotazioni sono dei riquadri interattivi che appaiono in sovraimpressione e contengono link ad altri contenuti video interattivi che rappresentano le opzioni di scelta.

 

Come funzionano i video interattivi

Un video interattivo presenta due possibili alternative alla fine di ogni segmento videoIn pratica, di fronte al bivio narrativo, il video interattivo si interrompe e propone delle opzioni cliccabili tra cui l’utente deve scegliere. Le opzioni sono collegate tramite note interne, o annotazioni, ad altri video interattivi

L’esempio più recente è fornito da Bandersnatch, l’ultimo episodio di Black Mirror, la famosa serie televisiva britannica. Durante il film, perché in realtà è un vero e proprio film, vengono proposte differenti vie di prosecuzione e, in base alle scelte dell’utente, la storia procede in modi differenti. 

Video-interattivi-bandersnatch video-interattivo-back-mirror

Come funzionano i video interattivi?

Il prodotto finale viene elaborato tramite un tool che gestisce i vari spezzoni di video collegati alle cosiddette note interne, scelte dall’utente. Il tool gestirà poi i vari segmenti video e li invierà nel giusto ordine al player. Sulla base della scelta fatta si avrà una determinata prosecuzione della storia. 

Più avanti ti suggerirò alcuni strumenti e applicazioni per creare video interattivi. Intanto vediamo gli ambiti per i quali vengono utilizzati e gli scopi per cui un brand scegli di proporli.

 

Utilizzi e scopi

Come ho accennato all’inizio di questa pagina, con l’avvento dell’era digitale, l’utente viene messo al centro dell’attenzione e non è più un soggetto passivo. I brand, così come i marketer, cercano di coinvolgere l’utente sempre di più e renderlo attivo nel processo decisionale che porta alla conversione.

È così che marchi come Newton Running, azienda statunitense con sede in Colorado, ha scelto di produrre video interattivi per il proprio target. Ecco qui un esempio!

 

Per vivere l’esperienza interattiva di questo video devi visitare il sito della Newton Running.

I video interattivi, e più in generale i contenuti di tipo interattivo, aiutano a costruire la brand awareness, a creare engagement e ottenere feedback che aiutino a capire su quale strada indirizzare gli sforzi e gli investimenti. Come? Il comportamento dell’utente, che diventa parte integrante della storia, influenza il messaggio interagendo con esso e adattandolo ai propri interessi. Per di più, genera dati che sono tracciabili e rappresentano una fonte d’informazione importantissima per le aziende durante la costruzione della costumer journey. Infatti, è possibile creare video interattivi con form per la lead generation, link, o il carrello per l’e-commerce.

Se non sai cos’è la customer journey ti consiglio di leggere “Customer Journey: Cos’è e come si crea il percorso dei clienti“.

 

Video interattivi YouTube

Un altro esempio di film interattivo è dato da Sirens. Pubblicato su YouTube nel 2017 da Shane Murphy il quale ha saputo sfruttare le annotazioni e ha pubblicato su YouTube il suo film interattivo. Come Black Mirror, Sirens presenta due possibili alternative alla fine di ogni video.

 

Ovviamente non è l’unico video interattivo presente sulla piattaforma di sharing, ce ne sono molti altri, costruiti in maniera molto semplice tramite l’inserimento dei link di riferimento, per ogni possibilità di scelta, nel box di descrizione del video.

Le ultime novità da parte di YouTube informano che dal 15 gennaio 2019 saranno disattivati tutti i video interattivi e rimosse tutte le annotazioni. Strana decisione aziendale, ma senza entrare nel merito di tali scelte, la notizia ha scatenato qualche scontento. A tal proposito, il regista di Sirens ha spiegato in un’intervista a Motherboard — magazine online e canale video dedicato all’intersezione tra tecnologia, scienza ed esseri umani, lanciato da VICE nel 2009 — che “in questo caso sarebbe possibile preservare almeno il senso dell’opera trasformando manualmente le annotazioni in schermate finali, i riquadri interattivi che vengono mostrati negli ultimi secondi di un video“.

 

L’utilizzo per l’apprendimento: video e-learning

Anche la formazione ha voluto sfruttare i video interattivi. Con essi cambia la modalità di fruizione dei contenuti che diventa altamente produttiva e permette ai partecipanti ad un webinar o ad un corso di interagire in real time, di costruire relazioni e creare collegamenti.

Pensa al successo del video interattivo nei contesti scolastici e di training aziendale. Il video favorisce la comprensione e il trasferimento delle conoscenze in modo veloce ed immediato, poiché consente di caricare frammenti di video e di impostare quesiti a scelta multipla al termine di ogni registrazione.

 

Il Black Game su Instagram

A seguito della pubblicazione di Bandersnatch, Netflix ha ideato un gioco interattivo chiamato Black Game.

Dove si gioca? Su Instagram! E dove se non sul social medium più di moda in questo momento storico? 

Per giocare basta seguire Netflix Italia su Instagram e gli aggiornamenti saranno disponibili tra le stories.

Un ottimo esempio di branching narrative, ossia la narrativa ramificata, in cui l’utente impersona Pierpaolo, che è una persona in carne ed ossa, e sceglie per lui cosa fare quando si trova ai bivi narrativi.

Ne riporto un estratto di quanto avvenuto finora.

 

Come creare contenuti interattivi

Il web mette a disposizione vari tool che ti aiutano a creare contenuti interattivi. Di seguito ne ho selezionati alcuni per te:

 

Rapt Media

Raptmedia è una società nata nella Silicon Valley, offre la tecnologia in sistema cloud che consente alle aziende di creare video interattivi per migliorare l’engagement in modo che siano fruibili e controllabili dall’utente e propone soluzioni strategiche per trasformare i contenuti video in esperienze stimolanti.

Qzzr

Qzzr è un tool per creare piccoli set di domande al fine di ottenere lead o veicolare particolari promozioni. Ti permette di inserire numerosi contenuti come immagini, testi, GIF e video. Il tool è a pagamento e prevede tre piani tariffari: basic, pro e team.

Genially

Genially è un strumento per creare esperienze di comunicazione interattiva per coinvolgere, comunicare, educare e attirare il tuo pubblico. Offre la possibilità di creare immagini, infografiche, presentazioni, micrositi, cataloghi, cv e altro. Mette a disposizione template e il processo di creazione è guidato e molto semplice. I tuoi contenuti possono essere valorizzati con animazioni, effetti interattivi, o contenuti esterni.

Il servizio propone l’account free, pro, master e team con tariffe differenti.

Thinglink

Thinglink è il tool migliore per la gestione delle immagini. Utilizzato principalmente per l’e-learning scolastico e nei luogo di lavoro. Ti permette di inserire dei piccoli spot interattivi all’interno di immagini, anche a 360°, testi, link, video e contenuti audio. Funziona in maniera molto semplice: devi fare un upload di un’immagine e inserire i tag nella posizione desiderata.Terminata la fase di editing, dal menu delle opzioni si può salvare l’immagine e condividerla, anche embeddando il contenuto nel sito web.

Il costo di questo servizio varia in base alle differenti esigenze ed è possibile consultare la sezione prezzi sul sito dell’azienda.

Mapme

Mapme è un map builder. Puoi personalizzare il tuo layout aggiungendo luogo, foto, video e tuor a 360°, poi importi il tutto sulla tua mappa rendendola interattiva e guidando il lettore in un percorso. La mappa può essere integrata dagli utenti con le informazioni che preferiscono, un ottimo modo per incrementare l’engagement. È di facile utilizzo e non richiede particolari conoscenze informatiche.

Per quanto riguarda i prezzi, vengono proposti 4 tipi di abbonamento: free, standard, plus ed enterprise.

Infogram

Sicuramente uno dei tool più conosciuti per realizzare contenuti interattivi è Infogram, con cui puoi creare infografiche, report dinamici dei dati, mappe e rappresentazioni. Fornisce molti layout e un database fotografico di 1.000.000 immagini e icone esenti dai diritti. Presenta un’interfaccia drag&drop e i dati possono essere importati da più fonti.

Infogram offre cinque profili tariffari sia mensili che annuali. Inoltre, propone un listino speciale dedicato a start-up, organizzazioni no profit e organizzazioni educative.

 

Siamo giunti al termine, se ancora non ti senti pronto a realizzare il tuo contenuto interattivo, ti consiglio di approfondire due tematiche seguendo un corso:

 

 

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