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TECNOLOGIA E LAVORO

Come affrontare le sfide nel lavoro che cambia

 

Cosa comporta il binomio tecnologia e lavoro? La tecnologia ci ruberà il lavoro? È opinione diffusa che l’evoluzione tecnologica influenzerà negativamente il mercato del lavoro con effetti già nel futuro immediato. Le macchine sostituiranno gli uomini o piuttosto la tecnologia ci porterà ad una semplice trasformazione del mercato lavorativo?

 

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In che modo le nuove tecnologie hanno trasformato il lavoro

 

Tecnologia e lavoro sono un binomio indissolubile fin dalla prima rivoluzione industriale.

Già dalla seconda metà del Settecento l’introduzione delle macchine è stata percepita con notevole ostilità se non addirittura con fenomeni di ribellione violenta come nel caso del luddismo. Tuttavia anche se elettricità, motori a scoppio e catene di montaggio hanno drasticamente modificato un mercato lavorativo che fino ad allora era totalmente incentrato sull’artigianato, non hanno portato alla tanto temuta drastica riduzione del livello occupazionale.

L’evoluzione tecnologica ha piuttosto garantito un miglioramento delle condizioni di vita generali, un aumento della domanda di beni e servizi ed un incremento dell’offerta lavorativa tale da consentire anche alle donne l’accesso a mansioni che fino a quel momento erano ad esclusivo appannaggio degli uomini.

A distanza di oltre due secoli ci troviamo in una nuova fase transitoria trainata dall’informatica in cui le macchine sono in grado di eseguire compiti ben più avanzati rispetto a quelli affidati loro fino ad ora.

Sebbene oggi guardiamo al passato con gratitudine per tutti le innovazioni introdotte dalle rivoluzioni tecnologiche precedenti, in molti, vivendo in prima persona questa nuova trasformazione, restano perplessi sui mutamenti che la nuova rivoluzione industriale sta apportando nei vari ambiti delle nostre vite. Perché se è vero che nel lungo periodo gli effetti benefici di ogni innovazione sono indiscutibili, è altrettanto vero che ha bisogno di tempo per produrre dei risultati effettivi.

 

 

Sviluppo tecnologico e lavoro: le sfide da cogliere

 

Digitalizzazione e automazione. Sono questi i principali fattori che stanno modificando le dinamiche consolidate tra tecnologia e lavoro.

Ci troviamo nel pieno della quarta rivoluzione industriale o industria 4.0, il nuovo approccio che attraverso l’introduzione di nuove tecnologie produttive mira ad un’ottimizzazione della produzione, al miglioramento delle condizioni lavorative e all’individuazione di nuovi modelli di business. 

La sfida tra tecnologia e lavoro riguarda un duplice ambito: da un lato riuscire a sfruttare le opportunità della tecnologia in ambito produttivo, commerciale e lavorativo, dall’altro riuscire a mantenere l’acquisita sostenibilità sociale, con un occhio di riguardo al lavoro. Sì, perché le ricadute saranno inevitabili sia per quanto riguarda la creazione che la distruzione di posti di lavoro.

Alcune occupazioni diventeranno obsolete, sorgeranno nuove figure professionali e probabilmente alcune mansioni potranno essere eseguite con una repentina diminuzione di ore. Tutto ciò si tradurrà in un’aggiornamento delle skill richieste. Verrà a crearsi un profondo gap, anche retributivo tra le professioni più qualificate, aggiornate ai nuovi standard produttivi, maggiormente richieste e meglio retribuite, e quelle meno qualificate.

 

 

Tecnologia e lavoro pro e contro

 

Assunto quindi che intelligenza artificiale, big data, cloud, machine learning permeeranno la vita di tutti noi nel prossimo futuro, possiamo valutare pro e contro della tecnologia nel lavoro.

  • Tecnologia e lavoro pro:
    • secondo un’indagine condotta dal World Economic Forum nel 2019 su 300 imprese internazionali il saldo tra i posti creati e quelli distrutti dall’evoluzione tecnologica è assolutamente positivo,
    • saranno necessarie figure professionali del tutto nuove.
  • Tecnologia e lavoro contro:
    • sebbene la tecnologia supporterà la creazione di nuovi posti di lavoro, sarà necessaria un’importante riqualificazione delle risorse,
    • il sistema formativo italiano non è ancora totalmente adeguato a recepire il cambiamento in atto.

 

Quali opportunità di lavoro dalle nuove tecnologie?

 

tecnologia e lavoro in ItaliaLa corsa al digitale è inarrestabile. Anitec-Assinform nell’edizione 2019 del rapporto Digitale in Italia stima un incremento del 2,5% annuo tra il 2019 e il 2021.

Dallo studio appare chiaro che nel corso del triennio in esame si avrà l’aumento maggiore degli investimenti nel settore dei contenuti e della pubblicità digitale. 

Si tratta di un dato significativo che si traduce nella presa d’atto da parte delle aziende italiane dell’evoluzione dei canali comunicativi e di come le nuove fonti di informazione e di intrattenimento digitali stanno modificando profondamente le esigenze del pubblico. 

Appare chiaro che il binomio tra tecnologia e lavoro ha incentivato le aziende ad affiancare le nuove strategie digitali alle tradizionali strategie di marketing sia in outsourcing che insourcing. La formazione per una qualificazione e riqualificazione professionale è quindi oggi fondamentale per chiunque volesse dare una chance ulteriore al proprio futuro lavorativo. 

 

Le professioni più richieste nel mercato lavorativo digitale

 

L’evoluzione nel rapporto tra innovazioni digitali e mondo del lavoro ha fatto portato le aziende alla ricerca di risorse che siano in grado di cogliere le opportunità dei nuovi canali comunicativi. Si va dagli specialisti dei social media ai più tecnici analisti, dagli editori di contenuti agli addetti alle pubbliche relazioni digitali. Vediamoli più nel dettaglio:

 

  • Digital marketing specialist: è una figura trasversale che coordina tutti i canali web e social. Definisce la digital strategy e redige un piano di tecnologia e lavoro pro e contromarketing per il raggiungimento degli obiettivi o KPI aziendali. Deve avere competenze su SEO, SEM, web analytics, inbound marketing, affiliate ed email marketing, oltre che gestire la presenza aziendale sui social network e ideare apposite azioni di marketing mirate. 

 

  • Social media specialist: ha come ambito principale di riferimento i canali social, i digital media ed i social network: Facebook, Instagram, LinkedIn, Twitter, YouTube. Gestisce la community aziendale e accresce l’awareness attraverso la creazione di un piano editoriale, l’implementazione dei contenuti del blog e del sito, l’ideazione di apposite campagne ads al fine di procurare nuovi clienti (lead generation) e mantenere quelli già acquisiti (social customer care).

 

  • SEO specialist: dà la migliore visibilità possibile ai contenuti del sito aziendale ricercando il posizionamento migliore sui motori di ricerca (Search Engine Optimization). L’obiettivo è quello di far arrivare sul sito traffico organico qualificato e generare lead.

 

  • SEM specialist: anche il SEM specialist indirizza traffico qualificato al sito web aziendale, ma lo fa attraverso canali a pagamento, principalmente Google Ads.

 

  • E-commerce manager: coordina tutte le attività che interessano un negozio virtuale, cercando di garantire il massimo ritorno tecnologia e lavoro nuove professionifinanziario.
  • Supervisiona quindi tutti i processi riconducibili agli acquisti online: dallo sviluppo dell’e-store alla scelta dei prodotti da promuovere, dall’analisi del comportamento di acquisto dei clienti alla gestione delle politiche di vendita e dei metodi di pagamento.

 

  • Web content editor: è il redattore dei contenuti testuali e visual. Deve possedere un’ottima capacità di scrittura, ma deve avere anche le conoscenze tecniche del web copywriter, oltre che conoscere gli strumenti per arricchire con elementi multimediali i contenuti creati per sito web, blog e social network.

 

  • Digital project manager: è una figura trasversale di supporto al business, ma con profonde conoscenze digitali. Deve avere ottime conoscenze di business management che poi svilupperà in ambito digitale coordinando, sviluppando, analizzando gli step necessari al raggiungimento degli obiettivi di business prefissati. Solitamente è richiesto da grandi aziende con importanti budget da gestire.

 

  • Web analytics specialist: è una figura molto tecnica che la il compito di raccogliere dati, monitorarli e soprattutto analizzarli attraverso le metriche di riferimento per ciascun aspetto del canale da considerare. La web analysis è una disciplina indispensabile e trasversale a tutte le attività di web e social marketing e fornisce per ciascuna di queste le indicazioni per raggiungere gli obiettivi prefissati dall’azienda.

 

  • Digital PR: è lo specialista delle pubbliche relazioni online. Mantiene il rapporto con le web communities e con gli influencer, controlla e gestisce la comunicazione del brand e le campagne online.

 

test professioni digitali

 

 

Piattaforme e tool: la tecnologia al servizio delle professioni digitali

 

Il rapporto tra tecnologia e lavoro non ha solo consentito la creazione di nuove professioni legate al digitale, ma ha anche portato allo sviluppo di piattaforme e tool in grado di supportarne la gestione in maniera automatizzata.

Si tratta del marketing automation: appositi software che gestiscono automaticamente i vari processi del marketing e delle campagne polifunzionali multichannel con lo scopo di snellire ed ottimizzare le comunicazioni con lead e clienti. Questi software riescono a gestire in modo integrato attività spesso affidate a team differenti: lead generation, segmentazione, lead nurturing, gestione del ciclo di vita dei clienti, cross e up-selling, customer retention, e supervisione del ROI.

Sono solitamente composti da tre elementi: un database centrale per la conservazione dei dati relativi a lead, prospect e clienti, tra cui interazioni, comportamenti e acquisti; un sistema di gestione e automazione dei processi di marketing online e offline ed uno strumento di analisi per misurare, testare ed ottimizzare il ROI e aumentare i ricavi.

 

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