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SOVRAOTTIMIZZAZIONE

Cos'è e gli errori da evitare

sovraottimizzazioneLa sovraottimizzazione è una delle maggiori problematiche riguardanti l’uso sbagliato di tecniche SEO.

In questa pagina ti spiegherò dettagliatamente cos’è e ti farò capire come evitarla attraverso alcuni esempi concreti. 

Inoltre, se sei arrivato a leggere questa pagina significa che vorresti che il tuo sito occupasse le prime posizioni su Google. Sappi che se ti farai prendere dall’ansia di raggiungere in fretta questo obbiettivo, rischierai solo di cadere nella sovraottimizzazione.

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Cos’è la sovraottimizzazione?

Il fenomeno della sovraottimizzazione SEO, in inglese over-optimization, si verifica quando si applicano tecniche SEO in modo eccessivo e ingiustificato.

In altri termini, si può dire che è l’abuso delle best practise SEO a far insospettire il motore di ricerca e, per questo motivo, ti penalizza. Infatti, normalmente queste attività sono volte a migliorare il posizionamento di un sito nelle SERP.

Nei prossimi paragrafi ti mostrerò come evitare la sovraottimizzazione e quali sono le attività da tenere sotto controllo.

 

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Esempi di sovraottimizzazione

Prima di addentrarmi nella definizione di over-optimization nella SEO, è utile chiarire la differenza tra due tipologie di tecniche SEO.

  • Tecniche white hat: sono tutte le attività lecite e consentite dai motori di ricerca.
  • Tecniche black hat: sono delle pratiche di spamming volte a sfruttare eventuali limiti degli algoritmi dei motori di ricerca per migliorare il posizionamento di un sito web.

Un tipico esempio di tecnica black hat utilizzata in passato è quella del testo nascosto ottenuto da testo e sfondo dello stesso colore. Fortunatamente dal 2011, grazie all’aggiornamento di Google Panda, i marketers che utilizzavano questa tecnica hanno visto crollare il loro posizionamento del loro sito.

In questa pagina, mi limiterò a mostrare i casi di sovraottimizzazione white hat proprio perché avrai già capito che la black hat SEO è un’attività controproducente e sconsigliata.

 

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Scrivere per il motore di ricerca

Si verifica sovraottimizzazione dei contenuti quando si scrive solo cercando di rispettare le regole SEO, tralasciando che il vero destinatario del contenuto è l’utente, dunque, un essere umano.

I motori di ricerca, Google in primis, dettano le regole del gioco. Per questo motivo, per vedere il proprio contenuto posizionato tra i primi risultati nella SERP è imprescindibile tenere conto dei più importanti fattori di ranking SEO.

Eppure, è l’utente a determinare la qualità del tuo contenuto. Fai incontrare le esigenze tecniche con quelle umane, solo così la lettura risulterà utile e coerente con l’intento di ricerca del tuo destinatario.

Scrivi sempre con l’obiettivo di creare contenuti di valore per l’utente, piacevoli e facili da leggere, solo così potrai evitare la sovraottimizzazione SEO.

Infine, ricordati sempre di creare dei tuoi contenuti originali: tutti i motori di ricerca penalizzano i siti che presentano contenuti duplicati, ossia blocchi o porzioni di testo identici ad altri siti esterni. 

 

Keyword stuffing

Quando lo spider del motore di ricerca scansiona una pagina web tiene conto della keyword density per capire quante volte la parola chiave è inserita in un documento.

La keyword density è un valore percentuale che si ottiene dividendo il numero di volte in cui compare la parola chiave per il numero totale di parole del documento e moltiplicando il valore ottenuto per 100.

Esiste una densità di parola chiave ottimale? Google non ha mai dichiarato l’esistenza di un rapporto perfetto, la sola metrica che puoi utilizzare è il buonsenso. Il discorso deve essere piacevole e privo di eccessive ripetizioni. Sappi che viene analizzato il numero di keyword ed anche la distanza tra loro. Presta attenzione a questo aspetto per non rischiare penalizzazioni per sovraottimizzazione della parola chiave.

 

Over optimization degli anchor text

Una delle pratiche di sovraottimizzazione più rischiose è l’uso di anchor text non naturali.

Il testo utilizzato come anchor text dovrebbe essere una frase di senso compiuto, utile a far capire all’utente il contenuto della risorsa collegata.

 

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Sovraottimizzazione della link building

Un aspetto molto importante è l’analisi dei backlink, ossia dei link presenti in altri siti web che puntano al tuo sito.

Con questo esempio ti sto introducendo un caso di SEO off-page. A differenza dei tre precedenti fattori di SEO on-page, questa volta sono azioni esterne al tuo sito ad analizzare la link building. Per evitare la sovraottimizzazione causata da backlink, bisogna fare attenzione a due aspetti:

  • qualità: i link che puntano al tuo sito devono essere affini dal punto di vista dei contenuti e provenire da siti autorevoli e affidabili;
  • quantità: troppi link in entrata penalizzano poiché il motore di ricerca potrebbe leggerli come non naturali o, peggio ancora, acquistati.

Ora che abbiamo chiarito cosa sono i backlink, quando può verificarsi sovraottimizzazione per colpa di questo fattore?

Quando i backlink scansionati dallo spider dei motori di ricerca vengono ritenuti artificiali, ossia, non acquisiti attraverso un’attività naturale. Ad esempio, un sito che poco dopo la sua pubblicazione online registra una grande quantità di link in entrata, potrebbe far insospettire i crawler.

 

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Qualora non riuscissi a spiegarti perché la tua strategia SEO non ottiene i risultati sperati, puoi utilizzare strumenti di analisi molto efficaci per evidenziare eventuali criticità dovuti alla sovraottimizzazione SEO.

Uno su tutti, la Google Search Console poichè ti segnala eventuali errori  di ottimizzazione. In alternativa potresti dare un’occhiata a Ahrefs, Screaming Frog, Majestic, Semrush e SEOzoom.