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SEARCH INTENT

Tutto quello che c'è da sapere

Cosa si intende per Search Intent? Ad oggi sempre più aziende e lavoratori freelance ne studiano gli aspetti e lo vogliono capire. Ma di cosa parliamo quando ci troviamo di fronte al cosiddetto “intento di ricerca” di un utente? Con Search Intent ci si riferisce al motivo che spinge l’utente ad effettuare una determinata ricerca. Questa informazione è utile per i professionisti del Content Marketing, specialmente per i SEO Copywriter, addetti a produrre dei contenuti stimolanti per gli utenti online. In questa pagina analizzeremo quindi cos’è effettivamente l’intento di ricerca; perché è così importante; i vari tipi esistenti; gli strumenti per studiarlo.

Search Intent

 

Search Intent cos’è 

Come anticipato prima, con Search Intent si fa riferimento al perché viene effettuata una determinata ricerca su Google o sugli altri motori di ricerca. Le parole inserite nella barra di ricerca sono chiamate query. Secondo un dato del 2019, fornito da Google stesso, ogni giorno vengono effettuate circa 3,5 miliardi di ricerche online nel mondo intero. Se inoltre consideriamo che, di queste 3,5 miliardi, il 57% digita almeno una query i dati in nostro possesso diventano praticamente illimitati.

Perché è importante conoscere questi dati? Cosa cambia sapere se una ragazza vuole comprare un paio di scarpe o una coppia si sta informando su un determinato viaggio? Quale vantaggio effettivo ci dà conoscere l’intento di ricerca?

 

Search Intent a cosa serve

L’importanza dell’intento di ricerca è legata alla creazione di contenuti completi ed utili non solo per gli utenti, ma anche per Google. L’azienda statunitense ha migliorato l’omonimo motore di ricerca a tal punto da consentirgli di esaminare le tantissime query ogni giorno e di posizionare i siti che meglio rispondono alle ricerche delle persone.

Conoscere l’intento di ricerca è, quindi, fondamentale se si vuole creare un contenuto efficiente e direttamente collegato all’interesse degli utenti, analizzato appunto da Google e valutato positivamente. È qui che il Google Search Intent ed il suo studio fanno la differenza: avere la possibilità di comprendere e, di conseguenza, offrire dei contenuti completi e che vengano posizionati dai motori di ricerca tra i primissimi risultati online.

Non è un caso se oggi è sempre più comune aggiornarsi e formarsi attraverso vari corsi di Content Marketing

Questo è sicuramente un aspetto chiave per aziende e lavoratori che hanno come obbiettivo la creazione di contenuti validi, poiché consente visibilità immediata e una solida credibilità conferita da Google stesso. 

 

Trovi interessante questo argomento? Ti stai chiedendo se il mondo del Content Marketing può rappresentare il tuo futuro o una valida competenza da acquisire per dare una svolta alla tua carriera? Ecco qui un rapido test per valutare quante e quali competenze hai già in tuo possesso riguardo questo argomento.  

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Quanti tipi di intento di ricerca esistono?

Abbiamo visto i dati legati al mondo del Search Intent. Stiamo parlando di cifre altissime, una serie di informazioni che, numericamente parlando, fanno impressione. I motivi dietro le varie query possono corrispondere a tante necessità: visitare un sito specifico, informarsi su qualche tematica, comprare un prodotto o un servizio. Visto le tante varianti in gioco, c’è bisogno di far ordine e saper distinguere quanti e quali tipi di necessità possiamo trovarci di fronte. L’intento di ricerca viene classificato nei seguenti 4 gruppi.

 

I 4 gruppi di Search Intent

Intento di ricerca informazionale
In questo caso l’utente ha bisogno di schiarirsi le idee su un argomento di suo interesse. Le query digitate saranno generiche o mirate ad acquisire informazioni, magari su un evento storico, un personaggio o, più semplicemente, come imparare a far qualcosa.

Query informazionale: battaglia di Waterloo, Barack Obama, come cuocere la pasta.

Intento di ricerca navigazionale
In questa situazione l’utente ha già chiaro il sito da visitare. Si tratta di ricerche effettuate con query dirette e solitamente corrispondenti al nome del sito stesso.

Query navigazionale: Nike, Apple, Amazon.

Intento di ricerca commerciale
L’utente decide di valutare o confrontare siti che possano portare ad una transazione, senza però ancora effettuarla. In questa fase il motivo è quindi collegato ad un possibile acquisto o azione online, ma la decisione non è ancora stata presa.

Query commerciale: meglio Fiat o Renault, migliori tende da campeggio, migliori lamette usa e getta.

Intento di ricerca transazionale
Qui la ricerca è collegata ad una transazione. La transazione non deve avere per forza valore monetario, bensì può trattarsi anche di un download, iscriversi ad una newsletter o di lasciare un contatto e-mail. In questo caso l’utente ottiene di conseguenza una risorsa.

Query transazionali: corsi SEO specialist, pacchetto Capodanno per 2 persone, hotel a Firenze.

 

Hai notato qualcosa osservando gli intenti uno dopo l’altro? Probabilmente è una sequenza di azioni molto familiare. Si tratta degli step appartenenti alle varie strategie del marketing funnel.

Questo termine indica un processo di varie fasi dove una persona parte come normale utente fino a diventare un cliente affezionato. Il termine funnel in italiano corrisponde ad imbuto, immagine usata per descrivere il percorso che il cliente intraprende e conclude con una transazione finale.

Pianificare una buona strategia di marketing funnel significa avere chiari i passaggi che il tuo utente deve compiere per poter diventare un tuo cliente fedele. Questo è uno step molto importante per generare lead ed aumentare le vendite.

 

Ti suggerisco di approfondire questo argomento dando un’occhiata a questo e-book gratuito:

 

 

Differenza tra Search Intent Keyword e suggerimenti di Google

Analizzando gli intenti di ricerca spesso si commette l’errore di considerare le query e i suggerimenti di Google come la stessa cosa. Se io digito “Hotel Italia“ uso delle query molto generiche, perciò il mio Search Intent sarà probabilmente ancora poco chiaro a Google. In fondo alla pagina dei risultati, la cosiddetta SERP, verranno quindi generate varie opzioni:

  • Hotel Italia Verona
  • Hotel Italia Firenze
  • Hotel Italia Roma  

Quelli che vediamo qui sono i suggerimenti forniti dallo stesso Google. Servono a guidare l’utente tra le informazioni troppo generiche date dalle query. I suggerimenti di Google, come vedremo più avanti, sono utilizzati anche in ambito SEO come strumento per studiare l’intento di ricerca (Search Intent Analysis). 

 

Search Intent Tool: 5 strumenti per studiare l’intento di ricerca

Studiare il Search IntentUna volta chiariti gli aspetti fondamentali del Search Intent, è il momento di vedere quali programmi esistono per studiarlo e capirlo meglio. Online ci sono tantissimi tool gratuiti, molto utilizzati anche dai professionisti nel mondo della SEO. Qui di seguito scopriamo 5 tra i principali programmi per studiare l’intento di ricerca: Google Keyword Planner, Ubersuggest, AnswerThePublic, la SERP di Google e SEO Hero.

 

 

Keyword Planner 

Keyword Planner nasce come supporto alla ricerca di parole chiave per le campagne marketing, ad oggi è utilissimo anche per chi fa SEO. Oltre a suggerire delle nuove parole chiave legate ad un sito o ad un prodotto, consente di analizzare dati e tendenze da cui ricavare il volume di ricerca degli utenti intorno a quelle query.

 

Ubersuggest

Questo programma è utilizzato tantissimo nel mondo SEO. Con Ubersuggest possiamo ricavare 4 indicazioni riguardo una determinata parola chiave:

  • Volume di ricerca, numero di ricerche riguardo quella query stimate in un mese
  • SEO Difficulty, concorrenza stimata nella ricerca organica
  • Paid Difficulty, concorrenza stimata nella ricerca a pagamento
  • CPC (Costo Per Click), costo per click medio se vuoi che Google mostri il tuo sito come annuncio nei risultati delle ricerche.
  • AnswerThePublic

Quando si tratta di cercare idee per i contenuti, AnswerThePublic è un programma formidabile. Non fornisce semplicemente qualche parola in più rispetto alla query inserita, ma rende visibili delle vere e proprie long tail keyword, cioè delle frasi che possono suggerire nuove idee o argomenti riguardo quella parola chiave.

 

SERP di Google

Nella SERP di Google possiamo trovare molte idee riguardo l’intento di ricerca. Digitando una query è il motore di ricerca stesso a generare altre parole, suggerendo le ricerche più effettuate e di conseguenza più diffuse. Come già detto prima, in fondo alla SERP troviamo inoltre tutte i suggerimenti collegati a quella query, altra risorsa utile per intercettare più informazioni riguardo la Search Intent.

 

SEO Hero

Questo tool valuta le prime 100 pagine su Google relative ad una determinata query, dalle quali vengono estratte le parole più rilevanti a livello semantico. Google esamina i contenuti nelle varie pagine riguardo ad un argomento, perciò è importante sapere qual è il vocabolario di parole più adatto da utilizzare quando si va a creare i nostri contenuti.

 

Conclusioni

Abbiamo visto come conoscere l’intento di ricerca e saperlo analizzare sia molto importante nell’ambito del Content Marketing. Oggi sempre più aziende cercano SEO Copywriter esperti, capaci di individuare e creare contenuti adatti alle esigenze degli utenti.

Informarsi ed aggiornarsi riguardo questo settore significa avere in mano una preziosa risorsa per quanto riguarda le strategie da attuare per generare lead ed aumentare le vendite. Del resto, quale strategia migliore se non partire dalla più classica delle domande nel marketing d’oggi: ”Cosa serve a questa persona?”

 

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