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LINK BUILDING

come aumentare traffico e conversioni

 

Cos’è la link building e come si fa?

Per tutti coloro che scrivono sul web, gestiscono siti, costruiscono strategie di posizionamento sui motori di ricerca, in altre parole fanno SEO, la link building, detta anche link earning, è argomento e tematica di applicazione quotidiana. Con questa guida potrai capire meglio la link building cos’è; il suo significato nell’ambito delle tecniche SEO; cosa vuol dire link e come creare un link; come costruire una link building strategy; quali sono le attività SEO più indicate per fare link building gratis.

 

Link-building-cover

 

In questa pagina vedremo tutti questi aspetti legati alla link building, attività ormai imprescindibile tra quelle per il posizionamento di un sito internet. Assimilando i concetti che affronteremo più avanti, sarai in grado di fare un’analisi e progettare la tua link building strategy. Potrai operare in autonomia per migliorare il posizionamento sui motori di ricerca e aumentare il traffico al tuo sito e le conversioni.

 

Link building cos’è

Partiamo dal principio con una definizione di link building significato che riporta ad un’insieme di azioni e tattiche volte ad incrementare in numero e qualità i link in entrata verso una determinata webpage. Lo scopo principale di questa strategia è migliorare il posizionamento della pagina nella SERP (Search Engine Results Page), ossia nella pagina di risultati visualizzata dagli utenti a seguito di una ricerca su Google. Significa ottenere maggiore visibilità, autorevolezza, traffico in entrata verso il sito, migliori opportunità di conversione e di raggiungimento degli obiettivi dell’attività online. È importante essere nella prima pagina di risultati poiché gli utenti non consultano la seconda pagina o le successive.

To link in inglese si traduce con collegare. L’attività di crawling fatta da Google, tramite l’invio di crawler, spider o robot, serve a scansionare tutte le pagine presenti sul web e passa proprio attraverso i link.

 

Come fare link building

Sapere come fare link building è legato alla dinamica di funzionamento del motore di ricerca. Il web può essere paragonato ad un grande sistema di catalogazione di tutte le risorse disponibili online. Immaginiamolo come una enorme biblioteca. Lo spider utilizzato dai motori di ricerca, analizza tutte queste risorse e costruisce una mappa ben precisa di tutti i contenuti esistenti online e della loro relazione. Proprio grazie ai collegamenti, cioè ai link, tutte le pagine esistenti sul web sono agganciate l’una all’altra e formano una ragnatela entro cui si muove lo spider del motore di ricerca.

Anche se la link building non è l’unica carta da giocare a tua disposizione per farti vedere, un sito senza link interni e/o esterni, è come se fosse invisibile per Google, come se non esistesse.

 

Importance of link building

 

Perché farla?

Link building perché farla? Innanzitutto perché è una buona tattica SEO per diventare influenti, generare traffico sul proprio sito o su quello del cliente, rendere visibili i contenuti, contribuire alla notorietà del brand (brand awareness).

Come fare linkbuilding? La mossa fondamentale di partenza è produrre contenuti di rilevanza e offrire un servizio di qualità, rivolto possibilmente ad una nicchia di mercato in cui tu puoi eccellere per specializzazione e competenza, perché più sei generico e più avrai concorrenti con cui competere.

Il modo migliore per incoraggiare l’inserimento in altri siti di link di qualità è creare contenuti univoci e peculiari, in grado di acquisire naturalmente popolarità nelle community online. La creazione di validi contenuti ha il proprio tornaconto: i link sono voti redazionali dati per scelta. Maggiore è l’utilità dei tuoi contenuti, maggiori saranno le probabilità che un altro sito/autore li ritenga validi per i propri lettori e inserisca un link verso le tue pagine.

 

Link building strategy: come funziona

Ecco alcuni suggerimenti pratici per attuare una tua link building strategy gratis, soprattutto se sei all’inizio delle tue attività online:

  1. link-buildingPartecipa attivamente a forum, gruppi social di settore, il più possibile verticali sul tuo argomento. Creati le opportunità di inserire dei link al tuo sito, non importa se alcuni saranno nofollow (ne parlo in fondo all’articolo). Potranno generare interesse verso di te e portarti link naturali e quindi traffico;
  2. Produci contenuti anche su piattaforme di terzi, tipo Storify, Wikipedia, o facendo pubblicare i tuoi post su blog e siti con una buona reputazione. Presta attenzione a quello che raccomanda Matt Cutts! Ha più rilevanza ricevere un link da un sito istituzionale o con buona fama, possibilmente coerente al tuo settore, piuttosto che tanti link da siti sconosciuti e di scarsa qualità;
  3. Se puoi scegliere tra due o più siti in cui farti linkare, valuta anche il Page Rank e la Domain Authority, ossia l’anzianità e l’autorevolezza del dominio e di chi linka quei siti (più avanti ti suggerirò alcuni strumenti per farlo);
  4. Utilizza le directory link che si addicono al tuo settore, per entrare in un circuito di consultazione a tema;
  5. Sfrutta la tua rete di conoscenze offline per farti condividere, cercando di rimanere sempre in tema. Non spammare link sui siti di parenti e amici se non riguardano il tuo core business;
  6. Puoi sottoporre il tuo sito a DMOZ nella sezione giusta. Ciò diventerebbe un’attività di link building diretta, come in altri siti web dedicati a social news come Reddit o OkNotizie;
  7. Proponi in modo trasparente, anche via e-mail, i tuoi contenuti ai soggetti che ritieni possano essere interessati. Una semplice domanda diretta viene percepita in modo più favorevole, che proposte di scambi di link, e benefici reciproci. Qui può aiutarti un buon utilizzo dell’e-mail marketing.

 

Link building e SEO

Dal punto di vista della SEO, ti suggerisco alcuni accorgimenti utili:

  • Fai in modo che i tuoi link siano nella parte alta del documento e comunque prima di altri, se ce ne sono;
  • Rammenta che la presenza di troppi link in uno stesso contenuto vanifica l’efficacia del tuo;
  • Utilizza termini diversi per creare anchor text cui agganciare il link basandoti anche su sinonimi della keyword per cui ti vuoi posizionare. Ad esempio “come fare link building”, “strategia di link building” “link building strategy “. Oppure inserisci in una frase più ampia: “sviluppare tattiche di link building”
  • Puoi usare anche a volte inviti più espliciti come “clicca qui”, oppure “vai al sito”;
  • Oppure indicare il link per esteso https://www.ilmiosito.it/blog/link-building, o fare una semplice citazione del nome del sito, anche se non ha un effetto dofollow, può rivelarsi un’azione che porta traffico e suscita interesse;
  • Usa immagini ben referenziate cui agganciare un link, da alternare al contenuto testuale;
  • Le tue immagini originali se utilizzate o messe a disposizione di altri webmaster possono diventare una fonte di potenziali link al tuo sito. Alcuni tool SEO, offrono la possibilità di trovare anche chi utilizza a tua insaputa le tue immagini protette da copyright (nel paragrafo dedicato ai Tool ne vedremo alcuni);
  • Cerca di sfruttare la posizione migliore all’interno della pagina in modo da non forzare la presenza dei link, ma renderla naturale e ovvia.

Se l’argomento è di tuo interesse, leggi anche la nostra pagina su come aumentare visibilità sito.

Per approfondire le strategie SEO ti consiglio di scaricare questo ebook gratuito.

 

 

Diventa un esperto

Ecco, adesso viene il bello: come imparare a fare tutto ciò? Intanto con una curiosità pazzesca e la voglia di sperimentare. Poi con una buona formazione di partenza che ti faccia capire nella sua complessità il mondo del web e le sue regole.

linkbuilding-rankingfactorsLe nuove professioni digitali, nell’ultimo decennio, stanno offrendo buone opportunità di impiego e le aziende cercano esperti e personale competente da affiancare ai consulenti esterni, per portare nuove competenze all’interno dei propri organici. Fare SEO, attività di link earning e campagne di linkbuilding diventa sempre più frequente al passo con la digitalizzazione delle aziende stesse.

Come avrai capito, Digital-Coach offre il più ampio spettro di opportunità di formazione e certificazione delle tue competenze nel digitale. Attraverso la pratica diretta, a partire della formazione frontale che ricevi – come sto facendo io scrivendo questo articolo – hai anche la possibilità di sperimentare il tuo livello di apprendimento.

Non ti resta che consultare il link che ti ho proposto per scovare la migliore soluzione formativa e diventare un esperto.

 

Come evitare le penalizzazioni

Ecco alcune azioni a cui prestare attenzione, per non incorrere in penalizzazioni:

  • Se hai un sito o blog nuovo, o relativamente recente, cerca di fare un link earning, sensato. Non puoi pretendere di avere una marea di link al tuo sito nel giro di poco tempo, altrimenti risulterai sospetto e “farlocco” fin dalla tua nascita. Devi avere pazienza e fare link building in maniera naturale: costruisci fisiologicamente la tua autorevolezza.
  • Fai attenzione alla qualità dei siti da cui riceverai link: siti spam, illegali, porno, pirata o di pessima qualità non lavorano a favore della tua credibilità e della tua reputazione. Inoltre, non piacciono a Google.
  • Non solo alla home page, i link devono essere distribuiti nei contenuti delle tue pagine per dare forza a tutti i post in modo pertinente;
  • Evita le iscrizioni a una valanga di directory in poco tempo e usa in modo variato titolo e descrizione.

 

linkbuilding-natural-links

Infografica – Fonte moz.com

 

Gli strumenti da utilizzare

Fare linkbuilding per brand noti e realtà aziendali importanti, dopo aver ben lavorato sulla crescita organica, significa fare qualche investimento. È possibile ingaggiare un professionista, oppure ricorrere ai servizi di Web Agency qualificate. Se sarai tu ad occupartene, dovrai stare molto attento nella scelta dei servizi offerti sul web e nel sottoscrivere abbonamenti a piattaforme che promettono risultati mirabolanti, con acquisizione di migliaia di link qualificati e selezionati, proprio per la tua scalata della SERP. Meglio se impari ad usare alcuni strumenti di analisi e decidi poi la politica da adottare per la tua linkbuilding campaign.

 

Tool gratuiti

Di seguito ti fornisco una lista di strumenti che potrebbero esserti utili, alcuni gratuiti altri a pagamento:

Funzione “Highlight Nofollow Links” del plugin SearchStatus per Firefox. Consente di individuare tutti i link nofollow e altre informazioni sul Rank positioning del sito, sull’importanza dei link e del suo traffico (su dati Alexa e Compete), fornendo un quadro abbastanza chiaro.

DomainTools ti aiuta ad individuare l’anzianità di un sito, per capirne anche la sua affidabilità.

Open Site Explorer una funzione all’interno di Moz.com, in parte free, che ti consente di ricercare backlinks, trovare opportunità di linkbuilding e scovare link danneggiati. L’accesso alle altre funzionalità richiede la sottoscrizione di un abbonamento.

SimilarWeb e Ahrefs – in parte free in parte pro – servono a tracciare backlinks, keywords, brand mentions e analizzare cosa fanno i tuoi competitor.

Majestic lavora con un proprio algoritmo basato su Citation Flow e Trust Flow. Il Citation Flow prevede quanto potrebbe essere influente un URL in base al numero di siti ad esso collegati. Il Trust Flow è un punteggio basato sulla qualità, in scala 0-100. I siti strettamente collegati a un sito iniziale affidabile possono avere punteggi più alti, mentre quelli che hanno dei link ambigui hanno un punteggio molto più basso. Questo consente di fare delle analisi molto precise sulla qualità dei link in entrata, sulle potenziali attività di correzione e su quelle di miglioramento.

SeoZoom può aiutarti a capire se ricevi backlink da siti che sono stati penalizzati e che non giovano alla tua reputazione; ha un’ottima interfaccia anche per realizzare report sulla qualità dei link.

Una efficace strategia di link building prevede un uso combinato di vari tool, necessari per gestire i dati che vengono trattati nell’analisi finale e in fasi operative che sconfinano anche nel off-line, nelle PR e nel contatto diretto.

 

Organizzare un campagna

Le fasi di organizzazione di una campagna di linkbuilding possono essere schematizzate in 5 punti:

  1. LINK AUDIT per conoscere la storia dei link al sito, siti di provenienza e loro affidabilità, il rapporto tra numero di domini e IP, trust flow/citation flow;
  2. ANALISI ANCHOR TEXT per capire l’utilizzo delle keyword su cui vengono ancorati i link e come eventualmente modificarne l’utilizzo;
  3. MAPPATURA GEOGRAFICA e linguistica, scelta delle piazze più idonee agli obiettivi del brand;
  4. ANALISI DELLE PAGINE che ricevono più link (link juice) e come sono distribuiti nel sito. È importante che ci sia armonia nella distribuzione dei link che offra un effetto naturale;
  5. ORGANIZZAZIONE DELLA CAMPAGNA facendo scouting (selezione mirata e profilazione di siti idonei alla nostra linkbuilding), scelta di anchor text appropriate, strategia di posting (contenuti, posizione dei link e distribuzione all’interno dei post), attività di contatto e modalità di collaborazione.

 

Applicazione pratica

Voglio riproporti in sintesi un caso di applicazione pratica tra uso di SEO tools e realizzazione di campagna link building che ho letto sul sito di Matthew Barby:

  • Uso Scrapebox per spammare commenti sui blog, per un fine tutto sommato white hat (approfondiremo l’argomento più avanti): ricerco in una nicchia specifica potenziali opportunità di link attraverso la sua search, filtrata ovviamente sull’argomento di interesse e su alcuni criteri (“guest”, “write for us”, “guest post”). Preoccupati di capire tra i prospect quelli più rilevanti attraverso lo screening del loro PageRank, anche questo con Scrapebox;
  • Uso ScreamingFrog/seospider per vagliare la lista ottenuta, inserita come un file .csv. Seleziona attraverso filtri possibili tipo “write for us”, “contribute to our blog”, una tipologia di siti sempre più coerente;
  • Uso BuzzStream per caricare la mia lista ed ottenere in breve tempo tutte le informazioni di contatto e i social media profile dei miei potenziali link co-builder e da qui: via ai contatti ed alle proposte di interazione. WOW! La nota dolente è che ci troviamo di fronte ad un fantastico linkbuilding tool, gratuito solo per due settimane, poi si paga.

 

Glossario

Quanti tipi di collegamenti esistono?

Le principali categorie di link che ritroviamo, sono:

Link editoriali: tutti quelli che arrivano in modo spontaneo alle pagine, generati dall’interesse suscitato dal contenuto, pertinenza nell’ambito di un determinato settore e ritenuti validi al fine di completare la stessa informazione di colui che ci linka; sono link che non sono stati richiesti, ma proposti per pertinenza, nel contesto della risorsa che ci prende come riferimento.

Link risorse / informazioni: spesso troviamo nelle barre di navigazione o negli approfondimenti delle bande laterali dei siti link denominati appunto risorse o informazioni, o semplicemente link. Sono fondamentalmente, hyperlinks a siti o specifiche webpage che vengono ritenute di interesse per i visitatori del sito, e quindi considerati validi supporti all’esperienza di consultazione.

Link acquistati: in questa categoria si ritrovano diverse tipologie di link ottenuti attraverso pagamento o corrispettivo di beneficio.

 

Link acquistati

Nell’ultima categoria citata, che merita un approfondimento, troviamo:

Link reciproci: fra due siti che trattano dello stesso argomento o di temi correlati, che dietro accordo si scambiano link per incrementare il ranking. Proprio per prevenire false attribuzioni di valore ai link, i motori di ricerca hanno declassato il valore di questi scambi.

link-building-seoSottoscrizioni di forum: può portare effettivamente dei backlink al proprio sito/blog, sulla base di regole stabilite all’interno dei forum stessi. È una formula spesso usata per portare traffico e creare link in ottica SEO.

Blog comment: lasciare commenti a post di altri blog, attinenti all’argomento che tratta il sito o blog oggetto del nostro linkbuilding, aumenta la possibiltà che altri lettori arrivino alle nostre pagine, nonostante il link generato sarà di tipo nofollow (nel prossimo paragrafo ti spiego di cosa si tratta).

Directory links: dmoz.org, thespider.it, mrlink.it;sono alcuni esempi di siti directory dove si possono segnalare gratuitamente i propri siti o blog per argomento; gli utenti possono trovare centinaia di siti, un po’ come fare una consultazione delle Pagine Gialle. Ovviamente, questi siti vogliono la registrazione poiché rappresenti un potenziale loro cliente, come nei prossimi due casi.

Social bookmarking: quante volte ti sarà capitato di trovare un articolo o un sito che ti interessa ma non hai il tempo di leggerlo? Getpocket.com, feedly.com ,bumpzee.com lo storico del.icio.us, e l’italiano diggita.it sono esempi di di social bookmarking gratuito con cui si possono archiviare articoli, documenti, landing page. I cosiddetti bookmark hanno un anchor text e sono stoccati pubblicamente, vengono trovati durante il crawling del motore di ricerca e quindi indicizzati.

Link a immagini: i file immagine, opportunamente nominati e taggati possono essere depositati in specifiche directory, ad esempio di infografiche, di stock di immagini disponibili e rimandare ad una specifica URL.

 

Link dofollow e nofollow

I link efficaci per ranking devono essere dofollow, che significa essere tracciabili e indicizzabili dal motore di ricerca ai fini dell’attribuzione del punteggio che mette in graduatoria il tuo sito nella SERP.

In alcuni casi, è preferibile invece inserire l’attributo rel=nofollow al link, cioè un tag HTML che dice ai motori di ricerca di non seguire la risorsa linkata e di non considerarla ai fini del rank, pur mantenendo comunque un valore ai fini SEO almeno in 3 casi:

  1. Fare commenti su Blog affini al tuo perché la pertinenza e la partecipazione attiva a una conversazione può generare curiosità rispetto alle tue competenze, portare comunque traffico al tuo sito e, perché no, anche dei backlinks successivi alla tua scoperta;
  2. Essere ospitati come guest post in un Blog molto noto e autorevole potrebbe avere un effetto ancora maggiore rispetto al punto 1, nonostante il nofollow (approfittare del dofollow in questo caso sarebbe quasi maleducato)
  3. Produrre contenuti di valore su piattaforme a base social, tipo Storify, per farsi conoscere e apprezzare.

 

Black hat e white hat: due modi di fare link building

Qualsiasi link mirato a manipolare il PageRank o il posizionamento di un sito nei risultati di ricerca di Google può essere considerato parte di uno schema di link e costituisce una violazione delle Istruzioni per i webmaster di Google. Ciò include qualsiasi comportamento che manipoli i link da/per il tuo sito.

 

Black hat vengono denominate tutte quelle attività indiscriminate di backlinking, tramite acquisto, scambio, strutturazione di più livelli di link che rimandano sempre allo stesso sito. Queste tattiche scorrette dal punto di vista etico e non rispettose delle linee guida di comportamento nel web, sono state da tempo condannate fino al punto da generare penalizzazioni da parte dei principali motori di ricerca, Google in primis. Chi usa strategie black hat va in fondo alla fila…nella SERP.

Lalink-building-significato link farm è una particolare tipologia di attività black hat in cui un gruppo di siti, in modo manuale e generato automaticamente da software, rimanda reciprocamente uno all’altro (lo schema della voce wikipedia lo spiega bene) simulando una referenza di backlink per ingannare il motore di ricerca. Queste attività sono fortemente penalizzate.

White hat sono al contrario tutte le tattiche di ottenimento (da qui link earning) di link verso il tuo sito che mirano a guadagnare in modo corretto la tua nomea di professionalità sul web, avendo sempre come obiettivo la resa di un servizio effettivo ai propri utenti, unita alla crescita di traffico, autorevolezza e notorietà del tuo sito, con tutti i benefici anche di monetizzazione che potrai ottenere se sarai bravo.

Io ti consiglio sempre di indossare il “cappello bianco”, oltre che portare buoni frutti è anche elegante! ;)

 

 

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