Seleziona una pagina

MOBILEGEDDON

la rivoluzione dell'algoritmo Google

 

google-mobilegeddonGoogle Mobilegeddon è un aggiornamento dell’algoritmo di ricerca che Google ha lanciato il 21 aprile 2015 e che premia i siti mobile-friendly. Ma come mai l’insolito annuncio di questo cambiamento ha destato tanto clamore da richiamare nel suo nome l’apocalisse biblica?

In questa pagina scoprirai i cambiamenti causati dall’implementazione di Google Mobilegeddon e ti chiarirò alcuni aspetti sul suo funzionamento e sul reale impatto che ha avuto nel periodo immediatamente successivo al suo lancio.

Scopri il Corso SEO Specialist Certification e apprenderai tutte le strategie da adottare per posizionare il tuo sito nella parte alta della pagina dei risultati dei motori di ricerca.

 

Richiedi un parere degli esperti per sapere come promuovere il tuo sito online in ottica SEO e mobile friendly!

RICHIEDI UNA CONSULENZA STRATEGICA GRATUITA

 

Cos’è Google Mobilegeddon?

Google Mobilegeddon è un aggiornamento dell’algoritmo di ricerca e consiste in una sequenza di istruzioni codificate che determina il posizionamento dei risultati in SERP. Si tratta di un cambiamento vissuto come una vera e propria rivoluzione, poiché per la prima volta le ricerche sono state condizionate dal dispositivo usato. Questa modifica ha lo scopo di premiare i siti mobile-friendly e responsive, cioè capaci di adattare la propria grafica alle dimensioni del device utilizzato e rendere l’esperienza utente sempre migliore. I siti web non ottimizzati, in questo senso, sono invece penalizzati nei risultati di ricerca e rischiano di scivolare sempre più in basso nella SERP.

Il significato di Mobilegeddon viene dalla fusione di Mobile+Armageddon, nome decisamente evocativo! La scelta è stata dettata dalla volontà di Big G di annunciare l’update con grande clamore. Questa decisione, infatti, non era mai stata presa e i precedenti aggiornamenti algoritmici erano stati fatti in segreto, lasciando che SEO Specialist e sviluppatori scoprissero i cambiamenti con l’esperienza diretta. 

Nel 2016 l’algoritmo ha subito un aggiornamento. La versione di Google Mobilegeddon 2.0 aumenta l’effetto della compatibilità di un sito con i dispositivi mobili come parametro di posizionamento e penalizza le pagine sature di parole chiave. La vera rivoluzione avviene però nel 2018 quando viene aggiunto il Mobile-first Index che coinvolge anche i risultati mostrati nelle ricerche effettuate da desktop.

In sostanza, la novità consiste nel fatto che Google ha deciso di utilizzare lo user agent mobile, cioè la stringa di codice che comunica al server informazioni riguardanti il browser e il dispositivo dal quale si accede alla rete, per fare crawling di un sito web. Questo implica che la valutazione dei contenuti del sito avviene sulla base di ciò che viene visto da un utente mobile. L’azienda californiana ha anche dichiarato che i siti unicamente desktop sarebbero stati ugualmente indicizzati, nonostante l’uso dello user agent mobile, ma in ogni caso sarebbero stati privilegiati i siti mobile-friendly.

 

Vorresti diventare un manager nel campo della SEO?

SCOPRI IL CORSO SEO MANAGER

 

Come funziona l’algoritmo mobile

Quali sono le caratteristiche del Google Mobilegeddon update? Nel comunicato ufficiale si legge che l’aggiornamento:

  • riguarda solo il posizionamento delle ricerche effettuate dai dispositivi mobili;
  • influisce sui risultati della ricerca in tutte le lingue a livello globale;
  • si applica alle singole pagine e non all’intero sito web.

Questi punti implicano, innanzitutto, che se un sito non è ottimizzato per dispositivi mobili, la penalizzazione si verifica solo per le ricerche effettuate da mobile e non per quelle fatte da desktop. Inoltre, non esiste una graduatoria per misurare il livello di ottimizzazione: o un sito è mobile-friendly o non lo è. Per verificare ciò, è stato messo a disposizione un Test di compatibilità con i dispositivi mobili. Attraverso questo Mobilegeddon test si può verificare se il sito è mobile-friendly, e in caso di risultato negativo si fornisce anche un elenco di problematiche da risolvere in direzione della compatibilità mobile.

Per supportare gli sviluppatori durante la trasformazione del sito in direzione del mobile-friendly, Google ha messo a disposizione una guida per l’ottimizzazione e lo strumento di usabilità sui dispositivi mobili: questo strumento mostra come il motore di ricerca vede il tuo sito e quali azioni sono necessarie per rendere il sito accessibile agli utenti mobile.

Nel paragrafo successivo ti spiego le motivazioni che hanno portato Google ad implementare Mobilegeddon.

 

Vuoi imparare come promuovere il tuo sito web sui motori di ricerca?

SCOPRI I CORSI SEO

 

Perché Google ha implementato il Mobilegeddon Algorithm

Quali sono stati i fattori che hanno spinto Big G a privilegiare nella pagina dei risultati quelli ottimizzati per mobile? Da cosa è stato motivato il Mobilegeddon update? Nel 2015, per la prima volta, si è registrato un cambiamento di rotta: le ricerche da smartphone hanno superato quelle da desktop raggiungendo il 60% delle ricerche totali fatte sul web usando Google come motore di ricerca.

Da quel momento, le mobile search sono aumentate di anno in anno, proprio come i numeri del Mobile Advertising, cresciuti ulteriormente in seguito al boom dello smartphone. Questo incremento ha spinto ulteriormente l’azienda di Larry Page e Sergey Brin a voler migliorare l’esperienza del mobile surfer, considerando che dall’Advertising deriva la maggior parte del suo fatturato.

Altro fattore che ha reso possibile l’implementazione dell’algoritmo mobile friendly è stato il cambiamento delle modalità di utilizzo dei device mobili. Oggi lo smartphone è al centro di quasi tutte le attività quotidiane, molto più di quanto non lo fosse, ad esempio, 10 anni fa. Questo mutamento si riflette sulle aspettative degli utenti nei confronti dei motori di ricerca, rendendo la User eXperience e l’usabilità dei portali dai dispositivi mobili, due fattori fondamentali.

Ultimo motivo che ha portato al Mobilegeddon Update è la funzione di geolocalizzazione presente negli smartphone che ha causato l’aumento del numero delle ricerche locali in modo esponenziale. Ad oggi infatti, più del 40% delle ricerche da mobile risultano essere ricerche locali. Inoltre, i risultati locali vengono elaborati da Google secondo i principi della Local Search, potenziati ulteriormente nel 2014 con il Pigeon update: di fronte a ricerche non specifiche e a query con keyword generalista come ”hotel” o ”trattoria”, il motore di ricerca restituisce risultati locali, basandosi sulla posizione geografica dell’utente. Ciò ha reso evidente come ricerca mobile e Local Search siano legate a un doppio filo, ispirando in tal modo il lancio del Mobilegeddon.

 

Scopri se hai tutti i requisiti per svolgere la professione digitale del SEO Specialist grazie a questo test!

Test SEO Specialist

 

L’impatto di Google Mobilegeddon

Secondo le previsioni, l’algoritmo Mobilegeddon avrebbe avuto un impatto sulla SERP molto più catastrofico rispetto agli altri importanti aggiornamenti dell’algoritmo, come il Panda update o il Google Penguin. Tuttavia, il 21 aprile 2015 l’apocalisse non si è verificata, il rollout è stato progressivo ed è durato alcune settimane. Dunque, rispetto al panico che aveva generato subito dopo l’annuncio, con previsioni disastrose per tutti quei siti che non si sarebbero fatti trovare pronti, possiamo dire che l’impatto del Mobilegeddon è stato meno devastante del previsto. Le penalizzazioni di Google sono comparse a distanza di un pò di tempo, poiché il motore di ricerca introduce gli algoritmi in modo progressivo e con diverse revisioni.

Aldilà di ogni allarmismo, c’è da dire che il processo di ottimizzazione in direzione mobile è sì complicato e impegnativo ma una volta effettuato, il problema del Mobilegeddon sparisce. Inoltre, dal momento che l’aggiornamento riguarda solo le ricerche da mobile e che nel 2015 le percentuali delle ricerche da PC non erano ancora così basse, era prevedibile che la situazione da desktop sarebbe cambiata poco, e che la discesa in SERP dei siti non ottimizzati sarebbe stata minima.

Altro aspetto da aggiungere è che già da prima del Mobilegeddon Google, le SERP da mobile e quelle da desktop erano diverse anche di fronte alla stessa query, perché quelle da mobile sono influenzate dalla geolocalizzazione. Comunque, oltre al tanto temuto posizionamento, le conseguenze del Google Mobilegeddon update hanno riguardato anche aspetti che si possono definire tecnici:

  • il definitivo abbandono di Flash;
  • la suddivisione esplicita dei temi di WordPress tra quelli ottimizzati per mobile e quelli che non lo sono;
  • il proliferare dei layout responsive nei siti di nuova generazione;
  • una maggiore consapevolezza dell’importanza di avere un sito mobile da parte dei committenti rispetto alle richieste da porre agli sviluppatori.

Come visto sopra, lalgoritmo del mobile-friendly ha effetti sui posizionamenti solo per le ricerche da mobile, da desktop la situazione rimane invariata fino al Mobile-first Index. È fondamentale precisare che anche dopo Google Mobilegeddon, il principio di big G non cambia: content is king. Ciò vuol dire che si continua a premiare la qualità e la pertinenza dei contenuti in relazione al Search Intent dell’utente: dunque se un sito risulta perfettamente ottimizzato per mobile, ma non contiene l’esatta risposta alla query di ricerca, esso sarà posizionato sempre dopo il sito che risponde all’intento di ricerca, sebbene questo non sia mobile-friendly.

Altro aspetto da precisare è che all’inizio, le ricerche da tablet non sono state coinvolte nella modifica dell’algoritmo, perché il tablet non era considerato un dispositivo mobile ma piuttosto un ibrido tra smartphone e desktop.

In linea di massima, chi possiede un sito ottimizzati per dispositivi mobili, trarrà vantaggi in termini di posizioni, chi invece ha un sito adatto solo a desktop scenderà nella SERP, di poco o di tanto, in base al numero di siti web più mobile-friendly del suo per la specifica query di ricerca.

 

Guarda questo video gratuito per saperne di più riguardo alla SEO!

 

 

Come rendere un sito mobile friendly

Secondo le direttive del Google Mobilegeddon update, come deve essere un sito che rifletta al meglio e rispetti i nuovi standard di Google? Le caratteristiche di un sito ottimizzato per mobile riguardano molteplici aspetti, tecnici, grafici, di navigazione, la presenza di funzionalità specifiche. Ad esempio:

  • è necessario segnalare al motore di ricerca che una pagina è stata predisposta per i dispositivi mobile;
  • il Googlebot deve avere accesso al codice CSS del sito, al Javascript, alle immagini ecc.;
  • è utile avere URL separate, ad esempio www.miosito.com per desktop e www.m.miosito.com per mobile;
  • devono essere assenti software non consoni alla navigazione da mobile, ad esempio Flash.

In generale, stando all’algoritmo del mobile-friendly, un sito ottimizzato per mobile deve garantire al lettore/utente la massima usabilità, che si riflette in:

  • un sito efficace e facile da usare nello svolgimento delle attività comuni da parte di utenti mobile;
  • un tema o una struttura per i dispositivi mobili che sia uniforme per tutti i dispositivi;
  • un sito che abbia caratteri abbastanza grandi, ben visibili senza la necessità che si ingrandisca lo schermo attraverso lo zoom;
  • la velocità di navigazione;
  • la gestione distanziata dei link: avere dei link troppo piccoli o troppo vicini rende difficoltoso il tap preciso su mobile e si rischia di toccare il link sbagliato.

 

Scopri di più sulla professione del SEO Specialist con questa risorsa gratuita!

 

Conclusioni

Aldilà dell’impatto che non è stato forse così apocalittico stando ai numeri, l’aspetto rivoluzionario di Google Mobilegeddon sta proprio nel fatto che per la prima volta il lancio dell’aggiornamento è stato determinato, aldilà degli ovvi motivi economici, non tanto dal tentativo di confondere gli esperti SEO sull’efficacia delle loro tecniche per aggirarlo, quanto più dalla volontà di adeguarsi al comportamento dell’utenza. Ci si è resi conto che il web andava visto sotto un altro punto di vista perché proprio gli utenti hanno iniziato ad assumere comportamenti diversi. In questo senso, la componente fondamentale è sempre la qualità dell’esperienza dell’utente che big G ha la necessità di soddisfare e di mantenere ad alti livelli.