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CORE WEB VITALS

I nuovi fattori di ranking SEO

Core Web Vitals è una della buzz-phrase degli utlimi mesi in tema di SEO (Search Engine Optmization) e, se hai a che fare con la materia, sei nella pagina giusta per saperne di più! Nei prossimi paragrafi scoprirai:core-web-vitals

  • la definizione di Core Web Vitals;
  • perchè sono considerati i principali elementi vitali web;
  • l’incidenza dei Core Web Vitals nella SEO.

Se sei un appassionato del digitale e vuoi approfondire l’applicazione della SEO, come parte integrante di una strategia digitale più ampia per il tuo business, ti consiglio subito di iscriverti al Master in Web Marketing. Ora non ti resta che scoprire tutti i segreti dei Core Web Vitals.

 

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Cosa sono i core web vitals?

Google a Maggio 2020 ha annunciato la nascita del programma Core Web Vitals, un’iniziativa volta ad indicare le linee guida su nuovi segnali essenziali da monitorare per aumentare la qualità delle pagine web e fornire agli utenti la migliore user experience possibile. Questo significherà rendere le tue pagine web strategiche per il miglior posizionamento in SERP (Search Engine Results Page). Tra i parametri standard per misurare la qualità dell’esperienza utente nella navigazione web, Google ne elegge tre ritenuti fondamentali, i Core Web Vitals, ne scoprirai di più nei prossimi paragrafi.

 

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Core Web Vitals: i principali elementi vitali del tuo sito web

La misurazione della qualità della user experience durante la navigazione di un sito web dipende dalla specificità di ogni sito e dal contesto di utilizzo. Tuttavia, Google ha voluto indicare agli sviluppatori e ai web marketer dei parametri monitorabili di importanza strategica e comuni a tutta la navigazione sul web. Gli aspetti su cui focalizzarsi sono essenzialmente tre:

  1. loading experience, il caricamento;
  2. interactivity, l’interattività;
  3. visual stability, la stabilità visiva.

In merito agli elementi individuati, Google ha annunciato che rappresentano solo una base di partenza, che si evolverà insieme al mutevole scenario della rete, rendendo opportuno un Core Web Vitals Google update ogni anno. Saper implementare e gestire i fattori di ranking nel tempo rientra nelle competenze digitali da sviluppare, se vuoi che il tuo sito si posizioni in alto nei motori di ricerca.

 

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Quali sono i Core Web Vitals?

In questo paragrafo, seguendo l’immagine qui sotto, non solo capirai quali sono i principali elementi vitali del web ma imparerai le modalità per individuarli e misurarli.

google-core-web-vitals

 

LCP: Largest Contentful Paint 

Il primo dei Core Web Vitals è un indicatore della rapidità di caricamento percepita, ovvero del tempo che occorre perché il contenuto principale della pagina sia caricato e visibile. In passato Google aveva già introdotto metriche per valutare la rapidità di caricamento, come ad esempio l’FCP (First Contentful Paint) o il FMP (First Meaningful Paint), ma esse non riflettevano l’esperienza dell’utente. Oggi, per contenuto principale devi pensare all’immagine o al blocco di testo di dimensioni maggiori all’interno della pagina, quindi ciò che maggiormente influenza la percezione del caricamento. Quindi, gli elementi che devi considerare sono

  • blocchi di testo;
  • elementi contenuti nei tag: <img>, <image>, <svg>, <video>.

A riguardo, devi verificare sempre i contenuti above the fold: se vengono caricati sopra o sotto la parte visibile della pagina essi non saranno rilevanti nonostante le dimensioni. È la dimensione di visualizzazione che vale e non quella effettiva: un’immagine da 500 px di larghezza visualizzata a 150 px sarà valutata su questa dimensione scalata. Un buon LCP dovrebbe essere al di sotto dei 2,5 secondi.

 

FID: First Input Delay 

Il secondo dei Core Web Vitals misura le performance in termini di interattività, ovvero il tempo che trascorre tra la prima interazione dell’utente con il sito (ad esempio, un click) e il momento in cui il browser risponde all’interazione. Google considera solo il primo input delay perché è la capacità di risposta iniziale del sito che incide significativamente sulla valutazione e sull’affidabilità dello stesso. Ti faccio un esempio di ciò che non deve accadere: il sito appare caricato, ma quando clicchi su un link o un pulsante nulla accade. Può succedere quando il browser è impegnato a “fare altro”, come ad esempio eseguire file JavaScript di grandi dimensioni. Un First Input Delay ottimale dovrebbe attestarsi sotto i 100 millisecondi.

 

CLS: Cumulative Layout Shift 

Il terzo dei Core Web Vitals è l’indicatore che misura la stabilità visiva della pagina web. Ti sarà capitato spesso di trovarti davanti a pagine i cui elementi si carichino in modo asincrono. Ciò porta a cambiamenti improvvisi e inattesi della struttura della pagina: l’articolo che stavi leggendo scivola in basso in seguito al caricamento di un’immagine, il link su cui volevi cliccare si sposta per lasciare spazio ad un banner. Naturalmente questo rende la navigazione difficoltosa e frustrante, creando a volte problemi molto concreti, come ad esempio cliccare sul tasto sbagliato perché questo ha cambiato posizione all’ultimo secondo. Le cause possono essere diverse: immagini o video di dimensioni sconosciute, font che tardano a caricare le cui dimensioni finali non combaciano con quelle del font “di riserva”, elementi di terze parti che in fase di produzione si comportano diversamente che in fase di sviluppo. 

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Il calcolo del CLS è forse il più complesso tra i principali elementi vitali del web. La formula per calcolare il punteggio, layout shift score, è la seguente: impact fraction * distance fraction.

  • La impact fraction o frazione di impatto è data dalla somma dello spazio occupato dall’elemento instabile prima dello spostamento e dopo lo spostamento, calcolato in percentuale sulla schermata visibile.
  • La distance fraction o frazione di distanza è data dalla lunghezza dello spostamento massimo effettuato dall’elemento mobile, diviso per la dimensione più grande della finestra.

Il punteggio risulta da questi due fattori moltiplicati tra loro. Un valore ottimale dovrebbe attestarsi sotto lo 0,1.

Ora che il significato di Core Web Vitals ti è più chiaro, capirai che misurare e monitorare i principali elementi vitali del web è fondamentale per avere pagine web ottimizzate in ottica SEO.

 

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Come si monitorano i Core Web Vitals?

I dati sui principali elementi vitali del web provengono essenzialmente dal Chrome User Experience Report, uno strumento che fornisce field data, dati raccolti sul campo in base all’esperienza degli utenti reali. Per quanto siano reali, si tratta comunque di dati parziali. Chrome è in grado di raccogliere i dati solo dagli utenti che rispondono a determinate condizioni (sincronizzazione della cronologia di navigazione abilitata, nessuna passphrase di sincronizzazione, report delle statistiche di utilizzo abilitato). Ciò nonostante, questi dati presentano il vantaggio di comprendere la user experience reale degli utenti. Google ha integrato i Core Web Vitals in tutti i suoi popolari strumenti per sviluppatori web e specialisti della SEO, come ad esempio Lighthouse e Google Search Console, che offre un report dedicato. Nell’infografica puoi vedere tutti gli strumenti che attualmente li supportano e che puoi utilizzare per il controllo vitals web di base.

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Google incoraggia, però, i proprietari dei siti e gli sviluppatori a raccogliere direttamente i dati reali dei propri elementi vitali web, ed ha rilasciato a questo scopo una libreria JavaScript open-source integrabile con qualsiasi provider di analytics che supporta metriche custom e una Core Web Vitals Google Chrome extension, un’estensione per Chrome che effettua report in tempo reale.

 

Che impatto hanno i Core Web Vitals sul ranking?

Google ha annunciato che essi diventeranno parte dei fattori determinanti per il posizionamento in SERP entro il 2021. In ogni caso, Google si è impegnato a informare gli sviluppatori e gli utenti in anticipo rispetto al momento dell’effettiva entrata in gioco dei Core Web Vitals ed ha sottolineato come, per ora, il focus resti sul rispondere alle esigenze create dall’emergenza COVID-19 e, quindi, nessuno verrà penalizzato nell’immediato. Tuttavia, per non restare indietro, è bene iniziare a pianificare l’ottimizzazione delle pagine web in anticipo, imparando come migliorare i dati vitali principali del tuo sito web e renderlo facile e veloce per gli utenti durante la navigazione, soprattutto da mobile.

 

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Core Web Vitals e WordPress

Con l’annuncio del programma Web Vitals, anche l’universo di sviluppatori che gravita attorno a WordPress si è rapidamente messo all’opera. Sono già disponibili plug-in per l’ottimizzazione dei Core Web Vitals che renderà anche i meno esperti capaci di valutare e agire sui principali elementi vitali del proprio sito, migliorarlo in ottica SEO, perché possa facilmente scalare la SERP e aumentare la propria capacità di conversione.

I Core Web Vitals rappresentano la nuova sfida dell’ottimizzazione in ottica SEO: i nuovi fattori di ranking saranno la nuova opportunità per far indicizzare meglio le pagine web da Google, aumentare la user experience dell’utente e incrementare le perfomance del tuo sito, raggiungendo posizioni alte in SERP.