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BACKLINK AUDIT

Come e perchè fare l'analisi dei backlinks

Backlink Audit

Perché è di estrema importanza fare un Backlink Audit del proprio sito? Ma soprattutto cosa significa?

Proviamo a dividere le due parole: “backlink” sta ad indicare un “link entrante” o “collegamento entrante“, mentre “audit” in questo caso rappresenta un processo di valutazione per quantificarne la loro qualità. In altre parole facciamo quindi riferimento a tutte quelle azioni di analisi dei link che puntano alle pagine del nostro sito, allo scopo di verificarne l’autorevolezza oltre che la pertinenza rispetto i nostri contenuti.

Quindi quando parliamo di link audit o backlink analysis ci stiamo riferendo ad una delle fasi cruciali per la successiva ottimizzazione delle nostre pagine web. Ovvero, se saremo in grado di analizzare con criterio la qualità dei link entranti saremo poi capaci di comprendere quali di essi siano importanti o meno per la nostra attività online.

 

Perché fare Backlink Audit?

Backlink Audit

Per rispondere a questa domanda è necessario comprendere i passaggi culminanti volti alla costruzione delle pagine di un sito web. È ormai risaputo che la realizzazione di contenuti di valore in concomitanza all’utilizzo di tecniche di ottimizzazione per i motori di ricerca rappresentano solo alcuni dei fattori più importanti nella SEO on page. Parallelamente dovremo occuparci anche delle cosiddette tecniche SEO off page, ovvero di tutte quelle pratiche di strutturazione e verifica dei link in ingresso.

Quest’ultima rimane ancora oggi una delle attività di maggiore peso per l’ottimizzazione dei contenuti. Proprio per questo motivo risulta necessario preoccuparsi del Backlink Audit del nostro sito; oltre ad evitare l’ingresso di link tossici da parte di spammers si eliminerebbero eventuali “attacchi” dei competitors. Molti si preoccupano solamente della realizzazione di buoni contenuti e link building tralasciando poi l’analisi dei link entranti.

 

Penguin 4.0

Particolare attenzione va data allo strumento che penalizza i backlinks negativi: Penguin 4.0.

Penguin 4.0 altro non è che l’ultima versione integrata all’algoritmo di Google dedicata principalmente all’analisi dei backlinks. Grazie al suo ultimo aggiornamento è in grado di distinguere in tempo reale quali backlinks sono stati realizzati attraverso un’accurata link building e quali invece sono frutto di tecniche non convenzionali. Proprio nel caso in cui venissero intercettati backlinks sospetti, Penguin 4.0 scaverà a fondo approfondendo i collegamenti tra link e penalizzando eventuali pratiche dannose.

Ecco una lista delle attività da evitare assolutamente:

  • realizzare schemi di link
  • link reciproci
  • manipolare i link (no cataloghi e anchor text a pagamento)
  • duplicare i contenuti per aumentare i linkBacklink audit

Nel caso in cui una di queste tecniche penalizzanti fosse stata utilizzata, non ci dovremmo stupire di una caduta repentina nei motori di ricerca. Fortunatamente il fatto che Penguin 4.0 lavori in real time risulta a nostro favore, in quanto ci permette di modificare, rimuovere o disconoscere velocemente backlinks dannosi, riportando così il nostro sito in posizioni favorevoli. Ecco quindi perché è davvero importante capire come si fa un backlink audit.

 

Come si fa un Backlink Audit?

Google Search Console

Per fare il nostro primo backlink audit dovremmo innanzitutto preoccuparci di eventuali cadute significative di traffico organico al nostro sito, ovvero:

  1. Quando è avvenuto questo calo di utenza?
  2. Perché è accaduto?
  3. Quali sono i backlink in ingresso che potrebbero aver diminuito il traffico organico?

Come rispondiamo a queste domande? Le possibilità anche qui sono diverse in base alle proprie esigenze. Ad esempio per budget limitati esiste uno strumento gratuito come Google Search Console (GSC) che permette di analizzare i link in ingresso al proprio sito (figura 1):

 

Backlink Analysis

Figura 1: Sezione “Link che rimandano al tuo sito”

 

Una volta effettuato l’accesso ed aver eseguito la verifica della proprietà del sito, sarà possibile cliccare sulla voce “traffico di ricerca” e successivamente a “link che rimandano al tuo sito“, nel quale saranno visibili tutti i link entranti al sito. Andiamo però mettere in risalto pro e contro di questo strumento:

 

PRO

  • facile da utilizzare
  • permette di visualizzare e scaricare in formato CSV le tabelle dei backlink
  • da la possibilità di rifiutare backlink ritenuti potenzialmente dannosi

 

CONTRO

  • non riconosce automaticamente se i link in entrata sono tossici o meno
  • l’algoritmo di Google si evolve così rapidamente che questo strumento diventa complicato da controllare ogni giorno, in quanto tutto il lavoro di analisi va svolto manualmente

 

Esistono però strumenti più avanzati per fare backlink audit come ad esempio:

  • SemRush
  • Ahref
  • SearchMetrics

Anche se questi sono tutti software a pagamento, nei prossimi capitoli parleremo esclusivamente di SemRush, in quanto attualmente risulta essere lo strumento più adatto all’analisi dei backlinks.

SemRush

SemRush mette a disposizione in special modo 2 strumenti:

  1. BACKLINKS: è presente sotto la voce “Domain Analytics” (figura 2) e permette di:
    • tracciare i backlinks dei domini
    • distinguere i nuovi dai vecchi backlinks
    • analizzare la tipologia dei backlinks (follow, nofollow, testi, immagine, ecc.)
    • filtrare i dati raccolti
    • confrontare i backlinks dei competitors

       

      SemRush Backlinks

      Figura 2: Backlinks tool di SemRush

       

  2. BACKLINK AUDIT: è presente nella sezione “Progetti” (figura 3) e permette di:
    • proteggere dalle penalizzazioni di Google
    • collegarsi a Google Search Console per una lista completa dei backlinks
    • analizzare e individuare backlinks tossici
    • dare un punteggio di tossicità ai link in ingresso
    • spostare i backlinks in 3 liste a scelta, tra cui quella dei link positivi, quella dei link da rimuovere previo contatto del proprietario del sito che linka alle nostre pagine e quella da inviare allo strumento Disavow di Google per segnalare link nocivi

       

      SemRush Backlink Audit

      Figura 3: SemRush Backlink Audit Tool

 

Ora che abbiamo visto le caratteristiche di questi strumenti andremo a scoprire altri due elementi da tenere in considerazione durante l’analisi dei backlink. Nello specifico andremo ad elencare i punti per riconoscere i backlink tossici attraverso SemRush e quali sono i fattori di posizionamento SEO che si possono desumere da un attento studio dei backlink.

 

Sintomi di tossicità dei backlinks

Come già detto in precedenza, attraverso l’utilizzo degli strumenti di SemRush si avrà a disposizione una considerevole mole di dati. La consapevolezza di come queste informazioni si interfacciano nella nostra schermata è essenziale per ricavare importanti indizi allo scopo di risolvere eventuali problematiche.

Ad esempio: come facciamo a riconoscere un link dannoso per il nostro sito? Andiamo a scoprirlo mediante questo elenco guida:

  • Sono presenti dei link spam? Essi sono linkati in commenti di specifiche community?
  • Il dominio dal quale provengono i backlink sono di scarsa autorità (domain authority)?
  • Il link in ingresso proviene da una fonte che non ha alcuna rilevanza con l’argomento presente nel nostro sito?
  • Sono presenti dei contenuti duplicati?
  • Da dove proviene il link entrante? Chi è il proprietario del sito linkante? Verificare queste informazioni tramite ID AdSense, IP e protocolli Whois
  • Sono stati comprati dei backlins?

Queste dovranno essere le domande da porsi ogni qualvolta si effettuerà un backlink audit, senza però dimenticare lo step successivo di miglioramento e ottimizzazione dei link in ingresso.

 

Fattori di posizionamento tramite backlinks

Oltre agli aspetti negativi è bene conoscere anche quelli positivi, in modo da poterli individuare durante la fase di analisi. Questa azione di studio dei backlink sarà la base per un ulteriore miglioramento generale del sito, oramai fondamentale per essere visibili sulle prime pagine dei motori di ricerca.

Analizzare BacklinkA questo proposito, ecco un’ultima lista dei principali fattori di posizionamento che non si possono non tenere in considerazione nella verifica dei backlink di maggior valore all’interno di un sito:

  • il Page Rank (PR) di una pagina esterna con un punteggio alto, favorisce l’ascesa della pagina linkata
  • domini con estensioni .gov o .edu che linkano ad una pagina, miglioreranno il posizionamento della stessa
  • una buona link popularity (popolarità da link), risulta essere il sistema di valutazione di pertinenza e qualità utilizzato dagli algoritmi di Google. È necessario accertarsi perciò che i link in ingresso non provengano solamente in quantità, ma di qualità e inerenti all’argomento che di cui si discute nella pagina
  • dobbiamo ricordare che siamo noi responsabili dei backlink, in quanto abbiamo il potere di analizzarli decidendo quali tenere e quali eliminare
  • è bene analizzare la rilevanza dei backlink, ovvero la coerenza con la pagina linkata

A questo punto dovrebbe esser chiara l’importanza di un attento backlink audit sia per quanto riguarda gli aspetti negativi che positivi. Il report che ne verrà sarà il fondamento di una strategia di bonifica dei backlink tossici oltre che di ottimizzazione del sito.

 

Approfondimenti sull’analisi dei backlinks

Ricapitolando abbiamo affrontato diversi punti sullo studio dei link in ingresso: cos’è un backlink audit, perché va fatto, quali sono i principali strumenti per metterlo in atto e quali sono i punti essenziali per una corretta analisi.

Per chi interessato ad approfondire l’argomento, ricordiamo che Digital Coach, leader in Italia per quanto riguarda la formazione nell’ambito del Digital Marketing, ha preparato una serie di corsi volti a colmare qualsiasi dubbio. Ve ne proponiamo un paio:

  • Corso SEO Manager: un master di 284 ore volto all’ acquisizione di tutte quelle competenze in ambito SEO, ovvero nell’ottimizzazione dei motori di ricerca, tra cui keyword research, Copywriting, link building e analisi dei backlinks.
  • Digital Certification Program: è il corso più completo per quanto riguarda tutti digitali in generale. Con le sue 280 ore di corso ed altre extra di Work Experience (WEX), sarà possibile apprendere quanto più possibile dal mondo del digital marketing, oltre che fare pratica vera e propria sugli strumenti del caso.

Grazie a questi corsi è possibile ricevere un attestato delle competenze da inserire nel proprio CV aumentando le chance di riconoscimento delle proprie capacità.

Se vuoi discutere con uno dei nostri esperti, non esitare a contattarci.

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