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Quale attività aprire in questo momento di crisi

crisi 2020 e digital revolution

 

Il digitale nella crisi del 2020

Gli ultimi avvenimenti, la pandemia da Coronavirus che purtroppo non è ancora cessata e le tragiche conseguenze economiche che seguiranno hanno stravolto la nostra quotidianeità e messo a dura prova molte aziende ponendo fine ad un’era.
Un’era di sicurezza e stabilità dove la maggior parte delle persone non poteva nemmeno immaginarsi un’evenienza del genere.
Le attività commerciali, anche quelle di maggior successo dovranno affrontare momenti critici.
Certo, abbiamo vissuto crisi finanziare non indifferenti, ma quello che è cominciato nel 2020 non ha nulla a che fare con i problemi affrontati nell’ultimo secolo.

L’emergenza sanitaria ci sta colpendo tutti obbligandoci all’inattività e ciò ci debilita in molti modi.
Tralasciando gli aspetti socio-sanitari la situazione economica ha preso una piega piuttosto drammatica e le soluzioni per molti sembrano tuttora inesistenti (basti pensare per esempio al settore turistico).
Abbattersi, arrendersi e restare inerti ad aspettare è sconsigliato.
La situazione è delicata, complessa e molte cose cambieranno.
Per certo non possiamo ancora asserire nulla, ma possiamo e dobbiamo rimboccarci le maniche, analizzare la situazione e decidere cosa potrebbe essere meglio per ognuno di noi.
Che lavoro o che attività potremmo intraprendere durante la crisi?

Il fenomeno detto social distancinig, l’isolamento sociale a cui siamo stati sottoposti per contenere i contagi ha ridotto significativamente produzione e domanda.
In molti siamo rimasti a casa ad attendere che una soluzione venga trovata.
L’altra porzione della popolazione, quella “costretta” comunque ad uscire e continuare a lavorare ( settore sanitario e alimentare tra i principali) lo fa con grande preoccupazione.
Credere che tutto possa tornare esattamente com’era è scorretto e controproducente.
Bisognerebbe cominciare a pensare a cosa sarà e a come poter trovare una soluzione valida per riuscire a garantirci un’entrata economica.

Tra le svariate previsioni vi è una certezza: il digitale.
La quarta rivoluzione industriale era già cominciata da anni, la cosiddetta industrializzazione 4.0 non è ancora terminata, ma si sofistica sempre di più.
Il digitale, che già si diffondeva rapidamente (un po’ meno rapidamente in Italia) potrebbe essere una risposta per molti settori lavorativi.

La digitalizzazione in Italia

Essendo il nostro paese parecchio indietro nello sviluppo e assestamento dei processi di digitalizzazione, l’epidemia e il conseguente isolamento c’ha trovato impreparati, disorganizzati.
Ovvio è che cominciare a lavorare in remoto da un giorno all’altro ha messo in difficoltà aziende e lavoratori.
Il digitale funziona solo se paesi e istituzioni, lavoratori e aziende sono aggiornati, preparati e pronti al cambiamento.
Ovvio è anche che un cambiamento graduale è di certo più armonioso. Dover cambiare tutto da un giorno all’altro diventa “traumatico” e si rischia di peccare in qualità.
Un gran peccato perché il digitale già prima di questa triste emergenza aveva rivelato al mondo il suo potenziale.

Sui giornali italiani leggiamo ancora titoli tipo: “…il Coronavirus ci obbliga allo smart working…”  “lo smart working cambierà le nostre vite…”
avrebbe già dovuto cambiare gradualmente.
Ma non perdiamoci d’animo.
La formazione è sempre possibile e adesso più di prima è necessaria alla popolazione per potersi adattare alla situazione attuale.
Per esempio in rete si trovano molti corsi gratuiti o a pagamento riguardanti un’infinità di argomenti.
Non è la soluzione, ma una soluzione: riformarsi in ambiti digitali.

Su quali attività puntare durante la crisi?

Quali saranno le idee di business vincenti nel futuro prossimo?
Continuerà ad aumentare la richiesta di figure specializzate nei settori dell’informatica, dell’ICT (Information & communication technology), e delle nuove tecnologie.  professioni che resistono alla crisi-web developer

Aumenterà la presenza online, molti sposteranno la loro attività sul web, sui social network, aprendo siti web, blog e e-commerce, ma non molti sono adeguatamente informati riguardo i processi di trasformazione digitale e relativi strumenti.
In quali campi è consigliabile formarsi dunque? Quali sono i settori che non subiranno un calo della domanda?
Il mondo è grande, noi qui faremo solo alcuni esempi:

  • programmatori, web developer
  • sviluppatori di software, di applicazioni e piattaforme che facilitino l’uso della rete da parte di chi non ha competenze tecniche
  • tecnici e assistenza informatica
  • specialisti di cybersecurity
  • professionisti del digital marketing: dall’analisi del business allo sviluppo dei contenuti, la vendita e la pubblicità digitale, ossia il paid advertising (social adv e SEA), posizionamento organico e relative strategie (SEO), affiliate marketing, network marketing, e-commerce di vario genere come per esempio il drop-shipping, influencer marketing e social media…
    il mondo del marketing digitale è molto ampio, sul nostro blog è possibile scoprire quali professioni e quali settori ne fanno parte in maniera più dettagliata.
  • il mondo dei dati, la data science e gli analytics, ovvero tutte quelle figure che si occupano di tracciare, monitorare e leggere i dati
  • web designer, UX designer, UI designer, motion graphic designer e tutti quei lavori che si occupano di interfacce web, esperienza utente, grafiche, animazioni e contenuti visual/video.
  • il mondo della formazione e dei corsi online
  • il settore delle consulenze online ( tra le più svariate, dalle sessioni di psicologia a consulenze per il marketing per esempio)

I settori sono svariati, il digitale si adatta davvero a tanti ambiti essendo dinamico e polimorfo: burocrazia, editoria, self-publishing, web journalism, ghost writing, traduzioni, food delivery, sport digitale.
La trasformazione digitale è al giorno d’oggi fattibile per un’ampia gamma di attività e idee di business.

Scopri qual è la professione digitale che fa al caso tuo!

Resta comunque da considerare che in tempo di crisi economica le persone tendono solitamente a spendere di più per i beni essenziali e primari, quali per esempio alimentari e, in questo particolar caso, prodotti farmaceutici e igienico-sanitari.
Meno entrate economiche avrà la maggioranza delle persone e più è probabile che oggetti e prodotti non prioritari subiranno i colpi più duri.

Conclusioni

Resta da considerare che purtroppo non tutti i settori potranno essere “salvati” e convertiti digitalmente.
Quei settori che fino pochi mesi fa restavano solidi e promettenti sono oggi messi in grave difficoltà.
Tra i più colpiti troviamo il turismo e la ristorazione.
Per un paese come l’Italia questo sarà un colpo durissimo.
L’unica magra consolazione sta nel fatto che nel futuro (ci auguriamo prima possibile) si potrà gradualmente tornare ad esercitare.
Essendo le tempistiche ignote tuttora la questione rimane grave e complessa.

Inoltre le persone hanno perso fiducia, hanno paura e non viaggeranno immediatamente con la stessa tranquillità di prima. In questi casi è possibile aspettarsi una chiusura a livello “geografico” ma anche mentale: in molti nel mondo hanno avuto una brutta percezione degli italiani quando tutto ciò è cominciato… come del resto molti di noi hanno avuto una brutta reazione prima nei confronti di persone di origine cinese, poi di origine lombarda quando l’epidemia è esplosa…
purtroppo questo duro colpo si perpetuerà nel tempo.

crisi e nuove idee di business realtà virtuale I musei e le città d’arte potrebbero giocarsi la carta della realtà aumentata e della realtà virtuale per creare progetti nuovi e alternativi, la ristorazione può ripiegare sulla delivery e sulle ordinazioni per asporto ma ciò non basterà a risolvere la situazione.
Dovremmo concentrarci sul nostro paese, salvaguardare il Made in Italy e supportarci uno con l’altro in qualche modo.

Quello che è sicuro è che il digitale non è una moda. La tecnofobia, la paura dell’innovazione resta ancora molto diffusa.
Per combatterla è necessario studiare e apprendere, riformarsi e aggiornarsi.
I robot, il digitale non ci ruberanno il lavoro! Lo sofisticheranno.
Per i giovani sarà tendenzialmente più facile.
Il digitale è una necessità, fa parte ormai della nostra evoluzione tecnologica e quindi umana.
Rimettersi in gioco può impaurire, preoccupare ed essere stancante, eppure fa parte di quello che siamo: esseri pensanti in continua evoluzione.

 

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