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POSIZIONAMENTO MOTORI DI RICERCA

COME COMPARIRE NELLA SERP DI GOOGLE CON LA SEARCH ENGINE OPTIMIZATION ?

Posizionamento motori di ricerca: cosa significa?

 

posizionamento motori di ricercaPosizionamento motori di ricerca di un sito web significa riuscire a comparire primi nella SERP di Google (SERP – Search Engine Pages Results) con le pagine del proprio sito relativamente ad un certa keyword.

A seconda della strategia di posizionamento adottata, l’obiettivo potrà essere piazzarle tra i risultati a pagamento della SERP (attraverso la sponsorizzazione delle keyword su Adwords) oppure nelle posizioni immediatamente sotto i risultati a pagamento di Google (attraverso l’attività di ottimizzazione delle pagine in ottica SEO).

In questo caso, si sta facendo posizionamento organico sui motori di ricerca di una pagina. Si sta scegliendo una strategia di Search Engine Optimization o SEO.  Attore di questa strategia può essere un SEO specialist o SEO Manager o semplicemente chiunque abbia un sito web e punti ad un posizionamento organico sui motori di ricerca in modo da acquisire visibilità.

 

Ma come si fa a diventare esperto SEO? 

 

Il modo migliore è seguire un Master in grado di approfondire tutto ciò che ruota intorno alla Search Engine Optimization, disciplina molto complessa, che richiede un mix articolato di competenze linguistiche, analytics, tecniche e di marketing digitale. Un Master ben strutturato, come quelli che da anni organizza Digital Coach, non soltanto fornisce gli strumenti per capire come funzionano i motori di ricerca, Google in primis, ma anche per comprendere come inserire una strategia di posizionamento motori di ricerca all’interno di una più ampia strategia di marketing digitale.

 

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A cosa serve comparire primi nei motori di ricerca ?

 

fare brand awareness con la seoPosizionare una pagina web in SERP di Google così in alto da entrare nel cosiddetto “triangolo d’oro” è estremamente importante:

 

  • garantisce un maggior numero di visualizzazioni e quindi contribuisce a accrescere la visibilità e la notorietà del marchio (Brand Awareness);
  • traina maggiore traffico al sito, rispetto alle posizioni più arretrate, e genera, di conseguenza, un maggior numero di conversioni (Click Through Rate), indipendentemente dagli obiettivi del nostro business.

 

 

 

Comparire primi nei motori di ricerca ha un costo?

Partiamo da un primo assunto

Non comparire primi nella SERP di Google equivale a essere invisibili!

Nessuno potenziale cliente vedrà e quindi comprerà i nostri prodotti o servizi, nessuno leggerà le nostre news o si iscriverà alla nostra Newsletter. Alcune ricerche stimano che circa il 55% del traffico di una SERP si concentra sulle tre prime posizioni della SERP di Google. Le restanti posizioni dei motori di ricerca si contendono il poco traffico residuo.

 

Il miglior modo per nascondere un cadavere è nella seconda pagina dei risultati di Google

 

Eccoci dunque ad un secondo assunto

Qualsiasi sia la strada scelta per comparire primi nei motori di ricerca (apparire nei risultati organici oppure tra quelli sponsorizzati) la nostra strategia per posizionare una pagina web in SERP di Google, piuttosto che, su Yahoo, Yandex etc. non sarà di certo gratis!

Se vogliamo fare una strategia di lungo periodo, la scelta migliore è sicuramente mirare ad un posizionamento organico sui motori di ricerca, assumendo un consulente o un dipendente che a tempo pieno si occupi di SEO, oppure seguire un corso in grado di darci un preparazione professionale di alto livello che, autonomamente, permetta di posizionarsi sui motori di ricerca e di utilizzare i Google SEO tools (tra cui anche Google Analytics).

CORSO SEO MANAGER

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Diversamente, se la SEO non ci convince o se i nostri obiettivi sono di posizionare una pagina web su Google in brevissimo tempo, l’unico modo per portare traffico al nostro sito sarà investire denaro nella pubblicità online (campagne PPC su Google Adwords, per esempio) e offline, in modo che sia la conoscenza del nostro brand a generare traffico verso sito (traffico diretto, keywords brandizzate o appunto PPC).

Quale strategia di posizionamento motori di ricerca ha il costo minore?

 

Difficile fare un paragone tra quanto costa pubblicizzare un sito su Google (attraverso per esempio Google Adwords) e invece quanto costa posizionare un sito su Google in modo organico.

Peraltro, il criterio di scelta difficilmente sta o dovrebbe stare nel costo in sé, ma piuttosto nel tipo di strategia che vogliamo adottare, sapendo che forse i migliori risultati si potranno ottenere proprio da una strategia di web marketing che valorizzi i diversi punti di forza di entrambe le tecniche e che punti in generale ad occupare con il proprio brand e con proprie pagine pertinenti un numero più elevato possibile di posizioni in SERP (posizionamento organico motori di ricerca accanto al posizionamento sponsorizzato).

 

 

Come?

Coordinando la strategia di posizionamento organico sui motori di ricerca, con l’attività SEM e  con la strategia social aziendale (Linkedin, Google+, Facebook, Twitter e altri Social Media) e integrando le proprie azioni all’interno di una strategia più ampia di web marketing.

Ecco perché l’attività di un buon SEO non può essere improvvisata, ma richiede il possesso di competenze in ambito digitale che vanno al di là delle mere tecniche di Search Engine Optimization ma richiedono un preparazione di qualità che solo un formazione ampia e ben strutturata può dare.

Come fa l’algoritmo di Google a decidere come posizionare una pagina web in SERP?

 

Facciamo innanzi tutto chiarezza sui termini. Indicizzare non vuole dire posizionare ma spesso si tende a confondere il significato di indicizzazione e quindi cosa vuol dire indicizzare un sito, con il concetto di posizionamento organico su Google.

Google opera attraverso tre fasi successive: 

Scansione della pagina (Crawling)

L’algoritmo di Google muovendosi sul web attraverso l link, fa una prima scansione superficiale della pagina in questione, facendo una veloce valutazione del contenuto. In funzione dell’Authority della pagina, della frequenza di nuovi contenuti sul sito ed altri fattori ancora, il motore di ricerca tornerà successivamente sulla stesso pagina per approfondirne la scansione, valutarne a fondo la qualità del contenuto e raccogliendo indicazioni utili all’attribuzione del giusto Ranking e del conseguente posizionamento sul motore di ricerca.

Indicizzazione della pagina (Indexing)

Google utilizza le informazioni raccolte nella fase di crawling per costruire una sorta di dizionario o archivio all’interno del quale a ciascuna parola esistente in una determinata lingua viene associa il cosiddetto “Posting List”, cioè l’insieme delle pagine esistenti nel web che contengono quella specifica parola.

Una sorta di “Biblioteca del sapere” che viene richiamata nel momento in cui un utente digita la sua ricerca su Google e a cui, successivamente alla terza fase, verrà associato il punteggio di ranking. In questo modo, le pagine associate ad una certa query verranno istantaneamente rese disponibili all’utente secondo un ben preciso e predeterminato ordine, dalle pagine qualitativamente più rilevanti a quelle di minor qualità. Questo è il momento in cui ciascuna pagina riceve il proprio posizionamento organico su Google.

Posizionamento motori di ricerca (Ranking)

Terza fase del motore di ricerca: posizionare una pagina web in SERP.

È la fase più complessa ed importante. In pochi secondi l’algoritmo dà un ordine di priorità alle pagine facendo comparire primi nella SERP di Google quei siti che, in base al loro punteggio di ranking, risultano essere qualitativamente migliori (contenuti ricchi, esaustivi, maggiormente coerenti e completi nelle risposte in base a ciò che l’utente chiede, visualizzabili nel minor tempo possibile).

Cfr. sotto “Quali fattori determinano il posizionamento motori di ricerca?”

Da dove si parte per posizionare una pagina web in SERP di Google?

 

I siti che più facilmente ottengono buoni risultati di posizionamento motori di ricerca, sono quelli che sin dall’inizio lavorano e ragionano in termini di Search Engine Optimization. Riuscire a fare comparire primi nei motori di ricerca siti la cui architettura non sia stata pensata in ottica SEO comporterà un lavoro molto più complesso, lungo e articolato, con risultati che potrebbero richiedere un grosso dispendio di energie e di tempo per riuscire ad ottenere un buon posizionamento sui motori di ricerca.

 

Lavorare sulla struttura del sito per ottenere un buon posizionamento motori di ricerca

 

Spesso si dà per scontata, ma al contrario rappresenta il punto di partenza di una strategia di posizionamento organico su Google.

L’analisi tecnica della struttura e architettura del sito precede qualsiasi intervento a livello di contenuti, siano esse da costruire da zero, siano esse già esistenti ma da ricondurre all’interno delle regole base di una buona architettura SEO.

A questo ambito appartengono due diverse categorie di aspetti:

Aspetti di natura tecnica e strettamente connessi con il tipo di linguaggio di programmazione impiegato (preferibilmente html), con l’uso dei file sitemap e robots.txt, con la velocità del sito, con la presenza del protocollo di trasmissione dati sicuro (https,) e con la creazione di un sito più o meno responsive, per citarne alcuni.
Aspetti legati alla navigabilità del sito, alla sua usability e in generale all’esperienza di navigazione lato utente. La costruzione dei menù di navigazione di un sito, la definizione delle categorie e sottocategorie di un e-commerce, il modo in cui si costruiscono i link interni al sito sono alla base di una buona strategia di posizionamento motori di ricerca in quanto devono riprodurre le logiche di ricerca e rispecchiare l’Intent Search dell’utente.

 

 

Strategia di Content Marketing per comparire nei motori di ricerca

 

Content is kingTesti e contenuti chiari, originali che siano in grado di soddisfare al meglio l’intento di ricerca degli utenti.

In una parola contenuti di qualità, in grado di dare risposta alla domanda sottesa alla query o alla singola keyword ricercata.

Questa è la fase in cui si individuano e si scelgono le parole chiave che meglio caratterizzano ciò di cui si sta parlando e che rispecchiano maggiormente l’Intent Search, in cui si analizzano le SERP a livello di competitor, in cui ragioniamo sul livello di “difficulty delle keyword“, in cui definiamo il dominio semantico per renderci rilevanti agli occhi di Google, in cui si studiano gli analytics (tempo di permanenza in pagina, bounced rate, numero di pagine lette, backlink di valore, recensioni, citazioni e così via) per comprendere ciò che ha determinato il nostro posizionamento sui motori di ricerca (buono o pessimo che sia).

Questo è il momento in cui ci concentriamo su ciò che vuole l’utente, sulla creazione di valore aggiunto a lui destinato. Lavorando in questa direzione aumentiamo la possibilità di comparire nei motori di ricerca, posizionando una pagina web in SERP di Google, riducendo il rischio di essere repentinamente arretrati o di incorrere in sgradevoli penalizzazioni al primo aggiornamento dell’algoritmo di Google.

 

L’ottimizzazione di una pagina web sui motori di ricerca può generare penalizzazioni?

 

Certamente!

black hat seoCi sono tecniche di Search Engine Optimization e di posizionamento motori di ricerca delle pagine web che possono comportare penalizzazioni a carico della pagina che si vuole posizionare, in quanto hanno l’obiettivo di forzare il posizionamento organico della pagina sui motori di ricerca al di là della sua reale utilità per gli utenti. Spesso sono conosciute con il termine di Black Hat SEO.

Altre tecniche invece puntano a migliorare la facilità e velocità di lettura della pagina da parte di Google stesso (architettura del sito, la sitemap, ..) e soprattutto l’esperienza di navigazione dell’utenti e il valore di ciò che gli comunichiamo, mettendoci così al riparo da possibili penalizzazioni attuate dall’algoritmo di Google e dai suoi eventuali aggiornamenti futuri (White Hat SEO).

D’altronde è lo stesso utente, con il suo comportamento, a mandare a Google segnali inequivocabili sulla qualità delle nostre pagine, sul grado di soddisfazione percepito, confermando o meno al motore di ricerca la nostra Autorità su un certo argomento e contribuendo in modo importante a determinare il posizionamento organico su Google dei nostri contenuti. 

 

Quali fattori dunque determinano il posizionamento motori di ricerca?

 

Google lavora proponendo agli utenti risultati di ricerca classificati in base a diversi fattori:

  • La presenza della parola chiave nella pagina.
  • La presenza di buoni contenuti nel documento, molto verticali, approfonditi e ampiamente trattati, scritti in un linguaggio chiaro, immediato e semanticamente coerente a ciò di cui si parla, meglio quando inserito all’interno di un sito molto verticale sull’argomento.
  • Authority del sito (funzione di numerosi parametri tra cui l’anzianità del dominio, la verticalità degli argomenti in esso trattati, la quantità di backlink al sito, meglio se provenienti da siti altrettanto o più autorevoli, la brand awareness, le menzioni, etc.).
  • E a circa altri 200 fattori di ranking più o meno noti. 

 

Ma come fa l’algoritmo a capire ciò di cui stiamo parlando e a decidere se posizionare o meno le nostre pagine nelle prime posizioni della SERP di Google?

 

Esistono alcune attività utili al posizionamento motori di ricerca, la cui gestione avviene direttamente sulla pagina (SEO ON PAGE), molte delle quali prevedono un uso attento della keyword per cui si vuole ottimizzarla:

  • metatag seoTAG TITLE SEO
  • TAG H1, H2, H3 … in struttura piramidale (titoli e sottotitoli del testo)
  • URL parlante, con la keyword il più possibile vicino al nome del dominio.
  • Giusta densità della Keyword, presenza delle correlate, dei sinonimi e del relativo campo semantico
  • Posizionamento prominente della Keyword e dei termini più rilevanti nella parte iniziale del testo (all’inizio del paragrafo e nelle prime righe)
  • Presenza di almeno uno o due link in uscita, possibilmente con approfondimenti utili all’utente
  • Presenza di almeno un immagine con “nome parlante” e con il TAG ALT coerente alla keyword.
  • Uso dei grassetti e dei corsivi per dare rilevanza ai termini correlati più significativi.

 

Un buon SEO Manager o SEO Specialist deve sapere fare tutto ciò mantenendo ovviamente estrema naturalezza del testo, senza forzarlo in termini di contenuti o di estetica al fine di mescolare rilevanza dei contenuti, scorrevolezza del testo e facilità di lettura.

N.B. Le tecniche di posizionamento motori di ricerca sopra elencate non sono minimamente esaustive. Invitiamo chiunque voglia approfondire l’argomento ad avvalersi della Google SEO Guide, la Guida introduttiva di Google all’ottimizzazione per motori di ricerca (SEO), disponibile anche in italiano.  

 

Posizionamento motori di ricerca: il rischio delle penalizzazioni da stuffing nella scalata alle SERP

 

Questo termine inglese sta ad indicare la presenza innaturale e pertanto forzata di un numero eccessivo di ripetizioni della focus keyword all’interno della pagina ed è una tipica tecnica Black Hat SEO.

penalizzazione da stuffingGoogle punisce l’uso di queste tecniche non solo perché corrispondono ad un tentativo di forzare la mano all’algoritmo stesso ma anche perché ciò deprime la stessa User Experience dell’utente che con il suo comportamento mostra di non apprezzare la pagina.

Quando ci si vuole comparire nelle prime posizioni della SERP di Google bisogna porre dunque grande attenzione a mantenere un buona frequenza della focus keyword nella testo senza fare stuffing.

Non esiste un valore di frequenza in assoluto ideale (anche se spesso si sente parlare di una percentuale di frequenza compresa tra l’1% ed il 3%).

In realtà, questo valore varierà necessariamente in funzione della frequenza naturale con cui quel termine si presenta abitualmente nella lingue in cui scriviamo. L’uso infatti di termini molto specifici e meno usati (purché non siano talmente inusuali da non avere ricerca), rendono possibile ridurre la frequenza del termine nel testo mantenendo ottime possibilità di un buon posizionamento sui motori di ricerca.

Quando si parla di stuffing, non bisogna dimenticare che l’algoritmo di Google non si limita a scansionare il solo contenuto testuale della vostra pagina ma anche la stessa struttura. Attenzione dunque a scegliere come keyword, parole presenti in modo ripetitivo nelle voci di menù del nostro sito, nelle categorie del nostro e-commerce.

Potrebbe essere controproducente per il nostro tentativo di posizionare una pagina web in SERP! 

 

Verifica del posizionamento motori di ricerca. Quali tool SEO utilizzare?

 

seo auditLa prima regola da tenere a mente quando si vuole diventare esperti SEO è che per svolgere in modo professionale questo mestiere bisogna dotarsi dei giusti strumenti di lavoro.

Irrinunciabili sono i Google SEO tools, totalmente free:

 

Esistono molti altri tool che permettono di fare analisi SEO del sito online, molti dei quali anche gratuiti.

Alcuni permettono di verificare il ranking del nostro sito web gratis (Free Google SERP Checker o Free Google Ranking Check), altri di analizzare la velocità di caricamento, alcuni aiutano nella generazione della sitemap del sito, altri fanno l’analisi dei backlink del sito, altri ancora aiutano nell’individuazione delle keyword, comprese quelle utilizzate dalla concorrenza, alcuni permettono di segnalare l’esistenza del sito ai diversi motori di ricerca, oppure di analizzare i contenuti, verificare l’esistenza di contenuti duplicati o ancora la corretta scrittura del codice html.

Altri tools ancora ci permettono di fare analisi sui Social Media, utili anche ai fini di ottimizzazione SEO. Assieme a questi strumenti, un buon SEO Specialist o SEO Manager dovrà dotarsi anche di strumenti a pagamento che gli permetteranno di fare analisi approfondite, di capire il livello di competitività di una SERP, di individuarne i competitor, di costruire report personalizzati e di integrare i dati forniti da questo software con quelli derivanti da Google (analytics, keywords, etc.).

Esistono diverse alternative, tutte valide alcune più indicate per analisi SEO in ambito nazionale altre per analisi di carattere internazionale, ma le più note tra gli addetti ai lavori sono: SemRush, SeoZoom e Moz.

 

 

Cosa deve sapere fare e conoscere un buon SEO Manager?

 

Un bravo esperto SEO deve conoscere e saper applicare correttamente le tecniche base di ottimizzazione SEO di una pagina, per riuscire a raggiungere le prime posizioni della SERP di Google.

Deve sapere utilizzare i Google SEO tools ed i principali tools di analisi SEO di una sito web.

Deve avere interesse per la materia e capacità di aggiornarsi costantemente, sviluppando al contempo il desiderio di sperimentare tecniche personali per posizionare una pagina web in SERP di Google.

Deve essere pronto a intervenire sulla stessa pagina in modo costante, fintanto che non si sia posizionata nelle prime posizioni della SERP di Google, ben sapendo che dovrà continuare a monitorare la sua posizione, pronto ad intervenire ogni qual volta ce ne sia necessità.

Le SERP infatti non ci restituiscono risultati fissi ed invariabili nel tempo.

I nostri concorrenti possono diventare più agguerriti. Può evolvere nel tempo l’Intent Search degli utenti oppure aggiornamenti più o meno rilevanti di Google possono farci arretrare in misura più o meno accentuata oppure determinare penalizzazioni per le quali occorrerà attivare impegnative tecniche di recovery.

Formazione professionale di alto profilo, molto aggiornamento e tanto esperienza sul campo sono essenziali per sviluppare le capacità descritte.

 

Come prepararsi a diventare SEO Manager e quali Master seguire?

 

Non sono molti i Master disponibili sul mercato in grado di offrire una formazione così completa.

Digital Coach fa parte delle poche realtà in grado di insegnare all’interno di un unico Master di specializzazione: tecniche base, utilizzo dei tools SEO di Google e di SEMRush, dando inoltre la possibilità di fare pratica sul campo sotto la guida di esperti SEO, che guideranno gli studenti alla scoperta delle tecniche di SEO Copywriting e di SEO Optimization.

 

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