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PIANO FORMATIVO

Che cos'è e cosa contiene

Piano-FormativoScegliere e comprendere quello che potrebbe essere il piano formativo (PF) più coerente con la nostra personalità e i nostri interessi non è sempre lineare.

L’obiettivo dei paragrafi successivi sarà descrivere tutti gli elementi in gioco nella creazione di un piano formativo, tra cui la storia educativa e professionale di apprendista e datore di lavoro, aspirazione professionale, interesse verso un ambito piuttosto che altro e impegno e motivazione. Mediante tale percorso emerge l’unicità dell’individuo anche in presenza di contenuti formativi simili in quanto l’essere diversi e autentici che caratterizza ognuno di noi non può, in alcun modo, essere insegnato.

 

Scoprire i propri interessi le mansioni preferite dal soggetto fa parte dell’aspetto operativo di tale percorso per questo il Master con Stage garantito e retribuito potrebbe essere un elemento di forte crescita professionale per chiunque decida di approcciarsi a una nuova esperienza lavorativa. 

 

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Cos’è il piano formativo individuale?

Il piano formativo costituisce un documento istituzionale i cui attori coinvolti sono il datore di lavoro e l’apprendista. Mentre il primo si occupa di stabilire quello che sarà il percorso più idoneo ai fini dell’apprendimento, il secondo dovrà impegnarsi a prestare servizio presso l’ente erogatore del progetto formativo. Il Testo Unico dell’apprendistato assegna alla contrattazione collettiva lo stabilimento dei profili formativi del contratto di apprendistato professionalizzante definendoli all’interno del piano formativo secondo moduli e criteri anch’essi stabiliti dalla contrattazione collettiva stessa.

La regolazione del contratto di apprendistato avviene in forma scritta e include il patto di prova e il contenuto della formazione, puntualizzando che quest’ultimo vada stabilito entro 30 giorni dalla stipula del contratto. La violazione di tale norma comporta il pagamento di una sanzione monetaria fino a 1.500 Euro. Per quanto concerne i contenuti, essi sono affidati ai contratti collettivi che stabiliscono durata e modalità di espletazione della formazione e la tipologia di competenze da acquisire. Vi sono, inoltre, riferimenti alle risorse messe a disposizione dall’ente, a eventi formativi che avranno luogo all’interno o all’esterno dell’azienda per un ammontare complessivo di 120 ore distribuite nell’arco del triennio.

 

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Quali sono i requisiti dell’apprendista?

Punto di avvio del piano formativo individuale è la valutazione delle competenze possedute dall’apprendista, effettuata dall’Istituzione formativa che pone maggiore enfasi sul percorso pregresso effettuato dell’individuo, sulle sue preferenze e le sue aspirazioni.

Tale valutazione prevede una convalida preliminare dei crediti posseduti dal candidato mediante forme di accertamento stabilite dall’istituzione formativa (il colloquio risulta essere la più gettonata) dalla quale dipendono il piano, la qualifica e/o diploma che risultano essere più coerenti con gli obiettivi professionali dell’individuo sulla base degli elementi acquisiti in precedenza.

Questo processo anticipa l’importanza di strutturare un percorso fatto a misura d’uomo e rifiuta la presenza di quei percorsi standardizzati che non tengono minimamente conto dell’adattamento e differenziazione dell’apprendistato sulla base dell’anagrafica del candidato.

 

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Cosa contiene un piano formativo?

I contenuti comprendono:

  • la qualifica da acquisire;
  • tipologia contrattuale dell’apprendista;
  • riferimenti relativi alla durata e le fasce orarie nelle quali l’apprendista deve prestare servizio;
  • qualifiche e competenze convalidate in ingresso;
  • risultati ambiti, criteri valutativi comprendenti le diverse fasi del percorso, come recuperare in caso di non raggiungimento degli obiettivi finali.

 

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Dati anagrafici e dati generali

Come accennato poc’anzi, elaborare per ogni individuo un piano formativo è un elemento di fondamentale importanza in quanto i contenuti dello stesso tengono conto di una varietà di aspetti (da quelli conoscitivi a quelli personali) dell’apprendista. Tali aspetti fanno riferimento nello specifico a titoli di studio precedentemente acquisiti, certificazioni concluse e non, esperienze professionali, periodi di apprendistato già svolti, altre qualifiche professionali e preferenze soggettive. La verifica di tali requisiti ha, inoltre, un’influenza diretta su aspetti quali la durata dell’iter formativo, le lacune da colmare e la realtà aziendale più idonea da assegnare al singolo.

Il processo valutativo delle competenze e conoscenze non è circoscritto unicamente all’anagrafica dell’apprendista ma prevede anche un’analisi approfondita del background del datore di lavoro, del tutor formativo e del tutor aziendale per verificare che le figure interagenti durante l’apprendistato presentino elementi che si sposino bene con gli obiettivi finali del progetto.

Quelli descritti sono alcuni dei criteri che risultano fondamentali durante la fase pratico-operativa del progetto con particolare riferimento alle strutture. L’utilità e l’efficienza delle stesse deriva da una serie di fattori quali:

  • la presenza di docenti qualificati;
  • l’intervento di tutor aziendali con competenze professionali coerenti a quelle dell’apprendista e con un inquadramento professionale superiore allo stesso;
  • locali e strumenti idonei ai fini del raggiungimento degli obiettivi finali stabiliti dal piano formativo individuale, garanti l’integrità e la sicurezza sui  luoghi di lavoro.

 

Obiettivi

Gli obiettivi minimi di un piano formativo includono l’acquisizione di qualifiche, diplomi, certificazioni tra cui, ad esempio l’ECDL il PET, e il conseguimento di alcuni crediti funzionali alla prosecuzione degli studi. Ci sono anche obiettivi specifici cuciti sulle esigenze di studenti con bisogni di apprendimento speciali, obiettivi di riduzione della devianza sociale mediante attività d’integrazione e partecipazione alla vita scolastica, apprendimento della lingua italiana per studenti stranieri che favorirebbe l’inclusione sociale alla quale seguirebbe maggiore possibilità di accesso professionale.

Tutto ciò verte alla valorizzazione delle competenze individuali, sociali e metodologiche che ogni studente possiede. Tale valorizzazione è il passaporto per l’inserimento degli apprendisti nel mercato di lavoro e costituisce un elemento vitale di abbattimento delle barriere.

 

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Competenze di base vs competenze tecnico-professionali

Il processo di valutazione delle competenze richieste per l’attuazione di un piano formativo avviene in differenti fasi, quella di ingresso dove si pone maggiore attenzione allo screening delle competenze acquisite, le quale sono distinte in:

  • competenze di base: saperi basilari adattabili a vari contesti di vita quotidiana e professionale;
  • competenze trasversali: ampio insieme di abilità utilizzabili in numerosi compiti, dai più semplici a quelli più complessi ed esplicate in situazioni lavorative differenti.

Il percorso educativo prevede, inoltre, delle verifiche in itinere (mediante verifiche intermedie periodiche con finalità correttive) e in fase di uscita. L’obbligo a cui è tenuto l’apprendista, nella fase ultima, è legato all’acquisizione di competenze tecnico specialistiche inserite tra gli obiettivi specifici dell’iter formativo. Con tali competenze si intendono una conoscenza accurata di concetti e metodologie strettamente legate all’ambito nel quale ci si sta specializzando e comprendono: capacità di risolvere problemi, sviluppare/elaborare nuove soluzioni e nuovi sistemi d’intervento e utilizzo di strumenti scientifici.

Un settore nel quale tali abilità hanno particolare rilevanza è quello terziario comprendente i servizi destinati alla vendita quali commercio, esercizi pubblici, trasporti, comunicazioni all’interno dello stesso settore. Si stima che l’occupazione sia incrementata del 13% negli ultimi 30 anni e individua l’espansione digitale come la sorgente di tale cambiamento. Alcune categorie professionali andranno incontro a un importante declino mentre molte altre saranno rivisitate con conseguente affiancamento di robot, si sentirà il bisogno di aumentare il fabbisogno occupazionale e l’automazione sarà una delle modalità che consentirà il mantenimento di elevati standard di vita.

Anche in questo contesto futuro sarà necessaria un’adeguata formazione specie in quello italiano dove i lavoratori sono scarsamente qualificati nel campo dell’innovazione digitale. In alcune aree quali turismo e commercio si è già assistito a dei cambiamenti in ottica digitale non accettati da coloro i quali non tollerano di doversi adeguare al cambiamento.

 

Riconoscimento della qualifica

Terminato il periodo formativo obbligatorio, all’apprendista verrà riconosciuto un titolo finale che si differenzierà per ogni individuo a seconda della tipologia di apprendistato effettuata.

Le qualifiche conseguite sono:

  • il diploma professionale a chi ha effettuato un apprendistato per la qualifica professionale;
  • qualifica professionale ai fini contrattuali: d’immediato inserimento nell’ambito lavorativo dunque per coloro che hanno effettuato un apprendistato professionalizzante;
  • titolo di livello secondario superiore/universitario/alta Formazione: nei quali son compresi dottorati di ricerca, formazione tecnico superiore, pratica professionale.

 

Come formare un apprendista?

La metodologia formativa prediletta è quella in aula alla quale può essere integrata anche la modalità e-learning. A queste si aggiungono esercitazioni collettive, seminari, visite dal vivo in azienda, action learning. Il piano formativo indivduale può prevedere una formazione interna o esterna all’azienda, in strutture convenzionate dalle Regioni o riconosciute dagli Enti Bilaterali, tenendo conto della capacità formativa dell’impresa che viene stabilita in presenza di alcuni criteri. Altri strumenti materiali, funzionali e d’integrazione per un apprendimento ottimale e completo possono essere: formulari, schemi, mappe concettuali.
Tali strumenti vengono anche modulati sulla base dei bisogni soggettivi degli apprendisti specie per coloro che hanno difficoltà di apprendimento.

 

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È emerso come il piano formativo si proponga come un percorso che fornisce gli strumenti pratico-operativi spendibili in ambito lavorativo e anche come spazio di crescita, di cambiamento e di adattamento ai nuovi contesti. A tutto ciò si affianca una presa di consapevolezza verso un processo innovativo che va interpretato come elemento determinante lo sviluppo di nuovi processi, cambiamenti di prospettiva, reinterpretazione dei significati. Un valore aggiunto, un cambio di mentalità che sarà determinante per il futuro e che sarà alla base del progresso economico oltre che importante fattore di avanzamento sociale.

 

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