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GOOGLE RICERCA VOCALE

Come sta la nostra operatività e quali potrebbero essere le implicazioni SEO

google ricerca vocaleCome tutto il mondo della grande G, anche la Google ricerca vocale è in continua evoluzione. Superata l’app “ricerca vocale” e “google now”,  con l’aggiornamento alla versione 7.26 dell’app Google, si sta facendo sempre più strada Google AssistantOramai è possibile effettuare una ricerca vocale tramite smartphone, altoparlanti smart (si pensi ai tanto pubblicizzati seppure ancora poco utilizzati Google Home e Google Home mini),  tablet, computer portatili o desktop, orologi intelligenti Android Wear 2.0 e prodotti per la domotica, anche se ancora i dispositivi mobili sono gli strumenti più utilizzati ai fini della ricerca vocale.

 

Che cos’è Google Assistant

Chi non ha in mente la mitica frase “Ok Google“? Bene questa è la parola d’ordine che attiva l’assistente virtuale Google. Già la scelta del termine assistente ci fa pensare istintivamente a qualcuno più che qualcosa. Qualcuno a cui si può parlare, che capisce la nostra voce, obbedisce ai nostri ordini, svolge attività al posto nostro e soprattutto impara e si personalizza per servirci al meglio. Sì, si personalizza perché è al 90% machine learning vale a dire predisposto per l’apprendimento automatico.

Il comportamento dell’applicazione (non è da scaricare in quanto già integrata) è sempre lo stesso per tutte le funzionalità che offre: all’assistente viene indirizzata una domanda che viene recepita e contestualizzata, dopo di che viene individuata una soluzione e restituita una risposta. 

Il meccanismo di ricerca vocale di Google cerca le risposte sia all’esterno servendosi dei consueti motori di ricerca sia all’interno del device in cui risiede a seconda del tipo di domanda che gli viene rivolta.

Non viene mai meno quindi il servizio rivolto espressamente all’utente o meglio al possessore del device. Conosce e si attiva con la sua voce, può cercare e organizzare la sua agenda, i suoi contatti persino le sue fotografie

Abbiamo visto il video promozionale di Google Assistant chissà quante volte ma è sempre simpatico rivederlo e vale più di mille parole.

 

 

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Funzionalità di Google ricerca vocale: tantissime ma quali realmente utilizzate?

Si riassumono qui le principali funzionalità  di Google ricerca vocale perché, almeno all’inizio e nella quotidianità, sono quelle che realmente possono portare un reale miglioramento dell’esperienza utente, considerando che permettono di essere sfruttate a mani libere, magari ancora semi svegli nel proprio letto, in auto, camminando per una città senza doversi fermare ogni due minuti, in cucina con le mani sporche.

Le funzionalità principali

  • impostare sveglie, promemoria, timer
  • eseguire una ricerca google su qualsiasi argomento
  • aprire qualsiasi app installata sul device
  • gestire Google Calendar inserendo e consultando gli impegni in agenda
  • creare, gestire e visualizzare la lista della spesa
  • gestire e inviare tutti i messaggi (sms, whatsapp, viber) indipendentemente dal fatto che i destinatari siano nostri contatti
  • gestire i contatti, chiamate, videochiamate, invio mail (tramite gmail)
  • conoscere le condizioni meteo della giornata e dei giorni a venire riferite a qualsiasi località
  • trovare esercizi commerciali nelle vicinanze
  • ottenere indicazioni stradali
  • usare la calcolatrice
  • tradurre in o da un’altra lingua
  • ottenere informazioni su voli e hotel
  • trovare una ricetta
  • ottenere informazioni su arte e cultura 
  • ascoltare notizie di qualsiasi genere (cronaca, politica, sport, cultura…) specificando la fonte 
  • controllo dei mercati finanziari

 

Le funzionalità secondarie 

  • consultare l’oroscopo
  • trovare eventi locali
  • leggere citazioni
  • ottenere informazioni nutrizionali
  • ottenere informazioni relative alla salute del cane soprattutto dal punto di vista nutrizionale
  • guardare video
  • gestire foto
  • trovare film e programmi tv
  • convertire unità di misura

 

Le funzionalità per divertirsi un po’ e sentirsi meno soli

  • ascoltare barzellette
  • testa o croce
  • parlare con dei chatbot a scelta
  • rilassarsi con Relax Guru
  • trucchetti divertenti
  • sfera di cristallo

 

La recente introduzione delle routine

Le routine introdotte in Italia da poco sono delle scorciatoie, che permettono di eseguire una serie di azioni con un unico comando in base alla configurazione definita dall’utente.  Per esempio si può definire una routine per il risveglio che alla pronuncia della parola “buongiorno” (o qualsiasi altra)  faccio in modo che io venga salutata dall’assistant, conosca le previsioni del tempo per la giornata, ascolti un riepilogo degli impegni della giornata e così a seguire a seconda di com’è impostata.

 

Le funzionalità legate al controllo domestico: ancora per pochi

  • Controllo dell’illuminazione
  • controllo di apparecchi, elettrodomestici e impianti
  • controllo di temperatura e aria
     
    Ovviamente queste funzionalità presuppongono l’utilizzo di apparecchi specifici che entreranno a far parte delle nostre abitazioni con gradualità.
     

    La classificazione dell’importanza delle funzionalità sopra riportate è naturalmente opinabile.  Le mamme per esempio, quando si alzano la mattina e non sanno come vestire i figli mentre le mani sono impegnate in un miliardo di altre azioni, ricorrono alla ricerca vocale per sapere che tempo e temperature caratterizzeranno la giornata per poter scegliere di conseguenza l’abbigliamento. Così come la possibilità di gestire la lista della spesa e poterla condividere al volo con il marito, è un aiuto impagabile. Però è chiaro che le priorità dell’uno non sono quelle dell’altro e Google direi che ha saputo davvero accontentare tutti. 

    Se volete conoscere nel dettaglio tutte le funzionalità che Google Assistant è in grado di fornirvi la stessa Google ha previsto una guida esaustiva che saprà sicuramente sorprendervi.

     

     

Quali sono i difetti di Google ricerca vocale?

Il difetto che si individua come principale è l’accesso tramite la frase chiave “OK Google” e il fatto che sia spesso necessario ripeterla più di una volta per effettuare un’azione in più step. Spesso capita che lo smartphone non recepisca immediatamente il comando e trovarsi al supermercato o in un luogo pubblico continuando a ripetere “OK Google” sempre più forte e con tono sempre più arrabbiato scuotendo magari con stizza lo smartphone può risultare imbarazzante.

Un altro aspetto è quello che mentre una persona sta parlando di tutt’altro, il device che ha vicino in qualche modo interpreta il comando e parte con domande o risposte che in talune circostanze possono essere simpatiche e strappare una risata, in altre possono essere inopportune.

Altra pecca, seppure si verifichi raramente, è che la ricerca vocale si attiva alla pronuncia della semplice parola “OK” ormai diventata di uso frequente nelle nostre conversazioni.

Un altro inconveniente si verifica quando si impostano più lingue. Per esempio impostante italiano e inglese spesso l’interpretazione della frase pronunciata in una lingua viene effettuata nell’altra con la restituzione di risultati incongruenti. Nel caso di una persona bilingue questo potrebbe per esempio essere fastidioso. 

 

Quali potrebbero essere gli impatti della ricerca vocale sul Digital Marketing ?

Se all’inizio il vero plus della ricerca vocale risiedeva nel poter compiere alcune azioni in momenti in cui risulta difficile usare le mani, come sempre quello che nasce da una necessità finisce con il diventare abitudine per cui la ricerca vocale è sempre più utilizzata come normale mezzo di consultazione della rete.  Le opinioni sono discordanti ma è molto probabile che questa modalità di interazione abbia un impatto sul modo di fare SEO.

Le ricerche effettuate da testo non hanno le stesse caratteristiche di quelle vocali in quanto a voce è normale utilizzare un linguaggio più naturale, più colloquiale in quanto, consciamente o meno, abbiamo la tendenza a rivolgerci al nostro assistant come ad una persona; si parla infatti di Conversational Search. Ecco quindi che gli esperti di content dovranno essere sempre più orientati a valutare ed utilizzare le componenti testuali conversazionali.

 

 

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