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Google Florida

 

Google Florida

Tutti i SEO nel mondo, memori di quanto hanno già vissuto nel 2003, tremano alla notizia rilasciata dal CEO di Google Danny Sullivan in merito all’ imminente aggiornamento dell’algoritmo di base a cui è stato dato il nome Florida 2. Dopo 16 anni dal primo aggiornamento e nello stesso mese di marzo, un altro assestamento colpirà la SERP di Google che, in realtà, sta già fluttuando da qualche giorno.
Gli addetti ai lavori si stanno domandando che cosa accadrà in termini di indicizzazione dei siti web e la paura di assistere ad una perdita di posizionamento in prima pagina è davvero tanta.
L’impatto economico per tutti coloro che hanno lavorato molto per scalare la SERP sarebbe infatti, notevole.
Ma che cos’é un broad core update? Secondo fonti ufficiali si tratta di una penalizzazione che i siti con contenuti duplicati o copiati si vedranno infliggere, mentre altri si vedranno posizionati meglio grazie ad un aumento di parole chiave rilevanti o ancora la loro posizione resterà invariata nonostante la perdita di parole chiave.
Il core update ha come scopo quello di focalizzarsi sulla qualità del contenuto in modo da soddisfare sempre più le search intent degli utenti, dando seguito alle migliorie già apportate dal Medical Update (Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness) dell’agosto 2018.

Qual’è l’obiettivo del Core Update?

Molti guru della SEO pensano che con questi importanti aggiornamenti di base Google voglia colpire particolari settori di nicchia.
Voci autorevoli interne a Google, quali John Mueller, riportano invece che l’obiettivo sia quello di individuare le pagine di scarsa qualità andando quindi a toccare tutti i siti web.La cosa migliore che i SEO possano fare è quella di smettere di sospettare che Google voglia necessariamente penalizzare le nicchie e cominciare a credere che invece si prefigga di migliorare costantemente la qualità e la pertinenza delle pagine che offre in risposta alla ricerca da parte di un utente.
Infatti, Google è costantemente focalizzata a raggiungere una migliore comprensione della query e quindi ad una migliore qualità del contenuto ed alla pertinenza dei link in ingresso. L’obiettivo di tutti gli aggiornamenti apportati è sempre quello di soddisfare al meglio la richiesta degli utenti e di conseguenza la loro User Experience fornendo un risultato sempre più veloce e di grande qualità dal punto di vista del contenuto. Questo significa, come per altro spiegato in un Twitt dal CEO Sullivan, che non occorre intervenire con delle azioni correttive se non in termini di qualità del contenuto. È quindi molto probabile che alcune pagine perdano posizionamento nel ranking proprio a causa della scarsa qualità dei loro contenuti ed è in primis questo che i SEO dovranno indagare.

La storia del Florida update nel novembre 2003

Chi era già attivo in quegli anni ricorderà che cosa avvenne nel Novembre del 2003. In piena stagione di acquisti pre-natalizi, il primo aggiornamento dell’algoritmo principale chiamato Florida colpì molte pagine e di conseguenza le aziende che fino allora avevano beneficiato della posizione in prima pagina.Si trattava del primo aggiornamento di quella entità, il primo di una lunga serie che ha caratterizzato tutto il decennio successivo.
Tutti lo ricordano anche perché l’update Florida di Google venne rilasciato durante la conferenza Pubcon SEO tenutasi proprio in Florida. E la storia si ripete con il rilascio del secondo aggiornamento, Florida 2 update, anch’esso implementato durante la stessa conferenza mondiale Pubcon ,16 anni dopo.

Quant’è realmente importante Florida 2 update?

A detta degli esperti l’aggiornamento, ribattezzato da Google “aggiornamento di base del Marzo 2019” per non creare confusione e non associarlo a quello rilasciato 16 anni prima, sarebbe molto più importante del precedente, addirittura uno dei più importanti aggiornamenti degli ultimi anni.
In realtà Google aggiorna i suoi algoritmi quotidianamente senza grande mormorio ma senza che questo abbia un impatto sul posizionamento dei siti nella SERP.
Da rumori che circolano sembrerebbe invece, che ci si debba aspettare non solo un cambiamento di ranking importante, ma anche di un differente criterio di classificazione.

Come rispondere all’aggiornamento di base Florida 2.0?

Analizzando siti che sono stati colpiti dai core updates di Google si evince una metrica di misurazione diversa applicata dal motore di ricerca che riguarda prevalentemente come esso interpreta una query, impattando di conseguenza sul posizionamento.
Che cosa è possibile fare? In realtà l’unica cosa che i SEO Specialist possono fare è quella di focalizzarsi sulla pertinenza dei contenuti, concetto oramai noto in quanto oggetto di uno dei recenti aggiornamenti e che ha comportato l’introduzione del Neural Matching.
Un altro elemento di attenzione dovrebbe essere la pertinenza dei link in entrata fattore anch’esso influenzante la classifica di una pagina web. In sostanza se si notano dei movimenti nella SERP bisognerebbe in primis, indagare sulla qualità e rilevanza del contenuto.

Ma in sostanza che cosa è cambiato veramente in Google?

E’ ancora troppo presto per capire la portata di questo aggiornamento. Ciò che è sicuro è che Florida 2.0 è un aggiornamento globale che impatta su tutti i siti e tutte le categorie di prodotto/servizio. Pur essendo ancora difficile capirne il suo funzionamento e rendere prevedibile le operazioni preventive da attuare, a detta dello stesso CEO di Google Sullivan, occorre rimanere focalizzati sulla realizzazione di contenuti di valore. Ed ancora, si ribadisce che l’aggiornamento non è rivolto a colpire particolari nicchie, come invece molti sospettavano.
La finalità di big Google è quella di rendere il servizio ai suoi utenti sempre più User friendly in modo da abbinare la query con la risposta il più precisamente possibile.
Il buon posizionamento nella SERP non dipenderà più solamente dalla qualità dei contenuti ma anche da altri fattori SEO altrettanto importanti, quali la buona struttura e alberatura del sito, i protocolli di sicurezza Https e la qualità dei back links.
Quindi possiamo tranquillizzare gli animi di coloro che hanno lavorato tenendo in considerazione questi fattori in quanto molto probabilmente i loro siti potranno addirittura beneficiarne, pur tenendo d’occhio la fluttuazione per cercare di capire quali siano i nuovi criteri applicati da Google nel decidere il posizionamento.

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