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FORMAZIONE APPRENDISTATO

apprendistato Si intende per apprendistato, un contratto di lavoro volto ad una qualifica professionale, attraverso una formazione specifica.
La durata del contratto di apprendistato va da un minimo di 6 mesi fino ad un massimo di 3 anni, fatta eccezione per le figure professionali legate all’artigianato, per le quali è prevista una durata fino a cinque anni.
Sebbene dal 2010 la modalità dell’apprendistato fosse in calo costante, si è assistito ad una ripresa a partire dal 2016 toccando un incremento del 32% rispetto all’anno precedente, per un valore di 234.461 individui aventi un un contratto attivo.

Tipi di apprendistato

L’apprendistato per la legge italiana si divide in tre tipologie:

  • Apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale, diploma di istruzione secondaria superiore e certificato di specializzazione tecnica superiore
  • Apprendistato professionalizzante
  • Appprendistatio di alta formazione e ricerca

Vediamo le differenze:

Apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale, diploma di istruzione secondaria superiore e certificato di specializzazione tecnica superiore

E’ un contratto di lavoro destinato ai giovani dai 15 fino ai 25 anni, non in possesso di una qualifica o di un diploma professionale. Il contratto di apprendistato in questo caso permette un alternanza scuola lavoro volto a conseguire una qualifica professionale o un diploma professionale.

Apprendistato professionalizzante

E’ un contratto di lavoro destinato ai giovani dai 18 ai 29 anni ( in caso di possesso di una qualifica professionale l’età minima si abbassa a 17 anni).
Ha durata massima di tre anni, fatta eccezione per le professioni legate all’artigianato che hanno durata di cinque anni. I giovani possono essere assunti in tutti i settori di attività sia del pubblico che del privato.

Apprendistato di alta formazione e ricerca

E’ un contratto di lavoro destinato ai giovani dai 18 ai 29 anni ( in caso di possesso di una qualifica professionale l’età minima si abbassa a 17 anni).
Questa tipologia di contratto consente di conseguire diversi livelli di titoli di studio tra cui: Diploma di scuola secondaria superiore, diploma professionale di tecnico superiore, diploma di laurea oltre che master e dottorati di ricerca.

Il piano formativo

La formazione si divide in due tipologie:

  • Formazione di base e trasversale : che deve essere fornita da un agenzia formativa accreditata, generalmente individuata tramite centro per l’impiego, oppure dall’azienda stessa. 
  • Formazione professionalizzante: di responsabilità esclusiva dell’azienda.

La formazione di base e trasversale ha una durata stabilita dalla normativa vigente sulla base del titolo di studio posseduto dal candidato al momento dell’assunzione ed è così ripartita:

  • 120 ore per gli apprendisti non in possesso di titolo di studio, in possesso di licenza elementare e/o della licenza di scuola secondaria di primo grado.
  • 80 ore per gli apprendisti in possesso di diploma di scuola superiore o di diploma di istruzione professionale.
  • 40 ore per gli apprendisti in possesso di laurea o di titolo equivalente.

La formazione professionalizzante è responsabilità dell’azienda e deve essere erogata nel corso dell’attività lavorativa da soggetti che posseggano documentate competenze ed esperienza professionale idonea.
Le figure preposte alla formazione possono ricercarsi all’interno della stessa azienda e devono seguire le direttive indicate nel piano formativo individuale, il quale identifica gli obiettivi che l’apprendista deve conseguire al termine dell’apprendistato.
La formazione erogata dal tutor aziendale deve inoltre essere documentata tramite registro formativo, da conservare in azienda a riprova della correttezza della stessa. Una volta completato l’apprendistato il datore di lavoro attesterà le competenze professionali acquisite.

Il piano formativo individuale

Il piano formativo individuale è un documento elaborato dal datore di lavoro
sulla base di moduli e formulari stabiliti dalla contrattazione collettiva o dagli enti bilaterali, sul quale vengono indicati gli obiettivi che l’apprendista dovrà conseguire e il percorso formativo ripartito tra formazione interna ed esterna.
Va redatto entro 30 giorni dalla stipula del contratto e deve essere consegnato all’apprendista; inoltre,se previsto dalla contrattazione collettiva, deve essere inviato agli Enti Bilaterali.
Dal 1 Giugno 2015, i Piani Formativi Individuali non devono più essere inviati all’Agenzia del lavoro, secondo quanto riportato dalla legge Finanziaria provinciale del 2015.

Il tutor

Il tutor è la figura che affianca l’apprendista durante tutto l’arco del contratto di apprendistato ed è responsabile della formazione e della supervisione del lavoro svolto fino al raggiungimento della qualifica professionale.
Per ricoprire il ruolo di tutor occorrono almeno tre anni di anzianità, tranne nel caso in cui l’azienda sia stata costituita da meno di tre anni o nel caso in cui nessun dipendente abbia ancora maturato 3 anni di anzianità.
Inoltre deve possedere un livello di inquadramento pari o superiore a quello che riceverà l’apprendista al termine del contratto e svolgere un impiego coerente con quello svolto dall’apprendista.
Il tutor non può affiancare più di cinque apprendisti.

Mancata ottemperanza

La mancata ottemperanza delle norme da parte del datore di lavoro può comportare la fine del rapporto di apprendistato oltre che ad una sanzione al datore stesso.
Tra le inadempienze che danno vita alla risoluzione del contratto troviamo le seguenti.

Mancata formazione

Nel caso in cui la dovuta formazione non sia stata erogata nei confronti dell’apprendista, il contratto si trasforma in un contratto ordinario a tempo indeterminato e il datore di lavoro rischia una sanzione da € 515 a € 2.580.

Violazione delle clausole contrattuali

Le sanzioni nei confronti del datore di lavoro si applicano anche in caso di violazione di norme specifiche che regolano il rapporto di lavoro. Tali norme prevedono:
Divieto di retribuzione a cottimo
Possibilità di inquadramento del lavoratore fino a due livelli inferiori a quello spettante
Presenza di un tutor aziendale
In caso di inadempienza alle sopracitate norme, come previsto dall’aricolo 47, co.2, D.Lgs. n.81/15 il datore di lavoro è punibile con una sanzione amministrativa da € 100 a € 600. In caso di recidiva, inoltre, la sanzione prevista dalla legge va da un minimo di € 300 fino a un massimo di € 1.500.
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