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Coworking:

cos'è e come funziona

Coworking è un nuovo modello che porta a concepire in modo diverso gli spazi di lavoro: prevede la condivisione dei luoghi e degli strumenti con persone estranee alla propria azienda, con lo scopo non secondario di creare una community in cui far nascere idee e collaborazioni professionali. Esistono diversi tipi di spazi condivisi, che offrono servizi e modalità di fruizione differenti.

In questo articolo scoprirai qual è il significato di coworking, come funziona e cosa offre. Inoltre ti illustreremo e quali sono i vantaggi di un lavoro in coworking e una lista dei migliori coworking a Milano e in Italia.

Il contesto

Il mondo del lavoro non ha mai smesso di cambiare e di modellarsi al passo con la società e le abitudini del tempo:

  • la tecnologia oggi è capace di connettere le persone in ogni momento e da qualsiasi parte del mondo;
  • modelli familiari e sociali più complessi necessitano di maggior flessibilità negli orari di lavoro;
  • le aziende si servono sempre più di professionisti esterni e cresce il numero di freelance;
  • la rinnovata coscienza ambientale crea la necessità di ridurre gli spostamenti da e per l’ufficio.

Senza dimenticare che il continuo focus sui costi fa sì che le aziende sperimentino modi sempre nuovi per ridurre gli sprechi.

In questo scenario fluido e accelerato, molti liberi professionisti, dipendenti o imprenditori non sono più legati ad un luogo fisso per il lavoro, e l’ufficio perde sempre più importanza. Sono nate nuove forme di lavoro come l’home working, ma lavorare da casa non è sempre la soluzione migliore per tutti.

Chi lavora da casa lamenta la difficoltà di gestire gli orari di lavoro, o le continue distrazioni; altri non riescono a trovare motivazione, altri ancora sentono la mancanza dei colleghi, con cui scambiare due chiacchiere in pausa caffè.

Cos’è e come funziona

Ecco allora che il coworking prende sempre più piede come la soluzione perfetta tra il classico ufficio e il telelavoro da casa perché assicura flessibilità ma nello stesso tempo permette di non abbandonare quelle dinamiche sociali e interpersonali che nelle aziende creano cultura e fomentano l’innovazione.

coworkingLa definizione letterale di coworking è infatti “spazio condiviso” e fa riferimento a quegli spazi dove lavoratori di ogni settore e grado possono svolgere le proprie attività professionali utilizzando gli strumenti messi a disposizione dai gestori e condividendo i costi fissi tipici di un luogo di lavoro come il servizio di portineria, segreteria, stampanti e internet, nonché in alcuni casi anche computer e telefoni, insieme a sale riunioni, uffici indipendenti e spazi per eventi!

Coworking però non è solo uno spazio condiviso da sconosciuti che si trovano a lavorare nello stesso luogo per risparmiare sui costi, ma un vero e proprio modo relazionale di vivere il lavoro, una visione che pensa al luogo di lavoro come il terreno fertile di relazioni e opportunità.

Lavorare in uno di questi spazi significa fare networking, ossia predisporsi a relazioni sociali che siano fertili di proposte di collaborazione, idee di nuovi progetti e cosi via, condividendo con gli altri i propri spazi, i propri strumenti, e perché no, il proprio tempo.

Quando si parla di relazione in un coworking si intende spesso la vera e propria istituzione di una community, che possa essere fonte di vantaggi anche al di fuori degli uffici stessi. Questo aspetto è così importante che si consiglia di creare una community prima ancora di aprire il coworking, organizzando eventi, oppure sessioni di coworking casuale in spazi privati e così via. Ciò non vieta che il coworking possa semplicemente raccogliere parte di una community già esistente, piuttosto che crearne una nuova.

Spesso è proprio la presenza di questo fattore sociale a distinguere il coworking da incubatori di impresa e business center, cioè quegli spazi che ospitano il lavoro di startup e imprenditori ma a cui manca il focus sulla relazione.

In sintesi: condivisione è la parola chiave. Non poteva essere diversamente, nell’epoca della sharing economy.

A chi è dedicato

Il coworking è la soluzione ideale per i liberi professionisti, in particolar modo nei settori tecnologici e dei media, che non hanno un luogo di lavoro fisso e hanno sempre lavorato da casa o al bar, ma ne usufruiscono spesso anche i lavoratori in viaggio, alla ricerca di un luogo comodo dove lavorare anche solo per qualche ora.

Tra le aziende che favoriscono l’utilizzo degli spazi di coworking ci sono sicuramente le startup, attirate dal risparmio di costi di infrastruttura e la potenzialità delle connessioni personali che si sviluppano all’interno di questi hub. Anche le aziende più grandi cominciano però ad usare queste formule per favorire la flessibilità dei lavoratori, aumentarne la creatività e ridurre i costi di affitto.

Come tipologia di lavoratori, i cosiddetti nomadi digitali e i creativi sono senz’altro le categoria che più si allineano a questo nuovo modello di lavoro, perché svolgono i propri compiti interamente al pc.

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Cosa offre

Generalmente gli spazi di coworking offrono postazioni in open-space, ma non manca la possibilità di affittare spazi chiusi come sale riunioni o postazioni per telefonate. Internet è naturalmente disponibile così come lampade, stampanti, scanner, armadietti privati ecc.

Lo spazio di coworking può prevedere anche spazi comuni come bar, sala relax, cucina o anche biblioteche e spazi per bambini.

Bisogna distinguere poi tra contratti di locazione e prestazione d’opera. In genere i coworking danno la possibilità di prendere in locazione una postazione di lavoro, ma non è sempre così: a volte offrono esclusivamente i servizi si segreteria annessi, e non è quindi detto che la persona in questione riesca sempre a usufruire degli spazi per lavorare, perché il posto non è garantito. Da questa differenza possono scaturire tariffe diverse.

Anche nel caso in cui si scelga di affittare una postazione, c’è la possibilità di scegliere tra più opzioni flessibili: chiedere l’assegnazione per una giornata lavorativa (hot desk) oppure per un periodo di tempo più lungo, anche di qualche mese (dedicated desk).

Tipi di coworking

Ci sono diversi tipi di spazi condivisi: un coworking può essere ibrido o nativo, a seconda che sia un ufficio riadattato per assolvere alle funzioni di uno spazio condiviso (il primo coworking in Italia è nato proprio con questa formula), oppure un progetto ideato fin da subito come spazio per il lavoro condiviso.

Inoltre ogni coworking può essere gestito in modo indipendente da un imprenditore oppure fare parte di una rete più ampia di spazi che condividono brand, valori e servizi offerti.

Diverse sono anche le formule adottate dai diversi spazi di coworking.

Una formula tipica italiana, ad esempio è il “coffice”, caffè e ufficio insieme. Essa nasce dall’abitudine pregressa dei lavoratori che ora si servono di questi spazi, di lavorare nei bar e nei bistrò. A Milano ad esempio molti seguono questa impostazione, ed abbinano con facilità il cibo alla scrivania.

Esiste anche un’app grazie alla quale è possibile prenotare la propria postazione in una delle caffetterie di Milano.’

Altri coworking possono differenziarsi per la community di riferimento: alcuni sono verticali sui settori di mercato, altri hanno un’impronta sociale e sono dedicati alle donne.

A Lisbona, invece, c’è il coworking più green d’Europa, che utilizza materiali e fotni di energia sostenibili, nonché piante per migliorare la qualità degli ambienti di lavoro.

Vantaggi di un coworking

coworkingI vantaggi di scegliere uno spazio di coworking per lavorare sono tanti, e condivisi sia dai lavoratori che dalle aziende, oltre ad essere definito come un mezzo per sostenere la crescita delle nuove imprese:

  • innanzitutto, tra i vantaggi più evidenti c’è quello di risparmiare sui costi fissi di un ufficio classico, dall’affitto alle strumentazioni, ai servizi logistici e vari di mantenimento e gestione delle strutture.
  • altri vantaggi sono legati all’aspetto umano e sociale che il coworking alimenta, e che da esso è caratterizzato: la condivisione aumenta la possibilità di incontri, creazione di idee, accordi commerciali, e stimola la creatività;
  • per i lavoratori è indubbio il vantaggio di una maggior flessibilità offerta da questa modalità di lavoro, insieme ad un aumento di motivazione e impegno, perché aumenta la concentrazione e diminuisce le distrazioni;
  • flessibilità anche di decidere se e quando utilizzare questi servizi;
  • in generale è dimostrato che il coworking aumenta la qualità della vita dei lavoratori e assicura una crescita professionale, anche grazie all’inserimento all’interno di una community;
  • anche la possibilità di utilizzare prodotti e strumenti all’avanguardia non è da sottostimare.

 

Coworking in Italia e a Milano

Il coworking nasce ufficialmente a San Francisco, nel 2005, quando Brad Neuberg, imprenditore, crea il primo spazio condiviso come lo si intende oggi. Si chiamava “San Francisco Coworking Space” e all’inizio non ebbe successo perché nessuno ne aveva mai sentito parlare prima.

Nel giro di pochi anni questo nuovo modello di lavoro aveva già catturato l’attenzione di tutto il mondo, crescendo con ritmi notevoli

Il numero dei coworking, solo 3 nel 2005 ha quasi raggiunto quota 20.000 nel 2018, e la tendenza p un forte crescita anche per i coworker, il cui numero aumenta sempre di più e raggiunge oggi 1.7 milioni nel mondo.

In Italia arriva nel 2008 e si diffonde soprattutto nelle metropoli. Ancora oggi Milano, seguita da Roma, è la città con la più alta densità di spazi condivisi per il lavoro.

Anche se gli spazi di coworking si trovano ovunque nel nostro Paese, pur se in misura ridotta nelle regioni del Sud per via di una minor abitudine al lavoro agile, Milano è sicuramente la capitale degli spazi di coworking. Questo per il numero di viaggiatori, liberi professionisti, ma anche per le aziende, i manager e gli imprenditori milanesi che sempre più utilizzano questi spazi anche per incontri e sessioni di lavoro. Proprio qui infatti, a Lambrate, è nato il primo coworking italiano nel 2008

Anche il Comune di Milano ha avuto un ruolo determinante per lo sviluppo del coworking nella capitale lombarda , perché è stata la prima amministrazione pubblica ad incentivarlo con voucher e altre forme di sostegno economico.

Ecco una lista dei più noti coworking a Milano:

  • Copernico
  • Base
  • Talent garden
  • Login
  • Donatello
  • Yoroom
  • Regus
  • Sarpi Otto
  • Piano C
  • Impact Hub

I prezzi generalmente variano da 10 euro al giorno fino a 800 al mese,con una media di 200 euro per i coworking di fascia media.

Nuove tendenze

Oggi in Paesi come UK e USA, dove questo fenomeno è nato, il coworking è diventato uno stile di vita, tanto da sfociare in alcuni casi in forme di “coliving”. Un coliving è semplicemente un coworking dove è possibile anche vivere. In Italia questo modello non è ancora molto diffuso, ma nel mondo ha già attirato molti nomadi digitali.

Mentre scriviamo, il mondo è alle prese con un futuro incerto, dovuto all’emergenza sanitaria, e anche gli spazi di coworking dovranno affrontare nuovi scenari incerti. La pandemia ha sicuramente cambiato le abitudini dei lavoratori, che preferiscono non interagire con spazi e oggetti condisivi, evitando gli incontri di persona e gli assembramenti. Eppure, con le dovute accortezze, i coworking possono essere intelligentemente utilizzati dalle come forme alternative all’ufficio, per incontri definiti tra pochi lavoratori, sfruttando comunque le potenzialità di collaborazione e conoscenza che vengono dall’utilizzo di questi spazi. Possono anche essere proposti come alternativa al lavoro da casa, per chi vuole tornare in ufficio, e per questo si prevede che in un prossimo futuri gli spazi di coworking possano essere molto ricercati.

Certamente non può che essere una prospettiva positiva!

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