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CORSO TRADE MARKETING

Corso Trade Marketing For Dummies

Se ti consideri un Trade Marketer in erba e hai cominciato da poco a muovere i primi passi o se pensi di avere familiarità con la materia ma non abbastanza da definirti confident e in entrambi i casi sei alla ricerca di un modo per chiarirti le idee, allora sei atterrato sulla pagina giusta. Prenditi cinque minuti per questo Corso Trade Marketing accelerato. Ti garantisco che a fine lettura ti sarà tutto molto più chiaro.

 

Trade Marketing In Pillole

In questo rapido Corso Trade Marketing la prima cosa da sapere è a cosa ci riferiamo quando parliamo di Trade. Si tratta di strategie B2B – Business To Business – volte non al consumatore finale, che sono invece oggetto del marketing tradizionale o B2C – Business To Consumer, ma al distributore. Quest’ultimo infatti riceve dal produttore un determinato budget a sostegno delle vendite che, se gestito a dovere, garantisce la giusta visibilità quantitativa e qualitativa al brand e al prodotto all’interno del punto vendita. Dopotutto, se le persone non sanno che il tuo prodotto esiste, non ci saranno richieste sul mercato, e di conseguenza non ci sarà nessuna vendita.

A livello globale, il valore del Trade Marketing supera i cinquecento miliardi di dollari ed è secondo soltanto alla vendita al dettaglio. Questo perché i rapporti con i componenti della supply chain sono fondamentali. Bisogna convincere i propri partner commerciali del valore della propria merce. Bisogna convincerli che aiutarti a vendere il tuo prodotto alla fine li aiuterà anche a fatturare. Pensiamo al settore del largo consumo, in particolare agli FMCG – Fast Moving Consumer Goods – ovvero a quei prodotti che si vendono velocemente come cibo e bevande. In questo caso, tutto sta nel sapersi accaparrare i posti migliori sugli scaffali dei supermercati. Prima che il cliente acquisti, deve riuscire a vedere. Cosa impossibile senza la fiducia tra produttore e distributore.

Ma come si fa a posizionare il prodotto in modo da catturare l’attenzione del cliente? Quali strategie bisogna mettere in pratica? Sicuro come la morte se avete fatto come me economia o un mba, un Master in Business Administration, o marketing vi sarà capitata la domandina sulle attività Above The Line e Below The Line, un evergreen agli esami nel primo decennio degli anni 2000. Che detto così potrebbe sembrare chissà quanto tempo fa ma in realtà nel mio caso credo fosse tra il 2010 e il 2011. Neanche tanto, avrete da obiettare, ma, fidatevi, il marketing che facevo io era già obsoleto mentre lo studiavo anche se ancora non ero consapevole. Che poi, ora che ci penso, la cosa divertente era che io studiavo dal Kotler, The Bible, ovvero la Bibbia del marketing e, ve lo giuro, non c’era questa distinzione ma non so perché la combo Above/Below rispuntava sempre. Poi più tardi ho scoperto che risaliva al 1954 quando la Proctor and Gamble l’aveva usata per differenziare i compensi destinati alle agenzie di pubblicità (Above the Line) da quelli alle agenzie promozionali (Below The Line). Ma questa è un’altra storia.

Quello che è importante è sapere che, in sostanza, le attività di marketing si dividevano in due macro categorie sulla base del target, quindi dei destinatari, degli scopi e ovviamente del budget. Le Above The Line, letteralmente Sopra La Riga, erano quelle destinate a un range piuttosto ampio. Da un lato puntavano a creare un’immagine coerente del brand e dall’altro a mostrare il portfolio prodotti. Parliamo di televisione, radio e giornali. La portata è certamente ampia, su scala nazionale o internazionale ma perché appunto il fine ultimo era costruire la Brand Identity, il DNA del marchio, e non fare advertising per un gruppo ben definito. Quest’ultimo era invece il fine ultimo delle Below The Line, quelle Sotto La Riga, che, con un target molto specifico, avevano come obiettivo l’incremento del Conversion Rate, ovvero la percentuale di visitatori che da clienti di passaggio riesco a trasformare in clienti abituali. Cartelloni pubblicitari, promozioni nel punto vendita (Saldi, Black Friday, Mid-Season sales, Christmas, Festa della Mamma…), fidelity program, passaparola o Word of Mouth – inglesismi come se piovesse – o stampa, volantini, PR – Public Relations- e ancora sponsorizzazioni, espositori di un certo tipo… sono tutti esempi di attività Below The Line e sono proprio queste quelle a cui va la maggior parte del budget Trade Marketing

Ma se vi dicessi che questa distinzione non esiste più? 

 

L’impatto Del Digitale Sul Trade Marketing 

Onestamente, quando sento che alcune aziende usano ancora la distinzione di cui sopra mi vengono i brividi. La ritrovo anche nelle offerte di lavoro e ogni volta mi viene l’orticaria. Attualmente non esiste più questa distinzione. Questo perché siamo nell’era del digitale e grazie ai cookie – banalmente le tracce che lasciamo ogni volta che usiamo internet – è possibile sfruttare i vantaggi della vecchia Above The Line usando la vecchia Below the Line. Al massimo possiamo parlare di Through The Line perché la linea di confine si è assottigliata. Sarebbe quindi davvero un grave errore non considerare il fattore digital nella pianificazione del budget Trade. Il comportamento del consumatore è cambiato ed è ormai influenzato dal web, strumento in grado di orientare le preferenze degli utenti rispetto ai marchi e ai prodotti. Ed è possibile tracciarlo attraverso i cookie. 

Secondo le ultime ricerche condotte dalla IPSOS, il 70% degli utenti viene a conoscenza di un prodotto online rispetto al 28% in store e il 39% raccoglie info sui prodotti online prima di procedere con l’acquisto, percentuale che sale specialmente nel caso di articoli per la cura della persona (58%) e accessori i-tech di un certo valore (55%). A livello europeo, il 64% degli inglesi afferma che campagne online delle aziende condizionano il loro comportamento d’acquisto e il 48% dei francesi che possiede uno smartphone raccoglie informazioni online prima di acquistare.

Niente di nuovo sotto il sole, come direbbe qualcuno. Siamo sempre connessi. Secondo uno studio condotto dal Corriere della Sera, i stima che in Italia, il 35% controlla lo smartphone entro 5 minuti dal risveglio, il 34% controlla lo smartphone di notte e il 13% più di 50 volte al giorno. In media, sono 47 le volte in una giornata in cui prendiamo il cellulare in mano e salgono a 86 se consideriamo quelli di età compresa tra i 18 e i 24 anni.

Rimanere connessi è diventato una necessità ma anche un nuovo modo per interagire direttamente con i brand. Si possono reperire informazioni sui prodotti e recensire sia gli articoli che il percorso d’acquisto e ricevere feedback da parte dell’azienda e degli utenti. Il tutto istantaneamente. Chiaramente gli utenti sono diventati consapevoli del ruolo chiave che giocano nel ciclo di vita di un prodotto. Più la consapevolezza è alta più alto è il loro coinvolgimento.

E un buon Trade Marketer usa questo a suo vantaggio facendo in modo che sia l’utente stesso a diventare promotore del brand attraverso, per dirne una, il famoso hashtag che tanto utilizziamo nei nostri caption su Instagram e che fa esplodere le tendenze.

Prendiamo ad esempio il caso Netflix, leader nella distribuzione online di serie televisive, film e altri contenuti d’intrattenimento. Per promuovere l’uscita della terza serie di Better Call Saul!, lo spin-off della fortunatissima Breaking Bad, la Netflix ha pensato bene di aprire al posto di due friggitorie già esistenti, a Milano e a Roma, Los Pollos Hermanos, la stessa catena di fast food di Albuquerque in New Mexico dove Walter White, il protagonista di Breaking Bad, andava a mangiare i suoi burritos. E ovviamente in contemporanea a Milano e a Roma il giorno stesso in cui sarebbe uscita online la serie. Il risultato? Una fila interminabile lungo tutto Corso di Porta Ticinese e Via Cavour. Sicuramente non tutti i passanti conoscevano la serie o avevano sottoscritto un abbonamento a Netflix, ma sicuramente dopo quel giorno non soltanto sono aumentate le sottoscrizioni ma c’è stato un incremento esponenziale della Brand Awareness grazie alla condivisione dell’evento sui principali social media che hanno fatto esplodere la notizia. Direi quindi che il caso Better Call Saul! è l’esempio perfetto di strategia Through The Line: si usano le strategie Below The Line – advertising per un cluster ben definito di utenti – per sfruttare i benefici delle attività Above The Line. 

Non parliamo più quindi di Trade Marketing ma di Digital Trade Marketing. 

 

Il Problema Della Sottoutilizzazione Del Digitale

 

Nonostante questo il digitale rimane tuttavia sottoutilizzato nel mondo del Trade Marketing. È stato stimato che soltanto i 13% dei produttori stanzia due budget diversi, uno per gli store fisici e uno per quello online. Il 24% invece non ne ha nemmeno uno per gli e-commerce. Un vero peccato, considerato che il digitale è in grado di offrire un vasto range di servizi come il targeting del pubblico o la misurazione della campagna. Tenere sotto controllo gli indicatori di performance più importanti aiuta non soltanto a quantificare il successo della campagna online ma anche a personalizzare la customer experience e a capire soprattutto da dove l’azienda trae profitto. Sarebbe un grave errore non destinare parte dei profitti alla digitalizzazione in quanto questo condurrebbe inevitabilmente alla fuoriuscita dell’azienda dal mercato.

 

Cosa Deve Fare Un Buon Trade Marketer

 

Detto questo, è necessario trarre le conclusioni. Se l’obiettivo dell’azienda è quello di sopravvivere, non resta che munirsi di un buon server ossia un sistema informatico in grado di accedere alle risorse condivise, rendere più fluidi i processi di interazione e controllo dei fornitori, di segmentare gli utenti ed essere affidabile quando si tratta di creazione e misurazione delle campagne. L’obiettivo congiunto di produttori e distributori deve essere quello di offrire una user experience digitale ritagliata a immagine e somiglianza del destinatario, o meglio, sulla base delle sue preferenze digitali.

Ma non basta. Un buon Trade Marketing Manager deve acquisire consapevolezza. Deve informarsi e formarsi. Deve conoscere i principali canali di marketing online e le loro caratteristiche. Dal SEO all’email marketing, passando per i social media ed arrivando al mobile, dovrà saper declinare il giusto mix di strumenti a seconda del business e delle aziende. Ed essere in grado di analizzare le persona di questi ultimi agendo sui principali KPIs – Key Performance Indicators.

E tu, saresti in grado di offrire al tuo user l’esperienza di cui sopra?
Non temere. Qui la soluzione a portata di click!

 

Master Digital Marketing

 

Digital Coach offre l’opportunità di imparare tutte le nuove tecniche di Web Marketing, Social Media Marketing ed E-Commerce ossia tutti i principali tool tecnici richiesti dal mercato. La caratteristica principale del Master Digital Marketing è la sua versatilità. È stato infatti concepito in modo da potersi adattare facilmente alle più disparate esigenze. Si può frequentare in modalità diurna (dalle 14:00 alle 18:30) o in modalità serale (dalle 19 alle 22:30). E ancora, in aula, in diretta e on demand da tutta Italia (e perché no, anche dall’estero!). Che tu sia abbia terminato gli studi e abbia la possibilità di frequentare o che tu sia un professionista impegnato full time con il tuo lavoro, il Master Digital Marketing ti viene incontro con tutte le possibili combinazioni di orari. Può scegliere quella più comoda per te. Inoltre, il corso prevede un’esperienza di praticantato (anche questo in modalità sia diurna che serale) per consolidare le tue competenze. Alla fine del corso, dopo aver superato l’esame finale, sarai in grado di dimostrare di aver maturato le competenze di cui sopra e di aver frequentato non solo le lezioni, padroneggiando brillantemente la materia, ma anche di aver trasformato la teoria in pratica. Gli Under 30 possono inoltre richiedere di essere inseriti in azienda per 4-6 mesi attraverso una stage retribuito attraverso il Digital Certification Program.

Se desideri avere più informazioni, visita la pagina che trovi cliccando sul bottone qui in basso. Una volta compilato il modulo e inoltrato la domanda, avrai l’opportunità non solo di ricevere la brochure con tutte le informazioni e i prezzi relativi ai corsi online, ma anche di partecipare, in diretta online o in aula (se risiedi a Milano o in provincia) gratuitamente sia alla sessione di orientamento sui master e le certificazioni digitali in partenza nei prossimi 1-2 mesi sia a una seduta con uno dei nostri consulenti in grado di indirizzarti verso il percorso a te più congeniale.

Dopo la presentazione, ti sarà più chiaro perché è diventato fondamentale conoscere tutti gli ultimi ritrovati nel campo degli strumenti digitali. E scoprirai in diretta quante siano le persone che per i motivi più disparati decidono di intraprendere un percorso formativo nel digital. Che sia per inserirsi nel mondo del lavoro o per lanciare un’attività in proprio.

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