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PERSONAL BRANDING: MARKETING DI SE STESSI

 

 

Se vuoi conoscere il significato di personal branding, oppure se sei alla ricerca di un modo di promuovere sé stessi online per creare nuove opportunità lavorative, questo articolo fa per te.

Sia, che tu sia un giovane neolaureato che sta per entrare nel mondo del lavoro, sia che tu sia un manager, o un imprenditore affermato nel tuo mercato di riferimento, non puoi smettere di curare la tua immagine personale e professionale. Come si dice: c’è solo un’occasione di fare una buona prima impressione! Sia che ti presenti ad un colloquio, sia che tu stia per lavorare con un nuovo cliente, stai certo che i recruiter, o i tuoi prospect, cercheranno informazioni su di te online. Per questo motivo, dovrai sempre curare sia i tuoi profili social che il tuo blog, e se non ne hai uno forse dovresti prendere in considerazione l’idea di crearlo.

 

Significato di personal branding

 

Ma prima di approfondire i motivi per cui serve curare la propria immagine e perché è utile, facciamo chiarezza sulla definizione di personal branding. Sintetizzando, la traduzione di personal branding significa marketing di se stessi e, parafrasando, si potrebbe definire come l’arte di promuovere te stesso. Infatti, si tratta di svolgere un’attività che si basa sulla capacità di utilizzare le migliori tecniche di marketing, non per un’azienda, ma per finalità di promozione di se stessi e della propria immagine professionale. In pratica, bisogna partire dal concepire metaforicamente se stessi come un marchio, un brand personale da posizionare sul mercato professionale e poi promuovere al meglio, al fine di raccogliere i migliori frutti derivanti da questa attività.

Una volta capito cos’è il personal branding, bisogna capire come farlo, come cominciare a curare, posizionare e promuovere la propria brand image. Puoi scegliere di operare queste attività offline, con un certo investimento in budget pubblicitario, oppure operare online, attraverso strategie di marketing digitale che ti permetteranno di massimizzare i tuoi risultati, con budget molto più bassi, o addirittura nulli in termini di denaro.

 personal branding self brand

Per svolgere al meglio il lavoro di personal branding, sicuramente bisogna considerare un po’ tutti gli aspetti di marketing, ma direi che quello più importante è il posizionamento professionale, cioè il cosiddetto professional positioning.

 

Posizionamento professionale

 

Promuovere te stesso sarà infinitamente più semplice se prima ti sei posizionato correttamente sul mercato del lavoro, se hai definito bene il tuo posizionamento professionale. Per capirci, quello che devi pensare prima di tutto, è cercare di collocare le tue skill, le tue competenze professionali, in un mercato che abbia bisogno di esse, che le ritenga utili e valide. Ma soprattutto devi cercare di inserirti in un mercato che sia in grado di dare anche un valore economico a queste competenze, tale per cui ti pagherà meglio se queste competenze sono importanti, di valore e scarsamente disponibili.

Proprio come si fa per un marchio, così per te stesso – o meglio per il tuo self brand – dovrai fare un’analisi del mercato in cui vuoi lavorare, dei suoi trend, analizzando il suo indice di crescita. Dovrai fare anche una sorta di SWOT analysis dei tuoi punti di forza e di debolezza, facendo un benchmark dei tuoi competitors – in questo caso altri professionisti del tuo settore – e capire qual è la tua unique selling proposition, ovvero la tua personale proposta di valore, ciò che ti differenzia e che solo tu puoi offrire a un possibile datore di lavoro, o cliente.

 

 

STRATEGIE DI PERSONAL BRANDING

 

Per prima cosa, dovrai definire una strategia per raggiungere i tuoi obiettivi, la tua personal branding strategy.personal branding strategie.

Se tu fossi un computer, dovresti lavorare sull’assemblaggio delle componenti, installare software e così via, ma tu sei un essere umano e il prodotto su cui devi lavorare è composto da una serie di elementi che potremmo riassumere così:

  • le tue attitudini
  • i tuoi punti di forza
  • le risorse che hai a disposizione
  • le tue debolezze
  • le tue motivazioni

Questi sono tutti elementi che costituiscono la tua personalità e li devi tenere in considerazione per andare a posizionare correttamente il tuo prodotto personale nel segmento in cui potrà esprimersi al meglio.

Ti starai domandando: ok, come si fa a trovare il giusto posizionamento professionale? Bene, ti consiglierei di fare una serie di valutazioni riguardo gli elementi interni che riguardano te stesso e la tua personalità, e gli elementi esterni che sono il mercato del lavoro e i suoi trend.

 

Attitudini, punti di forza

 

Dentro cosa devi guardare? Il tuo prodotto, la tua brand identity. La tua persona si compone di una serie di elementi come le tue attitudini, il tuo potenziale, le tue motivazioni, le risorse che hai a disposizione, i tuoi punti di forza, ma anche i tuoi punti di debolezza. Questi sono i primi aspetti che devi considerare per decidere dove andare a collocare il tuo profilo professionale. Altro aspetto fondamentale, e da non sottovalutare è capire il tipo di lavoro che ti renderebbe felice, che pensi possa darti modo di esprimere tutto il tuo potenziale.

  • Vuoi lavorare come professionista autonomo, come consulente freelance?
  • Preferisci lavorare come dipendente?
  • Full-time o part-time?
  • In una grande azienda, o in una piccola?
  • Vuoi lavorare in Italia, o all’estero?
  • Vuoi fare l’imprenditore, o magari guadagnare soldi online?

Dovresti porti tutte queste domande per trovare un lavoro che ti permetta di ottenere l’appagamento professionale, ma che ti dia anche modo di bilanciare la tua vita privata, la tua formazione e il tuo tempo libero, il cosiddetto “work life balance”. Se sei una persona soddisfatta, che ha tempo di prendersi cura di sé e della sua personale brand imagesarai un professionista molto più produttivo e entusiasta del lavoro che fa.

 

Mercato del lavoro

 

Il mercato del lavoro rappresenta l’elemento esterno in cui si vanno a misurare tutti gli elementi interni che compongono la tua persona. Dopo esserti fatto un’idea chiara di quelli che sono i tuoi punti di forza, le tue attitudini, le tue prospettive, devi cercare di capire quali dei mercati del lavoro che ti interessano sono stabili, quali in crescita, quali in declino. Ovviamente, dovresti considerare l’ipotesi di collocarti soprattutto nei mercati in crescita, piuttosto che in quelli in declino.

A questo punto dovrai fare un match tra i tuoi elementi interni, il tuo potenziale e quello che trovi fuori, per decidere qual è l’incastro migliore tra le due situazioni. Insomma, una volta messi nell’insieme questi elementi, potrai creare la tua strategia di personal branding.

 

PERSONAL BRAND, PROMOZIONE DI SE STESSI

 

personal branding fare marketing di se stessiA questo punto, comincia il bello, ovvero inizia il lavoro di promozione di te stesso e del posizionamento professionale che hai deciso. Quello che ti consiglio, come nella promozione di un qualsiasi altro brand o prodotto, è creare un piano d’azione strategico, un personal branding marketing plan.

Intanto, partiamo dal presupposto che la promozione della tua immagine e del tuo profilo professionale si può fare offline, oppure online. Io, ai nostri tempi, ti consiglio decisamente di scegliere quelli online, anche perché quelli offline sono troppo costosi, complessi e non sono alla portata della maggior parte delle persone. Faresti personal branding a Milano tappezzando la città con i tuoi manifesti? Quanto costerebbe? Ok, questa è una metafora, ma di sicuro una campagna pubblicitaria per promuovere la tua immagine ti costerebbe molto in termini di budget. L’online invece è alla portata di tutti, perché? Perché online puoi sfruttare i motori di ricerca, i social, un sito web, un blog. Tutti strumenti alla portata di tutti, che non sono così costosi, così complessi da realizzare, come invece una campagna pubblicitaria in televisione, in radio e così via.

Per creare la tua personal branding strategy, potresti valutare di frequentare un corso, leggere i blog di personalità che hanno fatto della propria immagine un veicolo commerciale per la loro azienda – ti basti pensare a Steve Jobs e alla Apple ad esempio – oppure leggere libri sul personal branding, o ancora affidarti ad un coach che ti faccia personal branding coaching, o un career coach. Come i personal trainer allenano le persone da un punto di vista fisico, così esistono dei personal coach, o life coach, che allenano e motivano le persone per quanto riguarda aspetti più interiori, come la soddisfazione personale e lavorativa. Ma al di là dell’affidarsi ad un professionista, ci sono molte attività che puoi svolgere in autonomia per promuovere te stesso e raggiungere i tuoi obiettivi di carriera. Vediamo insieme come fare personal branding.

 

SEO di te stesso

 

Da dove puoi iniziare? Potresti interessarti un po’ di strategie di digital marketing, marketing online e iniziare ad utilizzare le tecniche che gli specialisti del digital utilizzano nelle aziende, o nelle web agency, per te stesso. Per esempio potresti comprendere i principi di base dei motori di ricerca, per poi posizionare te stesso sui motori di ricerca. Potresti poi capire quali sono i principi di un lavoro efficace sui social media per poi, attraverso i tuoi profili Facebook, LinkedIn, Instagram, fare un lavoro di distribuzione del tuo profilo professionale su questi social, in particolare attraverso la produzione di contenuti che vadano a rispecchiare al meglio l’identità professionale che vuoi trasmettere.

 

Un tuo sito o blog personale

 

Ci sono tante altre attività che potresti svolgere, come creare un sito web o anche solo un blog, dove poter scrivere dei contenuti e degli articoli che diano anch’essi un’idea delle tue competenze e delle tue capacità. Diciamo che i mezzi a tua disposizione sono tanti, si tratta solo di imparare le tecniche di base del marketing online e poi, pian piano applicarle al tuo caso.

A volte ai miei corsi, tra cui ho anche un corso di personal branding, le persone mi domandano: “Luca, ma forse il personal branding è un’attività un po’ più per le social star o per chi vuole diventare un influencer?” La mia risposta è no, per quale motivo? Ci sono milioni di persone che quando cercano opportunità professionali, di solito si registrano a un portale di lavoro come LinkedIn, Info Jobs e poi inviano il proprio curriculum. Questa è comunque una tecnica per promuovere te stesso, il problema è che questa è una delle peggiori strade che potresti percorrere perché sui portali di ricerca di lavoro, ci sono milioni di profili come il tuo e tutti quanti non fanno altro che spammare le caselle dei recruiter che si ritrovano sommersi da tutti questi curriculum, che nemmeno guardano.

Ora, capirai che questo approccio è totalmente sbagliato. È molto più efficace, invece provare a pensare di fare un’attività di marketing online che ti renda attrattivo, capace cioè di attirare verso di te le opportunità professionali. E questo è quello che una corretta attività di personal branding deve riuscire a consentirti di realizzare.

 

A CHI SERVE IL PERSONAL BRANDING

 

personal branding managerIl personal branding può essere utile a moltissime persone, dal neolaureato che si affaccia per la prima volta nel mondo del lavoro, così come a un professionista che opera da anni nel suo settore, un freelance, un consulente, un manager o un imprenditore. Questo perché, come abbiamo anticipato all’inizio, le persone che ci devono assumere, o lavorare con noi, andranno sicuramente ad effettuare delle ricerche sui motori di ricerca, o sui social network per scoprire qualcosa in più su di noi, sui lavori che abbiamo svolto, sui clienti che abbiamo avuto. Ecco perché è fondamentale curare la propria brand image, che sarà molto più efficace di un qualsiasi altro biglietto da visita.

Ti faccio degli esempi:

1. Facciamo finta che tu sia una persona che è già nel mercato del lavoro, ma ha capito che nei prossimi anni ha bisogno di spostarsi professionalmente in un altro segmento di questo mercato perché la professione che svolge è satura o in declino. Bene, in questo caso lui dovrà fare un lavoro di riqualificazione professionale e di riposizionamento professionale che lo aiuti a spostare il proprio focus e a trovare di avere opportunità di lavoro.

2. Diversa, invece, è la situazione tipica degli under 30. Io conosco migliaia di ragazzi che hanno frequentato i miei corsi in questi anni: alcuni di loro hanno completamente sbagliato la scelta del percorso universitario; altri, pur avendo scelto il corso di studi giusto per loro, non hanno trovato possibilità professionali grazie a questi studi. Bene, quello che devono fare questi ragazzi è riqualificarsi, riposizionarsi e riproporsi al mercato del lavoro attraverso tecniche di personal branding.

3. Un’altra situazione ancora molto ricorrente è quella del freelance che svolge una serie di attività per i propri clienti non più al passo con i tempi, come ad esempio il marketing tradizionale, le rassegne stampa, il giornalismo. Oggi, questi professionisti si rendono conto che, per essere ancora appetibili ai propri clienti, hanno bisogno di offrire loro delle competenze professionali diverse rispetto a quelle che hanno svolto finora e con le quali si sono posizionati nel mercato del lavoro.

4. Infine, un’altra situazione, ad esempio, è quella dell’imprenditore, il quale vuole veicolare e rendere credibile la propria azienda: il modo migliore per farlo è attraverso un’attività che prima di tutto renda credibile lui che ne è alla guida.

 

 

APPROFONDIMENTI

 

 

COME FARE PERSONAL BRANDING PER UN MANAGER

 

Dal punto di vista professionale, fare personal branding per un manager significa aver scelto una nicchia all’interno della quale ci si vuole distinguere e in cui comunicare la propria unicità, che può tradursi in un’esperienza di successo, un prodotto innovativo, la propria azienda, una caratteristica personale. Per un professionista affermato, promuovere se stesso significa comunicare efficacemente il suo essere autentico. Se lo fa nel modo giusto, il suo pubblico gli riconosce la capacità di essere l’unico in grado di risolvere un problema, di far fronte ad un’esigenza specifica di un mercato.

Nel caso delle piccole imprese, di aziende personali o self brand, riuscire a gestire correttamente la propria immagine potrebbe significare generare un interessante ritorno in termini di reputazione e visibilità per il proprio business; può voler dire attrarre nuove opportunità per se stessipersonal marketing – e per la propria azienda appunto. Saper comunicare la tua unicità, differenziarti dai tuoi concorrenti, valorizzando i tuoi punti di forza e esperienze professionali, può far sì che un cliente, un fornitore o un datore di lavoro scelga te, anziché un tuo competitor.

 

SELF BRAND, PERCHÈ?

 

personal branding brand imagePerché promuovere te stesso? Oggi fare personal branding è indispensabile per tutti, a prescindere dal tipo di lavoro che si svolge e dalla fase della carriera in cui ci si trova. Come detto in precedenza, bisogna pensare che il proprio biglietto da visita vada al di là del rettangolo di carta che diamo in mano al nostro interlocutore. Possiamo star certi che recruiter e potenziali clienti andranno a cercare maggiori informazioni su di noi, sia online su siti web e social network, sia offline, parlando con i nostri precedenti clienti o datori di lavoro.

Per manager, professionisti ed impiegati, il self branding rappresenta uno strumento di riqualificazione professionale, di avanzamento di carriera, o l’inizio di un lavoro autonomo. Invece, per i giovani è fondamentale per intraprendere un percorso professionale ed inserirsi nel mercato del lavoro. Impariamo ad attirare le persone che ci vogliono per quello che sappiamo fare e per come lo sappiamo fare.

Se il personal branding può essere considerato anche come l’insieme di tutte le azioni che vengono attuate per costruire una reputazione e per fare in modo che questa venga percepita correttamente online e offline, all’interno e all’esterno dell’azienda, occorre spendere qualche parola anche sui social media e sulla web reputation.

 

COS’È IL SOCIAL BRANDING

 

Tenendo conto che ogni canale social ha le sue caratteristiche, è opportuno scegliere in quali comparire e come farlo. I social media hanno il potere di metterci in contatto con milioni di persone e di amplificare la nostra voce. Per costruire il nostro personal brand è utile conoscere tutte le possibilità offerte da ciascun social network. Identificare i migliori canali di promozione personale, avendo ben chiare le peculiarità di ognuno, aiuterà a veicolare al meglio il messaggio che vogliamo trasmettere. È vero che il brand personale si costruisce attraverso diversi canali, ma l’immagine che restituisce il web è percepita come univoca, quindi essere coerenti su ogni profilo deve essere un must. Per essere consistenti è importante anche far parte di un network che contribuisca positivamente al nostro personal branding.

Facebook

Facebook è in assoluto il social più usato a scopo personale, per cui meglio personalizzare le impostazioni della privacy e fare attenzione a cosa si pubblica. Può essere utilizzato anche per far vedere il nostro lato ludico e privato, ma che sia in linea con ciò che vogliamo far percepire professionalmente al nostro pubblico.

LinkedIn

Per il professionista o per chi cerca nuove opportunità di lavoro, fare personal branding su LinkedIn è un modo di comunicare se stessi in modo più autorevole. Per questo, è importante:

  • tenere aggiornato il profilo;
  • crearsi un network di professionisti che ci interessano davvero;
  • chiedere e ricambiare segnalazioni ai nostri colleghi, clienti, fornitori;
  • iscriversi a gruppi inerenti al proprio settore;
  • instaurare conversazioni.

 

La combinazione di queste azioni aiuta a costruire il professional brand e ad aumentare la propria visibilità.

Twitter

Twitter è una sorta di piattaforma di micro-blogging: solo 280 caratteri per raccontarsi, commentare e condividere. Si tratta di un ottimo strumento per monitorare influencer e brand, soprattutto se sono organizzati in liste, ma la potenza degli hashtag (#) è quella di poterci identificare in un settore di mercato, secondo specifiche caratteristiche personali per le quali vogliamo che il nostro profilo professionale sia interessante.

personal branding successo.

Anche gli altri social network hanno ognuno la propria peculiarità:

  • YouTube per i video,
  • Pinterest e Instagram per le immagini,
  • Google+ per condividere i propri aggiornamenti
  • About me per condividere istantaneamente la sintesi dei nostri punti di forza.

Attività strategiche e integrate su questi social network contribuisce a promuovere il personal brand e la web reputation personale. La personal brand identity così si fortifica e quando è in grado di generare una proficua rete di relazioni, ecco che da essa si possono attrarre nuove opportunità lavorative.

 

COS’È LA WEB REPUTATION

 

Poiché la gestione dell’immagine e della propria reputazione vanno di pari passo, occorre capire come si viene considerati online.

  • Su quali social si parla di noi?
  • Quanto è autorevole chi ne parla?
  • Quanto è preparato nell’argomento in cui ci identifichiamo essere esperti?
  • Di cosa si parla?
  • Come se ne parla e con quale frequenza?

Esistono dei software di gestione di brand reputation e dei tool gratuiti per monitorare la propria reputazione online. In generale, bisogna pensare che gli utenti sono molto più motivati ad esprimere un’opinione negativa, o a lasciare una recensione quando non sono soddisfatti di un prodotto o servizio. Più difficile è far esprimere un’opinione a chi è rimasto soddisfatto, ma bisogna considerare anche che la fiducia guadagnata online oggi, porta nuovi contatti domani.

Se non si riescono ad evitare feedback negativi, bisogna essere preparati a rispondere prontamente per tenere alta la propria reputazione online, perché altrimenti, chi cerca informazioni su di noi non rimarrà colpito in modo positivo.

 

Luca Papa VIDEO E CONTENUTO A CURA DI LUCA PAPAlinkedin_badge

Digital Marketing Manager Presso Digital Coach.

Sono Digital marketing manager di Digital Coach, formatore Google e consulente su tematiche di web marketing. In Digital Coach coordino l’attività di tutti i professionisti che svolgono docenza e insegno per Digital Coach e per Google discipline di Digital marketing quali Digital strategy, Inbound Marketing, SEM, Personal Branding.

Martina-Santoro-digital-coach

TRASCRIZIONE A CURA DI MARTINA SANTOROlinkedin_badge

Laureata in Lettere e orientata ai numeri, ho seguito il percorso Digital Certification Program ed ora lavoro come Digital marketing specialist e Content strategist. La mia aspirazione è continuare a formarmi per diventare una professionista del digital marketing che aiuta aziende e liberi professionisti nella crescita del loro business.

Luca Papa
Digital Marketing Manager presso Digital Coach
Sono Digital marketing manager di Digital Coach, formatore Google e consulente su tematiche di web marketing. In Digital Coach coordino l'attività di tutti i professionisti che svolgono docenza e insegno per Digital Coach e per Google discipline di Digital marketing quali Digital strategy, Inbound Marketing, SEM, Personal Branding.
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