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Landing Page: cos’è e come funziona

 

 

Cosa sono le Landing Page

 

Landing page significa letteralmente “pagina di atterraggio“. La traduzione ci suggerisce subito qualcosa su cosa è, ma non ci dà una descrizione esaustiva, perché potrebbe farci pensare erroneamente a una qualsiasi pagina web su cui gli utenti arrivano dopo aver cliccato su un link. In realtà, le landing sono molto diverse dalle altre web pages, dagli articoli di blog o dalle schede prodotto degli e-commerce, sia per come sono strutturate, sia per gli scopi per cui si utilizzano. Infatti, dando una definizione completa, le landing pages sono spazi online dove gli utenti arrivano in seguito ad un clic su un link e in cui sono chiamati a compiere un’azione significativa a livello di conversione. Il loro obiettivo è proprio l’elemento chiave che le distingue da ogni altro contenuto online. Tramite le call to action (CTA), le aziende puntano a convertire i possibili clienti in lead o acquirenti.

Ma ora veniamo a te. Se sei atterrato su questo articolo, probabilmente è perché stavi cercando informazioni su cos’è una landing page, come si crea, perché è utile. Beh, sei arrivato nel posto giusto! In questo articolo vedremo:

  • come costruire landing page
  • perché è importante utilizzarle
  • quali sono gli elementi principali per crearle
  • quali strumenti e template, gratis e a pagamento, puoi utilizzare per creare pagine di atterraggio efficaci
  • esempi che ti aiuteranno quando vorrai realizzare le tue

 

Perché utilizzare una pagina di atterraggio

 

landing pagePerché una landing page è utile? Di fatto, questo tipo di contenuti rappresenta un passaggio chiave di un funnel di marketing digitale, poiché è un luogo online dove le aziende cercano di aggiudicarsi un lead (un contatto di un potenziale cliente), o meglio ancora, una vendita.

Oggi, si lavora molto su questo tipo di contenuti digitali: non ti stupire se anche il tuo dentista e l’hotel in cui vuoi prenotare la tua prossima vacanza usano le landing web pages per attrarre nuovi clienti e aumentare il loro fatturato, in quanto sono ormai usate da chiunque voglia vendere un prodotto o un servizio online. Perché sono così importanti? Queste pagine di atterraggio possono aiutare la tua attività a realizzare delle vendite.

Imprenditori, piccole e medie imprese, ma anche grandi società, quando hanno l’obiettivo di far crescere il loro business online fanno campagne su Facebook, YouTube, Google, LinkedIn. Questo investimento pubblicitario però rischia di essere buttato via in buona parte se le pagine web, su cui si indirizza il traffico a pagamento, non sono efficaci. Per efficienza, si intende la loro capacità di trasformare queste visite in lead, o in consumatori, e si misura attraverso il parametro di conversion rate (CR), ovvero la percentuale di nuovi contatti o acquirenti in riferimento al numero di visitatori.

Come puoi rendere le tue landing pages di successo? Per iniziare, avrai bisogno di:

  • una strategia di marketing integrata tra i canali che hai scelto
  • content persuasivi: copy, immagini, video e CTA
  • strumenti che rendono semplice il processo di creazione e le rendono anche accattivanti dal punto di vista grafico
  • massima coerenza tra gli interessi del pubblico che targettizzi, il canale a pagamento che stai usando e il contenuto su cui giungerà grazie al traffico che generi
  • usa layout e template grafici già fatti per far sì che sia semplice crearle, con dei bei risultati anche se non sei un web designer professionista.

 

 

Un tipo di landing per ogni obiettivo

 

Cosa vuoi ottenere con la tua landing page? È importante che tu abbia bene in mente qual è l’obiettivo che vuoi raggiungere, ancor prima di capire come creare una pagina landing.

  • Vuoi ideare un database di contatti validi?
  • Cerchi nuovi clienti per la tua attività?
  • Il tuo scopo è avere più partecipanti al tuo evento?
  • Vuoi creare una pagina di atterraggio informazionale o transazionale? Cioè, vuoi dare delle delucidazioni ai visitatori, come ad esempio preventivi gratuiti, oppure preferisci puntare alla vendita diretta di merce, servizi o contenuti?

Una volta trovate le risposte a queste domande, potrai scegliere il tipo di pagina che fa al caso tuo, cercando modelli e ispirazione tra le tante presenti online. Come abbiamo detto prima, questo particolare tipo di contenuto web può rappresentare il punto di approdo di un utente che ha iniziato il suo customer journey con una campagna Facebook, Google Ads, o con una newsletter. Una volta portati i visitatori sulla tua pagina, è qui che ti giocherai la possibilità di trasformarli in clienti, poiché è qui che puoi spingerli a compiere delle azioni rilevanti per il tuo business. Con le CTA, puoi indurre i consumatori a fare delle attività che siano vantaggiose per le tue strategie di vendita. Se i tuoi prospect ti lasceranno il loro indirizzo e-mail in un form, potrai inserirli nella tua lista, instaurare una relazione con loro (lead nurturing) e proporgli i tuoi prodotti o servizi. Invece, se il tuo obiettivo è aumentare il numero di acquisti diretti del bene che poni sul mercato, avrai la possibilità di convertire gli utenti in clienti già nella pagina.

 

Differenza tra pagina landing e sito web

 

pagina di atterraggioUna landing page, diversamente da una normale pagina di un sito web, di un articolo di un blog, o della descrizione prodotto di un e-commerce, non contiene link che rimandano all’esterno. Difatti, viene creata affinché i visitatori possano navigare solo al suo interno, senza “vie di fuga”. Gli unici clic possibili sono quelli sui bottoni delle call to action o il tasto di invio del form. Riguardo le differenze più tecniche, devi sapere che queste singolari web pages si distinguono dagli altri contenuti digitali perché spesso non sono collegate al menu principale di un sito internet, bensì sono legate direttamente al dominio in cui sono contenute. Di solito, questa scelta si applica ai fini di aumentare il tasso di conversione, perché se i visitatori fossero lasciati liberi di girovagare in un sito, rischierebbero di andare fuori dal funnel e ciò si tradurrebbe in clienti persi.

Inoltre, se hai un sito internet o un blog, puoi operare la scelta di impostare la tua landing come homepage, oppure se fossi al primo step, potresti prendere in considerazione di usarla come one page site.

Infine, bisogna che ti ricordi che in base all’intento per cui la stai realizzando, dovrai scegliere il modello per la tua, tra diverse tipologie di pagine landing:

  • Squeeze Page, o anche Lead Page, per la lead generation, o generazione di nuovi contatti.
  • Click-through page, a differenza della sales page non puntano all’acquisto diretto, ma contengono informazioni dettagliate su un bene e un link alla pagina in cui avviene fattivamente la conversione.
  • Sales page per la vendita diretta di un prodotto.
  • Landing per aziende che non hanno abbastanza budget per costruire un sito web
  • Pagine di atterraggio per la partecipazione ad eventi come ad esempio Eventbrite
  • Thank you page, letteralmente “pagina di ringraziamento” è la prima tra le web page utilizzate per tracciare l’obiettivo di conversione. Qui, potrai ringraziare i tuoi lead, o clienti, per aver compiuto l’azione su cui li hai indirizzati. 

 

Organizza la tua Landing Page in 10 step

 

Come creare una landing page efficace? Prima di parlare di best practice, ci tengo a chiarire dei concetti di base. Non esiste landing senza che ci sia dietro una strategia integrata tra canali digitali, perché essa è un nodo cruciale sì, ma di un funnel completo e ben più complesso. Come abbiamo visto, di solito si arriva su queste pagine di destinazione dopo aver fatto una ricerca sul proprio browser, o in seguito all’aver cliccato su un link di un annuncio sponsorizzato, o di una newsletter. Pertanto, i messaggi presenti nelle campagne pubblicitarie, così come i colori e layout, devono essere coerenti con i contenuti che gli utenti si troveranno al punto di arrivo, altrimenti potrebbero sentirsi disorientati e confusi. Se clicco su un post che parla di assicurazioni per le auto, mi aspetto di atterrare su uno spazio online in cui posso confrontare i prezzi, oppure calcolare un preventivo gratuito inserendo la mia e-mail. Invece, se mi ritrovassi in una web page che parla di tutt’altro argomento, la abbandonerei e tornerei alla mia ricerca.

Con queste premesse, passiamo a mostrarti quali sono gli step che dovresti seguire per realizzare la tua pagina di atterraggio.

 

1. Dominio

La prima cosa che devi fare è comprare un dominio, se non ne sei già in possesso, e lo spazio sul server, necessario a caricare il contenuto su internet. Sceglilo con cura e prova ad inserire già al suo interno la parola chiave, che racchiuda il senso di ciò che stai per produrre. Se invece già hai un sito web, devi creare una nuova pagina. Di solito, si sceglie di non collegarla al menu di navigazione principale perché, le persone che vi sono atterrate non abbiano modo di cliccare in altri punti, se non sui bottoni.

 

2. Copy Head

Hai solo un’occasione per fare una buona prima impressione! Il titolo della tua landing, (anche detto head o H1) è la prima cosa che i visitatori vedranno. Se sarai in grado di attrarli sin dalle prime parole, allora aumenteranno di gran lunga le possibilità che leggano il resto del contenuto e che alla fine compiano un’azione importante per te.

 

il testo di una landing

3. Contenuto 

Per prima cosa, dovresti decidere se fare una pagina di atterraggio in un solo idioma, oppure multilingua, per esempio con uno dei Plugin di WordPress (se lo scegli come CMS) come WPML. Operata questa scelta, dovrai organizzare il tuo messaggio, in modo che sia chiaro ed esplicativo. Ogni parola è preziosa e va scelta molto bene. Abbiamo già accennato al fatto che c’è bisogno di coerenza tra i tuoi annunci a pagamento e il contenuto che inserirai nel punto di arrivo del tuo funnel. Immagina di dover creare un altro imbuto nel tuo copy, con tutte quelle informazioni che possano convincere gli utenti a compiere l’azione che desideri. Un altro aspetto di fondamentale importanza è la SEO: cerca di indicizzare e posizionare sui motori di ricerca la tua pagina, perché oltre al traffico a pagamento, devi cercare di attrarre anche quello organico.

 

4. Foto e video

Non puoi creare una landing page di solo testo, annoieresti i tuoi visitatori. Invece, se inserissi ad esempio dei video, potresti aumentare il tempo di permanenza sulla tua pagina. In più, inserendo anche foto e GIF avresti modo di comunicare in maniera piacevole e più accattivante. Ma non solo, se lavori ad una sales page, con le immagini potrai mostrare dettagli del tuo prodotto che non riusciresti a comunicare altrimenti. Con dei visual adeguati puoi aumentare le possibilità di convincere i tuoi prospect.

 

5. CTA, invito all’azione

Le call to action sono le chiamate all’azione con cui punti a convertire il tuo traffico. Si tratta di frasi magiche, che racchiudono tutto il senso della tua selling o value proposition. Quali benefici stai offrendo? Perché un prospect dovrebbe cliccarci sopra? Le CTA sono inscritte all’interno di bottoni, il cui colore è cruciale ed è spesso oggetto di A/B test. Una landing può contenerne anche più di una, purché conducano tutte alla stessa meta, cioè la conversione.

Puoi utilizzare diverse frasi all’interno dei box, tra le più diffuse e che di sicuro avrai letto anche tu, abbiamo:

  • Scopri di più
  • Prenota ora
  • Vai all’offerta

landing call to actionMa potresti renderle anche più personali, ad esempio ponendo una domanda nel copy e inserendo la risposta: es. “Vuoi approfittare anche tu dell’offerta?” – testo CTA= “Voglio l’offerta”.

Come puoi spingere gli utenti a lasciare il proprio contatto o ad acquistare il tuo prodotto o servizio? Grazie al Lead Magnet. Basandoci sul principio “do ut des”, tu proponi un vantaggio per i potenziali clienti e dai un assaggio, affinché loro ne vogliano ancora e a loro volta ti diano qualcosa in cambio. Dare e avere. Ma che cosa sono questi “magneti per i contatti” nel concreto? Ad esempio, puoi mettere a disposizione:

  • Una prova gratuita del tuo prodotto. Se vendi servizi digitali, ad esempio potresti puntare sulla modalità Freemium (dai una versione base free e poi spingi sull’upselling con una versione Premium a pagamento)
  • Partecipazione ad un Webinar gratuito
  • Ebook e risorse online. Se vendi corsi di formazione, puoi proporre delle lezioni introduttive gratis
  • Codici sconto e voucher. La tua azienda è un hotel o un ristorante? Puoi regalare un codice per le prenotazioni o un buono sconto da presentare in cassa.
  • Sfruttando la gamification, potresti anche proporre dei sondaggi online o organizzare dei concorsi a premi per coinvolgere gli utenti

 

Insomma, puoi dare sfogo all’immaginazione!

 

6. Form di contatto

Il form è lo spazio in cui chiederai alle persone giunte sul tuo contenuto di fornirti le loro informazioni di contatto:

  • nome
  • cognome
  • indirizzo e-mail

Poi, potresti chiedere maggiori dettagli, come numero di telefono, indirizzo e così via. Ma è sconsigliabile farlo al primo incontro con il tuo consumatore. Ricorda che ad ogni campo che aggiungi, diminuiranno le possibilità di accaparrarti un lead! Invece, è meglio aspettare di aver instaurato un dialogo con il possibile consumatore, prima di chiedergli tutte queste cose. In seguito, creando un rapporto di fiducia con lui, potrai approfondire la sua conoscenza, cosa che ti sarà utile per creare dei segmenti nel tuo database e inviare offerte sempre più personalizzate ai tuoi clienti.

 

7. Social proof

Vuoi dare prova dei benefici che prometti ai customer con il tuo prodotto o servizio? Il miglior modo per farlo è inserire delle prove reali e tangibili, inserendo nella tua pagina di destinazione delle recensioni e dei commenti reali di persone che hanno provato il tuo brand e ne sono rimaste soddisfatte. Il social proof può aiutarti a rassicurare chi atterra sul tuo contenuto per la prima volta e aumenteranno le probabilità che diventi tuo cliente.

 

8. UX-UI

Una landing page di successo deve essere anche facile da navigare e veloce nel caricamento. Ma soprattutto bisogna che sia responsive, per essere vista correttamente da ogni dispositivo e il suo design si deve adattare a qualsiasi device da cui si visualizzi. Mobile (landing page) first! Ecco perché è importantissimo tenere conto della user experience, attraverso una user interface adeguata e performante. Anche questi elementi contribuiscono in modo decisivo sul Conversion Rate.

 

9. Tracciamento dei dati

Appena metti il tuo contenuto online, e partire con le tue campagne di traffico, è bene che tu imposti correttamente i metodi di tracciamento. Solo in questo modo potrai raccogliere dei dati preziosi che ti daranno informazioni sulle performance della tua web page. Sicuramente ti consiglio un classico data analytics, ma anche un tool di visual analysis e Search Console, fondamentale per leggere le query che i tuoi potenziali clienti digitano. Poi, dovrai collegare anche le tue campagne di advertising, e quelle di social adv tramite Pixel. Potresti gestire tutto con Google Tag Manager, un software free e online di Google che consente di tenere e gestire tutti i monitoraggi attivi all’interno dello stesso contenitore, inserendo un solo script di codice HTML. Se non padroneggi questa materia, sarà il caso di rivolgersi una tantum a uno sviluppatore.

 

10. Cookie e Privacy Policy

Prima di impostare tutto il tuo sistema di analisi dei dati, ricordati di creare la tua cookie policy e privacy policy conforme alle nuove norme del GDPR. Se hai un consulente di diritto informatico bene, in caso contrario potresti fare un abbonamento ad un Plugin online, come ad esempio Iubenda.

Bene, ora che c’è tutto, fai le prove generali per vedere se tutto funziona correttamente. Fai un check con il PageSpeed Insights di Google per verificare il tempo di caricamento, sia desktop che da mobile. Per valutare se i contenuti sono chiari e se le call to action sono attraenti, puoi organizzare un focus group o dei doodle per far provare la navigazione sulla tua pagina destinazione a persone reali.

 

Come creare una Landing Page di successo

 

Come fare una Landing Page di successo? Se sei un mago del codice potresti scegliere di crearla direttamente da HTML; mentre, nel caso in cui tu non abbia dimestichezza con le stringhe, o abbastanza budget e tempo per farti creare da un developer una web page originale, potresti cercare dei modelli per landing free online o dei template precostuiti. Potresti creare la tua pagina di atterraggio anche con meno di 100€. Su internet ce ne sono moltissimi, personalizzabili con il drag and drop, veloci da usare e facili da gestire anche per chi non ha competenze di sviluppo o di graphic design.

Su internet esistono moltissimi strumenti e tool che permettono di costruire pagine di destinazione gratis o a costi contenuti. Vediamo i principali.

 

Realizzare web pages con MailChimp

 

Questo fantastico tool di e-mail marketing, oltre ad avere un comodo e intuitivo editor per le newsletter, mette a disposizione anche dei template landing pages e dà la possibilità di fare gli A/B test. Esistono abbonamenti free e premium, a pagamento (questo è un esempio di modello Freemium). Fino a 2000 contatti in lista MailChimp è gratuito con l’inserimento del logo nei contenuti. Inoltre, questo servizio offre anche uno strumento di analisi dei dati nativo, per vedere le performance. 

Se vuoi approfondire ulteriormente, puoi consultare questa risorsa: MailChimp Landing Page.

 

landing page con mailchimp

 

Ideare una landing con WordPress

 

Si tratta del CMS attualmente più diffuso nel mondo digital, dopo di lui, per numero di utilizzatori, c’è Joomla, un mezzo altrettanto valido, ma meno intuitivo. Propone design gratuiti e personalizzabili. Se hai creato il tuo sito in WordPress (WP), ma anche se non hai nulla da cui partire. 

 

creare landing pages con wordpress

 

In questo content management system potrai installare diversi Plugin che ti aiuteranno nell’impresa, come ad esempio: 

  • OptimizePress: costa 97€ una tantum e grazie al suo visual editor è di facile e intuitivo utilizzo
  • WordPress landing pages: è un Plugin gratuito con la possibilità di fare un upgrade alla versione premium. Per costruire la tua landing potrai scegliere uno tra i modelli disponibili e renderli personalizzati grazie a un page builder drag & drop molto semplice.
  • Page builder: con WordPress puoi scegliere anche tra diversi plugin di page building, free o con un budget da dedicargli, come per esempio WP Backery o Elementor.

Se vuoi scoprire più nel dettaglio, puoi leggere questo utile contenuto: Creare Landing Page WordPress.

 

Creare site pages con WIX

 

Anche Wix è un valido CMS che puoi scegliere per produrre la tua pagina. Mette a disposizione diversi template e modelli, sia gratuiti che a pagamento. Inoltre, ha un centro assistenza che fornisce diverse guide su come si fa una web page landing, in cui si spiega ad esempio come indurre i visitatori a compiere una specifica azione su di esse.

 

Leadpages

 

Si tratta di uno dei software più utilizzati per fare landing pages. Attraverso un Plugin, si integra alla perfezione con i siti web creati con WordPress. Ha un editor semplice, che consente di lavorarci anche se non si sa nulla di HTML e CSS. Leadpages può farti realizzare i tuoi contenuti in modo rapido e ti permette anche di raccogliere lead per il tuo database. Puoi provarlo gratis per 14 giorni con delle limitazioni, e dopo la prova potrai scegliere se acquistarlo e scegliere uno dei piani a pagamento, che vanno dallo standard all’advanced.

 

software pre landing page leadpages

 

 

Landing page Facebook: Canva

 

Facebook Ads, tra i suoi formati pubblicitari, ha implementato i Canva, delle esperienze a schermo intero. Significa che all’interno di una campagna di social adv, puoi creare una landing page gratis senza essere costretto ad avere un sito o ad acquistare un dominio. Questo modello funziona a tutti gli effetti come pagina di atterraggio, solo che è contenuta dentro la piattaforma stessa di Facebook e non su un server. Per cui avrai tutti gli elementi costituenti, come titolo, copy e visual, ma il lavoro da fare sarà di certo più rapido perché potrai partire da template già fatti e non dovrai attivare monitoraggi particolari.

 

Unbounce

 

Questo software è il re delle pagine di atterraggio, con più di 15.000 utenti. Se vai sulla sua homepage troverai subito un esempio di come si fa una landing page e potrai vedere che tra i brand che lo utilizzano ci sono anche big player come Vimeo e Hootsuite. Unbounce ha un page builder drag & drop davvero facile da usare, potrai fare A/B test e usare uno degli 85 modelli a disposizione. Ne esiste una versione free con contenuti ristretti, ma senza limiti di tempo: potrai comprarlo se e quando vorrai.

 

landing page builder unbounce

 

Instapage

 

Con meno di 30 dollari al mese in abbonamento, potresti avere un altro tool davvero di semplice utilizzo. Instapage vanta oltre 1 mln di web pages create e un CR medio del 22%. Puoi mettere online il tuo progetto e lavorarci insieme al tuo team, fare A/B testing, integrarlo con il tuo software per le DEM e i tuoi canali social.

 

costruire una landing con instapage

 

Landing Page Optimization

 

Mi dispiace deluderti, ma non esistono landing pages perfette al primo colpo. Come ogni altro contenuto online, vanno ottimizzate nei tassi di conversione, attraverso il CRO, conversion rate optimization. Spesso, le strategie di digital marketing risultano inefficaci. Quanti soldi buttati in campagne che non convertono e non portano vendite?

landing page optimization Questo, nella maggior parte dei casi, accade perché non si ha una landing page efficace sulla quale far approdare i propri potenziali clienti. Se stai navigando su Facebook da mobile, vedi un annuncio, clicchi su un link e ti aspetti la stessa velocità di navigazione dell’app su cui eri. Ma poi che succede se il sito web su cui vieni inviato si carica lentamente, aspetti, o torni indietro sul tuo feed? Tantissime volte accade proprio questo: si creano campagne bellissime, con copy e visual fatti davvero bene, si investono budget consistenti e poi si hanno tassi di conversione bassi.

Ma perché succede? Perché non si dà il giusto rilievo al luogo online in cui gli utenti andranno a finire dopo aver fatto clic su un link. Le landing website pages rappresentano un nodo cruciale del funnel di marketing, o del customer journey, cioè di quel percorso utente creato appositamente per il segmento del target che un’azienda vuole raggiungere con i suoi prodotti o servizi. Ecco perché ogni elemento all’interno delle site landing pages deve essere ben bilanciato: niente deve essere lasciato al caso. Ogni parola, ogni bottone, CTA, immagine o video, deve essere progettato in modo minuzioso, poiché al variare di un solo elemento di questi, potrebbe cambiare in modo repentino il tasso di conversione. Anche per questo motivo, in fase di A/B test, si consiglia di modificare una cosa per volta, per capire cosa funziona e cosa no, quale elemento performa meglio di un altro.

 

KPI delle landing pages

 

Tra i KPI (Key perfomance indicator) che la landing deve raggiungere, bisogna annoverare di sicuro:

  • Posizionamento SEO (e corretta indicizzazione del contenuto)
  • Coerenza con le campagne SEM che si usano per portare utenti al suo interno
  • Pertinenza con il social advertising su Facebook, Youtube e LinkedIn
  • Logicità di significato con quanto si preannuncia in una campagna DEM (direct e-mail marketing)
  • Conversion Rate (CR), cioè il parametro che mostra il tasso di conversione e quindi l’efficienza di queste particolari pagine online.

 

Quando il conversion rate (tasso di conversione) di una landing è basso, vuol dire che c’è qualcosa che non va. E cosa bisogna fare? Intanto, è necessario capire qual è l’elemento debole attraverso i tool di analisi delle performance digitali, come Google Analytics o Hotjar.

Tramite questi software è possibile conoscere molte informazioni sui propri utenti: cosa fanno sul sito, dove abbandonano la navigazione o dove cliccano. Grazie a Google Analytics, puoi vedere ad esempio dati importantissimi come:

  • frequenza di rimbalzo: i tuoi utenti riescono a caricare i contenuti?
  • tempo di permanenza media: per quanto tempo navigano dentro la tua pagina?

 

analytics e kpi landing pagesDi certo, questi dati vanno interpretati e contestualizzati, altrimenti sarebbe solo una mera registrazione di dati. Se i tuoi prospect cliccano sulle tue campagne a pagamento, ma poi quando entrano nel tuo sito se ne vanno immediatamente, significa che forse è troppo lento il caricamento. Se invece ci passano pochissimi secondi, vuol dire che magari i contenuti che hai inserito hanno disatteso le loro aspettative perché non sono coerenti con i messaggi che hai inserito nelle tue pubblicità. Le variabili sono davvero infinite, ma un approccio data driven, guidato cioè dal dato, da prove oggettive e non da un’idea formata a priori, sicuramente ti darà la marcia in più per andare sulla strada giusta e realizzare una landing ottimizzata.

L’altro preziosissimo strumento di analisi che ti ho citato è Hotjar. Si tratta di un tool di visual analytics, che consente di avere una visione di ciò che effettivamente i tuoi utenti guardano sulla tua landing site page. Con questo mezzo puoi effettuare delle registrazioni (con IP anonimi) degli schermi dei tuoi potenziali clienti, puoi entrare effettivamente nella loro mente. Con le visualizzazioni di pagina e le mappe di calore (heatmap), puoi spiare quello che accade sul tuo contenuto, puoi vedere sia da desktop, che da mobile, come i tuoi prospect scrollano, dove cliccano o tappano (da smartphone), su quali paragrafi o immagini si soffermano di più, su quale CTA compiono l’azione che desideri. Tutto ciò è fantastico perché ti restituisce dei dati preziosissimi in termini di User Experience e tu potrai ottimizzare tutti i tasselli che compongono la tua landing page, migliorando le conversioni e ottimizzando la tua intera digital e social media strategy!

 

A/B test

Per verificare che si stia lavorando bene, devi guardare i dati risultanti dalla navigazione. Una volta interpretati correttamente, con un approccio data driven saprai dove fare esperimenti sulla tua landing. Prima di cominciare a fare A/B test (anche detti split test) nel tuo laboratorio digitale, devi ricordarti che ogni elemento di una pagina di destinazione ha un peso specifico assai elevato, proprio perché i componenti sono pochi e sono stati scelti con cura. Alla minima variazione di uno di essi potrebbe corrispondere una differenza molto grande nel tasso di conversione. Per questo motivo, si consiglia sempre di modificare un elemento per volta.

 

Questa metodologia di testing si può riassumere in 3 step:

 

  1. creare due versioni della tua pagina di atterraggio: variante A e B che si distinguono per un unico dettaglio
  2. splittare, cioè dividere il traffico in due parti che saranno indirizzate sulle due redazioni
  3. raccogliere i dati e capire cosa fa aumentare o diminuire il conversion rate

 

Se A e B differissero per più di un elemento per volta, non riusciresti a individuare cosa performa meglio. Se cambiassi titolo e copy al contempo, come saresti in grado di capire da cosa dipende l’alterazione del tasso di conversione? Inoltre, ti consiglio di fare questi test di tanto in tanto perché i contenuti vanno aggiornati: ricorda che quello che funzionava un mese fa, oggi potrebbe non essere più valido.

 

Idee e esempi di Landing Page

 

Ti sono già venute delle idee per la tua landing page? Se sei in cerca di ispirazione, potresti dare un’occhiata a dei template e modelli online. Di seguito, potrai vedere esempi di landing pages per ogni tipologia che abbiamo elencato.

 

Squeeze page o lead page, obiettivo lead generation

 

squeexe page lead generation

 

 

Sales Page per la vendita diretta

 

sales langing page

 

 

Landing per eventi

 

landing page per eventi

 

 

Click-through page, scopo informare il target per portarlo sulla pagina di acquisto

 

clic through page

 

 

Thank you page, per ringraziare i tuoi nuovi lead o clienti

 

Thank you page

 

 

Luca Papa VIDEO E CONTENUTO A CURA DI LUCA PAPAlinkedin_badge

Digital Marketing Manager Presso Digital Coach.

Sono Digital marketing manager di Digital Coach, formatore Google e consulente su tematiche di web marketing. In Digital Coach coordino l’attività di tutti i professionisti che svolgono docenza e insegno per Digital Coach e per Google discipline di Digital marketing quali Digital strategy, Inbound Marketing, SEM, Personal Branding.

Martina-Santoro-digital-coach

TRASCRIZIONE A CURA DI MARTINA SANTOROlinkedin_badge

Laureata in Lettere e orientata ai numeri, ho seguito il percorso Digital Certification Program ed ora lavoro come Digital marketing specialist e Content strategist. La mia aspirazione è continuare a formarmi per diventare una professionista del digital marketing che aiuta aziende e liberi professionisti nella crescita del loro business.

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Luca Papa
Digital Marketing Manager presso Digital Coach
Sono Digital marketing manager di Digital Coach, formatore Google e consulente su tematiche di web marketing. In Digital Coach coordino l'attività di tutti i professionisti che svolgono docenza e insegno per Digital Coach e per Google discipline di Digital marketing quali Digital strategy, Inbound Marketing, SEM, Personal Branding.