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Imparare facendo è il modo più efficace per acquisire nuove competenze e migliorare se stessi.

Il sistema scolastico ci spinge a pensare che per imparare è necessario passare molte ore chini su dei libri che il docente ha scelto per noi, pensando che siano quelli più adatti a stimolare la nostra sete di conoscenza. Chiunque sia stato tra i banchi di scuola sa che non è affatto così. Anzi, nonostante l’interesse verso la materia di studio, la maggior parte dei testi didattici appaiono agli occhi dello studente troppo noiosi, eccessivamente prolissi e totalmente teorici, finendo per sfiancare anche lo studente più volenteroso. Perché questo rifiuto verso i libri se in realtà abbiamo voglia di imparare? Forse perché sentiamo di star imparando molto poco? La realtà dei fatti dimostra che questi metodi di apprendimento, usati dalla stragrande maggioranza, non sono affatto quelli che funzionano meglio.

Learning by doing: la giusta proporzione tra studio sui libri e pratica

L’esperienza è un veicolo di apprendimento molto più potente di qualsiasi libro. Questo non significa che i testi didattici siano inutili, ma che devono essere inseriti nelle giuste proporzioni all’interno di nuove metodologie didattiche. Per imparare facendo è necessario creare un ambiente di apprendimento che prevede un buon 80% di training on the job per far pratica, lasciando il restante 20% per gli approfondimenti teorici. In particolare, per stimolare la sete di conoscenza e non perdere interesse verso quello che si sta facendo, sarebbe meglio cercare da soli i libri che pensiamo possano davvero aiutarci a migliorare le nostre competenze, senza che rimanga tutto pura teoria fine a se stessa.  

In questo video e continuando a leggere capirai la differenza tra queste due metodologie didattiche. Scoprirai l’importanza di mettere in pratica immediatamente gli strumenti e le nozioni acquisite, senza aspettare anni prima di mettere piede nella realtà lavorativa. Come ci costringe a fare l’attuale sistema scolastico che relega al training on job un numero di ore davvero esiguo e inutile.

Imparare facendo: Come si fa?

Chiedere oggi ad un neolaureato di gettare via 20 anni di metodologie didattiche non è affatto facile. Il cervello ha assimilato quel metodo di apprendimento, anzi, è l’unico che conosce, e non sarà così automatico eliminarlo e sostituirlo. La maggior parte di noi è abituata a leggere e rileggere prima di cercare di mettere in pratica quanto letto. In realtà, il modo giusto per apprendere efficacemente è esattamente l’opposto. Bene, ma come si fa?

Se non si ha la possibilità di fare subito un’esperienza lavorativa, è bene crearsi da sé un ambiente di apprendimento pratico, ad esempio con un progetto personale che ti costringa a fare esperienza diretta. Una volta capito a quale ambito lavorativo meglio si adattano le tue attitudini intellettuali e personali non ti resta che fare per imparare. Sii curioso, informati, ascolta, domanda a chi ha già esperienza. Acquisisci gli strumenti minimi per iniziare e metti subito in pratica quanto appreso. Farai tanti sbagli, i tuoi primi test falliranno miseramente e ti domanderai se non sia il caso di abbandonare e cambiare mestiere. Perfetto! Sei nella prima fase del metodo learning by doing.

Mentre sarai impegnato a rimediare ai tuoi sbagli e a demoralizzarti per la tua incapacità scoprirai giorno dopo giorno, che quegli stessi ostacoli che ti hanno fatto dubitare di te stesso diventano sempre più piccoli e facili da superare. Imparare facendo ti ha portato a riconoscere le difficoltà che dovrai affrontare, stimolandoti a scoprire nuove soluzioni per attraversarli al meglio, anche con la lettura di qualche buon libro, perché no. Quando hai capito come arrivare alla meta inizi a correre più veloce e ogni competenza che aggiungi durante questa corsa ti rende più forte e migliore.

APPROFONDIMENTI

 Imparare facendo: intervista a Luca Papa

 

 

Per imparare dobbiamo passare molto tempo sui libri?

No, assolutamente. Il bilanciamento ottimale sarebbe passare il 10-20% del tempo sui libri e il 90-80% restante facendo pratica. Non come siamo abituati culturalmente a fare dalle elementari fino all’università, col 100% di tempo passato sui libri e lo 0% passato a far pratica.

Quali sono i metodi di apprendimento alternativi per imparare facendo?

Il veicolo di apprendimento più forte che esista è l’esperienza. Questo significa che più che leggere e ascoltare qualcuno, dobbiamo preoccuparci di trovare delle occasioni attraverso le quali poterci esercitare, fare della pratica, provare, agire e anche sbagliare. Perché abbiamo bisogno anche di sbagliare? Perché quando facciamo qualcosa e agiamo, quel qualcosa rimane molto più impresso nella nostra memoria. A maggior ragione se abbiamo sbagliato o fallito. La frustrazione legata a questa situazione può essere potenzialmente un’enorme fonte di apprendimento per quello che faremo in futuro.

Ci fai un esempio di come apprendere nell’epoca del digitale?

Prima di tutto non utilizzando i libri. Abbiamo detto che i libri già sulle discipline e materie tradizionali non sono uno strumento così efficace. Il problema è che le persone sono da sempre abituate a leggere e continuano a fare quello che hanno sempre fatto anche se in questo contesto è totalmente inefficace. Abbiamo bisogno di poter provare, learning by doing. Una strategia intelligente per poter imparare facendo in era digitale potrebbe essere quella di ascoltare qualcuno che fa quel mestiere. Lui può raccontarti quello che fa e come lo fa. Ma non solo. Questo professionista dove anche mostrarti in diretta, dal vivo, come usa quei software, quei tools e quelle tecnologie. A questo punto il passo successivo spetta a te. Ora devi tu provare a fare quelle stesse cose.

Devi avere la possibilità di mettere le mani su questi software, per provare, sbagliare e imparare nella pratica tutto quello che ti è stato fatto vedere (training on the job). Se, dopo esserti esercitato su questi software, avessi anche la possibilità di avere un’occasione professionale vera in cui poter utilizzare questi strumenti, il tuo livello di apprendimento farebbe un incredibile salto di qualità. Tuttavia, questo non è per tutti possibile, a meno che non ci si inserisca in un ambiente di apprendimento strutturato e integrato con dei praticantati e cose simili.

Cosa c’è di sbagliato nei metodi di apprendimento tradizionali?

Tantissime cose, ma partiamo dai due problemi più rilevanti. Il primo problema è che la maggior parte dei docenti che troviamo nei metodi di apprendimento tradizionali sono dei professionisti dell’insegnamento, della formazione, e che quindi non fanno il lavoro di cui ci stanno parlando. Questo è un problema enorme. Il secondo grande problema è la distanza temporale che passa tra quando studiamo qualcosa e quando possiamo utilizzarla realmente. Facciamo l’esempio dell’università.

In media dai 3 ai 7 anni studiamo quintali di libri, dando decine e decine di esami e solo 5 o 7 anni dopo, forse, abbiamo la possibilità di iniziare a mettere in pratica una piccola parte, circa il 3%, di quello che avevamo studiato anni prima. Questa distanza temporale è troppo eccessiva, mentre noi abbiamo bisogno di imparare qualcosa, studiarla e subito, anche due ore dopo, provarla operativamente. Imparare facendo, è questo il metodo migliore per far sedimentare in noi l’apprendimento

Qual è la differenza tra sapere e saper fare?

La differenza è enorme. Siamo tutti bravi quando si tratta di sapere, soprattutto in un Paese come l’Italia, dove sembra che tutti sappiano tutto, ma la realtà è che solo pochi sanno distinguersi. Quei pochi che sanno distinguersi e che hanno successo in quello che fanno sono quelli che sanno fare. I vincenti nel business, nel lavoro e nella vita, sono quelli che hanno la capacità di tradurre subito in operatività le loro idee. Attraverso l’operatività riescono a generare dell’ulteriore apprendimento utile per migliorare anche il loro sapere, ma parte tutto dal saper fare.

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luca papa VIDEO E CONTENUTO A CURA DI LUCA PAPAlinkedin_badge

Digital Marketing Manager Presso Digital Coach.

Sono Digital marketing manager di Digital Coach, formatore Google e consulente su tematiche di web marketing. In Digital Coach coordino l’attività di tutti i professionisti che svolgono docenza e insegno per Digital Coach e per Google discipline di Digital marketing quali Digital strategy, Inbound Marketing, SEM, Personal Branding.

 

TRASCRIZIONE A CURA DI FRANCESCA AVERSAlinkedin_badgefrancesca-aversa

Ad oggi SEO Practitioner presso Digital Coach. Dopo la specialistica in Comunicazione ho avuto l’esigenza di integrare il mio background umanistico con delle competenze digitali che non rinnegassero le mie attitudini personali. Il Master in Digital Marketing ha trasformato questa esigenza in passione. Ora lavoro per trasformare questa passione nella mia professione.

Luca Papa
Digital Marketing Manager presso Digital Coach
Sono Digital marketing manager di Digital Coach, formatore Google e consulente su tematiche di web marketing. In Digital Coach coordino l'attività di tutti i professionisti che svolgono docenza e insegno per Digital Coach e per Google discipline di Digital marketing quali Digital strategy, Inbound Marketing, SEM, Personal Branding.
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