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Il coronavirus si sta diffondendo rapidamente in tutto il mondo. Governi, imprese e famiglie rispondono alla pandemia in un modo che non ha precedenti, coinvolgendo necessariamente l’economia nel processo.

Le persone non possono più andare a lavoro e spesso vengono lasciate a casa perché le aziende bloccano le loro operazioni. Le imprese stanno trattenendo gli investimenti a causa della crescente incertezza che lascia le parole “coronavirus e lavoro” nelle riflessioni di tutti gli italiani.

Vediamo cosa può succedere in Italia, e come questo virus cambierà le nostre abitudini e stili di vita.

 

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Coronavirus e lavoro 

L’impatto negativo del coronavirus che avrà sul mondo è imminente e sicuramente perderemo una grandissima quantità di posti di lavoro nei prossimi mesi, magari anche nei prossimi 1 o 2 anni.

Non sappiamo esattamente quanto durerà questa situazione. Anche se lo Stato ha chiuso tutte le attività, l’emergenza potrebbe durare ben oltre qualche mese.

Questa sarà solo la parte dell’impatto iniziale, poi che cosa succederà? Cosa possiamo aspettarci anche dopo, ipotizzando che entro, un mese, due mesi, tre mesi il coronavirus sia totalmente debellato?

Supponiamo che tra qualche mese il coronavirus sia del tutto scomparso. Purtroppo, dobbiamo prendere atto del fatto che nel frattempo molte aziende saranno andate in crisi. Molte attività, piccole e medie imprese, o micro-imprese, saranno in difficoltà: potrebbero essersi ridimensionate tantissimo, o nel peggiore dei casi, essere fallite.

Questo vuol dire che tante persone perderanno il posto di lavoro e dovranno trovare una soluzione per andare avanti.

In un momento così delicato dal punto di vista sanitario, sociale ed economico, riqualificarsi professionalmente con il digitale, o digitalizzare la propria impresa, è un’opportunità per sopravvivere alla crisi economica che si prospetta. Scopri il Master Digital Marketing che rappresenta la soluzione ideale per aprirsi a un settore sempre più crescente.

 

Quali professioni subiranno di più la crisi?

Le conseguenze del coronavirus sul lavoro colpiranno diversi mestieri in Italia:

  • Le professioni legate al turismo: personale alberghiero, strutture ricettive, tour operator, agenzie di viaggi, compagnie aeree.
  • La ristorazione: cuochi, camerieri, barman.
  • Figure professionali legate agli eventi, fiere e congressi.
  • Attività correlate all’intrattenimento offline: DJ, PR, animatori, artisti, attori teatrali, ballerini, musicisti.
  • Altro

Rientrata l’emergenza sanitaria, l’economia, i lavoratori e le aziende avranno chiaramente subito una botta che non lascerà le cose come prima.

Cosa possiamo aspettarci che cambierà?

Dopo aver debellato il coronavirus dal punto di vista della salute, ci saranno tante attività perse o difficili da ricostruire. Questo perché ci sarà timore tra le persone. Paura per chi deve rimettere in piedi la propria attività, timore nei clienti, paura anche da parte dei dipendenti.l'impatto del coronavirus sull'economia italiana

Nelle tipologie di attività che abbiamo citato sopra, avremo poi un effetto che ci frenerà, non solo per la paura, ma anche per lo scetticismo e la diffidenza. Oltre a questo ci sarà un meccanismo che cambierà il mercato del lavoro e le abitudini delle persone, che nei prossimi mesi dovranno adattarsi a fare cose diverse da quelle che facevano prima.

Se prima andavo tutte le mattine al bar a bere il cappuccino, in questi mesi probabilmente mi dovrò abituare a berlo a casa, farmi delle brioche, o magari cambiare addirittura la mia colazione per farne una più sana con la frutta, i cereali e così via.

Noi esseri umani, soprattutto gli italiani, siamo fatti di pregi, ma anche di vizi che sono semplicemente abitudini che prendiamo, e quando un’abitudine la cambiamo, tendiamo a mantenerla.

Quello che succede con la colazione della mattina, succederà probabilmente anche con i ristoranti e con il cinema: sostituiremo queste consuetudini con un’altra attività.

Quindi c’è tutta una serie di cose che facevamo prima e che cambieranno sicuramente il nostro modo di comportarci, nonché i servizi di cui fruiremo nel quotidiano.

Interi settori di lavoro come il turismo, il settore degli eventi e delle fiere, la ristorazione, i bar e moltissime altre attività che poi avranno dei problemi, devono subito pensare a una soluzione per ridurre i danni o ancora meglio per approfittare di questa scossa e risalire dalla crisi in una nuova direzione, totalmente differente.

 

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Cosa succederà nel mercato del lavoro?

Prendiamo in considerazione le prossime ipotesi:

  •  Perdita di posti di lavoro a causa di fallimenti e crisi aziendali
  •  Aumento di partite Iva aperte da persone con difficoltà nel reinserimento lavorativo
  •  Riqualificazione su nuove competenze per inserirsi in nuovi settori professionali
  •  Aumento dello smart working che rimarrà una prassi anche dopo la crisi sanitaria
  •  Crescita del lavoro in proprio online

 

Cosa si può fare?

Sicuramente molti mestieri offline saranno sostituiti di quelli online. È chiaro ed evidente questo, perché la percentuale della gente che acquistava su internet già cresceva del 20% all’anno, e a seguito del coronavirus sicuramente crescerà molto più rapidamente.

Un esempio sono i negozi tradizionali di retail le cui attività erano in contrazione prima della pandemia. Purtroppo, il loro declino rischia di essere ancora più rapido, perché al contempo prenderanno il sopravvento: la vendita online sugli e-commerce e il marketing e la comunicazione digitale, che vivevano già in una crescita esponenziale.

l'impatto del coronavirus sull'economia italiana

Sposteremo online il lavoro, le aziende e l’economia punteranno sempre più sul digitale, ancora più di quanto non

 stava già succedendo prima della diffusione del virus. Questa è sicuramente l’alternativa più concreta che le imprese hanno per reggere alla crisi che si preannuncia.

Molti lavoratori dipendenti e autonomi avranno delle problematiche. La soluzione più pragmatica è cercare di passare il più rapidamente possibile da professionista che opera offline, a una persona capace di sfruttare le sue competenze online.

Queste sono nuove competenze che bisogna apprendere, nuove skills, nuovi modi di pensare per poter lavorare in società diverse da quelle per cui lavoravamo prima: aziende online, web agency, e-commerce, operatori del mercato e molto altre.

 

Quali professioni cresceranno a seguito della crisi?

Alcune professioni che erano in contrazione pre-crisi:

  • Professioni sanitarie e socio assistenziali (infermieri, medici specializzati, specialisti in diagnostica )
  • Personale addetto alle pulizie ed igienizzazione degli ambienti

Inoltre, ci sarà un’ulteriore ascesa delle figure professionali già in crescita, come tutte quelle che operano nel mondo e-commerce e marketing online:

  • E- Commerce specialist
  • E-commerce manager
  • Digital marketing specialist
  • Seo Specialist
  • Sem Specialist
  • Social media specialist e manager
  • Content Marketing specialist
  • Analytics specialist
  • Inbound marketing

 

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Coronavirus e le conseguenze sulle PMI

In Italia abbiamo più di 4 milioni di piccole e medie imprese, che rappresentano buona parte del tessuto economico Italiano. Queste aziende subiranno delle conseguenze abbastanza serie per colpa del coronavirus.

Nei settori più colpiti, potranno superare la crisi solo le aziende più solide finanziariamente, che hanno quindi più liquidità propria o derivante da banche e investitori. Un numero significativo di PMI dei settori più esposti non supererà la crisi.

Molte aziende falliranno, altre aziende entrano in crisi e vivranno un periodo di transizione che sarà abbastanza lungo, che determinerà poi la loro sopravvivenza o meno.

Invece, alcuni settori strategici alla fine di tutta questa vicenda vedranno paradossalmente una forte espansione, dando una svolta ulteriore alla propria crescita.

Il mercato più in crisi sarà ovviamente il turismo, e purtroppo l’Italia è un Paese che in questo settore ha una risorsa incredibile dal punto di vista economico: il turismo collegato alle città d’arte, le località naturalistiche, gli eventi, le fiere. In più ci sono attività correlate come la ristorazione e i bar, i negozi delle firme made in Italy, le piccole attività di estetica, parrucchieri etc.

coronavirus e recesione

Negli altri settori ci sarà una sorta di “selezione darwiniana” in cui cresceranno i «migliori soggetti», cioè le società già pronte per i mutati driver competitivi. A titolo di esempio, pensiamo alle aziende più digitalizzate, più giovani, abituate a cambiare e ad adattarsi rapidamente, diversificate, più predisposte allo smart working.

Ci sono imprese che entreranno in difficoltà di liquidità, nonostante saranno aiutate dallo Stato. Anche quando supereremo il problema del coronavirus avranno qualche altra problematica che non si risolverà insieme all’emergenza sanitaria: il timore delle persone di tornare a fare certe cose.

È irrazionale, ma sfortunatamente accadrà, perché gli esseri umani hanno questo istinto e le persone cambiano abitudini, quando subiscono uno shock o un problema abbastanza grave. Ti faccio un esempio:

Poniamo che tu sia proprietario di un negozio per strada a Milano, in corso Buenos Aires. Prima le persone erano abituate a passeggiare per strada e venivano a comprare da te, adesso invece lo faranno prevalentemente online. Se un’azienda non sa come adattarsi a questo cambiamento nelle abitudini dei consumatori, avrà più probabilità di fallire.

 

Cosa possono fare gli imprenditori in questo caso?

Non è una buona idea contrastare questa situazione: quando la valanga è troppo grossa è inutile cercare di fermarla. È meglio cambiare il modello di business, ovvero, se prima avevi un ristorante che puntava sul numero di coperti giornalieri, prova a aumentare il delivery, fai più consegne per gli uffici o persone che vogliano restare a casa.

In alcuni settori si può cambiare un modello di business, in altri casi succede che dovremmo totalmente cambiare mercato, settore, lavoro, competenza o professionalità e dobbiamo farlo il più velocemente possibile.

Si tu sei un operatore turistico, non puoi fare turismo virtuale. A meno che tu non sia uno specialista, avrai problemi, essendo il tuo un tipo di mercato che si fruisce offline.

Sicuramente tanti si chiederanno come trasformare un business offline in uno online? Come passare da un lavoro offline ad un lavoro online? Che tipo di competenze servono per fare questo?

Se hai un’azienda e se sei un imprenditore, devi iniziare a pensare a una soluzione e totalmente fuori dagli schemi a cui sei stato abituato finora. Ti consiglio di concentrarti sull’idea di acquisire nuove skills, capacità e competenze, per creare nuove situazioni e fare cose diverse da prima. Ora è meglio cambiare radicalmente, piuttosto che tentare di resistere a una situazione di crisi inevitabile.

Le strade da intraprendere sono:

  • Portare online tutto ciò che si può
  • Vendere online
  • Digitalizzare tutto i processi possibili
  • Mantenere la liquidità
  • Diversificare l’attività per bilanciare rischi

 

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Coronavirus e recessione: l’impatto sull’economia italiana e mondiale

Ormai, la recessione è un’ipotesi piuttosto verosimile. Al momento, la maggior parte delle nazioni del mondo non sente la gravità del problema quanto Italia e Cina. Seppur abbiano alzato i livelli di attenzione, moltissimi governi non hanno ancora preso misure che generano inevitabili conseguenze economiche.

Siamo a un passo da un’altra crisi come quella del 2009, che si è prolungata fino al 2013. Nonostante questa sia avvenuta in America, ha avuto delle ripercussioni in tutto il mondo, anche sul lavoro del piccolo artigiano di una provincia italiana. Questo perché in un’economia mondiale globalizzata, non esistono confini nazionali.

Secondo alcuni esperti, l’impatto del coronavirus sull’economia Italiana avverrà con conseguenze più forti della crisi precedente, e per un periodo indeterminato.

Difficile fare delle stime, ma dovremo sommare i costi di diverse, necessarie e difficili, decisioni che sono state prese:

  • i periodi di quarantena/blocco «shutdown» in moltissimi paesi in termini di mancati fatturati
  • i probabili blocchi/riduzioni di produzione in molte nazioni, che avrà un impatto su tutti gli altri Paesi da questi forniti con materie prime, semilavorati, componenti
  • la chiusura delle frontiere e degli scambi commerciali tra stati
  • i provvedimenti economici nazionali che i governi dovranno prendere per sostenere imprese, famiglie, persone che perderanno il lavoro
  • gli investimenti in sanità da parte dei governi
  • il danno causato ad industrie più esposte come turismo, eventi e retail

Ci sono molte aziende, famiglie, governi ed economisti che non conoscono le ripercussioni economiche del coronavirus in espansione. La profondità, la lunghezza e la dispersione regionale del declino economico sono in gran parte sconosciute.

coronavirus e stipendiIl coronavirus tocca la vita di tutti noi, di tutte le persone in tutti le nazioni del mondo e in particolarmente gli italiani, perché sono stati tra i primi a essere colpiti.

Come sempre, un grande problema determina anche grandi opportunità. Questa scossa farà cambiare molte cose, rendendo tutto più efficiente nel futuro.

Se non avessimo avuto la crisi del post 2009 l’E-commerce non si sarebbe sviluppato tanto da poter oggi dare il proprio contributo in questa crisi; non ci sarebbero mai stati gli spostamenti dagli investimenti in media offline a media online, non si sarebbe riorganizzato il sistema finanziario mondiale, non sarebbero cambiate le classi e generazioni politiche, non si sarebbero abituate aziende e persone al cambiamento.

 

Coronavirus e il decreto “Cura Italia”

Chiaramente lo Stato italiano si sta muovendo per fare il possibile e arginare le conseguenze economiche del coronavirus che saranno enormi.

L’economia italiana era in difficoltà anche prima di questa emergenza sanitaria, registrando una contrazione trimestrale dello 0,3% negli ultimi tre mesi del 2019.

Il decreto “Cura Italia” mira ad attenuare il colpo su un’economia praticamente bloccata dalle misure messe in atto, per cercare di contenere contagio e riuscire a impedire che un’emergenza sanitaria diventi un’emergenza economica, con aziende e famiglie incapaci di pagare i propri debiti.

Scuole, negozi, ristoranti ed eventi sportivi sono stati chiusi o cancellati e agli italiani è stato detto di rimanere a casa, a meno che non abbiano necessità essenziali.

Tra una serie di misure, il decreto “Cura Italia” sospende i rimborsi di prestiti e mutui per aziende e famiglie, grazie alle garanzie statali per le banche, e aumenta i fondi per aiutare le imprese a pagare i lavoratori temporaneamente licenziati a causa del blocco della produttività. I versamenti fiscali sono stati rinviati a fine maggio, congedi retribuiti al 50%, buono baby-sitter da 600 euro, cassa integrazione per aziende.

Nonostante tutte questi provvedimenti, dobbiamo essere coscienti del fatto che non basterà, e non sarà sufficiente. Questo, perché la crisi economica globale e nazionale che vivremo sarà una crisi che non durerà solo una o due settimane, o tre mesi come potrebbe durare la cassa integrazione.

Ci sono settori per i quali anche un aiuto non sarà sufficiente e a questo punto sarà meglio sostenere coloro che hanno una chance in più di poter resistere e andare avanti.

coronavirus decreto cura italia

Ognuno di noi come imprenditori, manager o lavoratori, deve pensare continuamente, ogni giorno, e soprattutto rapidamente, a cosa può fare per cambiare le cose in modo rapido e netto.

La gran parte delle nostre energie non deve essere focalizzata sull’idea di salvare qualcosa che purtroppo è destinato ad essere travolto. Sarà meglio focalizzarsi sull’idea di cambiare completamente direzione per non andare incontro ad una cosa inevitabile.

Abbiamo bisogno di imparare nuove cose, nuovi mestieri acquisire nuove capacità per svolgere professioni emergenti, delle attività in proprio, fare impresa e investimenti in modi diversi da quelli che seguivamo prima.

Nel medio lungo periodo, l’online sarà favorito, ci sarà uno switch ancora più forte verso i lavori digitali, le attività in proprio e l’imprenditoria sul web.

Tutto questo succederà più velocemente di quanto si stava già accadendo prima della pandemia e dobbiamo essere bravi a attuare questo cambiamento nel minor tempo possibile. Sin da ora, dobbiamo capire che per riuscire a ottenere dei cambiamenti, abbiamo bisogno di organizzarci e di metterci a studiare.

 

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Luca Papa VIDEO E CONTENUTO A CURA DI LUCA PAPAlinkedin_badge

Digital Marketing Manager Presso Digital Coach.

Sono Digital marketing manager di Digital Coach, formatore Google e consulente su tematiche di web marketing. In Digital Coach coordino l’attività di tutti i professionisti che svolgono docenza e insegno per Digital Coach e per Google discipline di Digital marketing quali Digital strategy, Inbound Marketing, SEM, Personal Branding.

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Ciao sono Alin e aiuto le aziende a raggiungere i propri obiettivi nel mondo online, soprattutto grazie alla SEO e all’ottimizzazione dei contenuti sui motori di ricerca.

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Luca Papa
Digital Marketing Manager presso Digital Coach
Sono Digital marketing manager di Digital Coach, formatore Google e consulente su tematiche di web marketing. In Digital Coach coordino l'attività di tutti i professionisti che svolgono docenza e insegno per Digital Coach e per Google discipline di Digital marketing quali Digital strategy, Inbound Marketing, SEM, Personal Branding.