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Le offerte di lavoro legate alle competenze digital sono andate aumentando nel corso degli ultimi anni. Fare social recruiting richiede di saper selezionare candidati nel modo corretto ed è sicuramente un compito importante a cui le più grandi realtà di selezione del personale hanno dovuto far fronte.

Tra le realtà più significative c’è sicuramente Adecco che è leader mondiale nei servizi per la gestione delle Risorse Umane in più di 60 Paesi. Si relaziona con migliaia di aziende, candidati, enti e istituzioni. Dal suo punto di vista privilegiato osserva i trend nella ricerca di lavoro in tutto il mondo. Ha iniziato a lavorare da diversi anni ad una strategia digitale coordinata.

Per la rubrica lavoro digitale ho intervistato due figure chiave di Adecco Group: Silvia Zanella, Global Social Media and Online Marketing Director con cui abbiamo parlato della strategia digitale del gruppo e Beatrice Podda, Digital Marketing & Communication Manager di Adecco Italia con cui abbiamo fatto il punto sulla strategia digitale italiana e in particolare sui trend legati alle professioni digitali in Italia.

Monica Foti

Quale trasformazione ha prodotto il digitale nel mercato del social recruiting?

silvia_zanella_adecco1 Il digitale ha impattato in maniera sostanziale nel mercato del social recruiting.

Pensiamo che, fino a pochi anni fa, le ricerche e le metodologie di ricerca e selezione del personale transitavano, nella migliore delle ipotesi, dalla carta stampata. Oggi sono sempre di più gli applicativi, le piattaforme  di social business networking e le possibilità del social recruiting.

Nel giro di 15 anni è completamente cambiato il modo in cui i recruiter vanno a cercare i candidati e la modalità in cui i candidati vanno a proporsi alle aziende. Adecco è un gruppo multinazionale, è presente in 60 paesi e dà lavoro a decine di migliaia di persone. Dal mio punto di vista privilegiato riesco ad osservare dinamiche molto diverse.

Posso vedere come si rapportano con le nuove tecnologie paesi come l’India o il sud-est asiatico e aree più tradizionali come Europa e Stati Uniti. Quello che vedo è che il digitale ha sicuramente trasformato l’incontro fra domanda e offerta di lavoro e noi, nel nostro ambito, stiamo lavorando perché questo non sia solo un tema di accelerazione ma vada nella direzione di creare una maggiore qualità nel dialogo fra candidato e azienda.

  Monica Foti

Social Recruiting: quali sono le 3 keywords della vostra strategia digitale global?

silvia_zanella_adecco1 Le riassumerei in ascolto, dialogo e posizionamento, rispetto alla visione marketing. L’ascolto è cruciale per noi. Abbiamo a che fare con un pubblico molto ampio: aziende, che possono andare dalla piccolissima impresa alla multinazionale; candidati che vanno dal neolaureato a profili senior; Enti, Istituzioni e Media. Abbiamo dunque molti stakeholders diversi e molte responsabilità. È chiaro che abbiamo la necessità di capire come veniamo percepiti da tutti questi soggetti.

Monitoriamo in tempo reale cosa viene detto di Adecco sui social media e come veniamo percepiti. Studiamo come possiamo migliorare i rapporti con tutti i nostri referenti e abbiamo creato nuovi percorsi di customer care che non si limitano più alla singola mail come un tempo.  Il dialogo è  la seconda parola chiave. I mercati, come dicevo prima, sono molto diversi, anche in regioni diverse della stessa nazione, come in Italia ad esempio. Questo aspetto rende necessario attivare voci diverse e parlare alle persone con modalità differenti.

Si raccontano storie diverse, si danno consigli  per trovare nuove vie in caso di incidenti di percorso nella carriera professionale e si illustrano casi di successo. Il nostro obiettivo è far arrivare un messaggio chiaro: Adecco non è solo un’agenzia per il lavoro che ti colloca in una determinata azienda, ma è un tuo alleato a lungo termine. Noi siamo vicini alla persone in un aspetto vitale come il lavoro. Sappiamo che la carriera professionale è fondamentale per le persone sia come aspetto identitario sia perché dà da vivere. 

Negli ultimi anni di crisi così profonda abbiamo comunque attivato dei percorsi verso la formazione, il coaching e l’automiglioramento. Questa strategia ci ha fatto trovare pronti ora, nel momento in cui il mercato si sta riprendendo. Abbiamo voluto e cercato di “metterci la faccia” davvero e far capire che è nostro interesse andare a collocare le persone nel miglior modo possibile e più a lungo possibile. Ogni giorno, infine, veniamo a contatto con migliaia di candidati e aziende. La nostra condizione ci consente di poter fare da osservatorio privilegiato sul mercato del lavoro e ci conduce all’ultimo tema chiave, quello del posizionamento. 

 È qui importante sottolineare che, da due anni, conduciamo una ricerca a livello globale che si chiama Work Trend Study, sulle più recenti evoluzioni nella ricerca di lavoro e, nello specifico, sulle strumentazioni legate al social recruiting e sulle nuove modalità di lavoro legate allo smart working. La ricerca è stata appena presentata e ci da degli insights molto interessanti. Ci racconta un mondo in cui candidati e aziende non sempre sono in grado di parlarsi in maniera diretta ed efficace. Noi ci impegniamo a dare informazione e contenuti in modo che le aspettative reciproche siano volte nella direzione di una maggiore comprensione ed efficacia.  

 Passiamo ora ad una panoramica aggiornata del mercato italiano del social recruiting con Beatrice Podda.

Monica Foti

Social Recruiting: quali sono le 3 keywords della vostra strategia digitale in Italia?

beatrice podda La nostra digital strategy in Italia è iniziata circa 5 anni fa, quando siamo stati investiti e direi anche “travolti” dall’evoluzione digitale. Nel nostro settore questo fenomeno ha aperto degli scenari veramente innovativi sia nella relazione con i candidati ma anche nel tipo di professionalità richiesta a chi svolge il nostro lavoro, come i selezionatori. La prima parola chiave per noi è contenuto.

Come operatori di primo piano, in questo settore, abbiamo un ruolo importante per far capire alle persone quali sono le trasformazioni in atto nel mondo del lavoro e quale può essere il percorso migliore per loro. Questo obiettivo si può raggiungere solo mettendo il contenuto al centro. Questo significa diventare interpreti dello scenario e non limitarci a fare  contenuti che parlino del brand Adecco. Un esempio concreto che posso citare è quello di aver condiviso con i nostri utenti l’impatto dei cambiamenti determinati dal Jobs Act. Lo abbiamo fatto con una serie di videopillole ed infografiche che spiegano ognuno dei cambiamenti e le ripercussioni sulla vita professionale di un giovane che sta cercando lavoro.

La seconda parola chiave è trasparenza. Un’azienda presente oggi sui social media ha bisogno di trovare un nuovo modo di relazionarsi più che di comunicare. La tecnologia abilita queste relazioni e ciò che rimane sono proprio le conversazioni fra persone. Se c’è un disservizio va comunicato e sostenuto con una customer care basata proprio sulla trasparenza.

La terza parola è tempo. L’obiettivo di tutte queste innovazioni digitali è quello di ottimizzare i tempi. Ad esempio, i nostri selezionatori che si appoggiano a Linkedin recruiter sono in grado di avere risposte in tempi sempre più rapidi da candidati interessati e quindi le persone possono entrare prima in un processo di selezione e concluderlo più rapidamente.

  Monica Foti

  Quali sono le professioni digitali più richieste in Italia oggi?

beatrice podda Dal nostro osservatorio registriamo una forte crescita dei profili legati all’e-commerce. Le aziende hanno capito l’importanza di questo canale per fare business. Crescono tutti i profili legati al digital marketing e allo sviluppo di campagne media online. In ultimo tutte le professionalità in grado di gestire i profili social e i  community manager. Sono canali che le aziende ormai devono presidiare h24, 7/7.

 

Monica Foti

 I clienti hanno le idee chiare sui profili ricercati?

 beatrice poddaIl nostro apporto consulenziale è cresciuto su queste tipologie di profili.

È un nuovo territorio anche per le aziende e vedo grandi miglioramenti negli ultimi anni. Siamo in una fase in cui le aziende percepiscono di avere la necessità di inserire questi profili ma spesso non hanno chiarezza sui confini del candidato. Il nostro ruolo è quello di aiutarli a capire che, ad esempio, un SEO specialist non è detto che sia in grado di gestire una community online. Sono specializzazioni diverse e verticali. Spesso le aziende chiedono ai profili inseriti un supporto strategico consulenziale per sviluppare una strategia digitale che hanno ipotizzato. Per questo è un processo di apprendimento costante sia per le aziende che per il mercato del social recruiting.

Monica Foti

Quale è la situazione sul piano dell’offerta? beatrice podda

Non è facile trovare i profili che cerchiamo. I corsi di formazione digitale sono di recente nascita. Sicuramente una persona che ha queste competenze ha investito sulla propria formazione digitale dopo la laurea e ha fatto esperienza sul campo. È sicuramente una persona che ha fatto investimenti sulla propria autoformazione anche attraverso letture specifiche. L’esito è quindi è una forte motivazione dei candidati, a cui non corrisponde necessariamente una seniority aziendale.

Monica Foti

Quali sono i livelli retributivi medi? beatrice podda

Posso dire che variano dai 22/24.000 € di RAL per i profili junior e livello specialist fino ai 50/60.000€ per i manager. A livello manageriale sono richieste competenze più strategiche e  attenzione massima agli scenari evolutivi del mercato. È richiesta inoltre la capacità di poter essere un interlocutore preparato sulle diverse discipline in questo ambito. Aggiungo infine che una caratteristica chiave, molto apprezzata nelle selezioni di questi candidati, sono le soft skills. Per le aziende è importante trovare la giusta attitudine relazionale del candidato, colui che, una volta assunto, andrà a ricevere il brand e ne sarà ambasciatore online. Si chiede dunque una sintonia con il tono e lo stile aziendale. Il resto potrà essere imparato sul campo o sarà oggetto di un investimento in formazione da parte dell’azienda che assume.    

 

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Monica Foti
20 anni di esperienza nel marketing management dei media, presso le principali aziende editoriali italiane fra cui: Mondadori, Rizzoli, Editrice La Stampa. Dal 2005 consulente marketing strategico nel settore media e Marketing sportivo. Oggi Digital strategist, content manager, seo specialist.