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Questa settimana per la rubrica “Lavoro Digitale” nessuna intervista, ma vi chiediamo: QUANTO SEI SOCIAL? Se siamo a cena con gli amici, nel traffico, a lavoro, in relax a casa, in gita o in giro per fare shopping, tutto il mondo dei social network lo sa perché tu lo condividi o forse no! Ma allora sei social si o no? Abbiamo la necessità di avere il parere o un like che ci faccia sentire in connessione con gli altri.

Esperti di social network

Grazie a Salvatore Russo e al team di esperti che ha chiamato all’ordine sull’argomento scopriamo come essere professionalmente nel lato buono dei social network.  

Facebook

Veronica Gentili ci parla di Facebookaprire una pagina e non un profilo personale in modo che tutti possano accedere alle informazioni aziendali, è la prima regola. Concepire questo Social non solo come una semplice vetrina del negozio o come lo spot riproposto mille volte del Brand, ma per interagire con i fan e fargli conoscere i segreti dell’attività o comunicare le novità per tenerli sempre aggiornati. Se stai pensando: non ho inserito la mia azienda perché non penso sia il posto giusto, probabilmente stai sbagliando! Tutti possono essere su Facebook, in caso contrario segnalalo a Veronica Gentili.  

Google+

Salvatore Russo ci suggerisce Google+  come mondo virtuale di ascolto e di conversazione. Legata al motore di ricerca più utilizzato al mondo ci permette di relazionarci con persone interessanti ed inserire nelle proprie cerchie le persone più vicine ai nostri argomenti. Due segreti per essere attivi in questo Social: commentare e condividere inserendo il contributo personale. Si differenzia dagli altri Social, scopri le sue potenzialità! Calza a pennello per le aziende che vogliono instaurare un rapporto con i propri “seguaci”, in particolare chi comunica con le immagini (fotografi, mondo del Visual Marketing: food, fashion, ecc…). Può essere vantaggioso per le aziende locali: alberghi, ristoranti, pizzerie, bar, pub, enti turistici, ecc…  

Twitter

Davide Licordari ha solo un motto da suggerirci: Twittalo! Per questo Social bisogna essere smanettoni, 5 tweet a settimana sono per neofiti, per rendere la propria azienda nelle corde del network si deve trovare un modo per farsi apprezzare, rendi qualitativi i contenuti dei cinguettii. E’ il terzo Social Network al mondo, quindi bisogna sfruttarlo come strumento di personal branding, canale di aggiornamento e rete per future collaborazioni.

LinkedIn

Mirko Saini dice: no LinkedIn profile… no party! La carriera professionale e le competenze sono gli elementi che danno senso alla presenza aziendale in questa rete sociale, curare la foto e il profilo sono le due regole principali. L’errore sta nel riconoscere in questo social un semplice curriculum vitae online, la carta vincente è individuare i gruppi attinenti al mercato di competenza ed entrarci con il proprio contributo, commentare e condividere. LinkedIn come un british club e un po’ snob? Sì, ma le soddisfazioni sono dietro l’angolo. Ideale per fare personal branding, perfetto per le aziende che fanno business b2b; ma da non escludere per chi fa b2c grazie alla profilazione del target.

Pinterest

1,2,3, tutti in posa siete tu Pinterest! Cinzia Di Martino suggerisce che in questo visual social media non può mancare un’immagine del profilo, nome e cognome, link al sito, una descrizione creativa e un massimo di 3 hashtag identificativi. Poche e precise regole per pinnare: inserire una descrizione accurata, gli hashtag di categorizzazione per favorire la viralità dei pin e avere una specializzazione delle citazioni che permette alle persone di seguire i contenuti mirati. Ambiente utile per tutti i tipi di business, è una cornice perfetta per le aziende che ruotano intorno al mondo della fotografia, moda, food e turismo.

Instagram

Nel sofisticato mondo di Instragram, studiato da Andrea Antoni, detta legge un progetto fotografico dove bisogna avere una buona combinazione tra i contenuti di livello, le short caption riportanti hashtag corretti ed interazione con gli altri utenti. Vivamente suggerito alle aziende di non utilizzare i BOT, comprare follower e utilizzare app che aiutano a mettere like, l’importante è lasciare il profilo pubblico per farsi ammirare. Le aziende che non possono utilizzarlo? Solo chi non ha niente da mostrare al mondo, quindi nessuna! Per alcuni settori è scontato esserci:  food, turismo, paesaggi, illustratori, pittori e artisti di vario genere; per tutti gli altri il consiglio è scoprire la propria dimensione, come gli scatti rubati agli sportivi con l’action-cam.  

      Se vuoi approfondire la conoscenza di Facebook, potresti essere interessato al nostro Corso Facebook Marketing.

Jaarah Lombardo
Lavoro nel gruppo di aziende Global Trade ed Infotech come Sales Marketing e Communication Department. Sono consulente media planner dei mezzi offline in un centro media di Torino.
Sono entrata nel mondo del media con uno stage nel centro media di Fiat Group Automobiles a Torino, Maxus Global Spa, rimanendo nel vortice della comunicazione fino ad oggi.
Attualmente sono studente in Digital Coach nel Master Web Marketing e Social Media Marketing.