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Oggi approfondiamo la figura dello UX Manager, una figura manageriale che si occupa di ottimizzare la user experience del cliente coordinando al meglio le attività del team UX. Lavorando con i designer e i researcher (ricercatori) lo UX manager supervisiona i team per dare coerenza al sito e migliorarlo, focalizzandosi sull’esperienza del cliente avendo chiari gli obiettivi di business.

Un cliente che prova una buona esperienza utente è un utente che ricorderà la nostra attività e probabilmente vorrà riprovarne l’esperienza. Spieghiamo con questa intervista chi è l’User Experience Manager, di cosa si occupa e quali sono le potenziali remunerazioni di questo professionista con l’esperta Selene Uras, User Experience Manager del gruppo lastminute.com

 

ux manager mrChi è e cosa fa lo UX Manager ?

 

Innanzitutto è una persona che fa in modo di portare in azienda la voce dell’utente, quindi cerca di tradurre quelli che sono i bisogni dell’azienda in un qualcosa di usabile da parte dell’utente. Quindi si occupa in primo luogo di come sono costruite le interfacce. Quando noi non riusciamo a trovare qualcosa su un sito pensiamo che sia colpa nostra perché non lo sappiamo usare. Evitare che si realizzi questa situazione è compito dello UX manager, che deve coordinare al meglio il proprio team. Lo UX manager è una persona che deve dare una visione ben definita al proprio team e aiutarlo a svolgere al meglio il proprio ruolo. Facendo in modo che si risponda a bisogni specifici ma tenendo presenti i goal (gli obiettivi) dell’azienda, facendo tesoro del contesto, dei dati ma anche dei nuovi trend. Per quanto riguarda i trend, per essere più efficaci è opportuno anche andarli a mutuare magari da altre industry (aziende) o nel caso si tratti di un e-commerce da altri e-commerce, in particolare quelli più utilizzati per eccellenza.

ux manager mrQuali valore aggiunge un UX Manager ad un’azienda?

ux manager selene uras

 

Innanzitutto aggiunge il valore di essere di fatto la voce dell’utente, ma al contempo non dell’utente naif. Per il semplice fatto che la User experience fa in modo di combinare gli obiettivi aziendali con quelli che possono essere i bisogni di un utente. Produce profitto mentre accontenta le aspettative e i bisogni degli utenti che anzi vengono anticipati rimanendo in linea con gli obiettivi di business, facendo loro fare il classico effetto “wow”. Quindi “che bello! Avevo bisogno di questo e non lo sapevo ancora”, quindi anticipando i bisogni rimanendo in linea con quelli che sono gli obiettivi di business.

 

ux manager mrQuali sono gli strumenti e i tool che un UX Manager deve sapere utilizzare?

ux manager selene uras

 

Deve sapere utilizzare qualsiasi tool perché per esempio le roadmap  possono essere impostate con Excel o con tool come  Roadmunk ma anche più sofisticati. Per una board Trell o Jira perché hai bisogno di avere sempre un overview (anteprima) di quello che fanno le persone del tuo team in un determinato momento. E’ inoltre importante rilevare preventivamente delle contaminazioni: vale a dire che se c’è una persona che in quel momento sta lavorando su una pagina A e va ad intaccare una determinata feauture anche la persona che sta lavorando sulla pagina Z deve andare ad intaccare su quella feauture. Quindi tu che fai? Li allinei sapendo esattamente a che punto sono dicendoli ”ragazzi, fatevi una chiacchierata in modo che usciamo con quell’unica feature coerente e consistente”.

Lo UX Manager Deve poi padroneggiare i tool che usa il proprio team che è composto da differenti professionalità. Le principali sono i designer e i researcher, quindi deve sapere usare tutti i tool di wireframing e prototyping (progettazione concettuale e definitiva), anche dei tool che permettano delle interazioni puntuali perché talvolta anche all’interno dell’azienda andiamo a condividere degli output (dati di un’operazione) con degli stakeholder (soggetti coinvolti) che hanno bisogno di immaginarsi quella determinata feature (funzione personalizzabile semplificata) come se fosse online.

Al contempo deve sapere utilizzare tutti gli strumenti che servono per la ricerca, quindi da dei tool molto generici per fare delle survey (dei questionari) online a dei tool molto specifici e dedicati per fare A/B testing. Ma deve anche conoscere anche i tool che si occupano di heatmaps (mappe di calore che indicano la frequenza di utilizzo e di spostamento del cursore degli utenti nelle varie parti del sito) e perché no, se si possiede in azienda anche un eyetracker (rilevatore delle mappe di calore ma a seconda di dove si posa l’occhio degli utenti)  e quindi sapere utilizzare quei software.

In più deve avere di sicuro una conoscenza statistica di base per ciò che riguarda la statistica descrittiva (parte della statistica che, data una serie di dati, trae da questi ultimi delle informazioni) e la statistica inferenziale (parte della statistica che, basandosi sullo studio di un campione, trae informazioni sui cambiamenti del campione stesso) e sapere utilizzare tool come Excel. Per quanto riguarda gli aspetti statistici, visto che si tratta di utenti e di analisi comportamentali specifiche, sarebbe opportuno utilizzare un software per le statistiche sociali (statistica che si base sul comportamento delle persone).

Potremmo parlare ad esempio di Sketch, di Axure, potremmo parlare di Proto.io, potremmo parlare di Invision per condividere. Tutti questi sono tool differenti che potrebbe usare il designer, variano quando si va a fare una selezione, ed è bene che il designer di riferimento ne sappia usare almeno uno perché sta ad indicare che fa il suo lavoro come dovrebbe (senza farlo con Powerpoint magari!).

Al contempo anche l’utilizzo di Excel magari può aiutare, SPSS è invece ottimale per ciò che riguarda le scienze statistiche. Invece gli strumenti più utilizzati per quanto riguarda gli A/B testing sono Optimizer 360 e Optimizely. Poi c’è Hotjar che è un tool molto poliedrico nel senso che produce delle heatmap basate sui clic degli utenti in determinate zone della pagina e poi può far fare dei link a delle survey. Un qualcosa molto quick and dirty, una domanda che ha bisogno solo di una risposta, non dico booleana (50/50) però molto molto semplice, non articolata.

E poi i classici Surveygizmo, Surveymonkey e tool di questo tipo che servono per questionari e survey.

 

ux manager mrQuali competenze necessita chi si approccia a questo ruolo?

ux manager selene uras

 

Una conoscenza poliedrica e al contempo un focus specifico: vale a dire un focus molto forte sul design e sulla ricerca.

Poi necessita di competenze manageriali ovviamente e anche di avere quello che si chiama “pensiero laterale”. Vale a dire molte volte ci troviamo in delle situazioni in cui siamo prossimi al rilascio di materiale UX perché altrimenti si bloccherebbe un’intera azienda. Quindi bisogna essere creativi anche nel prendere decisioni, per fare in modo che non ci sia bottleneck (ingorgo) in quel momento.

 

ux manager mrCome si diventa un UX Manager ?

ux manager selene uras

 

Si diventa UX manager facendo la gavetta, vale a dire scegliendo se possibile entrambe la carriere. Perché prima di tutto per sapere come aiutare le persone devi sapere cosa fanno nella quotidianità.

Magari quello che visto da fuori sembra banale e che si pensa si possa fare in mezz’ora cambia profondamente di impatto se visto dal di dentro.

E poi si deve aver sempre voglia di ampliare per il fondamentale piacere di fare sempre meglio: cioè quando si arriva a padroneggiare una di queste skill, si dice ”ok, l’ho padroneggiata, adesso voglio allargarla sempre più”.

E poi bisogna avere molta voglia di lavorare come una squadra, quindi non da freerider (solitario) ma dicendo “bene, tutto quello che ho imparato fino a questo momento lo metto a disposizione del team, lavorando insieme per far crescere delle persone”, anche perché è molto più divertente alla fine e in questo modo ti crei anche dei compagni di viaggio. Verificando uniti quello che si va a fare con degli interclocutori molto rilevanti.

ux manager mrQual è l’evoluzione naturale di un UX Manager ?

ux manager selene uras

 

IIn questo contesto organizzativo che cambia velocemente, un’evoluzione naturale potrebbe essere quella di occuparsi sempre più di prodotto. Vale a dire in molte aziende la UX è all’interno di “prodotto” mentre in altre è separata; in alcune aziende addirittura c’è un triangolo che è composto da prodotto, UX e ID (interaction design). L’evoluzione naturale potrebbe essere occuparsi di un prodotto a un livello più alto, sempre tenendo in mente l’approccio dell’utente, e quindi coinvolgendo l’utente. Sta iniziando a vedersi qualcosa di questo tipo: quindi persone che si occupano di UX che si dedicano al prodotto puro.

ux manager mrQuanto guadagna un UX Manager ?

ux manager selene uras

 

Dipende, nel senso che UX manager è una qualifica, poi può essere anche solo UX lead in aziende più piccole. Diciamo che si va da un range dai 50.000 ai 90.000 euro l’anno in Italia, perché se parliamo dell’estero non possiamo neanche comparare i nostri stipendi dato che quelli sono molto più alti.

Però dipende appunto dalla seniority, dalla tipologia di team, dalle complessità che deve affrontare ogni giorno e soprattutto dalle figure che compongono i team. Se tu hai un team composto solo dai designer devi avere determinate specifiche, se hai un team composto da designer, researcher e altre figure professionali devi avere competenze più ampie, e così via.

 

Consulta il nostro corso sulla user experience per ottenere una conoscenza approfondita dei sitemi UX! 

 

 

Matteo Righi
Master in Digital Marketing, laurea in Fashion Design e diploma in Graphic Design. Appassionato di musica, cinema e tutto ciò che è arte e comunicazione contemporanea. Digital e sport addicted.
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