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Gianni e Ivana. Il loro grande amore è stato il primo motore. Poi, ne è giunto un altro nelle loro vite. Quello… “Di ricerca”, e non solo di se stessi, fino al punto di essere riconosciuti travel influencer

Diventare Travel influencer

 

Oggi, il loro primo figlio Nomad is Beautiful è cresciuto così tanto da rappresentare un punto di riferimento per tutto coloro che ne subiscono la magica e benefica… Influenza. Gianni e Ivana si sono conosciuti in Germania, dove entrambi si erano recati per lavoro. Poi iniziano a sentire una piccola vocina dentro che gli suggerisce che quella non è la loro vita, il loro scopo sulla terra è un altro. Sentono l’esigenza di dare qualcosa al pianeta, Gianni e Ivana. Di raccontarsi. Di generare valore reale. Quel posto fisso e sicuro non rappresenta più il loro animo, la loro mission. Gli va stretto, non rappresenta più una crescita.

Gianni legge pioneristicamente di “Nomadismo Digitale”, ed è subito amore. Così si mettono sulla strada “a tempo indeterminato” ed iniziano a raccontarsi attraverso un Travel Blog. Ciò che propongono al mondo, però, non è un mero racconto di viaggio. Decidono di rallentare, decidono di viaggiare… Piano, dando vita al concetto di “slow travel”. Il loro secondo figlio.

Gianni e Ivana si raccontano attraverso gli occhi dei popoli con cui vengono in contatto, nel rispetto delle loro terre, delle loro usanze, delle loro regole. Lo fanno in maniera magistrale. Il loro storytelling digitale è creativo, originale, genuino, onesto. Tanto che il Blog si sposta presto su un altro asse: divengono a loro insaputa Travel Influencer. Il racconto di viaggio che pongono in essere è di enorme valore per la loro audience. E’ un piacere viaggiare con loro e guardare attraverso i loro occhi.

E’ una magica Influenza.

 

Siete la rappresentazione vivente di Travel Blogger influencer di successo. Come ci siete riusciti?

(Facebook: 15.4 K like. Instagram: 36.3 K follower, ndr)

Grazie per avermi invitato, trasmetto da lontano oggi. Mi trovo a Chiang Mai, in Thailandia, la capitale oramai riconosciuta dei cosiddetti Nomadi Digitali. Chi sono i Nomadi Digitali? Tutte quelle persone che hanno deciso di portare il loro lavoro online, e quindi di lavorare nel Digitale con il loro Computer da qualunque punto del mondo fornito di connessione internet. Io ho iniziato la mia carriera da Travel Blogger proprio scegliendo di intraprendere questo stile di vita; lavorare da un qualsiasi punto del Globo dotato di connessione alla Rete. Io e Ivana, la mia compagna che è slovacca e che non è qui con noi in questo momento (non parla italiano…), siamo partiti nel 2013 proprio dall’idea di staccarci dal posto fisso. Lavoravamo entrambi in Germania.

Io leggevo di Nomadismo Digitale a livello internazionale già da tempo, così a 43 anni mi è venuta questa idea… Licenziarmi e provare ad essere padrone del mio lavoro, padrone del mio tempo, e al contempo “viaggiare a tempo indeterminato”, come sono solito dire. Mettermi sulla strada a tempo indeterminato. Diciamo pure che il Travel Blogging è stato un’ottima occasione per me per realizzare questo sogno. Fondamentalmente ciò che io e Ivana facciamo con il nostro Travel Blogging è parlare di turismo responsabile, di slow travel, quindi non un mero accumulo di visti sul passaporto, ma una forma di viaggio più lenta, a contatto con la gente del posto, rispettando la gente del posto. Evitando quindi di fare turismo con gli animali e, contestualmente, i vari selfie con le tigri accarezzandole… O cavalcate sugli elefanti e così via.

Tentiamo costantemente di non supportare queste cose, ma di promuovere un turismo che vada incontro alla gente, che sostenga la gente del posto… E vada piano.

Abbiamo bisogno tutti di viaggiare un po’ più lentamente. Tutti quanti.

 

Siete infatti molto originali, Gianni. Avete oggi in essere forme di Collaborazione/PR/Affiliation che sono oramai per voi fonte di guadagno diretto che magari non avevate neanche inizialmente previsto, proprio non considerandovi Influencer?

Questo ovviamente al di là del traffico di Nomad is Beautiful?

Certo, tra le altre cose, il termine Influencer è abbastanza recente. 4 anni fa non si parlava neanche di Influencer; il termine neanche esisteva. Noi a un certo punto siamo stati catapultati in questo mondo, sicuramente grazie all’utilizzo dei Social Media (Instagram, Facebook…). Direi che abbiamo dovuto imparare ad essere Influencer. Anche se non ci definiamo tali, sono gli altri che ci identificano come Travel influencer.

In realtà in un certo senso il termine è anche passato di moda. Oggi si parla maggiormente di micro influencer. Influencer che non hanno grandi numeri, ma sicuramente maggiore engagement.

A volte, quando si hanno mezzo milione di seguaci (come tutti sappiamo, oggi like e affini si possono anche tranquillamente comperare…) non è detto che esista un reale valore aggiunto in termini di engagement.

Molte aziende (soprattutto negli States), preferiscono rivolgersi ai micro influencer, appunto, proprio in virtù del rapporto diretto e sicuramente più autentico con la propria audience.

Abbiamo poi delle forme di guadagno derivanti dalle collaborazioni che abbiamo in essere con gli Enti del Turismo. Non è la nostra prima fonte di guadagno, per scelta. Noi preferiamo lavorare su più fronti. In primis, su una forma di guadagno passivo, ovvero su un sistema incentrato sulle affiliazioni, l’advertisement, la creazione di prodotti. Con questo sistema ho ottenuto una forma di guadagno che mi dà tanto tempo libero, mi richiede solo piccole manutenzioni periodiche, ma che mi garantisce un introito costante (al netto dei fisiologici alti e bassi). Non devo costantemente lavorarci su. Certo,  ogni tanto lavoriamo anche con aziende, ma dal momento che si percepisce denaro dalla collaborazione con queste poi si devono creare dei contenuti per loro. Ergo, di fatto, si sta lavorando per qualcun altro. Il nostro intento originario, nonché principale obiettivo, è invece quelle di lavorare per noi stessi, quindi…

Però questa è una dinamica che viene un po’ da sé, per così dire.

Influenzate i vostri lettori con successo. Chi si ispira a voi quanto può aspettarsi di guadagnare con un Blog, considerandolo come principale fonte di reddito?

Direi che il range di guadagno è altamente variabile. Innanzitutto, pensare di guadagnare solamente con il Blog a mio parere non è del tutto fattibile. Le fonti di guadagno sono diverse (il Blog aiuta a crearle e a instaurare relazioni, ndr). Come dicevo, le affiliazioni, i prodotti, gli Enti del Turismo. Il Blog è importante soprattutto perché diventa una vetrina; molti Blogger guadagnano ad esempio in qualità di Copywriter. Scrivono per magazine, scrivono per altri. Vengono pagati per la loro scrittura. In quest’ottica, il Blog diviene una sorta di portfolio, un vero e proprio resume. Direi quindi che esistono diversi modi di lavorare; il guadagno è relativo…

Puoi guadagnare 200 € al mese, come pure arrivare a stipendi più che dignitosi. Io conosco blogger che guadagnano centinaia di migliaia di dollari al mese… Non all’anno, al mese. Ciò che suggerisco è di non concentrarsi solo sul Blog, ma tentare di diversificare: si può guadagnare tanto. Davvero tanto. Logicamente, più cose fai, più tempo necessiti per raggiungere i goal. Per questo è necessaria una mentalità Business Oriented. Ovviamente, non si può fare tutto da soli nelle 24 ore.

Se si vuole aumentare il guadagno, si deve prevedere l’impiego di altre risorse. Nuove forze, nuove persone. E’ necessaria la creazione di un Team. Noi, ad esempio, ci avvaliamo dell’impiego di altri scrittori. Guadagnare con un travel blog significa gestire un business, che ha bisogno di risorse proprio come se fosse una piccola azienda. Se si riesce a gestire efficacemente tutto ciò, direi che il limite non esiste. Sky is the limit.

Quali sono gli strumenti digitali che avete dovuto studiare e padroneggiare per scalare la vetta di Google, al netto della produzione di contenuti di valore e storytelling persuasivo?

Fondamentalmente quando si parla di lavoro online, di produzione di contenuti online come un Travel Blog, ma anche di tutto il resto che si trovi online (come ad esempio un quotidiano) bisogna fare sempre i conti con questa benedetta (o maledetta, per molti…) SEO (Search Engine Optimization). La SEO è una strategia di posizionamento sui motori di ricerca, che se ben utilizzata permette di posizionarsi nella prima pagina di Google o, ancor meglio, nelle prime righe della prima pagina di Google. Questo è fondamentale se si lavora online. Il punto da tenere a mente quando si fa Blogging (su tutti, un Travel Blogging) è differente da quella che poteva essere qualche anno fa. Un tempo ci si proponeva in rete raccontandosi come in una pagina di diario. Raccontando quindi cosa si era fatto al mattino, e così via.

Oggi il concetto differisce di molto da questo; alle persone non interessa conoscere i nostri fatti personali, bensì ricevere informazioni utili (soprattutto per quanto concerne un Travel Blog). Quando una persona va su Google desidera sapere dove gli conviene dormire, mangiare a Bangkok… E così via. Bisogna quindi cercare di capire come creare quel tipo di contenuto e ben posizionarsi sul ranking di Google, integrando ovviamente il tutto con un buono storytelling, creativo e di valore. Non è un facile affare, ma si può fare. E’ così che probabilmente ad un certo punto vieni considerato un travel influencer.

Gli strumenti  per fare ciò sono fondamentalmente infiniti; ne esistono in italiano, in inglese… Personalmente utilizzo quelli in inglese. Lo stesso Google ne fornisce di gratuiti: il Search Console, ad esempio (originariamente Webmaster Tool). Poi ce ne sono di sofisticati a pagamento e di più economici come ad esempio KW Finder. Parliamo di strumenti per fare ricerca di Keyword.

Cosa si fa con queste Keyword (query di ricerca, parole chiave) ?

Innanzitutto bisogna utilizzarle nel sito, ma questa è solo una parte della strategia e delle tecniche richieste…  Se non si arriva a padroneggiare queste tecniche possiamo continuare a produrre contenuti meravigliosi, di altissimo livello, ma non otterremo mai un buon posizionamento e nessuno li leggerà mai.

La mia compagna è una creativa pura; anche lei ha dovuto adattarsi e conoscere la nuova strategia che governa la scrittura in rete. E’ una conditio sine qua non per un Blog di valore.

Gianni, secondo il tuo parere qual è il turning point tra Blogger e Influencer?

Io penso che il momento cruciale sia quando un mattino ci si sveglia e si trova un’email da uno sconosciuto che ti chiede delle informazioni… Che vuole il tuo parere. Quando il primo sconosciuto ti scrive “Ciao Gianni, dovrei andare in Thailandia… Potresti darmi il tuo parere su X o Y?”, quando iniziano ad arrivarti commenti, likes, persone in carne e ossa che ti chiedono cosa pensi tu di un dato argomento, beh… Quello secondo me è il turning point. E’ in quel momento esatto che ti rendi conto di aver acquisito una certa Authority (come dicono in America), grazie alla tua esperienza e a ciò che conosci. Le persone si avvicinano, fanno domande, proprio perché iniziano a riconoscerti delle doti sul Travel (nel nostro caso). In quel momento potrebbe esserci lo scatto da Blogger a Influencer… Che poi di fatto è la stessa cosa.

Diciamo che agli inizi si mettono in Rete dei contenuti e si ha la sensazione di essere soli; nessuno commenta, nessuno interagisce… Poi, magicamente, arrivano le persone. Coloro che iniziano a considerarti un esperto e iniziano a seguire i tuoi consigli, le tue indicazioni. In quel momento, inizia l’influenza sulla gente. Grazie alla tua esperienza.

Perché, secondo te, i tuoi follower tendono a “fare ciò che suggerite voi”? Qual è il segreto di una Community di successo?

Mah, io credo che quello che generi davvero valore, quello che noi facciamo e che la gente vede che siamo noi stessi. Siamo delle persone che fanno quello di cui predicano…

Noi siamo in viaggio da 4 anni ormai, parliamo di cose di cui abbiamo esperienza e lo facciamo restando fedeli a noi stessi. E’ questo che genera valore. In effetti, perché le aziende vogliono lavorare con gli Influencer? Perché generano fiducia, sono come un amico. No?

Un amico che ti suggerisce “guarda vai lì, ci sono stato ed è un posto meraviglioso… Ti consiglio l’albergo X, il ristorante Y”. Esattamente come capita a tutti noi, quando viaggiamo, d’andare a leggere recensioni sui siti dedicati: è il parere delle gente comune, della gente semplice che stiamo cercando in realtà. L’essenziale è essere genuini, avere una propria personalità. Tentare di aiutare, di fungere da supporto a chi vuole intraprendere lo stesso percorso, a chi vuole viaggiare. In questi anni io e Ivana abbiamo sempre cercato di aiutare i nostri lettori… Alle volte ci sentivamo un’ agenzia di viaggi vera e propria.

Inoltre, aiutiamo anche gli altri Travel Blogger. Personalmente oggi svolgo anche la funzione di consultant per coloro che stanno intraprendendo il nostro stesso percorso di vita… Dò consigli, pareri sulla SEO, sulla vita. In questo momento seguo almeno 4 Travel Blogger che sono agli inizi – in qualità di Mentor, diciamo così.

Adoro aiutare gli altri, portargli la mia esperienza. Direi quindi che il successo, l’engagement di valore, alla fine dei conti si basa sui valori umani. In tutti i campi (non solo in campo Digital o Travel Blogging), se si porta valore nella vita degli altri cambia tutto. La gente ti ricambia quel valore. Nei rapporti umani, tutto si basa su quanto valore si apporta nella vita degli altri.

 

Donatella Manzocchi
Interprete, traduttrice, sognatrice patologica e dipendente da ogni forma di creatività. Credo nella 'diversity' come forma naturale di crescita personale.
Scrivo per bisogno primario, e credo fermamente che... Content is King.
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