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Travel Blogger: come guadagnare viaggiando

Diventare Travel Blogger può davvero essere l’unica forma di guadagno nella vita di una donna. Se poi il blog accompagna e comunica la realizzazione di un sogno, come guadagnare viaggiando, è il caso addirittura di intervistare chi ci è riuscito. Ce lo conferma Cristina Buonerba, alias The Lazy Trotter. Una Travel Blogger che con le sue sole forze ha raggiunto un discreto successo.

Potremmo definire Cristina una startupper del Blogging a tutti gli effetti. Dopo errori di valutazione iniziali e qualche lack nell’utilizzo dei principali strumenti digitali, che come afferma lei stessa alla “sua epoca” non erano diffusi come oggi, Cristina approda oggi ai suoi oltre 5000 follower di fiducia su Instagram ed oltre i 2000 su Facebook, ma, soprattutto, alle prime affiliazioni aziendali.

Diventare Travel Blogger era un sogno ed oggi può definirsi una vittoria. Se si considera che il percorso di monetizzazione per un Blog è in generale piuttosto lungo e richiede grande passione, costanza e pazienza, farcela da autodidatti e diventare qualcuno per il mondo aziendale è una di quelle soddisfazioni che nella vita di rado possono essere sperimentate. Come è oggi ben noto, il “Capo” (Google) è particolarmente esigente. Posizionarsi bene su Google rispettando tutti i dettami SEO non è affatto semplice se non si conosce il mezzo a fondo e ci si propone con… Il proprio essere. Capo esigente sì, ma anche estremamente meritocratico. In effetti, dopo un profondo studio si può entrare nelle sue grazie pur non essendo “qualcuno” e si può, ad un certo punto, guadagnare viaggiando.

 

Agli albori del suo Blog, a Cristina l’unica domanda non era come diventare travel blogger. Infatti le è capitato di erogare contenuti che, seppur di valore per il Capo (sempre Google), non avevano alcun senso. Con l’evoluzione digitale ha successivamente avuto modo di studiare a lungo e mettere quindi a fuoco le sue mancanze, del tutto involontarie, e colmarle per diventare una deiTravel Blogger italiani di successo. Ha intelligentemente affiancato alla sua caparbietà le regole SEO e un Visual Content strutturato, creativo ed empatico. Come lei stessa dichiara, gli errori iniziali le sono costati un lungo lavoro di rettifica; ecco perché, al pari di travel blogger famosi, suggerisce di portare le proprie passioni in rete partendo immediatamente con il piede giusto, studiando a fondo le regole SEO e WordPress (CMS da lei utilizzato per la costruzione di The Lazy Trotter). Questo non renderà la strada del Blogging più breve, ma eviterà sicuramente di raddoppiare lo sforzo. Naturalmente, la voglia di raccontarsi in maniera sempre creativa e onesta attraverso le proprie passioni, resta la peculiarità più genuina e fondamentale per una travelblogger. Lei ne ha avuta da vendere.

travel blogger

Cristina, cosa vuol dire essere una Travel Blogger ?

Travel Blogger Cristina BuonerbaEssere una travel blogger vuol dire in primis essere portavoce di un messaggio. Abbiamo oggi tutti i mezzi necessari per condividere il nostro messaggio ovunque, dai Social Media alla Rete. Come disse Andy Wharol non ricordo bene quando “tutti avremo il nostro momento di celebrità”. Credo che questo sia vero. A mio avviso, essere Blogger vuol dire applicare nel modo giusto gli strumenti adatti alla trasmissione del messaggio, ai fini di Business o ai fini di semplice Storytelling. Quindi raccontare una ricetta, spiegare come si fa, raccontare un viaggio, un’emozione, sostenere il proprio pensiero, raccontare un libro, o qualunque cosa ci appassioni. Poi poterlo condividere e approfondire attraverso la Community che un Blog può arrivare a creare e, perché no, magari trasformarlo in un vero lavoro. Un vero Business. Una piccola azienda dei sogni.

 

travel blogger cos'è 

Cristina, nell’ambiente inizi ad avere i numeri per essere “qualcuno”. Il tuo Blog sta divenendo un vero lavoro. Come si svolge una tua giornata tipo?  

Travel Blogger 

E’ assolutamente un lavoro. Non è ancora il mio unico lavoro e mi auguro che possa diventarlo presto, perché richiede davvero molta dedizione e molto tempo. Tenere vivo un Blog non significa solo fare una foto, elaborare un contenuto e metterlo online. Prima di tutto, la pubblicazione di un Post richiede una pianificazione editoriale, una ricerca delle parole chiave per far sì che l’articolo si posizioni bene ai fini SEO (quindi nel ranking di Google). Bisogna imparare a fotografare e ad editare le foto, nonché ad impiegare le giuste capture per i Social Media. In sostanza, bisogna imparare ad un livello più che approfondito una gran quantità di tool. Personalmente, non avevo neanche idea di cosa fossero questi mezzi, quando ho iniziato. Anche banalmente l’utilizzo di WordPress – il CMS che io, come la maggioranza dei Blogger al mondo, ho utilizzato per il mio Blog – è un vero viaggio. Credo d’aver impiegato un mese per comprenderne appieno le potenzialità ed il corretto utilizzo. Questo però è quanto più amo di questo lavoro; la sfida e la crescita continue. Un costante apprendere nuovi strumenti da mettere in pratica. In piena era digitale, siamo tutti in evoluzione continua. Al cambiare di un semplice algoritmo, si deve essere pronti a raccogliere il nuovo guanto di sfida.

 

travel blogger cos'è

Quali sono gli strumenti necessari per svolgere correttamente l’attività di Travel Blogger?

Travel Blogger Come dicevo, una Travel Blogger non se la vede solo coi suoi follower, ma anche con la SEO e con Google. Per quanto riguarda la mia personale strategia, al momento sono totalmente concentrata sulla SEO. I Social Media rappresentano sempre la parte che più mi lascia libertà d’espressione, la parte più creativa di me, per così dire. Tuttavia, se ci fai caso tutti noi passiamo pochi secondi di fronte ad una foto, anche quando la troviamo meravigliosa. Ciò che invece è davvero importante è Google. Se un articolo è ben posizionato genera la possibilità di raggiungere un audience molto più ampia rispetto all’ambito Social, dove personalmente incontro invece quelli che oggi definisco oramai i miei “amici”. E’ nel bacino di Google che si possono trovare nuovi follower, nuovi amici. Personalmente, credo che la SEO per un Blog sia il fattore più importante. E’ questo che mi ha portato alle mie recenti affiliazioni aziendali, che ci terrei a far crescere e migliorare sempre di più ai fini di una monetizzazione di qualità per il mio Travel Blog.

Per come la vedo io, ci sono vari modi in cui una Blogger può decidere di lavorare attraverso la sua attività. All’inizio lo si può senza meno utilizzare come biglietto da visita, proponendosi alle aziende o altre entità d’interesse dicendo ecco il mio Blog, questo è quello che so fare. Da qui utilizzare questa piattaforma, come detto, come portavoce di un messaggio. Questo messaggio può divenire ovviamente un messaggio di Business; condividere un prodotto di una piccola azienda che si ben sposi con gli argomenti di cui tratto o il pubblicizzare una destinazione. Gli utilizzi e i fini di questo mezzo eccezionale possono essere davvero infiniti. Le aziende oggi cercano sempre di più la collaborazione dei Blogger nelle attività di Marketing; il legame quotidiano che un Travel Blogger instaura coi propri follower è appunto quanto attrae anche le aziende.

Noi Travel Blogger siamo abituati a condividere tutto coi nostri follower. A me capita di chiedergli pareri sul mio dress code, addirittura. Il rapporto tra Blogger e follower è speciale. I miei si fidano di me, e io di loro. Sebbene possa risultare strano, siamo dei veri amici, anche se in versione digitale. Si possono creare davvero legami strettissimi, di vera condivisione. E’ questa la differenza sostanziale. In un sito di viaggi si possono trovare tutte le informazioni su un data destinazione, mentre col Travel Blogger si vive l’esperienza. Come se fossi con un amico.

 

travel blogger instagram

Quanto può guadagnare una Travel Blogger?

Travel Blogger

Potenzialmente, come ben sappiamo, qualunque cifra. Io sono convinta che con l’utilizzo degli strumenti portato all’eccellenza, contenuti validi, una passione fortissima e grande dedizione può essere il lavoro della vita, pur non giungendo al top level di cui abbiamo infinite prove attorno a noi, oggi. Il Travel Blogging (Italia compresa), ad esempio, è in continua crescita proprio in virtù della fiducia che il follower ripone in noi. Una recensione può giungere asettica, perché il soggetto è distante. Mentre quando dichiaro come Lazy Trotter di aver mangiato bene in un luogo, ricevo sempre la contro risposta dai miei follower: puntualmente vanno proprio in quel luogo, senza vedere disattese le loro aspettative. E’ una nuova forma di fiducia.

travel blogger lavoro 

Cosa ti ha reso Travel Blogger? Cosa consigli di studiare a chi volesse perseguire questa strada?

Travel Blogger

Io sono autodidatta. Oggi ci sono dei Master dedicati che permettono l’accesso diretto ai mezzi necessari, di ridurre notevolmente i tempi di apprendimento e utilizzo strategico degli strumenti digitali a disposizione, ma ai miei tempi non era così. Io faccio parte di un’altra generazione; quando io ero all’Università non esisteva il Digital Marketing. A malapena c’era internet!

Ho dovuto fare tutto da sola, al netto delle basi di buona scrittura creativa che si devono ovviamente possedere, ho dovuto iniziare a studiare i Social Media, il funzionamento di Google, cos’è la SEO, Google Analytics, Google Webmaster, ma anche una serie di altri strumenti che possono essere reperiti online (ognuno poi avrà le sue preferenze).

Soprattutto, ho dovuto imparare ad entrare nel meccanismo comunicativo dell’essere Blogger ancor prima che Travel Blogger. Quando ho messo in piedi il mio Blog ero in Guatemala, in viaggio. Ho desiderato condividere la mia esperienza con i miei amici e l’ho fatto. Credo di poter affermare che per i primi 8 mesi d’ attività del mio Blog ho prodotto contenuti che per Google non avevano alcun significato; nella prospettiva di volerlo trasformare in un lavoro, ho perso decisamente tempo.

Nel momento in cui si decide di aprire un Travel Blog con l’obiettivo di diventare uno dei travel blogger più seguiti, suggerisco di prepararsi e partire immediatamente col piede giusto. Dal giorno 1, è necessario sapere cosa si deve fare e come lo si vuole fare. Conoscere la corretta applicazione dei Social Media e della SEO, altrimenti si spenderà una consistente quantità tempo a riparare il danno certo. Aggiornarsi sempre, poi, lo porrei decisamente al primo posto.

Donatella Manzocchi
Interprete, traduttrice, sognatrice patologica e dipendente da ogni forma di creatività. Credo nella 'diversity' come forma naturale di crescita personale.
Scrivo per bisogno primario, e credo fermamente che... Content is King.
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