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SEO manager: ne hai sentito parlare? Vuoi scoprire cosa significa fare SEO e quali competenze devi possedere per diventare SEO specialist? Te lo spiego in questo articolo, innanzitutto è necessario capire cos’è la SEO e come si fa.

Il SEO manager e la SEO 

 

SEO-manager-cosa-fa

 

Un SEO manager lavora con la SEO; l’acronimo sta per Search Engine Optimization, l’ottimizzazione di un sito web per il posizionamento nei motori di ricerca tra i risultati organici. Aumentare la visibilità di un sito, dipende da molti fattori, tra i quali:

  1. il posizionamento organico;
  2. l’ottimizzazione;
  3. i motori di ricerca.

 

  • Cosa si intende per posizionamento organico?

Per posizionamento organico si intende un tipo di indicizzazione che permette ad un sito di acquisire una posizione rilevante tra i risultati offerti da Google. Dare visibilità ad un sito vuol dire mantenerlo sempre tra le prime posizioni della SERP. Se vuoi essere il migliore devi puntare in alto e uscire dalla mediocrità, per questo devi affidarti ad un consulente SEO (o diventarlo tu stesso) per posizionare al meglio il tuo sito. Più il sito è ben posizionato, maggiori sono le possibilità che un cliente conosca la tua proposta commerciale attraverso le pagine del tuo sito. Ciò non ti aiuterà soltanto a curare la visibilità dell’azienda, ma anche la sua reputazione sul web. Quindi una buona ottimizzazione porta all’aumento del traffico sul tuo sito web.

  • Cos’è che viene ottimizzato?

Il SEO manager lavora all’ottimizzazione di Keyword specifiche. Fare SEO, infatti, vuole dire innanzitutto realizzare dei contenuti efficaci ed esaustivi, utilizzando le parole chiave attraverso le quali vorremmo essere intercettati. Con l’ottimizzazione di keyword specifiche, queste diventano la risposta migliore alla domanda dell’utente, conquistando le prime posizioni nella SERP.

Il posizionamento organico è una pratica molto più lunga rispetto alle campagne a pagamento dove si creano risultati sponsorizzati, ma il budget investito è limitato e una volta terminato, svanisce anche la visibilità sul web.

  • Come funziona un motore di ricerca?

Quando un utente chiede informazioni a Google, il motore di ricerca attiva la fase di crawling in cui esplora e analizza il web nella sua totalità (scansionando siti, file, pagine, foto, video). La finalità di questa azione è estrapolare i risultati in base ai contenuti che presentano le stesse parole chiave con cui l’utente ha fatto la ricerca; queste possono trovarsi nel corpo del testo, nel titolo, nelle intestazioni e nei meta-tag.

Posizionamento organico e ottimizzazione

 

Entriamo nel vivo della SEO. Nella professione di un SEO manager  la scelta delle keyword è la fase strategica principale per ottenere un buon posizionamento. La ricerca e la selezione delle keyword avviene attraverso l’utilizzo di software in grado di offrire uno studio sulla concorrenza (benchmarking competitivo) funzionale alla crescita del proprio business. È sempre meglio utilizzare delle parole chiave specifiche, non troppo generiche, e mettere in pratica la teoria della long tail (o coda lunga). Secondo la teoria della long tail le keyword costituite da più parole (e dunque più mirate) hanno una competitività molto bassa e una percentuale di conversione più alta, dunque una maggiore possibilità di posizionamento a livello SEO rispetto a parole chiave più generiche.

 

seo specialist

 

Ma come facciamo a capire se le keyword che abbiamo scelto sono effettivamente ricercate dagli utenti? Ci affidiamo a chi ne sa più di noi: Google AdWords è lo strumento con il quale un SEO manager monitora questo processo. Infatti, utilizzando la funzione “Strumento di Pianificazione delle parole chiave” dalla voce “Strumenti”, possiamo ottenere dei suggerimenti sulle correlate delle parole chiave. Inoltre possiamo visualizzare i dati e le tendenze del volume di ricerca, pianificare le campagne SEO e acquisire le informazioni sul rendimento. Attraverso delle tabelle statistiche, AdWords ci mostra il numero di ricerche mensili che vengono effettuate dagli utenti in Italia e all’estero, con determinate keywords.

Per pianificare delle campagne AdWords che poggino su una forte strategia, bisogna saper mediare tra le parole chiave suggerite da AdWords e quelle che presentano una maggiore ricerca mensile. Più il termine è specifico, minori sono le ricerche mensili.

 

 

Oltre allo studio e l’utilizzo di keyword, è necessario prestare attenzione a questi 4 fattori:

  • assicurarsi che il motore di ricerca possa accedere al sito, avvalendosi di un servizio hosting professionale;
  • compilare esaustivamente i Meta Tags, come il Tag Title;
  • fare attenzione alla forma del contenuto e renderlo di facile lettura, scorrevole;
  • gestire i link in entrata e in uscita. 

 

Dare la possibilità al motore di ricerca di accedere ad un contenuto è fondamentale se vuoi che questo sia reperibile dagli utenti senza difficoltà. Bisogna capire che al giorno d’oggi la sfida più grande si gioca proprio sul web, ecco perché chiunque voglia addentrarsi in questo mondo o approfondirne la conoscenza, deve comprendere la necessità di una figura professionale come quella del SEO manager. L’on-line diventa il campo da gioco dove si svolge una partita non priva di competizione e un consulente SEO rende più semplice la scalata verso la vittoria.

Quando parlo di motore di ricerca, non mi riferisco necessariamente a Google (anche se resta il più utilizzato al mondo); Vediamo in cosa si differenzia l’ottimizzazione su Google rispetto agli altri motori di ricerca come Yahoo e Bing. 

La SEO e i motori di ricerca

 

Dimmi che motore di ricerca usi e ti dirò che SEO sei! Sembra un gioco di parole ma è effettivamente così.

 

link building

 

Come mostrano le statistiche effettuate da Greenlight, più del 70% degli utenti in tutto il mondo utilizza Google come motore di ricerca.
Nel nostro Paese il 95% degli utenti è fedele a Google, l’ 1,9% a Yahoo! e lo 0,6% a Bing; il restante si divide tra i motori di ricerca minori.

In base al motore di ricerca utilizzato, esistono delle tecniche specifiche da attuare per raggiungere la vetta della SERP.

Vediamo cosa consigliano i webmaster dei vari motori di ricerca.

SEO e Google

 

  • I contenuti che sottoponi a Google non devo essere diversi da quelli che proponi ai tuoi utenti; non scadere nella pratica del cloaking. Pensa alle tue pagine come ad un progetto per gli utenti;
  • il sito deve avere un ordine chiaro, deve fornire delle informazioni ed avere un contenuto molto curato. Inoltre, ogni pagina del sito dovrebbe essere raggiungibile da almeno un link statico;
  • verifica che i tag title e gli alt tag siano mirati e dettagliati;
  • inserisci link.

 

SEO e Yahoo!

 

  • Concentrati sull’attività di link building seo;
  • cura il contenuto delle pagine;
  • dedicati agli aggiornamenti del sito;
  • testa le nuove versioni del prodotto/servizio.

 

SEO e Bing

 

  • Proponi keyword e correlate che gli utenti potrebbero utilizzare per identificare un determinato prodotto o servizio.
  • il peso di ogni pagina deve essere limitato a meno di 150 KB; le immagini e i video in alta risoluzioni appesantiscono molto il sito;
  • se vuoi indicizzare il nome della tua azienda, non inserirlo dentro il logo dell’azienda e nemmeno nelle immagini. 

 

Il lavoro di un SEO Specialist si differenzia tra l’attività di SEO on-site e SEO off-site; finora l’abbiamo solo accennato, adesso definiamo precisamente cosa caratterizza entrambe le pratiche.

 

 

SEO On-site & SEO Off-site

 

Con il termine SEO On-Site si intendono tutte quelle attività su cui lavora un SEO manager, atte a creare dei contenuti efficaci lavorando direttamente sul proprio sito, sulla forma e la struttura dell’articolo, dunque attività interne.

I fattori principali su cui si basa l’attività di SEO On-Site sono:

      1. Content 

Per Content mi riferisco a tutto ciò che ha a che fare con la stesura e la struttura di un contenuto testuale: 

  • scelta delle keyword e densità di utilizzo;
  • link in uscita;
  • lunghezza del pezzo;
  • frequenza di pubblicazione;
  • elenchi puntati;
  • divisione in paragrafi;
  • ottimizzazione delle immagini.

 

 

      2. Rich snippet

Cos’è uno snippet? È la stringa di parole che l’utente visualizza nel momento in cui effettua una ricerca, ed è composto da titolo, descrizione e url del sito. È cosa buona e giusta avere uno snippet che offra dei dettagli sul contenuto del sito di cui fa da “anteprima”; ad esempio la foto dell’autore dell’articolo, le recensioni, le valutazioni indicate con le stelline, etc.

 

consulente seo

 

Il Rich snippet non influisce direttamente sul posizionamento SEO, ma produce sicuramente dei vantaggi, come ad esempio:

  • incremento del CTR; 
  • miglioramento della reputazione; 
  • geolocalizzazione.

 

I punti appena elencati sono consequenziali l’uno all’altro. Infatti, se il risultato è dotato di uno snippet, otterrà più clic e, di riflesso, produrrà maggiori visite al sito. Più aumentano le visite, verso un contenuto efficace, più Google avrà un “occhio di riguardo” per quel contenuto. Naturalmente, l’inserimento di informazioni di tipo geografico, aiuta ad identificare il luogo in cui un’attività è fisicamente collocata e quindi a creare un risultato mirato.

 

       3. Codice del sito e struttura

In questo caso parliamo soprattutto di:

  • tag (tag title, meta description, tag headline, alt tag);
  • sitemap;
  • permalink.

E di una gerarchia strutturale dei contenuti che agevoli la scansione da parte dei robots di Google.

 

Per SEO Off-Site, invece, si indicano quelle attività che un SEO manager cura dall’esterno, generando traffico al proprio sito; in una parola link building. 

Il link building è una strategia basata sulla costruzione di una rete di link di altre pagine che rimandano al tuo sito. Naturalmente, per ottenere tale considerazione, il contenuto del tuo sito deve essere di qualità. I motori di ricerca considerano i link in entrata come un importante fattore di ranking, ma devono essere autorevoli e rilevanti affinché il contenuto a cui tali link rimandano possa essere considerato di qualità. Agli occhi di Google e degli utenti naturalmente, il nostro sito, e i link che ad esso rimandano, devono esprimere credibilità.

Dunque, i link e la cosiddetta link popularity costituiscono un fattore fondamentale per il posizionamento e, di conseguenza, un elemento prioritario per chiunque voglia ottenere risultati dal proprio sito. Grazie all’attività di link building possiamo renderci conto di quanto un sito sia “popolare”, credibile e di quanto valore effettivamente abbia.

Se vuoi posizionare un link con la tua parola chiave, devi inserirla al suo interno; in questo caso, quella parola prende il nome di anchor text, ciò identificherà quel link come il riferimento ad un sito o ad una pagina che parla di quel dato argomento.

Ma come lavora un SEO manager per raggiungere un buon livello di link building?

  • Aiuto da casa: chiedi ad amici e conoscenti, che hanno un blog o un sito, di linkare la tua pagina;
  • sfruttare la geolocalizzazione: inserire il tuo sito su pagine online locali;
  • inserire il sito in directories (piattaforme in cui puoi pubblicare articoli, immagini e video);
  • spiare link dei competitors e analizzarli (attraverso tool come MagesticSeo, OpenSiteExplorer, etc);

 

SEO free Tools: come analizzare la SEO di un sito

 

Dopo aver appreso tutti i concetti elencati finora, arriviamo all’argomento SEO tools, software che analizzano la SEO di un sito. Il SEO manager si avvale dell’aiuto di piattaforme come Google Search Console, Seo Zoom, Sem Rush, che funzionano un po’ come “medici virtuali” tenendo sotto controllo lo stato di salute di un sito. In questo post ne vediamo 3.

  • GOOGLE SEARCH CONSOLE

A Google Search Console si accede tramite un account Google, per verificare chi sia l’amministratore del sito web da analizzare. Per coloro che utilizzano WordPress, invece di caricare il file html sul sito da analizzare, si può utilizzare un metodo alternativo selezionando la voce tag html, che fornirà un meta tag da copiare ed incollare nell’home page del tuo sito, nella sezione head. Alla fine della procedura, Google Search Console ti invia un report in cui riporta lo “stato di salute” del tuo sito.

  • SEO ZOOM 

Anche in questo caso basta inserire l’url del sito e cliccare su “Analizza”. Questo software fornisce un database di keyword che è forse tra i più forniti in Italia. Puoi collegare SEO Zoom a Google Analytics e Google Search Console, così da tenere sotto controllo i competitor e analizzare i dati sul posizionamento delle Keyword. L’analisi delle Keyword è lo strumento più potente di questa piattaforma; rivela, infatti, sia quali sono quelle più competitive sia il traffico generato da contenuti in cui vengono utilizzate determinate parole chiave. Inoltre, ti indica quali condizioni possono aver apportato delle variazioni al traffico verso il tuo sito. 

  • GOOGLE ANALYTICS

Analytics è la piattaforma sulla quale ci si gioca davvero il tutto per tutto; il software genera analisi dei dati e statistiche in merito al comportamento degli utenti su un sito web, che rivelano il successo (o l’insuccesso) del tuo sito. Nella sezione di amministrazione, basta cliccare sulla voce “Rapporti” per ottenere i report più utili in ottica SEO che sono così suddivisi:

  • Pubblico;

delinea il profilo specifico dell’utente che ha visitato il sito, se lo fa in modo consuetudinario, da quale area geografica è connesso, etc.

  • Acquisizione;

mostra attraverso quali canali di acquisizione l’utente è atterrato sul tuo sito, generando traffico (organico, dalle campagne AdWords, tramite i Social).

  • Comportamento 

segue il comportamento attuato da un utente rispetto al tempo in cui rimane sul sito, verso quali pagine si concentra e quali, invece, mostrano un tasso di frequenza di rimbalzo più elevata.

Un buon SEO manager si discosta totalmente dalle attività di black hat SEO, una pratica con cui si cerca di posizionare un sito barando. Come? Aumentando di proposito il numero delle parole chiave in un testo, inserendo testo o link nascosti (utilizzando lo stesso colore dello sfondo). È una scorciatoia non professionale per ingannare il motore di ricerca e superare contenuti che invece sono di qualità.

Dunque un black hat SEO è un “cattivo” in ambito informatico e più precisamente in ambito SEO, che utilizza escamotage non leciti per ingannare i motori di ricerca e scalare la SERP; ecco quali sono le pratiche di black hat più utilizzate:

  • Testo e link nascosti, esattamente ciò che affermo sopra: testo o link dello stesso colore dello sfondo di una pagine;
  • Pagine Gateway, non presentano un vero e proprio contenuto (dunque sono inutili per gli utenti) ma vengono create per essere ottimizzate;
  • Pagine Cloaking, una pagina realizzata per i motori di ricerca ma differente da quella che vedono gli utenti;
  • Aumento frequenza Keyword, aumentare il numero di parole chiave nel testo, per incrementare la possibilità di essere reperiti sul web. 
  • Desert scraping, la tecnica con cui ci si appropria di contenuti non più indicizzati, che presentano domini scaduti, ad esempio, e “riciclarli” per incrementare il contenuto di testi.
  • Link spam, software con cui è possibile scambiare link per incrementare la link popularity di una pagina.

 

Il termine black hat deriva dal copricapo nero usato nei film western dai cattivi ed è stato ripreso in questo contesto proprio per indicare coloro che fanno SEO in modo scorretto. Non fate i “cattivi” dunque, puntate sempre alla qualità dei contenuti. Se seguirete passo passo tutti i punti affrontati in questo post, non vi risulterà poi così difficile! Scalate la SERP e superate i vostri competitor!

 

 

Una frase non deve contenere parole non necessarie, un paragrafo non deve avere frasi inutili per lo stesso motivo per cui un disegno non deve avere tratti ridondanti o una macchina parti non utilizzate.

– Mr. William Strunk

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Silvia Albanesi
Ciao! Sono Silvia, ho 26 anni e vengo da Roma.
Amo la fotografia, mi diletto nel digitale e vorrei unire le due passioni per farne una professione.
Ho una Laurea Magistrale in Editoria e Scrittura e attualmente frequento il Master in Digital Certification Program alla Digital Coach di Milano.
Stay tuned!