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L’arte di viaggiare lavorando online

 

Se un viaggio solo andata è sempre stato il tuo sogno nel cassetto e sei un amante del digital e delle sfide è tempo di saperne di più sul nomadismo digitale! Essere nomadi digitali vuol dire libertà di lavorare online e vivere viaggiando, vuol dire zaino in spalla e pensare già alla prossima meta, vuol dire essere viaggiatori “always on” e permettersi di viaggiare facendo sì che il mondo diventi il proprio ufficio!

 

Tutti i segreti del nomadismo digitale: intervista a Ilaria Cazziol

 

 

Intraprendere un viaggio solo andata? Mettersi in viaggio con niente più che uno zaino, qualche risparmio, un computer e tanta voglia di mettersi in gioco, cercando di spendere poco e di guadagnare qualcosa lungo il percorso. (dal blog di Ilaria e Marco viaggiosoloandata.it)

Dietro le quinte di ogni grande avventura c’è sempre una storia d’amore, come quella di Ilaria e Marco, lei copywriter e digital strategist, lui programmatore, nomadi digitali uniti nella vita e nel lavoro dalla voglia di girare il mondo e di lavorare come freelancer nel mondo del digital. 

Nel 2017 siamo partiti per realizzare il nostro sogno: un viaggio a tempo indeterminato, che ci mettesse alla prova come nomadi digitali e come viaggiatori. Ci siamo reinventati con le nostre professioni digitali, cercando un modo di vivere e di lavorare che ci rendesse soddisfatti e padroni del nostro tempo. (dal blog di Ilaria e Marco viaggiosoloandata.it)

Ogni lungo viaggio inizia da qui: una decisione e un primo passo. Se anche tu come Ilaria e Marco vorresti lavorare con il web e metterti in viaggio per il mondo con niente più che uno zaino e una connessione wi-fi, forse il nomadismo digitale è lo stile di vita che fa per te! Pronto a conoscere il viaggio di Ilaria Cazziol? Sto per farti scoprire come sia possibile cambiare vita e lavorare con un pc e una tenda in Nepal diventando nomade digitale. 

 

I have a dream: viaggio solo andata

 

simonetta favale

Quando e come hai capito che saresti diventata una nomade digitale e di cosa ti occupi al momento?

ilaria cazziol

In realtà sono molti anni che sogno il nomadismo digitale, in particolare il viaggio e la possibilità di farlo a tempo indeterminato. Un paio di anni fa io e il mio ragazzo, anche lui freelance come me, abbiamo cominciato a concretizzare l’idea di fare un viaggio lavorando entrambi nel digitale. Lui è un programmatore e io una copywriter, quindi l’intenzione era quella di provare a vendere i nostri prodotti online e a farlo mentre giravamo il mondo.

Io ho studiato marketing e prima di partire lavoravo in un’agenzia di comunicazione come digital strategist; è stato qui che ho scoperto un forte interesse per questo settore, senza chiaramente sapere ancora dove mi avrebbe portato. Dopo un paio di anni qui mi sono resa conto che esisteva tutto un mondo di professionalità nel digitale affini al mio stesso lavoro ma non solo: molti di loro, infatti, come articolisti e web contributor, lavoravano senza un ufficio di riferimento vero e proprio ma ci mandavano i loro articoli da ogni parte del mondo. Io allora gestivo blog aziendali; ad esempio uno dei miei ruoli era fare l’editor, quindi assegnare e pagare questi articolisti e contributor affinché lavorassero a questi articoli; così mi sono resa conto che nel mondo esistevano delle professionalità anche al di fuori del giornalismo tradizionale e che, sempre avendo a che fare con la scrittura, si potevano fare senza nessunissimo vincolo.

 

Essere viaggiatori digitali: alla scoperta di un nuovo stile di vita

 

simonetta favale

Da dove è iniziato tutto e quali sono stati gli strumenti che hanno permesso di a far parte della community dei nomadi digitali?

ilaria cazziol

L’idea di diventare nomadi digitali è venuta con il tempo; poi con il mio ragazzo, dopo ben due anni di dubbi e domande, e un viaggio solo andata, da cui il nome del nostro blog, abbiamo finalmente preso la “grande decisione”. Inizialmente abbiamo dato assoluta priorità al viaggio, solo in un secondo momento è subentrata la consapevolezza di voler diventare dei viaggiatori digitali e di concentrarci anche sul nostro blog per farlo crescere e creare sempre nuovi contenuti. Entrambi non volevamo lasciare i nostri lavori quindi ci siamo detti: perché non viaggiare lavorando online? Mentre eravamo in viaggio poi, un pò per caso e un pò per gioco, ho pubblicato un post su un gruppo Facebook di marketers, uno dei tanti gruppi che ci sono su Facebook, in cui mi offrivo come copywriter mostrando alcuni articoli che avevo già scritto per dei miei ex clienti e ho iniziato a ricevere tantissime risposte. Da lì è iniziato tutto e mi sono ritrovata a scrivere articoli ovunque, da un treno sulla transiberiana a una tenda in Nepal e una nave andando verso il Giappone.

simonetta favale

Essere un nomade digitale richiede capacità di gestione e di autocontrollo: come organizzi le tue giornate e il tuo tempo e come scegli la meta del tuo prossimo viaggio?

ilaria cazziol

Non è facile e per nulla scontato. Ci sono tantissimi tool sui quali ho cominciato a fare un affidamento incredibile e che già usavo agli inizi, come Trello, un efficiente tool di gestione del tempo e dei task. In più è fondamentale per se stessi avere un’idea ben chiara di quello che si dovrà fare nell’arco della giornata: mentre in un ufficio sai di dover lavorare 8 ore e non importa quante volte ti alzerai e ti distrarrai, quando lavori da remoto è tutto un altro discorso. Soprattutto in viaggio quando la voglia di andare in spiaggia o di visitare il posto in cui ti trovi sono inevitabilmente molto forti bisogna avere un grande autocontrollo, sapersi regolare bene con i tempi e gestire tutti i task nel modo più proficuo e intelligente. Alla fine si impara lavorando: un percorso a tentativi ed errori.

 

Che dire riguardo i viaggi: noi siamo partiti dalla Russia, abbiamo percorso la Transiberiana e la Transmongolica, siamo andati poi in Giappone, in Nepal, in India, abbiamo continuato a viaggiare sulla base di quello che volevamo vedere più che sulla base di quello che sarebbe stato più comodo e quindi proprio del nomadismo digitale. Sicuramente il Sud-est Asiatico, in particolare la Thailandia, si è guadagnato un posto di rilievo come meta ideale per i nomadi digitali per il basso costo della vita e l’alta qualità del cibo, del benessere e le ottime connessioni a internet.

 

simonetta favale

Qual è stato l’ostacolo maggiore che hai incontrato quando hai iniziato questa attività?

ilaria cazziol

In realtà è stato molto graduale, quindi non me abbiamo incontrati particolarmente. E’ iniziato un pò per gioco, senza uno scopo remunerativo e senza sapere che in breve tempo sarebbe diventato uno stile di stile. Diciamo che non è facile in Italia convincere dei clienti italiani della possibilità di fare il tuo lavoro altrettanto bene come lo faresti in ufficio anche da remoto, in soprattutto da un altro paese. Questo non è stato un problema all’inizio perché eravamo in viaggio quindi necessariamente potevamo fornire solo collaborazioni da remoto; adesso che siamo tornati in Italia e che vorremmo trovare dei lavori come freelancer che ci permettano di essere liberi di viaggiare, ci stiamo scontrando un pò di più con la mentalità delle aziende che ti vogliono assumere ma soprattutto che ti vogliono lì in ufficio.

 

E’ difficile trovare qualcuno che ti dia fiducia, che investa su di te, che ti assegni un progetto quando da un giorno all’altro potrebbe ritrovarti connesso dalla Thailandia. Per Marco è stato più facile, lavorando come programmatore riesce a trovare dei lavori semestrali, io al momento sto lavorando in un’azienda come digital specialist, a cui per poter lavorare senza troppi vincoli ho controproposto la mia professionalità come freelancer riuscendo ad ottenere 4 giorni lavorativi a settimana con la clausola di poter lavorare da dove voglio! Devo dire che la fortuna ha remato decisamente dalla mia parte ma la fortuna aiuta gli audaci, e bisogna sapersela costruire e giocare bene le proprie carte. Credo che molte persone abbiamo paura di perdere le proprie sicurezze, che facciano fatica a lasciarsi andare e a provare qualcosa di nuovo; ma se si crede in qualcosa bisogna cercare di inseguire i propri sogni quanto più possibile!

 

Le destinazioni del nomadismo digitale

 

destinazioni nomadismo digitale

Cosa rende una destinazione per nomadi digitali perfetta?

ilaria cazziol

La Thailandia è la capitale mondiale del nomadismo digitale, la destinazione n° 1 per tutta la community, perché ci sono costi della vita bassi, bei paesaggi da fotografare, una qualità della vita relativamente alta, e buone connessioni. Noi siamo stati in Thailandia poco perché è stata l’ultima tappa del nostro viaggio prima di rientrare in Italia, ed effettivamente ci è piaciuta molto. Invece in Mongolia le connessioni sono davvero terribili, in Nepal anche peggio, in Giappone ottime connessioni ma costosissimo, quindi certamente cercheremo di ritornare presto in Thailandia!

Per saperne di più sulle incredibili destinazioni del viaggio solo andata di Ilaria e Marco clicca qui!

 

simonetta favaleLa valigia del nomade digitale: i 5 must have!

ilaria cazziol

Non potrebbe mai mancare il computer, meglio se leggero e resistente: noi ad esempio lavoriamo entrambi con il Mac Book. Un’altra cosa che non può mancare è la macchina fotografica e la go pro perché siamo due fotografi incalliti e infine, se si è abbastanza avventurieri, il sacco a pelo e una tenda per i campeggi last minute. Tutto qui! Uno degli aspetti che riguarda il nomadismo digitale è proprio il minimalismo, quindi la capacità di rendersi conto quanto basti davvero poco per vivere bene. Io in 5 mesi di viaggio senza mai fermarmi avevo solo: quattro magliette, tre pantaloni, due felpe, un sandalo e un paio di sneaker. Ci si rende conto quanto basti davvero poco per essere felici!

 

simonetta favale

Come guadagna un nomade digitale?

ilaria cazziol

Siamo freelancer quindi lavorando con partita IVA andiamo letteralmente a vendere i nostri servizi online. Noi ad esempio in viaggiosoloandata.it proponiamo creazioni di articoli per blog aziendali, web magazine e pagine facebook, recensioni di luoghi, hotel, ristoranti (purchè siano in linea con i nostri temi e il nostro viaggio), fotografie e video, gestione di blog aziendali che trattano di viaggi, affiliate marketing, blogtour, eventi e tante altre attività offline. Ci sono moltissimi siti utili, uno dei più famosi è Upwork, poi ce ne sono altri più specifici proprio per il lavoro da remoto dedicati a coloro che hanno una partita IVA e lavorano come freelancer o che vogliono farsi assumere lavorando da remoto. Diciamo che oggi è abbastanza facile trovare opportunità, il difficile è saperle coglierle e ancora di più mantenere. 

 

Vivere viaggiando e lavorare ovunque: alcuni consigli

 

simonetta favaleCosa ti ha insegnato e qual è la cosa più importante che hai imparato da questo stile di vita on the road?

ilaria cazziol

Sicuramente che i soldi non fanno la felicità, ce ne eravamo già resi conto prima di partire ed è stato il motivo per cui abbiamo lasciato il lavoro. E il viaggio ce ne ha dato costantemente conferma, per come abbiamo vissuto e siamo stati bene comunque senza spendere cifre esorbitanti, per quello che vedi in giro, perché viaggiando in paesi anche molto poveri ti rendi conto di quanta diversità ci sia nel mondo e come le persone sappiano vivere bene anche con pochissimo. 

 

 

simonetta favalenomadi digitaliChe consigli daresti a chi volesse cambiare vita e intraprendere un percorso per diventare nomade digitale?

ilaria cazziol

Di non aspettare il momento perfetto se si vuole cambiare vita perchè non esiste e non ci sarà mai! Una cosa che spesso frena moltissime persone è la paura di “buttarsi” e la convinzione di dover aspettare le condizioni perfette per realizzare i propri sogni. Noi avevamo programmato da quasi due anni questo viaggio ma poi nei mesi precedenti la partenza ci siano ritrovati ad avere entrambi, su diversi fronti, svariati problemi familiari che ci hanno portato a dubitare di quello che volevamo fare; ma alla fine ci siamo resi conto che se non sarebbe stato adesso, chissà quando, così abbiamo mollato tutto e siamo partiti senza esitazioni!

 

Se si vuole diventare nomadi digitali consiglio di investire in primis nel digitale, appassionarsi al digitale, iniziare a iscriversi a gruppi di discussione sul digitale, in particolare sul nomadismo digitale, essere curiosi, provare a lanciarsi aprendo un blog e partire: basta avere un pò di coraggio, un pizzico di follia, e ricordarsi che nella vita quando fai un passo verso di lei, lei fa sempre un passo verso di te! 

 

Se sei un appassionato del digital e un’amante dell’avventura investi subito sulla tua formazione con i corsi di Web Marketing e Social Media di Digital Coach e parti alla ricerca del tuo futuro “always on”! 

 

Non aspettare che il vento gonfi la vela della tua fortuna. Soffiaci dentro da te. (Ugo Ojetti, scrittore)

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Simonetta Favale
Mi occupo di comunicazione e di strategia d'impresa e i miei punti di forza sono sempre stati la curiosità, l'ironia, l'ambizione, la fantasia e la scrittura. Adoro circondarmi di persone creative, possibilmente con il "pallino" per la moda come me, che sanno prendersi poco sul serio restando con i piedi per terra. Mi sto specializzando nel Digital Marketing per arricchire le mie competenze professionali e perchè voglio che il marketing e la comunicazione digitale siano il mio futuro.
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