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Raccontando la storia della sua vita insieme al suo cocker Louis, Maria Cavallo è diventata, di fatto, la prima pet influencer, o meglio dog Influencer d’Italia. O forse è più esatto dire che ha introdotto in Italia la figura del Dog Influencer e in questo modo è diventata l’ambassador di diverse aziende, del settore pet e di altri comparti.

Ha iniziato nel 2011 quando ancora il dog influencer per come lo intendiamo oggi non esisteva come figura professionale. 

Quella di Maria è un tipo di professione ancora poco conosciuta in Italia, in particolare nel suo settore di riferimento. Se senti di essere un Influencer e sei interessato a lavorare in questo settore in continua espansione scopri il Corso per Diventare Influencer di Digital Coach®.

 

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Maria Cavallo, da sempre appassionata di comunicazione e di Social Media Communications, ha creato nel 2011 The Italian Dog Blog, noto anche con l’acronimo TIDB, ovvero il primo blog dedicato ad un pet in Italia.

È Louis, un cocker, il vero protagonista del blog, del quale, a partire dal 2011, Maria ci racconta la vita quotidiana. Situazioni, emozioni, viaggi in comune, vita vissuta: in una parola condivisione di esperienze con Louis, membro a quattro zampe della famiglia di Maria.

 

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Chi è un dog influencer?

maria cavallo dog influencerIl vero dog influencer è Louis, il mio cane, un cocker: è lui che fa la parte bella del lavoro. Io mi limito a gestire gli aspetti burocratici. Louis fa l’influencer come cane, ma c’è anche un gatto che “svolge la stessa professione”, si presta a pubblicizzare determinati prodotti e a sviluppare delle campagne, soprattutto digital. Louis dunque presta il suo volto, la propria quotidianità a scopi di comunicazione. 

 

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Cosa fa un dog influencer?

maria cavallo dog influencerRiprendo Louis nella sua quotidianità, in situazioni diverse. O meglio Louis mi autorizza a riprenderlo, mi da la sua autorizzazione. Viaggiamo molto – Covid permettendo – visitiamo molti negozi, testiamo molti prodotti, le novità, e poi ne parliamo alla nostra Community. In realtà c’è tutta una parte di lavoro offline, di contatto, che è quella che faccio io.

 

 

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Come hai trasformato la tua passione in un lavoro?

maria cavallo dog influencerHo iniziato per caso la professione del dog influencer. Sono stata la prima in Italia a vedere del potenziale in quello che postavo del mio cane. Louis è stato il mio primo cane, mi è stato regalato alla fine del primo anno di università. Da anni desideravo avere un cane. Poi finalmente è arrivato Louis: è entrato nella mia vita e l’ha stravolta.

Louis è nato nel 2009, ovvero nel periodo in cui nascevano i primi blog, su svariati argomenti: moda, make-up, politica. Al tempo non c’erano ancora dei blog sugli animali da compagnia. Non c’era nessun blog dedicato ai pet. Gli unici blog che parlavano di cani, ad esempio, erano quelli degli addestratori che ne trattavano in modo professionale. Insegnavano come allevare i cani addestrandoli, dicendo che tipo di manovre bisogna fare. Nessuno, invece, ti diceva quali scelte fare per il bene del tuo pet, ad esempio quali prodotti scegliere per nutrirlo, quali croccantini comprare. Spesso si associa il dog Influencer a uno che ti dice quali croccantini comprare. Invece, intorno ai pet c’è tutto un mondo.

diventare dog influencerHo visto del potenziale e ho iniziato a raccontare le mie disavventure con Louis, che è sempre stato un cane molto particolare. Poi c’è stato il passaparola e da lì ho iniziato a vedere come poterlo rendere un mestiere, come monetizzare, raccontando alle aziende quello che pensavo potesse funzionare. Poi ha funzionato, per fortuna. Ho considerato quali erano i passi che si facevano negli altri settori per poi trasportarli nel settore dei pet.

Mi sono trovata nel momento di massima espansione del settore dei pet. Nel periodo tra il 2010 ed il 2020 è totalmente cambiata la figura del cane all’interno della famiglia. I pet sono aumentati notevolmente nelle case degli italiani. Io me ne sono accorta perché allora a Milano, dove vivevo con Louis, c’erano più cani che persone. In Puglia, invece, il cane non era ancora considerato un membro della famiglia a tutti gli effetti, lo si usava per svolgere dei compiti, come ad esempio quello di cane da guardia. Il cane lo si usava come cane da guardia della casa di campagna, ad esempio. Poi quando si lasciava la casa di campagna e si tornava in città, il cane lo si lasciava lì. Il pet non era ancora parte integrante della famiglia.

Ho dunque analizzato come si stava evolvendo il rapporto uomo cane, raccontando come a Milano, nella parte più avanzata d’Italia, i cani iniziavano a entrare nei negozi, ad andare nei ristoranti e negli hotel. Ho raccontato come funzionava la quotidianità, come si stava evolvendo e come mutava il rapporto tra il cane e il suo padrone, tra il cane e la sua famiglia.

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Quali canali online utilizza un dog Influencer?

Per me tutto è nato con il blog. Scrivevo un articolo al giorno nel mio blog, questo 10 anni fa, quando i blog erano molto diversi da come sono adesso, avevano una portata differente. Poi ho fatto il primo gruppo Facebook, che con il passaparola era diventato troppo esteso, troppo grande. Per me diventava difficile realizzare il mio obiettivo, che era di condividere esperienze e raccontare storie di vita vissuta, e non semplicemente scambiare domande e risposte. È nata allora la mia pagina facebook, che c’è ancora oggi e che continuo a portare avanti. Poi c’è stato l’avvento di Instagram, che ha cambiato completamente il nostro modo di comunicare.

Il principale punto di forza del mio blog è che ogni azione comunicativa è incentrata su Louis, io sono quasi del tutto assente. All’inizio nessuno sapeva che The Italian Dog Blog era il blog di Maria Cavallo. Anche successivamente, con Instagram, ho mantenuto la comunicazione incentrata su Louis, il mio cane. Attualmente, invece, è un po’ aumentata la mia presenza, la mia figura.

Ora con Instagram la comunicazione è un po’ cambiata, c’è di più la famiglia di Louis. Soprattutto con Instagram Stories la comunicazione viene un po’ deviata. Per me resta comunque fondamentale che il focus sia sempre Louis.

 

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Cosa serve per diventare un dog Influencer?

maria cavallo dog influencerMolta pazienza, soprattutto all’inizio. Oggi la situazione è cambiata, quella del dog Influencer è ormai una professione riconosciuta. Ora ci sono molte persone che aspirano a diventare dei dog Influencer. La maggior parte di loro, in realtà, non vuole svolgere la professione di Influencer, semplicemente cercano di ottenere dei prodotti gratis per il proprio cane. Propriamente per essere davvero professionali è necessario sviluppare dei progetti, avere delle idee. Bisogna poi essere costanti nel creare contenuti: è quanto il pubblico si aspetta. Riassumendo serve una presenza costante (a livello comunicativo) e avere delle idee da proporre alle aziende. È difficile avere dalle aziende, o dagli uffici stampa delle aziende, dei progetti. Bisogna arrivare prima delle aziende. Spetta all’influencer avere dei progetti e proporli alle aziende. Bisogna avere un’idea, svilupparla e solo in seguito contattare le aziende. 

 

 

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Le fonti di guadagno di un Dog Influencer?

maria cavallo dog influencerLa principale fonte di guadagno di un dog influencer deriva dall’elaborazione e dallo sviluppo di progetti digitali. Personalmente cerco sempre di elaborare dei progetti di comunicazione digitale di lungo periodo. È il mio modo di lavorare ed è anche un problema di etica personale. Ci sono anche dei progetti one shot con una sola pubblicazione, ad esempio quando mi chiedono di creare una foto di product placement per un determinato prodotto. Lo faccio se conosco il prodotto, se ho avuto modo di provarlo, se è particolarmente noto. I progetti one shot sono quelli che rendono di più dal punto di vista economico. Tuttavia, per il mio modo di comunicare e per l’engagement che mi lega alla mia Community cerco sempre di sviluppare dei progetti più ampi, a 360 gradi: di sei mesi, otto mesi, un anno. Voglio sempre cercare di mostrare alla mia Community dei contenuti di più ampio respiro, così come i messaggi che sto veicolando, il prodotto, il tipo di comunicazione. Di solito faccio dei progetti editoriali che prevedono più uscite, che sono multicanale, che comprendono il blog post, le stories quotidiane, l’uscita del post sul feed di Instagram, su Facebook, che poi venga repostato. Si tratta di vere e proprie campagne di marketing

Per quanto riguarda gli aspetti economici, il quanto si guadagna, dipende. Mi frutta di più l’uscita one shot rispetto ad un progetto più lungo. Complessivamente, a parte le tasse, una nota dolente per tutti in Italia, e a parte l’effetto Covid, devo dire che è comunque un lavoro molto appagante. Si viaggia molto, si fanno molte esperienze. A me e Louis piace molto recensire le strutture alberghiere. L’anno scorso abbiamo fatto un tour d’Italia in collaborazione con una nota catena di hotel, abbiamo visto e poi mostrato nei social tutte le città che abbiamo visitato. È stata una bellissima esperienza, oltre che molto remunerativa. Dipende tutto da come si struttura la cosa.

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dog pet influencer cosa faIl mercato c’è. La mia forza è stata di non essermi limitata solo al settore dei “prodotti per cane” come mercato di riferimento e principale oggetto delle campagne di comunicazione. Generalmente, è la prima cosa cui si pensa, si parla di croccantini. Io, invece, ne parlo poco. Si pensa al dog Influencer e si crede che parli dei croccantini, che pure sono un argomento importante, per la salute del pet. In realtà è un argomento difficile, spigoloso che divide molto la Community: è necessario essere ben informati e fare molta informazione per non trattare oggi di una marca di croccantini e domani di un’altra. Io ho scelto di non considerare molto questo aspetto. Ma quando ne parlo vuol dire che c’è un bel progetto a monte, che mi lascia scoprire cosa c’è dietro ai croccantini.

Per quanto riguarda gli accessori, con questo argomento si può anche essere più leggeri. Tutto sommato un accessorio è un accessorio, l’importante è sapere e veicolare l’idea che sia un prodotto serio, non un prodotto di basso livello. Pensate al collare per cane, è molto importante in quanto è un mezzo di sicurezza quando portiamo a passeggio il nostro cane.

 

Conclusioni: ulteriori consigli

Sebbene possa apparire a prima vista paradossale, per diventare un dog Influencer, a livello comunicazionale non bisogna limitarsi all’universo dei cani come animali da compagnia. Posso affermare che la mia forza è stata di non focalizzarmi esclusivamente sul mondo pet, ma di ampliare il raggio d’azione. In realtà molte cose possono entrare a far parte di questo mondo, dalla catena alberghiera alla scelta dell’aspirapolvere e dell’automobile. Io lavoro molto con l’industria automobilistica. Ormai il cane rientra nel novero degli aspetti che influiscono sull’acquisto di una macchina piuttosto che un’altra. Più hai una mente aperta, più riesci a convincere l’interlocutore, l’azienda, che la cosa può funzionare, ampliando così il bacino di utenza clienti.

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Roberto Bazzica
Laureato in filosofia, scrittore e traduttore, da più 30 anni mi occupo di scrittura e comunicazione.
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