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Hai mai sentito parlare della figura del divulgatore scientifico online? Si tratta della più recente evoluzione di una professione storica che ha l’obiettivo di rendere la scienza più comprensibile e semplice per il grande pubblico.

Il comunicatore della scienza può essere uno scienziato, un ricercatore, un giornalista scientifico, uno studioso o un esperto in materia. È una persona che si mette al servizio della società, usando il suo sapere per rispondere al desiderio di conoscenza delle persone.

La sua importanza e la sua notorietà sono accresciute molto durante la pandemia. Se anche tu hai cercato informazioni su Sars-CoV-2 e su Covid-19, probabilmente avrai letto, visto o ascoltato almeno un contenuto realizzato da un divulgatore scientifico o creato in collaborazione con lui.

Il ruolo della divulgazione scientifica online in realtà va al di là della semplice comunicazione della scienza. Oggi chi fa questo lavoro oltre a essere un esperto nel suo settore, deve saper comunicare e relazionarsi efficacemente con il popolo del web. Inoltre deve riuscire a fare chiarezza in merito al mare di informazioni presenti in rete, troppo spesso imprecise, scorrette e di scarso valore scientifico.

Per comprendere meglio cosa fa il divulgatore scientifico online, mi sono rivolta a uno dei comunicatori della scienza più importanti del nostro Paese, Dario Bressanini. Un contributo illuminante per capire sia la rilevanza di una preparazione nel campo della comunicazione scientifica che l‘importanza di adattare la divulgazione al mondo dell’online.

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Ezzuela Zarantonello wex content

Chi è, cosa fa un Divulgatore Scientifico online?

Divulgatore scientifico Dario BressaniniUn divulgatore, come me, prima di tutto è un divulgatore scientifico. È cioè una persona che spiega la scienza a un pubblico generalista, ovvero molto più vasto di quello che legge gli articoli scientifici.

La presenza online è imprescindibile per chi fa questo lavoro. Ma l'”essere online” è riferito solo al tipo di strumento che si utilizza. Per essere più chiari: prima si diventa divulgatori scientifici, imparando a spiegare la scienza, le ultime scoperte o quelle molto vecchie, facendo vedere la scienza applicata alla vita di tutti i giorni – come nel mio caso -, poi si utilizza l’online. Declinandolo in vari modi a seconda del pubblico che si vuole raggiungere e degli obiettivi. 

 

 

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Che ruolo ha il digitale nel tuo lavoro? 

Dario Bressanini divulgatore scientifico Nel mio lavoro il digitale è fondamentale. Io sono nato come divulgatore sulla carta, scrivendo articoli scientifici, che tutt’ora scrivo, su “Le Scienze”, il primo mensile di divulgazione scientifica in Italia.

Il grande successo di pubblico è arrivato in realtà dopo, con il blog. Il blog è stata la prima espressione del digitale, attraverso la quale le persone hanno potuto parlare al mondo, raccontando quello che volevano senza dover passare attraverso una casa editrice, un giornale e così via.
Il mio blog “Scienza in cucina”, nato nel 2007, ha avuto un immediato successo. Mi ha “lanciato” permettendomi poi di scrivere libri e di costruire una piccola community che pian piano è cresciuta.
Grazie a questo mi sono convinto del fatto che con l’avvento del web e di tutto il mondo collegato, si potevano aprire – e di fatto si sono aperte – una serie di prospettive nuove. Il digitale mi ha permesso quindi di fare qualcosa che prima mi era impossibile. Devo tutto al digitale. E grazie al blog ho imparato una grande lezione: bisogna sempre “annusare” un po’ tutte le novità che arrivano dall’online. Per cui spesso quando arriva un nuovo social, lo testo per vedere se fa al caso mio. È un mondo che corre velocemente perciò bisogna sempre stare al passo, però dà un’enorme possibilità. 

 

 

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Le persone sono più interessate alla scienza da quando viene divulgata online?

il divulgatore delle scienze Dario BressaniniIo direi che grazie all’online ci sono più persone che hanno scoperto che la scienza è interessante. Sono interessate a capire sia come funziona, ovvero il metodo scientifico, i ragionamenti alla base e le procedure, che a vedere come si applica nella vita reale. L’abbiamo visto proprio in questi mesi con la pandemia e, adesso, con il vaccino.

L’online permette di raggiungere un pubblico che prima non era raggiungibile. Quindi non sono tanto le persone a essere più interessate, è semplicemente aumentato il numero di persone che ha capito che la scienza è appassionante, cosa che ormai in Italia non si riesce più a trasmettere con i mezzi di comunicazione più classici. A parte Piero Angela infatti non mi ricordo esempi più recenti di divulgazione scientifica a un pubblico molto vasto. 

 

 

divulgatore scientifico online importanza delle fonti

 

 

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Su quali canali digitali sei presente? A chi ti rivolgi? 

Dario Bressanini divulgatore scientifico online Io sono iscritto a praticamente tutti i vari canali, persino TikTok – anche se non credo lo utilizzerò -. Il mio blog è ancora attivo e vivo, anche se ormai l’epoca dei blog è passata. Lo uso come deposito e per rapportarmi con una piccola comunità di affezionati, che preferisce discutere qui. 

Fino a un paio d’anni fa utilizzavo Facebook. Poi nel corso degli anni ho notato che c’era un invecchiamento notevole delle persone che stanno su questo social. Inoltre stava diventando sempre più difficile mantenere delle discussioni. Oggi Facebook è diventato una sorta di “sfogatoio”, dove i così detti “Boomer” hanno abbassato la qualità delle discussioni. Io invece volevo, e voglio tuttora, raggiungere una fascia più giovane di ascoltatori e di lettori. Per questo ho deciso di seguire il consiglio di mio figlio ovvero di andare laddove sono oggi i giovani: Instagram e Youtube. Quindi ho aperto il mio canale YouTube e il mio profilo Instagram e ora, qui, sono molto attivo.

Mi interfaccio con due pubblici diversi, non sovrapponibili. Su YouTube ho quasi mezzo milione di iscritti, che per un canale di divulgazione scientifica è una cosa pazzesca; su Instagram sono a 350 mila follower. Tutto questo mi permette di raggiungere un pubblico davvero vasto. 

 

 

 

 

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Che tipo di rapporto hai con il tuo pubblico?

Ti stimola nella creazione di nuovi contenuti?

Dario Bressanini comunicatore della scienza Sì, assolutamente. La cosa fondamentale per avere successo come divulgatore scientifico è instaurare un rapporto diretto con chi ci segue. Questo è quello che vale per me e per molti dei miei colleghi che utilizzano i mezzi digitali per fare divulgazione nei diversi campi. Per farlo è necessario investire tanto tempo. Io dedico circa 1 o 2 ore al giorno per rispondere ai vari messaggi, sia quelli in direct che pubblici, scritti sotto ai video o ai post su Instagram.

Il pubblico premia l’interazione. Non ci si può comportare come un giornalista che scrive sulla carta, che non si aspetta che i lettori commentino. Sul digitale è diverso, i commenti non si possono ignorare. Il successo non deriva dall’essere online; la componente umana è fondamentale per poter creare una sinergia con chi ti segue.

Io ascolto molto quello che mi viene chiesto, anche per capire quali sono gli argomenti che potrebbero interessare e quali no. Oriento molto le cose di cui parlo su quello che mi viene detto.
Chi ti segue deve sapere che lo stai ascoltando. Altrimenti puoi avere un sito bellissimo, con gli effetti speciali migliori del mondo, ma non riuscirai a costruire la community, che è la vera forza dell’online

 

 

 

 

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Il Social ha modificato il tuo modo di fare divulgazione scientifica?

Dario Bressanini Sì e no, a seconda di dove opero utilizzo un registro diverso di comunicazione. Mi spiego meglio. Io continuo a scrivere gli articoli su carta come lo facevo 15 anni fa. Con altri strumenti è invece necessario adattarmi al tipo di linguaggio, anche visivo, caratteristico di ciascuno.

Se faccio un video su YouTube non posso approfondire un tema come invece posso fare in un articolo o ancora meglio in un libro. Un mio video deve durare tendenzialmente 10-15, massimo 18 minuti, e devo inserirvi un solo concetto. So bene che nei video l’attenzione è più bassa, perciò non posso fare dei ragionamenti troppo complicati. Devo selezionare le cose da dire e devo dirle adattando il mio linguaggio al tipo di piattaforma. Se nel libro utilizzo un linguaggio più tecnico e preciso, in un video mi posso permettere, e lo faccio di proposito, di usare parole semplici, tecnicamente poco corrette. Un esempio che faccio spesso è questo: il ghiaccio, nel linguaggio termodinamico e chimico, quando si trasforma in acqua si dice che si fonde. Ma spesso nel linguaggio comune diciamo che si scioglie. È sbagliato ma non importa perché a me interessa che passi il concetto e non il termine; ci sarà tempo per usare i nomi precisi. 

 

 

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Come diventare divulgatore scientifico online?

Dario Bressanini Per diventare un divulgatore scientifico online prima di tutto bisogna diventare un divulgatore scientifico. La comunicazione della scienza è un sottoinsieme del campo più generale della comunicazione e ha delle regole proprie. Quindi una persona deve prima imparare cosa vuol dire divulgare la scienza, che non significa solo essere in grado di spiegare un tema scientifico complesso, ma anche imparare come utilizzare il linguaggio e analizzare chi sta dall’altra parte. Non si può fare come lo scienziato tipico, che parla usando lo stesso linguaggio tecnico e difficile che usa in un congresso scientifico, perché dopo 2 secondi la gente si perde. In divulgazione il pubblico va catturato

Per diventare divulgatore ci sono dei corsi, dei master di comunicazione della scienza, sia all’università che privati. E la maggior parte presenta già una componente online, imprescindibile ora per fare divulgazione scientifica.

Bisogna adattarsi alle evoluzioni dell’online ma anche valutarle con attenzione. Se si desidera diventare divulgatore scientifico online consiglio di aprire una pagina Instagram o un canale YouTube. E di non sottovalutare le nuove possibilità offerte dal web. Adesso per esempio va molto di moda Twitch, che sta crescendo velocemente. Suggerisco di evitare invece di aprire un blog o una pagina Facebook. È tempo perso, sia per ragioni tecniche che per il tipo di pubblico. Su Facebook si raggiungono persone dai 40 anni in su mentre i giovani sono altrove.

 

 

il divulgatore scientifico online esempioDivulgare la scienza, come avrai capito, richiede oggi delle conoscenze che vanno ben oltre il semplice sapere scientifico.

Per un comunicatore della scienza è diventato infatti sempre più importante essere online perché solo così può raggiungere efficacemente e velocemente il suo pubblico. E i dati lo dimostrano: durante il lockdown di marzo 2020 il tempo trascorso dagli italiani sui soli Social Media è aumentato del 31% (fonte: Comscore).

Quindi se desideri diventare un comunicatore scientifico online dovrai sia conoscere le regole di una buona comunicazione scientifica che saper usare i mezzi e le strategie di comunicazione digitale. E se nel primo caso ti sarà sufficiente seguire un master in comunicazione delle scienze, nel secondo ti consiglio di affidarti a una scuola specializzata nel Digital Marketing. Puoi rivolgerti per esempio a Digital Coach, capace di offrirti la migliore formazione in campo digitale, personalizzata a seconda delle tue necessità. 

 

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Ezzuela Zarantonello
Credo nei contenuti e nel loro grande potere comunicativo. Per questo sto seguendo un master che mi permetta di crearli e diffonderli al meglio.
Ciao! Mi chiamo Ezzuela e sono una content creator.
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