Seleziona una pagina
  • Rating Lettori
  • Votato 5 stelle
    5 / 5 (10 )
  • Vota!


Oggi parliamo con Mauro Morganti, Founder e General Manager, e Davide Borsani, Responsabile dell’area di Comunicazione Social di Industria Creativa, che è una web agency particolarmente focalizzata sui contenuti video e sull’uso dei media nella comunicazione online.
Il Digital Media Manager è colui che si occupa dell’organizzazione strategica e integrata di tutti i contenuti di cui è composto un piano di comunicazione legato a un brand. Dai testi alle immagini, dai video alle produzioni multimediali e interattive più complesse, ogni mezzo (con il suo linguaggio) porta con sé un proprio specifico significato ed efficacia, che aumenta a dismisura se sapientemente combinato con gli altri.
Il video è in se per se un ipermedium, un contenitore di diversi linguaggi (fotografia, illustrazione, grafica, audio, testi) che si mescolano nella cinestetica e che lo rendono uno strumento di grande impatto, e lo sta dimostrando in questi anni con sempre maggiore evidenza.
Il Digital Media Manager è, oggi come oggi, sempre più alle prese con i contenuti video, che sono cambiati molto nella Digital Transformation e ancor di più cambieranno nei prossimi anni, sposando forme sempre più interattive e multidimensionali.
Ma passiamo a parlare ai nostri ospiti:
 

 
 
 
 

Cos’è Industria Creativa?

Ciao Mauro e Davide, potete introdurci Industria Creativa, spiegarci di cosa vi occupate e, prima di tutto, presentarvi?

 
Certo. Io sono Mauro Morganti e sono Socio Fondatore di Industria Creativa. Nasco nel mondo della televisione, principalmente nella televisione locale, per poi arrivare ad approcciare tutto quello che è il mondo web attraverso un’altra società che era, e che tutt’ora è, la Net Promotion con la quale abbiamo portato, vent’anni fa, le aziende locali a iniziare a lavorare con il mondo web. 
In questo momento Industria Creativa è una web agency, quindi ci occupiamo principalmente di tutto quello che è la digitalizzazione dell’impresa, con un occhio di riguardo al contenuto video, proprio perché è quello che è stata la mia esperienza degli ultimi vent’anni. Abbiamo voluto acquisire in corso d’opera una casa di produzione a Milano, la Video Web Studio, all’interno della quale c’era tutta la strumentazione tecnica ma soprattutto le persone che si occupavano già da tempo di Digital Strategy, Video Content e tutto quello che riguarda la comunicazione digital.
Oggi Industria Creativa, pur essendo una realtà locale, ha avuto la possibilità di lavorare anche a livello internazionale proprio perché per primi abbiamo iniziato a parlare di contenuti, e quindi a specializzarci in questo. Non tanto nello spot televisivo con grossi budget quanto nella continuità della produzione di contenuti, che è tipica della rete locale. Se vogliamo dare una peculiarità a Industria Creativa, la nostra bravura è l’industrializzazione della produzione video. Cioè, facciamo anche il video one-shot, ma principalmente portiamo le aziende a sviluppare una video strategy annuale con la quale riempire i canali social, oltre che il sito internet, di contenuti che abbiano un valore per le persone che ne fruiscono. E da lì, quindi, tutto quello che ne consegue. Diciamo che la parte più importante è la creatività, ma non è da meno la capacità di standardizzare i processi produttivi nel settore video.
 
Per un Digital Media Manager e per chi lavora con la Digital Strategy questa è in effetti la cosa più difficile da far capire a un cliente: nell’ottica del Video Marketing non basta un solo video ma c’è bisogno di una produzione massiccia di contenuti per comporre una buona Video Strategy. 
 
Corretto. Perché il cliente, soprattutto quello locale, ha l’idea del video legata al Video Corporate: il video che può servire per presentarsi in una fiera, e quindi è il video che viene fatto ogni due o tre anni. La cosa più difficile da fare è far capire che ci vuole una strategia e che questa strategia serve apposta ad abbattere i costi, perché alla fine di tutto questo processo c’è sì un discorso di brand awarness ma, soprattutto per l’impresa locale, c’è la vendita. Quindi il funnel deve poi portare a un maggiore engagement con l’utente e una maggiore performance nelle vendite. Questo è quello di cui ci troviamo tutti i giorni a parlare con i nostri clienti.
 
 
 

Una corretta Video Strategy

 

Mauro e Davide, come elaborate una corretta Digital Strategy a partire dalla richiesta del cliente?

In questo caso mi faccio aiutare da Davide Borsani che è il mio braccio destro, la persona che si occupa quotidianamente di interfacciarsi con i clienti e di occuparsi della direzione di tutta la parte social e digital di Industria Creativa. 
 
Ciao a tutti. Come ci interfacciamo con il cliente quando dobbiamo costruire una digital strategy, una Video Strategy o un singolo video? Tendenzialmente è il cliente che ci suggerisce cosa vuole comunicare o dove vuole arrivare, poi spetta a noi raccogliere il brief, analizzarlo internamente con tutte le figure professionali che riteniamo indispensabili per lavorare al progetto. Dopo di ciò, tendiamo a immedesimarci molto nel cliente, quindi cercare di entrare più possibile nella loro testa e fornirgli una soluzione, sia a livello qualitativo, quantitativo che economico, che sia efficiente ed efficace. Dobbiamo altresì creare una video strategy che sia duratura nel tempo, perché questo ci permette di avere una serie di contenuti che possiamo distribuire e che possiamo programmare, e anche monitorare e sponsorizzare sui social network o attraverso quei media ove il cliente possa desiderare per raggiungere il suo obiettivo. Internamente poi ci confrontiamo con quelle persone che riteniamo importanti per poter realizzare il prodotto migliore per il nostro cliente, e dopo un confronto ulteriore con lui si passa alla messa in opera, sempre con un occhio alla qualità e alla economicità, condizione che sempre più spesso i nostri clienti ci chiedono.  
Una cosa che mi permetto di aggiungere è che cerchiamo di coinvolgere il più possibile il cliente, nello specifico dal marketing manager o, nel caso delle PMI, il titolare dell’azienda, proprio per fargli vivere con noi l’esperienza, la complessità della produzione di un video perché, come dice il nostro producer, fare un video non è mai banale. Non basta l’idea creativa “bella”, poi la devi far realizzare, ed è un concetto abbastanza complesso quello di portare una bella idea alla sua fattualizzazione. Molto spesso il progetto che si basa su un’idea bella sconfina su quelle che sono le esigenze di budget, ed è questa la condizione che molto spesso porta al blocco dell’operatività. Quindi a noi spetta il compito di mediare tra i creativi e i produttori, che poi sono il videomaker, il regista, i copy, etc. Mettere insieme una squadra ideale non è mai una cosa semplice. 
 

Il team perfetto per il Digital Media Manager, in particolare per il video marketing

 

La squadra è importantissima per il Digital Media Manager. Da chi è composto il team perfetto per lavorare nel Video Marketing? Al di là dei professionisti esterni che possono essere chiamati di volta in volta, qual è il nucleo di lavoro fondamentale?

Il nucleo potrebbe essere sintetizzato tra un account, che spesso è lo stesso producer che fa da account: a lui spetta il compito di recepire il più possibile le informazioni del brief del cliente. Dopo di lui, una figura che quasi sempre interviene nella nostra struttura è l’art director, che da un’impostazione generale. Poi dev’esserci un copywriter, una persona che è in grado di sintetizzare i testi, i pay-off più importanti da inserire all’interno del messaggio, del contenuto che andiamo a proporre. Poi direi un valido videomaker, sempre sulla base dei budget che il cliente ci mette a disposizione, andremo a utilizzare personei più o meno qualificate, tenendo conto che oggi è possibile accedere a tecnologie impensabili sino a qualche anno fa a dei costi ridottissimi. Stavo vedendo che oggi, con alcuni telefonini, siamo in grado di fare quello che facevamo in televisione sette-otto anni fa. Questo ha permesso che ragazzi molto giovani potessero introdursi nel campo della videoripresa con mezzi tutto sommato molto validi. Per non parlare del fatto che molto spesso, per i contenuti che devono andare online, non si richiede quella qualità che si pretende per il cinema o per la televisione. 
Sono sicuramente cambiati i tempi, se fino a qualche anno fa il video veniva fruito dal divano, si producevano per la televisione contenuti di 24 minuti, oggi siamo passati  da una soglia di attenzione di 13-15 secondi (che valevano per 7-8 anni fa)  agli 8 secondi di attenzione che è necessario sfruttare per dare quell’informazione che inneschi l’attenzione del tuo potenziale cliente prima che abbandoni la visione del tuo contenuto e ti permetta di fargli vedere gli altri due minuti di video. Difficilmente riesci a far stare la persona davanti al video oltre un breve minutaggio, a meno che tu non stia mostrando un approfondimento. Se alla persona interessa, ovviamente rimane a guardare, come nel caso dell’unboxing o del tutorial. 

 

Cosa deve valutare un Digital Media Manager: Com’è cambiato il Video nella Digital Transformation?

 

Il Video Marketing sta diventando di giorno in giorno più importante nei piani di comunicazione. Com’è cambiato il video nella digital transformation?
 
Come ti ho detto prima dell’intervista: non è tanto quanto è cambiata l’inquadratura, perché non c’è l’inquadratura perfetta. Sono cambiati i tempi, per cui il tempo di attenzione è notevolmente diminuito, e poi sono cambiati gli strumenti attraverso i quali tu fruisci di un contenuto video. Se prima avevamo solo il cinema e la televisione, oggi abbiamo un ventaglio di offerta per cui, sulla base del medium che vai a utilizzare, crei dei contenuti differenti per tempi, emozioni, e con una costruzione visiva ad hoc dell’informazione che vuoi dare. Spesso noi lavoriamo in un modo tale che da un video che può andare bene come genere Corporate, traiamo il materiale per la story di Instagram, il video da 15 secondi per facebook o un altro contenuto più lungo per il sito, per esempio. È diventato tutto un po’ più complesso perché quando devi costruire una digital strategy, devi conoscere la piattaforma su cui dovrai andare a posizionare quel contenuto, che per quanto riguarda il video diventa una sfida alquanto complicata ma interessante. Oltretutto non basta solo il film maker, per l’online servono anche un bravo Social Media Manager e un bravo Analytics Specialist, perché senza monitoraggio dei dati non hai strumenti per comprendere se la tua campagna sta andando bene o male, e come eventualmente modificarla.
 
Posso permettermi di aggiungere una cosa? Il video assume forme nuove anche grazie ai social emergenti. Ad esempio, grazie ad Instagram che è in forte crescita e ha un grande successo tra i giovanissimi e i giovani (che a volte hanno solo Ig e non Facebook) e le sue stories (scopiazzatissime da Snapchat), il video si misura con formati inediti. Il video verticale in 9:16 anzichè il classico 16:9, il formato quadrato tipico non solo di Instagram ma anche di Facebook, fanno sì che un video maker si trovi a doversi misurare con l’esigenza di pensare a riprese e contenuti in più formati. Questa sicuramente è una piccola/grande rivoluzione che ha portato la Digital Transformation nel mondo del video.
 
 
 
 

Case History

 

L’ultima domanda: potete raccontarci di una produzione particolarmente innovativa che avete realizzato per qualche vostro cliente?
 
Ce ne sono un po’. Uno particolarmente interessante sul piano innovativo riguarda lo sviluppo di un video in motion graphic ma la parte interessante è per il processo produttivo. Questo cliente, che è un’industria farmaceutica internazionale ci ha richiesto, dalla sede italiana, nel campo della nutrizione enterale pediatrica, di creare una sequenza di video dedicati alle mamme o alle neo mamme con bambini che hanno questo tipo di problematica. L’argomento è un po’ particolare ma ci è piaciuto svilupparlo perchè siamo riusciti a creare questi video, in parte interattivi, perché poi alla fine del video c’è una sorta di call to action che permette alla madre, se ha bisogno di maggiori informazioni, di interagire con una sorta di chatbot che poi continua con una comunicazione con l’industria farmaceutica. Questo serie di video che avevamo sviluppato per l’Italia lo stiamo replicando con le varie declinazioni in tutto il resto delle loro sedi mondiali. Quindi in questo momento l’idea innovativa è stata il sistema di produzione e la possibilità di renderlo fruibile sia per l’Italia che per altri paesi. 
 
Sì, è un progetto interessante che ci ha permesso di realizzare questi nove video tutorial per queste neo mamme che hanno il problema di nutrire il proprio bambino attraverso un sondino, una peg. Questo ci ha permesso di creare questi video che vengono consegnati nel momento in cui il bambino torna a casa dall’ospedale, e quindi sono loro che concretamente andranno ad alimentare il neonato con la peg, dovendo imparare come usare questo strumento. 
 
La parte che riguarda l’innovazione è comunque aver pensato a questo meccanismo che si può interfacciare con tutti i paesi in modo semplificato anche per i dipartimenti esteri. Quindi tutti i testi possono essere modificati da loro, così come i voice over. È stato quindi studiato un sistema inedito con un budget veramente limitato, andando a studiare come processare le varie tavole e la grafica per abbattere i costi. Si entra un po’ nel tecnicismo, però, quando fai videografica puoi disegnare, puoi prendere degli elementi, questi elementi li puoi replicare, però non puoi replicarli in maniera banale perché altrimenti il risultato è di difficile fruizione. Purtroppo non possiamo farvi vedere il risultato perché è un prodotto destinato solo alle mamme che vivono quella situazione di post ospedalizzazione pediatrica a cui viene consegnato su chiavetta, oppure su una sezione privata del sito dell’industria farmaceutica attraverso il quale puoi scaricare, con un link privato, i contenuti. È però un lavoro molto particolare e interessante a cui abbiamo lavorato.
 
 Interessante e comunque anche questa è un’opportunità del digitale. Non credo che sarebbe stato possibile, in termini di fruibilità e relativa economia, realizzare un prodotto del genere altrimenti. 
 
Già. Direi che il digitale ci ha dato questo tipo di opportunità con degli strumenti che, ripeto, sono anche abbastanza economici perché i software grafici che abbiamo utilizzato sono i più comuni che vengono utilizzati in tutto il mondo. Noi abbiamo la fortuna, all’interno della squadra di Industria Creativa, di avere dei ragazzi molto giovani e molto appassionati a quello che fanno, quindi sono in grado di portare a termine progetti sfidanti e innovativi. Vi faccio un altro esempio, un altro cliente ci aveva chiesto un progetto interattivo con dei video che dessero la possibilità di fare una scelta multipla. Siamo riusciti a soddisfare questa richiesta a costi contenuti. Avevamo trovato una piattaforma negli USA, ma aveva un costo di 60000 dollari per l’utilizzo. Noi con i software free recuperati da Google siamo riusciti a dare comunque questo tipo di soluzione al cliente sfruttando al massimo il nostro know-how e utilizzando gli strumenti migliori anche in termini di attenzione al rapporto tra costi e benefici. Direi che siamo molto bravi a far proprio questo.
 
È arrivato il momento di salutarvi e di ringraziarvi. Grazie a Industria Creativa e a Mauro Morganti e Davide Borsani per questa bella chiacchierata. 
 
Grazie a voi. A presto. 
 
 
 
Se ti è piaciuta questa video intervista, condividila sui social o commenta l’articolo. Sei interessato a un corso sul video marketing? Dai un’occhiata al Corso di Youtube e Online Marketing di Digital-Coach.
 
 
ARTICOLI CORRELATI
 
Paola Palombi
Digital content manager, videomaker, fotografa, neverending student. Sono in continua evoluzione, animata da passione e curiosità per tutto ciò che è comunicazione. Mi piace scrivere, per parole e per immagini, soprattutto di web, cinema e fotografia.
[index]
[index]
[523.251,659.255,783.991]
[523.251,659.255,783.991]
[523.251,659.255,783.991]
[523.251,659.255,783.991]