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Vuoi diventare una blogger? Non sai da dove iniziare e ti stai chiedendo come fare, quali strumenti utilizzare? Analizziamo quindi le possibili domande che dovresti porti, prima di portare il tuo io in rete:

  1. Chiara-Ferragni-bloggerDovrai individuare la nicchia di riferimento. A chi mi rivolgo?
  2. Dovrai identificare la Mission del Blog. Quale beneficio offro ai miei lettori?
  3. Dovrai studiare la concorrenza fisica (Blogger). Chi tratta di questo argomento oggi? Come lo fa o lo ha fatto?
  4. Essere costante nello studio dei contenuti. Cosa manca in rete? Cosa non è stato trattato? Lo sto raccontando bene? Io lo leggerei?
  5. Impostare un ordine visuale e gerarchico dei contenuti nel Blog. Il mio Blog è leggibile? Il lettore si rilassa sulle mie pagine?
  6. Scegliere il nome. Semplice da ricordare, d’impatto, comunicativo e con carica emotiva. Me lo ricorderei in relazione a questo contenuto? Me lo ricorderei in generale?
  7. Scegliere il tema del CMS più adeguato all’espressione del contenuto.  E’ carino da vedere? I colori sono armonici? Rispecchia me e i miei contenuti?

Fare Blogging con successo sembra proprio un ottimo affare da donne, oggi. Che se ne abbraccino filosofia e contenuto o meno, il primo pensiero di quelle donne che vorrebbero riuscire a fare del proprio io in rete un mestiere vero e proprio, va senza dubbio a Chiara Ferragni: un caso di successo senza precedenti. Facilissimo pensare di diventare una blogger in poche semplici mosse, come tutto il Web ci racconta generosamente se proviamo ad approcciare all’argomento con una semplice ricerca in Google. Ben altro è invece raggiungere il successo.

Se i tool risultano infatti altamente accessibili e di facile fruibilità, i discrimini e i parametri del successo in rete viaggiano invece su tutt’altro binario. Per meglio dire su una combinazione di binari che ove non percorsi con metodo e coerenza rischiano di restare un mero spazio occupato in rete e concettualmente opposto allo spazio che invece oggi per Chiara Ferragni è divenuto addirittura fisico. Infatti, un’enorme vetrina sfavillante di quel dress code bramato da teenager e non solo sorge oggi a suo nome nel quartiere Porta Nuova a Milano.

Procediamo per gradi, provando a carpire i segreti di un Blog virale.

Come diventare una blogger: back to the past

Era il 1997 quando Dave Winer e Jorn Barger si passano involontariamente la palla originando i primi vagiti di uno dei mestieri del futuro. Il primo implementa il primo software per fare blogging, il secondo mette in rete la sua passione per la caccia, seppur in forma assolutamente primordiale e circoscritta ad una mera raccolta di link tematici “commentabili”. Siamo nell’era del Weblog, ovvero il primo ‘Diario in Rete’, e siamo negli States.

Bisogna attendere il 2001 per l’approdo in Italia della nuova pratica di comunicazione. L’evoluzione è esponenziale, tanto che tra il 2002 e il 2007 Giuseppe Granieri ci scrive su, coniando nel suo libro il termine ‘Generation Blog’. Tutti in Net con il proprio Diario fino al 2009-2010, quando la crisi generata dall’avvento dei social media, in particolare Facebook e Twitter che sembrano poter sapientemente sostituire il racconto dei Blogger, ne segnano la momentanea battuta d’arresto. Momentanea, appunto.

Tra i padri naturali del Blogging moderno è doveroso menzionare la piattaforma Splinder – a metà tra il Blogging e il Networking e dismessa ufficialmente nel novembre 2011 – e MySpace, che riscosse discreto successo inizialmente tra i giovanissimi per poi assumere i tratti di vetrina sul mondo principalmente per band emergenti e poco in auge. 

Diventare una bloggerIl Blog, per naturale caratteristica intrinseca, porta a rendere pubblico il privato e si propone anche di esaurire approfonditamente un dato contenuto, nel caso dei Blog tematici. Questi ultimi vanno infatti ben oltre l’easy sharing di Facebook & Co., che forse meglio si confà ad altre pratiche in rete. Il Blog assume quindi la forma di un luogo di contenuto. Il Post tematico, ovvero l’erogazione testuale o multimediale di contenuto ad opera del Blogger, risulta più vicino ad un articolo di giornale in grado di sviscerare una data tematica in ogni suo aspetto e soddisfare ogni interrogativo correlato del lettore. Si riprende quindi facilmente il proprio spazio, senza temere più di tanto le modalità di erogazione di altri spazi in rete, seppur a carattere e contenuto “privato”.

Anche la disputa insorta tra i linguisti agli albori del Blogging circa la presunta sgrammatizzazione dei linguaggi sembra essere superata. Oggi alcuni Blog tematici risultano più curati e minuziosi dei testi specialistici, tanto che vengono consultati alla stregua di una normalissima enciclopedia.

Tuttavia, si può parlare statisticamente solo di correttezza media del linguaggio, analizzata sulla base dei linguaggi del Web. Va da sé che questa è in generale strettamente correlata alla natura del Blog stesso, se consideriamo che il luogo dell’essere di cui stiamo parlando è altamente democratico; decisamente di tutti, accessibile a tutti.

Blog: tipologie e caratteristiche

Un Blog è strutturalmente caratterizzato dall’erogazione di contenuti, detti Post, a carattere anticronologico, ovvero dal più recente al più antico. Il Post è sempre fornito di un titolo e contraddistinto da Topic o Tag, nonché organizzato in Categorie.  Il fine ultimo del Blogger è generare attorno a sé una Community di lettori più o meno attivi e, di conseguenza, traffico web. La presenza dei comments dei lettori è regolata dall’autore stesso del Blog, che ne imposterà i parametri a monte in base al tool tecnico che sceglierà.

L’apertura di un Blog è di semplice implementazione. Esistono infiniti strumenti altamente user friendly che possono permettere l’esistenza in rete pressoché a chiunque, anche senza alcuna base di programmazione. Si approda sul web tramite varie modalità:

  • Attraverso i CMS (Content Management System) come Blogger, Altervista, WordPress, senza necessità di conoscere il linguaggio HTML;
  • Posizionando le pagine del proprio Blog sviluppate in HTML su una piattaforma di Hosting (che le ospita, appunto);
  • Effettuando la registrazione come autore su appositi website a configurazione predefinita, senza necessità di conoscere il linguaggio HTML.

Il più quotato oggi in termini di qualità e prestazioni è senza meno WordPress, che sfiora l’eccellenza e l’adattabilità a qualunque contenuto si decida di trattare. Ospita oggi la maggioranza dei Blog esistenti: circa il 25% su scala mondiale (58% di share).

Naturalmente, una piccola base di conoscenza del linguaggio HTML permetterebbe varie migliorie, qualunque sia il metodo prescelto.

Il regno dei Blog, abitato dai Blogger, è detto Blogsphere. La Blogsfera. Già il nome è ricco di significato e ci fa percepire la vastità di questo universo della comunicazione. Se ne intuisce la grande competizione, per cui risultare vincenti è affare di pochi. Molto pochi. Nonostante la strada sia facilmente percorribile da tutti.

Chi sono i ‘tutti’ della Blogsphere? Esistono una quantità infinita di Blog su qualunque tipo di argomento. Per queste ragioni, non è affatto facile affare catalogarli e dividerli per caratteristica. Tuttavia, sono individuabili tre macrocategorie:

  • Blog Diario. Apre un Diario chi voglia, come la Chiara Ferragni, raccontare di sé e proporsi attraverso una propria passione. Il gioco del racconto ben fatto è la chiave di volta per un Blog Diario di successo: inutile sottolineare la capillarità e lo studio cui i Post devono necessariamente essere soggetti. Non troppi, mai troppo pochi, sempre interessanti. Tanto più il contenuto risulta virale, tanto maggiore sarà l’eco del Blog stesso. In questa ottica, uno storytelling ben fatto e magari caratterizzato da un buon Visual (pensiamo al Fashion di Chiara Ferragni o ai Blog di viaggi o Blog Travel) che preveda l’ausilio di Instagram e di foto/video in generale, potrebbe senza dubbio risultare vincente. L’originalità del contenuto è la parte focale di questo genere di Blog. Di tendenza oggi sui Social Network tutti raccontiamo, chi più chi meno, i nostri viaggi, gli eventi, le ricette che realizziamo, i piatti che mangiamo. Chi decida di aprire un Blog su questi temi deve necessariamente proporsi con contenuti di livello, utili e decisamente originali.
  • Blog Tematico. Quasi tutte le testate giornalistiche online, così come alcuni e-commerce di successo, ne sono forniti. Si tratta un dato tema, bene e fino in fondo. La parte del leone la fa dunque il contenuto testuale, che deve tendere sempre alla soddisfazione del reader e a, per quanto possibile, non lasciarlo mai senza nozioni da dover trovare ‘altrove’. L’altrove dello user, è la concorrenza del Blogger. Conviene approcciare quindi con una modalità altamente esaustiva e al contempo erogare un contenuto di valore, ovvero non reperibile altrove. L’eventuale lack nozionistico può essere sopperito forse da una buona narrazione, ben fatta e appealing a tal punto da non far trasparire l’eventuale mancanza di qualche elemento. Di questa nicchia di Blogger è la disputa governativa per cui viene presentata una riforma dedicata nel 2007 circa la legislazione giornalistica: si è discusso molto a partire dal 2000 sul fatto che questi contenuti emersi dal giorno alla notte fossero a tutti gli effetti Stampa per come la si intendeva prima dall’avvento del Blog e se dovessero essere quindi soggetti alle medesime regole della carta stampata. L’epilogo fu a favore del Blog libero da vincoli, con sentenza della Corte di Cassazione.
  • Blog Letterario. Sono Blog presentissimi in rete, ma che generano indubbiamente meno traffico degli altri e, di conseguenza, meno profitto. Per meglio dire, essi generano un traffico di nicchia. Sebbene il Blog sia il luogo digital forse più adeguato a lettori e scrittori, i contenuti risultano spesso troppo categorizzati e sicuramente poco leggibili, difficilmente indicizzabili e, quindi, poco visibili. Sono infatti caratterizzati da uno specifico tipo di linguaggio, analizzato e decretato da Google stesso come obsoleto e poco frequente nella dialettica del web convenzionale: da qui, la difficoltà a convertirli in poco tempo in siti ad alto traffico. L’impresa non è impossibile, ma ci vuole indubbiamente molta pazienza. Il perno di questo genere di Blog è la forte passione: l’attesa potrebbe essere solo uno dei fattori scoraggianti. Da considerare è la grande opera di ricerca per poter raggiungere un contenuto di livello in questo campo specifico. Senza un amore viscerale per la materia, forse il gioco non vale la candela.

Si congiungono armoniosamente alle categorie principali innumerevoli figli altrettanto virtuosi, tra i più noti ad esempio il Vlog (Video Blog, che eroga contenuti prevalentemente Video, il cui tool è spesso YouTube) e il m-blog (Music Blog, interamente dedicato ai contenuti musicali).

Blogging efficaceBlogging = Indexing

Si è fatto solo veloce cenno al concetto di ‘indicizzazione e visibilità’ sui motori di ricerca. In realtà è questa la vera sfida della blogger che desideri guadagnare con la propria attività, con la propria passione. Se, una volta scelto il tema ed impostato il Blog, dovrà senza meno effettuare uno studio dell’eventuale concorrenza fisica che il suo Blog affronterà (quella degli altri Blogger) la vera e unica sfida da vincere obbligatoriamente sarà quella contro il motore di ricerca: oggi, Google.

Tanto più sarà in grado di scegliere adeguatamente le parole chiave delle pagine che comporranno il Blog, tanto più il Blog sarà visualizzato e auspicabilmente consultato dagli interessati al tema.  

L’arma adeguata da brandire? Le tecniche di posizionamento sui motori di ricerca, aka SEO (Search Engine Optimization).

Indicizzare vuol dire bilanciare continuamente i vari parametri SEO, nonché sviluppare un certo intuito verso le ultime tecniche di questa scienza engine-oriented (WordPress, ad esempio, presenta uno specifico plugin dedicato: il famosissimo Yoast SEO).  Consultazioni di livello e un linking referenziato, così come il numero dei ‘fedeli’ che dovrebbe tendere alla crescita costante proprio in virtù del contenuto di valore, completeranno il quadro di una probabile strategia di successo.

Torniamo al caso Chiara Ferragni. Come accennato in apertura, apparentemente la Ferragni non sembra aver fatto nulla di particolare per essere una fashion blogger da 8 milioni di dollari. Sentirla parlare del suo caso fa credere a tutti di poter perseguire l’obiettivo in estrema nonchalance, semplicemente portando in rete ciò che più ci piace. Nel suo caso, grande passione, una buona apparecchiatura fotografica e senza dubbio il fattore estetico.

La realtà dei fatti è che la Ferragni ha proposto alla rete null’altro che se stessa. Il fattore chiave di successo e la conseguente viralità del contenuto  sembrano proprio essere frutto del continuo equilibrio tra ciò che il motore di ricerca vuole leggere e l’originalità del contenuto proposto. Volendo tendere alla razza umana  e alle sue capacità cognitive, Google è particolarmente spietato verso le fotocopie. A ragione, forse, giacché nessun essere umano è identico a un altro in natura.

Non essere se stessi e procedere secondo modelli e contenuti preesistenti sembra invece l’elemento in assoluto più penalizzato da Google, che se da una parte stronca analiticamente la cattiva valutazione delle parole chiave per un dato contenuto, è in grado di penalizzare ancor di più l’assenza o non coerenza del contenuto stesso.

Conoscere se stessi, sapere cosa e a chi comunicare sembrano essere le sole buone basi per una strategia di Blogging di successo, per lo user, ma anche per Google. Si può dire che la Ferragni ha vinto perché le sua modalità di raccontarsi attraverso il dress code quotidiano e le sue combinazioni  fashion (che ha iniziato a fotografare e postare con costante metodo su Instagram), che piaccia o meno, era e continua ad essere del tutto originale.

Caso di successo della blogger Sonia Peronaci

Un caso di successo realizzato con metodo e perizia è quello di Sonia Peronaci, la nota autrice e protagonista del Blog di Cucina Giallo Zafferano, che oggi ha creato e gestisce un suo personale spazio web.

Sonia inizia il suo viaggio insieme a Francesco, il suo consorte. Sono entrambi commercialisti, ma nei ritagli di tempo iniziano a mettere in piedi – grazie alle loro competenze trasversali e quindi alla combinazione di creatività, dialettica e conoscenza profonda del mondo del commercio – quello che sarebbe presto divenuto un piccolo impero. Sonia porta in rete le sue valide ricette, divenendo presto una buona influencer nel suo campo. Con l’aumentare del traffico, arrivano presto sostenitori altisonanti come Banzai, che apporta quell’aiuto tecnico di base necessario a Sonia e Francesco per poter poter stare al passo con gli enormi salti che la tecnologia faceva senza avvertire tra il 2006 e il 2011. Sapevano fare molto in due, ma, come tutti non tutto.

Sonia-Peronaci-blogger

A questo punto nasce la squadra di Sonia: una piccola Factory digitale della cucina composta da circa 30 risorse, inclusa la figlia. Ecco quindi il normalissimo insorgere delle convenzionali difficoltà che possono emergere in una qualunque azienda. Ritmi che cambiano, gestione del personale, strategie che da micro diventano macro. Sonia e Francesco non sono diventati ricchi, anche se potevano viverci sereni con GialloZafferano. Tuttavia, quella nuova realtà aziendale inizia a stare stretta a Sonia, che non ha più lo stesso tempo da dedicare a ciò che è il cuore di un Blog: il contenuto. Non presenziava più agli eventi tematici, non intratteneva più relazioni con lo stesso piglio. Non cresceva più come agli inizi.

Da qui la scelta di mettersi in proprio, di slegarsi dalle origini che l’ha portata ad aprire il suo nuovo sito personale. Francesco e sua figlia restano invece nello staff di GialloZafferano.

In conclusione, il nosce te ipsum e la produzione originale sembra imprescindibile in rete: senza voler toccare troppo assunti filosofici, una riflessione su come sia utopistico pensare di diventare facilmente fashion blogger ad alto profitto replicando pedissequamente il modello Ferragni è d’obbligo. Non solo Google la conosce di già e la quota sicuramente parecchio, ma non ci si deve dimenticare mai delle persone. Sono proprio loro il vero motore. Per cui se pensi di poter ingannare la tua futura platea è bene ricordare che le persone sono state e sempre saranno attratte dalla credibilità. Proprio come Google.

Il postive side? La suddetta interazione Blogger-Motore-User è davvero concretamente meritocratica: per cui oggi c’è la Ferragni sul podio più alto, e domani?

Per cominciare… Corso Content Marketing & Blogging + Corso WordPress for Blogging & Seo Copy

Donatella Manzocchi
Interprete, traduttrice, sognatrice patologica e dipendente da ogni forma di creatività. Credo nella 'diversity' come forma naturale di crescita personale.
Scrivo per bisogno primario, e credo fermamente che... Content is King.
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