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Ti piace stare davanti a una telecamera e ami i libri: potresti diventare un booktuber.
Oltretutto, i dati sulla lettura in Italia sono sempre sconfortanti, a maggio del 2020 solo il 58% degli italiani (fra i 15 e 74 anni) ha dichiarato di aver letto almeno un libro. Quindi c’è sempre bisogno di qualcuno che promuova una cosa meravigliosa coma la lettura, soprattutto verso le nuove generazioni.

booktuber cosa faMa cosa fa un BookTuber? In sostanza il BookTuber parla e analizza opere letterarie, fornisce consigli e recensioni libri attraverso YouTube; a mio modo di vedere, che ha un valore importante, ovvero quello di promuovere la lettura.

Si tratta di un’esperienza arrivata in Italia da non molto tempo, quindi non siamo ancora al livello di attenzione dei booktuber inglesi, ma spesso sono giovani seguiti da altri giovani, questo può fornire un ulteriore barlume di speranza al mondo dell’editoria, oltre che sottolineare come il digitale possa venire impiegato a supporto di altri mercati settoriali, difatti a me rincuora sapere che esiste un mondo social dove si parla, discute e riflette sui libri.

In questo articolo ho avuto il piacere di intervistare Matteo Fumagalli, fra i booktuber italiani del 2020 più seguiti della rete con oltre centomila follower sul suo canale Youtube. Matteo mi ha spiegato come si è avvicinato alla professione di Booktuber, nonché quali strumenti utilizza e come crea i suoi contenuti video. Se poi non ti interessa solo la creazione di contenuti video, ma vuoi specializzarti sull’ideazione di tutti i content utili alla comunicazione digitale, potrebbe interessarti il corso web content editor proposto da Digital Coach®.

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Chi è e cosa fa un booktuber?

Matteo Fumagalli BooktuberGià il termine booktuber indica la comprensione della natura dei contenuti che una persona propone sul proprio canale YouTube: la parola book si riferisce al contenuto principale che riguarda i libri. In realtà il mio non è solo un canale Youtube di letteratura, ma sicuramente i libri sono il cuore principale. In generale si possono ritenere booktuber tutti coloro che sfruttano la piattaforma di YouTube per fare promozione della lettura, per parlare di libri, consigliare letture e dire la propria sul mondo dell’editoria. In realtà il booktuber è solo una specifica tipologia di influencer che rientra nella categoria dei book influencer: cioè gli influencer, o creator digitali, che parlano di libri. Fra questi oltre ai booktuber, esistono anche i bookstagrammer che sfruttano principalmente Instagram e i book tiktoker che adoperano principalmente TikTok. Quindi in realtà il termine generico giusto è Book Influencer, mentre i Booktuber sono coloro che sfruttano principalmente la piattaforma di Yotube.

 

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Come ti sei avvicinato a questa professione?

Matteo Fumagalli BooktuberForse chiamarla professione è tanto, diciamo che prima di tutto la considero una passione. Sicuramente c’è un impegno e un lavoro tale da poterla definire come una professione, ma avendo anche altri lavori, preferisco indicarla come un impiego di contorno che si basa, principalmente, sulla creazione di una rete sociale dove io cerco di condividere quello che penso riguardo ai libri, siano esse opinioni positive o negative, visto che una rubrica, in particolar modo, tratta di stroncature di libri che io definisco trash.

Diciamo che, in generale, parto dallo spirito e dall’idea di raccontare il mondo della lettura in modo coinvolgente, svincolandola dall’idea sociale di una cosa che prende tempo, impegna ed è pensante, ma che si è comunque obbligati a fare. Secondo me è importante trasmettere che la lettura è principalmente un piacere, quindi che sono errate tutte le convinzioni che ci vengono insegnate da genitori o altre autorità, ovvero che va fatta perché diventi più intelligente, impari e aumenti il tuo lessico.
Prima di tutto, un’opera letteraria si sceglie perché scatena qualcosa in noi e ci interessa, tutte le conseguenze positive che ci possono essere dal leggere tanto, vengono in realtà successivamente e, tra l’altro, non è scontato che ci siano.

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Inoltre se vogliamo veramente portare la lettura a diventare più “mainstream”, bisognerebbe promuoverla come una forma di piacere che non dev’essere intercambiabile con altre forme d’arte, visto che ciascuna di esse ha ha un proprio linguaggio e un proprio mezzo. Anche perché tutte sono estremamente importanti ed è sbagliato pensare che una forma d’arte sia meglio di un’altra. In ciascuna di esse, ci sono sia opere riuscite sia opere mediocri; quindi io sono assolutamente contrario al luogo comune per cui il film è peggio del libro: dipende appunto da quale film e da quale libro. Inoltre bisogna sottolineare che l’esperienza e, soprattutto, l’opera in sé sono due cose diverse, anche per il fatto che provengono da persone diverse, da autori differenti che sfruttano mezzi diversi.

In definitiva sono queste le considerazioni che ho scelto di portare avanti nel mio canale: leggere è un piacere e, soprattutto, non è un surrogato di un qualcos’altro, perché la lettura, così come le altre forme d’arte, non intercambiabile. Queste valutazioni sono per me molto importanti durante la mia attività di BookTuber.

 

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Come decidi e crei i tuoi contenuti?

Matteo Fumagalli BooktuberIo posto un video al giorno, che è molto, però questo mi serve perché ho un pubblico molto diversificato e, soprattutto, voglio avere la libertà di parlare di quello che voglio. Se non avessi questa possibilità, dovrei eliminerei dei contenuti che vorrei fare e la mia attività di Booktuber diventerebbe forzata. Invece pubblicare una volta al giorno mi consente di presentare sia contenuti che avranno un certo seguito, sia video su argomenti che sono particolarmente di nicchia.

Alla fine diciamo che strutturo un calendario editoriale bilanciando fra contenuti più pop, che interesseranno una larga fetta del mio pubblico, e contenuti più particolari che interessano a una minor numero di fruitori. Questo bilanciamento comporta che il pubblico sia molto diversificato: alcuni mi seguano per determinate cose, altri mi seguono per tutto, altri ancora mi seguono solamente per le recensioni trash o quando parlo di cinema. Però va benissimo così, perché ognuno sceglie il contenuto che vuole seguire. Diciamo che voglio parlare di ciò che mi interessa e i macro argomenti sono: libri, film, cinema – visto che sono un super cinefilo – e qualche volta anche musica e cultura pop.

In ogni caso, i libri sono il fulcro del mio canale da Booktuber e non mi faccio assolutamente problemi a parlarne di uno fuori catalogo. Non mi interessa parlare di una cosa solo perché fa clamore e quando mi è capitato di parlare di qualcosa che in quel momento stava ottenendo successo, l’ho fatto perché mi interessava. In definitiva non mi sforzo a guardare o leggere cose super celebrate se non mi interessano.

 

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Quali competenze deve avere un Booktuber

Matteo Fumagalli BooktuberSe parliamo di competenze manageriali, diciamo che sicuramente le impari nel corso del tempo. Quando apri un canale Youtube sei un po’ allo sbando, ti presenti per come sei ed è giusto che sia così, perché è importante mantenere una certa trasparenza: il pubblico capisce quando esageri, ovvero quando stai mascherando la verità, quando intorti la pillola o sei esageratamente in preda agli elogi su un determinato libri. Allora per quel che mi riguarda, la cosa più importante è essere genuini e raccontare effettivamente quello che pensi, senza mettere delle grosse maschere. Sicuramente bisogna essere educati, ma se un libro non ti è piaciuto, meglio andare dritto al punto, perché è anche bello che si crei quel dibattito, attraverso i commenti, con persone a cui quel libro è piaciuto, creando così un’interazione molto più forte e interessante.
 
Se vogliamo parlare invece di competenze più tecniche, sicuramente il public speaking può essere utile, visto che sei di fronte a una telecamera, senza dover avere una retorica perfetta o un linguaggio troppo colto, perché ciò dipende anche dal mood che si vuole creare all’interno del canale, ma è necessario trovare la propria chiave nell’esporre quello che si vuole, al fine di creare connessioni con gli altri.

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In questo senso, oltre allo speaking, è importante l’ascolto, anche se un Booktuber non si interfaccia con delle persone, a eccezione di eventi e occasioni in cui si possono incontrare coloro che ti seguono. Però i follower possono scrivere nei commenti spunti positivi, magari qualcuno indica dei titoli interessanti da trattare, ma anche consigli e critiche giuste. In quel caso è necessario non essere chiusi ma aprirsi all’ascolto, visto che è importante non creare una gerarchia, quindi a un aspirante Booktuber consiglio di non avere le orecchie fasciate ma di imparare ad ascoltare. perché spesso le persone che ti seguono ti danno molto più di quello che tu dai a loro.

Poi altre competenze sono assolutamente l’organizzazione e la gestione del tempo, perché è importante garantire tot contenuti, anche nei periodi più impegnativi come nel mio caso in cui faccio molti lavori. In definitiva bisogna organizzarti per far uscire il numero di contenuti che hai promesso al tuo pubblico, che sia uno al giorno o uno a settimana.

 

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Qual è stata la tua formazione per diventare Booktuber?

Matteo Fumagalli BooktuberPosso dire che studi ho fatto, che sono però stati ininfluenti sul mio lavoro di Booktuber: ho frequentato il liceo linguistico, l’Accademia d’Arte e ho studiato cinema. Credo in realtà che la mia reale formazione siano i libri, visto che ho sempre letto e sono appassionato di lettura. Non credo che ci voglia una formazione nello “sfruttare” internet per raccontare le proprie passioni. In primis, se tu vuoi parlare su Youtube dei libri che ti sei letto per gli affari tuoi, non serva una formazione così notevole, poi dipende anche dai risultati che vuoi ottenere.
Poi per quanto riguarda le competenze digitali, invece, le ho sviluppate negli anni dell’università, frequentando Cinema e New Media, ma in definitiva secondo me la formazione reale sono i libri.

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Che tipo di strumenti utilizzi per il tuo lavoro di BookTuber

Matteo Fumagalli BooktuberIo ho iniziato con una webcam, mi dava un taglio estetico “Low-Fi” che mi piaceva molto. In quel caso non facevo nemmeno montaggio, perché parlo a macchinetta – forse anche troppo – e quindi non ne avevo l’esigenza. Poi mi sono trasferito, il computer fisso è rimasto nella vecchia casa, quindi adesso utilizzo una reflex, non comprata apposta ma che già utilizzavo per il lavoro. Quindi direi che non serve il “macchinone”, secondo me come booktuber puoi utilizzare una buona telecamera digitale, magari accessibile, purché si abbia una bella luce. 
Quando si passa alla telecamera digitale, bisogna però considerare l’esigenza di dover montare perché, banalmente, la camera spezzetta il file in più clip che sono quindi da mettere insieme.

A livello tecnico sono poi importanti i microfoni, perché un audio non buono da più fastidio all’utente rispetto a un’immagine sgranata o leggermente fuori fuoco. Inoltre possono servire le luci, anche se io utilizzo quella naturale perché mi posiziono davanti a una finestra, comunque le luce è essenziale per ottenere una bella immagine, ora vanno molto le “ring light”, ovvero quelle circolari utilizzate per le fotografie e i primi piani, visto che sono economiche e permettono di ottenere una luminosità diffusa, quindi le consiglio come possibile investimento. Infine ci vuole un computer e un programma di montaggio, io uso Adobe Premiere ma ce ne sono tantissimi a disposizione. Comunque in realtà il lavoro più grande, non sono la produzione e post produzione, ma la preparazione del video, questa è la fase più impegnativa.

 

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Quanto può guadagnare mediamente un booktuber?

Matteo Fumagalli BooktuberAllora, non è pensabile di poter guadagnare parlando su Youtube di libri, diciamo che può andare bene come arrotondamento di uno stipendio. Questo perché naturalmente Youtube non da uno stipendio fisso, le entrate dipendono dall’ammontare della pubblicità all’interno del tuo video, quindi ci sono dei periodi dell’anno che sono più felici di altri.

In definitiva non è possibile mantenersi facendo il booktuber, ma potrebbe essere un secondo lavoro per arrotondare Se si vuole guadagnare, bisogna fare altre cose, magare parlare di argomenti più generalisti come videogiochi, moda o beauty. Attenzione però, anche in questo caso ci sono delle difficoltà, perché il mercato è molto saturo e, soprattutto, la gente brava già esiste. Secondo me non bisogna aprire un canale per fare soldi, quella è una conseguenza che può arrivare.

 

Conclusione

Questa intervista è stata illuminante, mi ha colpito come Matteo Fumagalli stia utilizzando il digitale in modo innovativo, diventando Booktuber per parlare della sua passione per la lettura, con semplicità, ironia e schiettezza, riuscendo a coinvolgere una community in costante crescita. Di sicuro per arrivare a un risultato del genere, bisogna avere una buona abilità di social media manager, oltre che una cultura letteraria fuori dal comune, però, come suggerito da Matteo, è necessario imparare ad ascoltare, maturando la capacità di cogliere i consigli delle persone che ti seguono.

 

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