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In questo articolo ti spiegherò cos’è l’intelligenza emotiva, concetto divenuto famoso a metà degli anni ’90 in ambito psicologico, pedagogico, di teoria dell’apprendimento e lavorativo. A livello lavorativo l’intelligenza emotiva è fondamentale anche nel digital marketing per scegliere quale professione svolgere.

I tre punti principali che tratterò sono i seguenti:

  • Cos’è l’intelligenza emotiva?
  • A che cosa serve?
  • Come puoi usarla sul lavoro?

 

intelligenza emotiva skill lavoroCon intelligenza emotiva s’intende la capacità di riconoscere, identificare, controllare e gestire le proprie emozioni.

Il termine è stato reso famoso dallo psicologo statunitense David Goleman. Goleman ha sviluppato la teorizzazione di Howard Gardner sulle intelligenze multiple. Gardner con il riconoscimento dell’esistenza di intelligenze multiple riusciva a superare il tradizionale primato attribuito alla mera dimensione cognitiva – individuando diversi tipi di intelligenza, o meglio facoltà mentali. Inizialmente sette e, in seguito, nove, di cui ogni individuo è dotato, seppur in gradi diversi e con combinazioni differenti.

Goleman pone l’accento sull’aspetto emotivo dell’intelligenza come determinante fondamentale per:

  • sapersi rapportare in modo adeguato alle situazioni in cui ci si trova
  • avere buone relazioni con gli altri individui.

Goleman riconosce il proprio debito nei confronti di Gardner, cui spetta il merito di aver affermato che non esiste un solo tipo di intelligenza – quella logico-matematico – e che solo questo tipo di intelligenza particolare permette di avere successo nella vita e nel lavoro: ne esistono, invece, diversi tipi.

Da sottolineare come già in Gardner sia fondamentale non l’apprendere ma il comprendere, in linea con la tradizione del pragmatismo americano. Si ha la comprensione di un concetto, di un’abilità, di una teoria o di un campo del sapere quando l’individuo è capace di applicare la comprensione in una situazione nuova. Ciò apre la riflessione alla dimensione pratica e lavorativa, alla vita di tutti i giorni. In quali campi possiamo applicare la specifica intelligenza emotiva della quale siamo maggiormente forniti? 

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Cos’è l’intelligenza emotiva?

L‘intelligenza emotiva è un’attitudine fondamentale, con basi neurologiche, che comprende la capacità di tenere a freno gli impulsi, di leggere i sentimenti delle altre persone, di gestire senza scosse le relazioni con gli altri.

La facoltà emozionale ha maggiore valore di quella razionale nel determinare i nostri comportamenti. La situazione ideale è quella in cui la componente emozionale e quella razionale agiscono in un regime di collaborazione.

Inoltre, la facoltà emozionale può essere appresa. Esiste un apprendimento emozionale e una educazione emozionale. L’apprendimento educativo emozionale è possibile nell’intero corso dell’esistenza, sebbene sia più efficace educare i soggetti da giovani, grazie soprattutto all’educazione parentale.

L’intelligenza emotiva unisce in un solo concetto gli aspetti cognitivi e quelli emozionali. La preminenza è data alle emozioni, il cui scopo biologico è il predisporre il più rapidamente possibile l’individuo all’azione. Il presentarsi di un’emozione svolge la funzione di innescare rapidamente decisioni e reazioni nei riguardi di un evento, che può essere pericoloso o vantaggioso per la sopravvivenza. Il fenomeno emotivo deve essere interpretato a partire da una prospettiva evolutiva ed adattiva.

Si possono sottolineare due aspetti in particolare:

  • l’intelligenza è presente nelle emozioni
  • bisogna portare l’intelligenza nelle emozioni. 

 

La preminenza delle emozioni e la consapevolezza del loro ruolo a livello esistenziale comporta che, per scegliere il lavoro migliore, bisogna conoscere se stessi. Qualsiasi sia il settore in cui si decide di operare, la precondizione è conoscere le proprie capacità, il proprio saper fare, ciò che ci reca maggiore soddisfazione e ciò in cui siamo più bravi o ci ci riesce con minore sforzo. Questo in ogni ambito lavorativo e anche nelle professioni digitali. Per orientarsi bisogna conoscere le proprie attitudini. Prova a scoprirlo con un test.

 

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A cosa serve l’Intelligenza emotiva?

 

intelligenza emotiva lavorare con le emozioniFondamentale funzione dell’intelligenza emotiva è la capacità di liberarsi dagli stati d’animo negativi, o meglio, di saper controllare le proprie emozioni penose, allo scopo di equilibrare emozioni positive e negative. A stabilire il proprio senso di benessere psicologico è il rapporto tra le emozioni positive e quelle negative. Il modo in cui gli individui spiegano a se stessi i propri successi e i propri fallimenti sta alla base del loro ottimismo o pessimismo. 

Le abilità specifiche dell’intelligenza emotiva possono essere insegnate mediante delle tecniche che insegnano a capire i propri sentimenti e a riconoscere quelli degli altri. Le principali abilità sono:

Abilità emozionali:

  • identificare e denominare i sentimenti;
  • esprimere i sentimenti;
  • valutare l’intensità dei sentimenti;
  • controllare i sentimenti;
  • rimandare la gratificazione;
  • controllare gli impulsi;
  • ridurre lo stress;
  • conoscere la differenza fra sentimenti e azioni.

Abilità cognitive:

  • colloquiare con se stessi;
  • leggere e interpretare i segnali sociali;
  • adoperare metodi graduali di risoluzione dei problemi e di assunzione delle decisioni;
  • comprendere la prospettiva altrui;
  • comprendere le norme comportamentali;
  • avere un atteggiamento positivo verso la vita;
  • essere autoconsapevoli;
  • essere aperti;
  • accettarsi;
  • assumere le proprie responsabilità;
  • essere sicuri di sé.

Abilità comportamentali:

  • Comunicare attraverso le modalità non verbali;
  • saper usare la comunicazione verbale (porre richieste chiare, reagire alle critiche con efficacia, resistere alle influenze negative, ascoltare gli altri e saper rispondere adeguatamente);
  • saper entrare nelle dinamiche di gruppo
  • saper risolvere i conflitti.

intelligenza emotiva come applicarla nel lavoro

Le principali difficoltà degli individui con carenze di intelligenza emotiva sono:

  1. chiusura in se stessi o problemi sociali;
  2. ansia e depressione;
  3. difficoltà nell’attenzione e nella riflessione;
  4. aggressività.

 

 

Come applicare l’intelligenza emotiva sul lavoro

 

In ambito lavorativo l’intelligenza emotiva viene ritenuta fondamentale ed è tra le soft skills più richieste dalle aziende, in particolare da parte di chi si occupa della gestione delle risorse umane. La preminenza della dimensione emozionale si è imposta dopo che ci si è accorti che non sempre i soggetti con elevate competenze logico-matematiche – misurate attraverso i test sul Q.I., il Quoziente Intellettuale – ottenevano migliori risultati in ambito lavorativo e a livello di carriera.

Goleman pone enfasi sullo stato cerebrale che si ha quando un individuo sta esprimendo se stesso al massimo delle sue potenzialità e offre le migliori prestazioni. Si tratta della massima espressione dell’intelligenza emotiva, e viene definita come flusso, ovvero il momento in cui le emozioni vengono non soltanto tenute a freno e incanalate, ma sono anche rafforzate e poste in sintonia con i compiti ai quali ci sta dedicando. In questo stato l’attenzione è concentrata, gli individui sono consapevoli solo delle percezioni legate a ciò che stanno facendo e perdono il senso dello spazio e del tempo.

Lavorare con l’intelligenza emotiva richiede una profonda consapevolezza di se stessi e del lavoro che si sceglie di svolgere. Se ti stai chiedendo come orientarti nella scelta della tua professione ideale e hai pensato al lavoro online, guarda questo webinar gratuito:

 

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Per lavorare con l’intelligenza emotiva occorre sviluppare in particolare due tipologie di capacità:

  • le competenze personali; 
  • le competenze sociali.

 

Competenze personali

 

Le competenze personali riguardano le modalità grazie alle quali controlliamo noi stessi. Sono rispettivamente la consapevolezza di sé (o autoconsapevolezza, self-awareness), la padronanza di sé (o autoregolazione, self-regulation) e la motivazione.

La consapevolezza di sé indica la capacità di conoscere le proprie preferenze, risorse, intuizioni e, in generale, i propri stati interiori. Appare fondamentale la consapevolezza emotiva, il saper riconoscere le proprie emozioni e la relazioni tra il proprio stato emotivo e ciò che stiamo facendo, il lavoro o l’attività che stiamo svolgendo. Bisogna imparare a capire quali emozioni, pensieri e sentimenti suscita in me il fatto di adempiere ad un determinato compito e cercare di realizzare un determinato obiettivo.

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La padronanza di sé indica il sapersi regolare, l’essere in grado di dominare i propri sentimenti e l’esser capaci di valutare e canalizzare gli impulsi. La self-regulation o autocontrollo è la skill che permette di tenere a bada le emozioni più deleterie e distruttive. Significa riuscire a gestire lo stress e l’angoscia e i momenti lavorativi di particolare difficoltà.

La motivazione indica la spinta interiore che ci muove verso l’ottenimento di determinati obiettivi lavorativi. Spesso la motivazione più forte è il desiderio di autorealizzazione personale, che comporta il ricercare le strategie più adatte per riuscire nel proprio compito. Per riuscire a livello lavorativo, oltre che dal desiderio di realizzazione, sarà necessario essere dotati di spirito d’iniziativa, per cogliere le migliori strategie, tecniche e metodi da utilizzare, e avere gradi elevati di impegno, sia rispetto agli obiettivi propri dell’organizzazione in cui si opera, sia nel saper condividere con i colleghi il proprio target. Fondamentale è anche essere dotati di una visione ottimistica, in modo da riuscire a superare i momenti negativi, e gli ostacoli che si incontrano nel perseguire i propri obiettivi lavorativi.

 

Competenze sociali

 

Le competenze sociali riguardano il rapporto con gli altri. Si possono distinguere l’empatia e le abilità sociali.

competenze intelligenza emotivaL’empatia può essere definita la capacità di comprendere lo stato d’animo altrui, le emozioni, i pensieri, gli interessi dell’altro. Indica la capacità di riuscire a pensare immedesimandosi nell’altro e a provare le stesse emozioni di un altro soggetto.

Essere empatici significa saper riconoscere gli altri, il loro punto di vista, vedere e sentire le situazioni immedesimandosi nell’altro. Essere dotati di empatia comporta dunque, a livello lavorativo ma anche personale, una forte disponibilità verso gli altri, il saper riconoscere il loro valore ed i risultati che hanno raggiunto, il valorizzare la loro attività. Permette l’accettazione della diversità e favorisce un approccio ai problemi condiviso, tenendo presente il punto di vista dei diversi attori dell’organizzazione rispetto ad un determinato problema, compito assegnato o obiettivo.

Le abilità sociali riguardano il sapersi relazionare con gli altri e la capacità di gestire le emozioni altrui. Tra le abilità sociali riveste particolare importanza il saper influenzare gli altri, l’essere in grado di saper esercitare la propria influenza

Chi è in grado di esercitare la propria influenza sugli altri è bravo nell’arte della persuasione, la capacità di convincere l’interlocutore – nel nostro caso il collega di lavoro – della giustezza del nostro punto di vista.

Grazie alla persuasione è possibile ottenere consenso e appoggio dagli altri, essere attivamente sostenuti nelle proprie scelte ed aiutati concretamente.

Inoltre, chi sa esercitare la propria influenza è generalmente dotato a livello di comunicazione, è bravo nel trasmettere i propri messaggi e valori, sa farsi ascoltare e capire.

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Chi nelle relazioni con i colleghi mostra notevoli doti comunicative e esercita la propria influenza è generalmente dotato di elevate capacità di leadership

La leadership dovrà essere intesa come la capacità di perseguire un obiettivo coincidente con il reale interesse del gruppo, agendo su una rete di risorse motivata, resa disponibile a collaborare per realizzare l’obiettivo scelto in ragione del fatto che tale obiettivo va incontro agli interessi di tutti.

Inoltre è particolarmente abile a livello di gestione dei conflitti, è bravo a risolvere le situazioni in cui ci sono dei contrasti, riesce a superare gli ostacoli e a dirigere gli altri verso il raggiungimento dei comuni obiettivi e verso la realizzazione degli scopi dell’organizzazione.

Infine, ulteriori abilità sociali richieste saranno la capacità di costruire legami e relazioni, di saper collaborare e lavorare con spirito cooperativo, di essere in grado di lavorare in team e, in sintesi, di creare le condizioni affinché tutti collaborino perseguendo il medesimo obiettivo condiviso.

 

 

Conclusioni

scopri come lavorare con intelligenza emotivaParlare di intelligenza emotiva significa sottolineare l’importanza dell’aspetto emotivo per ciascun individuo. Questo a vari livelli: personale, innanzitutto, e lavorativo.

Bisogna in primo luogo imparare a comprendere se stessi e a saper gestire le proprie emozioni. È necessario anche saper comprendere gli altri ed il loro sentire.

Bisogna poi conoscersi per sapere quale professione svolgere, essendo consapevoli su cosa si è portati, quali sono i propri punti di forza e le proprie debolezze. Scegliere la professione giusta è possibile solo sapendo esattamente chi si è, cosa ci piace e cosa sappiamo fare.

 

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Roberto Bazzica
Laureato in filosofia, scrittore e traduttore, da più 30 anni mi occupo di scrittura e comunicazione.
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