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Mai come oggi avrai sentito parlare di “new normal” nel mondo del lavoro; ti sarai chiesto non solo quale sarà il futuro di molte professioni, ma anche come farti trovare pronto e come rispondere adeguatamente alle nuove esigenze di mercato. Come te, a domandarselo oggi sono in tanti, non solo i giovani, prossimi al lavoro , ma anche, e soprattutto, chi già lavora e che adesso desidera riposizionarsi.

Di articoli in merito ai cambiamenti nel mondo del lavoro, avuti soprattutto a causa dell’attuale pandemia globale, ne è pieno il web. La prima cosa che si evince leggendo questi articoli è che tale cambiamento è riconducibile al più ampio processo di digitalizzazione.

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  • Ma cosa vuol dire esattamente?
  • Quali sono le principali competenze da acquisire?
  • Quali le figure professionali richieste? 
  • E soprattutto, come fare per ottenere la preparazione necessaria?

Nel presente articolo risponderò a queste domande analizzando il processo di riqualificazione professionale nel digitale.

L’argomento ti interessa particolarmente? Ti consiglio di dare un’occhiata anche alle certificazioni sulle nuove professioni digitali di Digital Coach®, frequentabili anche in modalità online e on demand.

 

Perché riqualificarsi nel mondo del lavoro

Come già saprai, l’importanza di riqualificarsi professionalmente nasce oggi da una forte trasformazione tecnologica che ha profondamente mutato il modo di produrre e commercializzare beni e servizi. La strada verso il digitale era già stata intrapresa in precedenza, quando le nuove tecnologie avevano cominciato ad esercitare un notevole impatto sul futuro di molte professioni, tanto che si stava già parlando di rivoluzione digitale nel lavoro.

Quello a cui abbiamo assistito in questi mesi è stata un’ulteriore spinta verso un processo di trasformazione digitale già in atto. La digital disruption ha dato in questo contesto ulteriore prova della sua grande rilevanza. Infatti, con lo scoppio della pandemia e le conseguenti restrizioni, si è presentata l’esigenza di trasferire molte attività lavorative online, comprese le riunioni tra gli impiegati stessi. 

La maggior parte dei lavoratori, per far fronte ad una situazione così profondamente cambiata, ha dovuto reinventarsi professionalmente nel mondo del lavoro. Come è accaduto ad esempio a molti professionisti nel campo delle risorse umane, delle vendite al dettaglio, dell’organizzazione eventi e delle pubbliche relazioni. Questi ultimi si sono trovati a svolgere le loro consuete mansioni facendo però ricorso alle tecnologie digitali. Eppure in questo caso, piuttosto che della nascita di nuove figure professionali, sembrerebbe essersi trattato di una rivisitazione delle stesse in ottica digital.

 

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Da una parte abbiamo dunque la creazione di figure professionali ex novo, come tutte quelle che oggi sono chiamate ad utilizzare tecnologie prima inesistenti di misurazione e gestione del dato, oppure ad amministrare le piattaforme social di un’azienda. Dall’altra, assistiamo alla metamorfosi di figure professionali da tradizionali a digitali, ecco alcuni esempi:

  • Online Event Manager;
  • E-commerce Store Manager;
  • Web Human Resources Manager. 

La digitalizzazione ha creato dunque nuove opportunità nel mercato del lavoro e nuove modalità di svolgimento dell’attività lavorativa. A cambiare è stato soprattutto il modo di fare business, di pubblicizzare e vendere i propri prodotti, di comunicare con il consumatore finale ma anche di curare la propria brand reputation. Nuove figure professionali sono dunque chiamate a soddisfare questo tipo di esigenze lavorative in termini di vendita, comunicazione, customer care, pubblicità e pubbliche relazioni. Questa nuova generazione di digital manager e specialist è strettamente legata alla conoscenza di tools e tecnologie specifiche, facenti capo al più ampio concetto di marketing digitale.

 

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Alla luce di questo cambiamento nella tipologia di lavoro richiesto, la riqualificazione delle competenze diventa un elemento imprescindibile avente il duplice scopo di anticipare le necessità professionali ed orientare la formazione sia dei senior, sia dei giovani all’inizio della loro carriera lavorativa. 

 

Il mondo del lavoro nell’era digitale

L’aspetto “creativo” dell’innovazione digitale, che ha portato alla nascita o rinascita di nuove professioni, dipende interamente dalle persone e dalla loro voglia e capacità di riposizionarsi. Come dimostrato da una recente ricerca pubblicata dalla Harvard Business Review, “prima ancora di investire nella tecnologia bisognerebbe investire nelle persone che possono rendere utile quella tecnologia”. Dunque la trasformazione digitale già in atto, che ha abbracciato il mondo del lavoro, riguarda le persone prima ancora della tecnologia, e soprattutto ha a che fare con la flessibilità e l’adattabilità di ognuno alle nuove circostanze lavorative.

Come potrai facilmente comprendere, poiché Il mercato del lavoro necessita di professionisti specializzati, bisogna favorire il rapporto tra conoscenze e lavoro, incentivando il processo di reskilling attraverso percorsi di studi in grado di avvicinare i futuri professionisti alle competenze richieste.

Vediamo ora quali sono le competenze e le professioni per cui vale la pena rimettersi in gioco!

 

Principali competenze da acquisire

Anzitutto dovresti sviluppare le cosiddette soft digital skills, ovvero abilità trasversali, tra le quali figurano capacità comunicative, gestionali e organizzative. Tutto questo applicato al contesto digital si traduce in:

  • Capacità di analisi di una situazione problematica attraverso l’impiego di strumenti digitali;
  • Risoluzione delle controversie e gestione di una crisi all’interno di social network e virtual community;
  • Comunicazione efficace e persuasiva attraverso i principali mezzi di comunicazione digitali.

Le competenze che servono a definire una professione, e che il mondo del lavoro di oggi richiede sono le hard digital skills, le quali devono essere quanto più verticali possibili. Queste competenze sono riconducibili primariamente alle attività di marketing, analisi dei dati, produzione di contenuti e posizionamento degli stessi sul web.

Per svolgere adeguatamente le suddette attività, dovrai imparare ad utilizzare canali e strumenti ben precisi, tra cui: 

  • SEO
  • SEM
  • CONTENT MARKETING
  • EMAIL MARKETING
  • AFFILIATE 
  • SOCIAL MEDIA
  • BLOG 
  • REFERRAL
  • ANALYTICS
  • MOBILE MARKETING 
  • SITO WEB
  • LANDING PAGE

Competenze digitali come queste non sono richieste solo all’interno di una Web Agency, ma sono oramai ritenute necessarie in ogni comparto dell’industria tradizionale. Inoltre questo tipo di skills permette lo svolgimento di attività in qualità di freelance e/o imprenditori digitali.

 

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Opportunità e professioni su cui puntare

La digital transformation a cui stiamo assistendo, ha aperto un ventaglio di opportunità professionali davvero ampio nel mondo del lavoro corrente, soprattutto in ambito marketing e vendite. Tra le principali professioni di cui i datori di lavoro oggi sono alla ricerca figurano:

1. Web Analytics Specialist

2. Digital Strategist

3. Content Specialist

5. Digital Costumer Relationship Manager (CRM)

6. E-commerce Manger

Queste professioni ricoprono un ampio spettro di mansioni che vanno dall’analisi dei dati presenti in un sito web, all’elaborazione di una strategia, alla produzione di contenuti, fino alla gestione dell’interazione con la clientela e delle vendite online.

 

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Come e cosa scegliere per riposizionarsi

Analizzate le figure professionali e le principali competenze richieste dal mondo del lavoro d’oggi, non rimane da capire come indirizzare la tua scelta verso l’una o l’altra professione. 

Capirlo in realtà è molto semplice, basterà analizzare te stesso, le tue inclinazioni personali, i punti di forza e le conoscenze lavorative pregresse.come e cosa scegliere

Se ad esempio hai una forte mentalità analitica, un orientamento al dettaglio e ai numeri, buone capacità organizzative, e preferibilmente anche conoscenze informatiche avanzate di programmi come Excel, la figura del Web Analytics Specialist potrebbe fare a caso tuo. Capacità di analisi, attenzione al dettaglio e gestione del tempo e degli obiettivi, sono anche caratteristiche di un buon CRM digitale, consigliato soprattutto se si ha una precedente esperienza lavorativa nella gestione della clientela

Se al contrario sei una persona dalla forma mentis meno rigida e matematica, ma piuttosto votata alla creatività e all’immaginazione, possiedi buone doti comunicative, e ti piacerebbe specializzarti nell’utilizzo professionale di strumenti per il trattamento di immagini e video, allora potresti farti strada come web content editor. Se in aggiunta a ciò possiedi anche innate capacità di leadership e gestione di un team, e ti sei in passato cimentato nella progettazione, ideazione e coordinamento di piani di marketing, potresti aspirare anche ad una posizione a livello manageriale.

Per un ruolo da Strategist servirà invece una discreta abilità nel combinare approccio strategico e conoscenze operative, nonché una spiccata tendenza al problem solving e al lavoro in autonomia.

Infine la figura dell’E-commerce Specialist si presta a chi ha già intrapreso attività nella pianificazione della vendita al dettaglio e nella gestione dell’assortimento. Ma anche a tutti i coloro i quali posseggono un background accademico scientifico e vorrebbero lavorare nel mondo del retail online. Anche in questo caso pragmatismo e doti di analisi sono un must.

 

Come formarsi per il mondo del lavoro

Attualmente molti datori di lavoro faticano a trovare professionisti che siano digitalmente qualificati. Per acquisire questo mix di hard skills digitali e manageriali in tempi rapidi, è necessario volgere l’attenzione verso percorsi di studio più innovativi rispetto ai tradizionali corsi universitari. Si tratta di veri e propri corsi per entrare nel mondo del lavoro di oggi, caratterizzati da un corretto bilanciamento tra teoria e pratica, ed in cui lo studente può da subito misurarsi con i principali tools e canali di riferimento. La formazione migliore in ogni caso, rimane quella verticale.
Come ti sarà facile intuire, l’esperienza sul campo è altresì imprescindibile per chiunque voglia riposizionarsi e presentarsi come specialist. Da qui l’importanza di svolgere uno o più praticantati volti a misurarsi concretamente con le principali mansioni che la figura professionale scelta è chiamata a svolgere, al fine di arricchire il proprio portfolio virtuale. Questo, in aggiunta alla certificazione conseguita, sarà un ottimo biglietto da visita per riqualificarsi nel mondo del lavoro. La scuola di Digital Coach® eroga corsi di questo tipo, finalizzati all’acquisizione delle competenze digital più richieste. Oltre alle lezioni con professionisti del digitale (fruibili anche in modalità e-learning) la scuola garantisce ai suoi studenti la possibilità di svolgere un praticantato della durata di 4 mesi, all’interno di uno dei team di lavoro disponibili.

 

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Indipendentemente dalla branca in cui desideri specializzarti, dovrai tenere a mente che il tipo di formazione richiesta è una formazione continuativa, vale a dire che dovrai aggiornarti costantemente, poiché il mondo del digitale è in continua evoluzione.
come formarsi per il mercato del lavoroAl termine della tua formazione sarà inoltre necessario costruire un’adeguata presenza social, e rendere il tuo profilo lavorativo coerente con il percorso formativo appena concluso. Il migliore social network in questo campo è sicuramente LinkedIn, valido strumento di marketing attraverso il quale è possibile rappresentare te stesso dal punto di vista della professione ricoperta.

Dovrai avere un occhio di riguardo anche per la tua rete contatti, e creare un “business network” che sia quanto più possibile in linea con i tuoi principali obiettivi lavorativi e target di riferimento. 

Un’altra arma vincente per il riposizionamento nel mondo del lavoro attuale è sicuramente una buona attività di personal branding volta a mettere in luce te stesso cercando di far convergere talento personale e potenziale professionale. Tu sei il “prodotto” da promuovere, tuoi sono gli obiettivi di breve, medio e lungo termine da raggiungere, così come tuo è il pubblico target da tenere a mente quando implementi strategie di promozione personale.
Attività di personal branding e networking fanno dunque da cornice ad un percorso che ti porterà a rilanciarti professionalmente e a renderti competitivo.

 

 

 

 

Oggi il lavoro è cambiato

Il mondo del lavoro oggi è profondamente mutato ed è sempre più digital oriented, una tendenza che aveva già preso piede prima dell’attuale emergenza sanitaria che ha costretto centinaia di lavoratori a ripensare al proprio modo di fare business.
Oggi se vorrai concretamente valutare la possibilità di riqualificarti e assicurarti un posto nel mondo lavorativo odierno, dovrai rivolgere la tua attenzione al digitale e investire in corsi che garantiscano una preparazione alle nuove professioni. Si tratta di un investimento volto a colmare il gap tra domanda e offerta di professionisti.

La riqualificazione professionale in chiave digital, intesa come il conseguimento di nuove qualifiche a partire però da conoscenze, attitudini e punti di forza precostituiti, appare oggi la scelta migliore. Di fatto solo i professionisti digitalmente più evoluti potranno fronteggiare la sfida che l’innovazione digitale ha lanciato, e conseguentemente riposizionarsi al meglio

Ciò di cui il mondo del lavoro di oggi ha davvero bisogno sono persone qualificate, che oltre a comprovate conoscenze di settore posseggano competenze trasversali quali curiosità, adattabilità e flessibilità, ma anche desiderio di un aggiornamento costante: lavorare nel digitale significa imparare e crescere ogni giorno.

 

APPROFONDIMENTI

 

Il Recruiting nel Digitale: video intervista

Che il mondo del lavoro sia profondamente cambiato rispetto a qualche decennio fa non è una novità. La sua trasformazione è dipesa da diversi fattori: il cambiamento dei mercati e la creazione di nuovi, la crisi economica, a soprattutto l’avvento della tecnologia, che ha portato con sé la nascita di nuove figure professionali. 

Il mondo del lavoro tradizionale ha focalizzato la sua attenzione sulle nuove tecnologie digitali e ciò ha indubbiamente cambiato anche il modo di lavorare delle aziende, proiettandoci in un futuro che i nostri genitori non avrebbero potuto immaginare. Oggi, grazie al digitale, sono moltissime le opportunità lavorative che tutti possono sfruttare, purché abbiano voglia di mettersi in gioco. Grazie al web sono nate circa 40 nuove figure professionali digitali, come il:

 

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La trasformazione del mondo del lavoro ha, inoltre, riguardato un altro aspetto, cioè il modo di reclutare il personale. Ti starai sicuramente chiedendo quale sia oggi il livello di competenza dei professionisti che si dedicano al digitale in Italia, quali sono queste nuove professioni digitali emergenti e in quali ambiti professionali si stanno affermando? Che ruolo hanno i social network nella selezione del personale?

 

Per rispondere a queste domande, abbiamo invitato Fabio Andrea Rossi, Business Innovation Director in The Adecco Group.

Serena RuggirelloQual è il suo ruolo in Azienda Adecco?

Fabio Andrea RossiBuongiorno a tutti. Bene, in The Adecco Group io mi occupo di provare a innovare la maniera in cui facciamo business, quindi nell’ottica di una relazione tripartita che The Adecco ha con i suoi stakeholder principali – quindi i candidati, i colleghi e le aziende – io, dato che mi occupo sostanzialmente del versante azienda, cerco di modificare innovare i nostri processi di business per poter trovare nuovi modi di dialogare con le aziende e di raggiungere i nostri obiettivi di business. Per fare ciò, all’interno del dipartimento da me presidiato, abbiamo l’area della data scientist, ossia tutto il mondo dei dati applicati al business, l’area della demand generation, cioè il digital marketing pensato con finalità di conversion e di marketing automation e un po’ di altre funzioni. 

Serena RuggirelloQual è oggi il livello di competenza dei professionisti che si dedicando al digitale in Italia?

Fabio Andrea RossiSicuramente sì, ormai il digital marketing non è più una commodity, cioè non è più qualcosa che si può avere oppure no. Essere presenti online ed essere presenti con una strategia su cosa dire, cosa fare, cosa raccontare al mondo dei propri interlocutori aziendali, non è più qualcosa che si può fare oppure no, è presente per forza. Io direi che l’evoluzione c’è stata ed è stata una evoluzione positiva secondo me, almeno sulla piazza milanese, che è quella dalle quale provengo la maggior parte delle candidature per le nostre funzioni in sede. Direi che le competenze ci sono, ma non sono le competenze il problema. Le caratteristiche più difficili da trovare sono le soft skills. Ad esempio, per dirne una la learning agility, ossia la capacità delle persone di imparare, di avere la curiosità mentale per questo tipo di settore che è in rapidissima e costante evoluzione. Oggi non mi basta più avere qualcuno che conosca l’utilizzo di Marketo o di Marketing Cloud o di piattaforme di questo tipo. Serve qualcuno che riesca a dire alla nostra azienda quale sarà il prossimo passaggio evolutivo, qualcuno che sappia tenersi aggiornato su queste piattaforme o sulle altre che ne prenderanno il posto. Quindi, qualcuno che abbia la capacità, la voglia o la curiosità di tenersi sempre al passo con una tecnologia che evolve molto più velocemente oggi di qualche anno fa e di 10 anni fa. Però, non è soltanto un tema della singola capacità, non faccio riferimento a un tema “di tipo didattico” o comunque soltanto relativo alle skilling delle persone, è un tema che concerne un insieme di abilità e di capacità di adattamento all’azienda. Non si tratta comunque di essere semplicemente aggiornati sul sistema, bisogna essere in grado di scaricarlo a terra, cioè di trovare la maniera in cui una nuova frontiera possa avere un’applicazione pratica rispetto all’azienda in cui si lavora e alla platea di clienti e dell’audience con la quale questo tipo di azienda interloquisce. Quindi, ci vuole la capacità di adattarsi al team, di inserirsi all’interno di un’azienda, che ha delle logiche complesse, e trovare un modo coerente di applicare le frontiere, non solo di conoscerne.

Serena RuggirelloQuali sono gli aspetti che un candidato dovrebbe avere per diventare più “attrattivo” per le aziende?

Le soft skills ad esempio sono considerate ancora importanti, oltre le hard skills e i titoli accademici?Fabio Andrea Rossi

Si sono importanti e non sono neanche facilissime da mettere in risalto. Sono qualcosa che viene fuori nel tempo ma, se vogliamo fanno la differenza con la possibilità anche  di fare carriera all’interno di un’azienda. Le competenze diciamo hard, come la conoscenza di una piattaforma e le conoscenze di tipo universitario e scolastico su una specifica materia sono un prerequisito, però non esauriscono ciò che serve veramente per mantenersi competitivi oggi.
Volendo “girarla” verso qualcuno che cerca lavoro in questo settore, direi che mostrare i lati anche non immediatamente attinenti alla sfera a cui ci si applica è un buon inizio. Ogni cosa ha la sua attinenza. Lo scopo del candidato che si presenta al mondo del lavoro, senza strafare, è cercare di mostrare la rotondità della persona e non solo le competenze, necessarie per fare un buon match per una ricerca ricerca automatica.
 

Serena RuggirelloÈ vero che le aziende cercano una figura che sappia fare tutto?

Saprebbe spiegarci perché le aziende non cercano molte figure specializzate in maniera verticale, ma richiedono sempre una “super figura” che sia in grado di fare tutto?

Fabio Andrea RossiSecondo me dipende un po’ dalle posizioni. La ragione principale è che oggi fare Digital Marketing è qualcosa che abbraccia tante discipline e specialità diverse. Per cui, immaginiamo che sto cercando qualcuno che mi aiuti a stabilire un programma di attività di marketing automation, vorrei certamente una persona che conosca il digital email marketing – che magari sarà la gran parte del flusso dell’attività – ma che, allo stesso tempo, abbia un’infarinatura sull’utilizzo dei social network piuttosto che di SEM SEO o tutto quello che ci gira intorno. Ciò non significa necessariamente che la persona deve essere esperta in tutti questi campi. Noi cerchiamo generalmente qualcuno che abbia un quadro completo, perché ormai ogni disciplina è molto multi multidisciplinare. Per cui non significa che la persona che cerchiamo debba essere esperta in tutto, ma che sappia un po’ di tutto. Di solito, dall’annuncio si dovrebbe capire che cosa si sta cercando e qual è il centro dell’attività. Tendenzialmente c’è anche qualcuno cerca di metter dentro un po’ di tutto e cerca la persona perfetta sotto ogni aspetto, tuttavia, se un annuncio è ben fatto si dovrebbe almeno capire quali sono i must have e cosa invece è un nice to have. Quindi, non basta più solo una chiave di competenze per avere un futuro assicurato. Immaginiamo che il digital email marketing tra due anni non esisterà più, perché si useranno solo le chat o qualche altro strumento, se la prospettiva è solo quella, si rischia di essere tagliato un po’ fuori. Dall’altro canto se la tua esperienza è solo quella, ti accorgersi per tempo come sta cambiando il mondo. Invece, se hai una buona learning agility potrai convertire quei punti in comune su quella materia lì, che vanno ad innestarsi su altre, per convertiti su qualcos’altro che ha magari un futuro più roseo. Quindi, tutti vogliono tutto si,  ma non direi che non si cercano figure verticali, si cercano figure con almeno una comprensione del tutto, perché rende più facile proporre qualcosa che abbia un senso in un’organizzazione articolata e non solo rispetto alla verticale che si segue.

Serena RuggirelloChe ruolo hanno i social network nella selezione del personale?

Il reclutamento dei candidati è cambiato anche grazie all’avvento dei social network, come si sta evolvendo questo aspetto, in particolare grazie a LinkedIn? Voi lo usate come canale di ricerca per i nuovi candidati?

Fabio Andrea RossiSì certamente. LinkedIn è un alleato valido direi per noi, sia all’interno che all’esterno. Uno dei servizi che forniamo è quello di trovare persone per le aziende e sì, utilizziamo anche LinkedIn. Così come utilizziamo per le nostre ricerche interne. Quando cerchiamo qualcuno, la componente delle risorse umane (HR) che coadiuva in questa ricerca, parte spesso da cercare competenze all’interno, se non ci sono sentieri i nostri canali e se serve pubblichiamo su LinkedIn. Direi che però che questo non sostituisce tutta l’attività umana di ricerca selezione. LinkedIn può aiutare, anche molto, nell’individuare un paniere da sottoporre a interviste un po’ più articolate. Quindi LinkedIn ha sicuramente le regole del gioco, ma non basta. C’è poi tutta la parte di selezione che richiede mestiere, richiede esperienza e professionalità. Anche per questo, anche se è il mio campo mi faccio aiutare spesso da professionisti interni che si occupano di questa materia.

Serena RuggirelloCome valuta un recruiter un approccio spontaneo di un candidato?

Se un candidato si collega autonomamente, attraverso LinkedIn, ad un recruiter mostrando interesse per una posizione aperta e gli invia il suo curriculum, è un’azione valutata positivamente?

Fabio Andrea Rossi

Si senz’altro un atteggiamento pro-attivo che quantomeno denota interesse. Come tutte le cose, soprattutto quando si agisce online e non c’è un elemento di interlocuzione personale diretta, va fatto con garbo. Nel senso, se una persona mi approccia su LinkedIn perché sta cercando un’opportunità, se non lo fa in maniera garbata e ho la percezione che lo sta facendo in maniera automatica a tutti gli operatori del settore, spesso non rispondo neanche. Invece, se ho la percezione che si ha un minimo informato sulla realtà aziendale, che ci sia un reale e genuino interesse per questo tipo di ambito come minimo si risponde, alla peggio si è “sparata” una cartuccia che non porta da nessuna parte. Sì, direi che è sintomo di pro-attività. Bisogna farlo sempre in maniera educata e con garbo e con un minimo di stile personale. A me capita abbastanza spesso, che ci sia qualcuno che mi contatta in questo modo. Quelli che hanno un po’ di stand out, ossia quelli che spiccano, sono quelli che riescono a farmi capire subito perché per me potrebbe essere interessante quella persona, perché magari mettono in rilievo o si collegano a qualcosa che abbiamo scritto detto fatto di recente senza esagerare. Questo lo dico perché poi c’è anche chi esagera e si vede che è fatto in una maniera un po’ troppo preparata. Quindi se fatta con garbo certamente non danneggia.
E’ pur vero che ci vuole un po’ di buona sorte, cioè di trovare un momento in cui l’azienda ha un’apertura immediata futura o comunque nulla nell’orizzonte, per cui ci può essere un interesse.
 

Serena RuggirelloQuali sono le professioni digitali che si affermeranno di più nei prossimi anni?

Fabio Andrea Rossi

Secondo me le professioni digitali che si affermeranno di più nei prossimi anni sono quelle che riescono a mettere in relazione le nuove frontiere tecnologiche ad esempio il machine learning, l’intelligenza artificiale applicata ad altre discipline. Quindi, credo che attendere persone capaci di utilizzare molto bene i dati anche sulle professioni più classiche del digital marketing, sono quelle che hanno più futuro. Dovessi investire io oggi, su un tratto formativo punterei sulla machine learning e questo tipo di attività data related molto vicina all’automazione.
Perché è vero che non ci siamo ancora, ma l’automazione in un prossimo futuro giocherà un ruolo veramente importante.
 

 

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Prendo in prestito le parole di un grande scrittore che diceva: “Se pensate che l’avventura sia pericolosa, provate la routine è letale” P. Coelho. Queste, sono state per me parole d’ispirazione, che mi hanno portata a intrapredere un perscorso completamente diverso dal precedente. Laureata in Giurisprudenza ma appassionata di scrittura e di marketing, ho deciso di uscire dalla routine e cominicare ad essere felice “buttandomi” in qualcosa di avventuroso e stimolante! Ed eccomi qui, mi rimetto in gioco e pronta ad una nuova formazione, sperando di riuscire a comunicare quanto è bello fare del proprio sogno un lavoro!

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