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Il “mobile” e il lavoro mobile, dopo l’orario di lavoro, pagano? In certi casi sì!

  Avete appena iniziato a rilassarvi con un happy hour dopo una frenetica giornata di lavoro e venite contattati sul cellulare dal vostro capo che vi supplica di chiamare urgentemente un cliente per un problema che solo voi potere risolvere? Vi state concedendo, dopo tempo immemorabile, un weekend di riposo con la famiglia in un luogo di villeggiatura ed un SMS vi sollecita ad inviare via email, prima del vostro rientro in ufficio lunedì mattina, l’offerta che dovevate terminare nel corso della settimana? Ora tutto questo può avere una contropartita: il “mobile” e il lavoro mobile pagano, anche dopo l’orario di lavoro (almeno in certi casi)! Vediamo, ad esempio, i casi di alcune grosse aziende tedesche.

Lavoro mobile

BMW Germania: sede

BMW, seguendo un trend adottato precedentemente da Deutsche Telekom, Volkswagen, Bayer, E.On, Daimler ed Henkel, ha deciso che riconoscerà il tempo impiegato fuori dell’azienda a mandare e ricevere email ed sms con il portatile o lo smartphone, oltre il normale orario di lavoro. In che modo? Conteggiando il tempo in più speso lavorando fuori dall’azienda ed andandolo a decurtare dal normale orario lavorativo. Il tutto senza ridurre lo stipendio. Ad esempio, se un dipendente lavora 10 ore in più in una settimana, oltre alle 40 ore canoniche, col computer portatile, lo smartphone o altri device, queste 10 ore andranno nel computo delle ore totali lavorate e si avrà il diritto di chiedere una riduzione dell’orario lavorativo equivalente. Ciò consentirà agli impiegati di concordare, con i propri capi, le ore di reperibilità al di fuori del normale orario d’ufficio. In cambio, ai dipendenti viene riconosciuto il diritto di negoziare ore e giorni (weekend o serate) di “libertà”assoluta: spazi di tempo assolutamente personale e privato, con “diritto di inaccessibilità”, in cui nessuno dell’azienda potrà contattarli su dispositivi mobili o via email. Da un punto di vista organizzativo, la manovra ha l’obiettivo di introdurre un vero e proprio deterrente per i capi che ormai contattano i propri collaboratori a qualunque ora del giorno e della notte, fine settimana e ferie inclusi. BMW è in ordine di tempo l’ultima azienda tedesca che ha deciso di seguire questo trend. In effetti, in Germania si è già assistito alla nascita di numerose iniziative per limitare il ricorso al lavoro extra orario che va a discapito del tempo libero personale. Deutsche Telekom, Volkswagen, E.On, Daimler, Bayer, HenkelAltre aziende in Germania prima di BMW hanno adottato azioni analoghe. La prima è stata Deutsche Telekom che già quattro anni fa ha stabilito che i propri dipendenti non siano costretti a leggere le email al di fuori dell’orario di lavoro. Alla fine del 2011 è stata la volta di Volkswagen, che ha imposto di spegnere i server mezz’ora dopo la fine dei turni e di riaccenderli mezz’ora prima dell’inizio. Bayer ed E.On hanno invece stabilito che nel tempo libero nessuno debba ricevere email. Più drastica, infine, la posizione assunta da Daimler, che ha stabilito che tutte le email ricevute dopo l’attivazione della risposta automatica di “out of office” vengano cancellate. Ma cosa succede per quei servizi per cui non è possibile (o consigliabile) procedere allo spegnimento dei server, interrompendo tout court il servizio? E per le email inviate dall’esterno da persone con tutta probabilità non al corrente delle policy aziendali in vigore in un’altra azienda (né tenute al loro rispetto)? E cosa succede quando ci sono in ballo diversi fusi orari, per cui l’orario di lavoro del mittente non corrisponde con quello del destinatario? Infine, il messaggio di “out of office” viene ricevuto solo a seguito dell’invio di una mail e, in molti casi, solo allora il mittente viene a conoscenza dell’assenza del destinatario. Dovrà ritenere cancellata la sua mail? Dovrà inviarla di nuovo? La questione del lavoro fuori orario, d’altronde, non è un problema solo per i dipendenti; anche i top manager ne sono toccati (e forse, per certe posizioni, anche in maggior misura dei dipendenti). L’Amministratore Delegato di Henkel, ad esempio, ha dichiarato che il sabato è il suo giorno “senza mail” e ha intimato ai suoi collaboratori di non contattarlo il giorno di Natale e di Capodanno. Problemi tecnici o border-line a parte, è chiaro che le imprese si stanno muovendo per trovare delle soluzioni. Il percorso è tracciato, per lo meno in Germania e per le aziende citate. Ma anche in Francia sono state recentemente dichiarate “non lecite” le email pervenute al di fuori dell’orario di lavoro (Updated: The French Move To Protect Workers From After-Hours Email). E per quanto guarda l’Italia? Le aziende sono pronte ad un cambiamento culturale ed organizzativo analogo?   Fonti: L’orario di lavoro? Deve tener conto di SMS ed email in mobilità Updated: The French Move To Protect Workers From After-Hours Email   Marco Brioschi Master in Digital & Social Media Marketing DIGITAL-COACH.IT Google+: google.com/+MarcoBrioschi-SDM  

Marco Brioschi