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Dalle pagine dei quotidiani, ai siti web, fino ad arrivare ai social media. I processi di ricerca e offerta di lavoro hanno subito evoluzioni profonde e rapidissime.

A questo proposito intervistiamo Enrica Lipari, Senior HR Manager di Neomobile, per individuare suggerimenti e linee guida utili a chi cerca lavoro. Di seguito vi riportiamo le sue risposte.

 

In che modo la diffusione dell’uso dei social media sta influenzando i processi di selezione? Cosa può fare un candidato per figurare al meglio sui social network?

Penso che negli ultimi anni l’uso dei social media abbia causato una rivoluzione nell’ambito della ricerca del lavoro, sia per la persona che sta cercando un lavoro che per il datore di lavoro. Un social network come Linkedin, offre non solo un tool importante per la presentazione dei dettagli, esperienze ed ambizioni personali, ma include anche l’occasione di creare un network di contatti professionali nel modo più comune alle persone: tramite ‘amicizie, sharing, likes,’ etc.

I programmi aiutano anche nella ricerca. Mentre prima bisognava cercare molto più attivamente per trovare posizioni di proprio interesse, oggi queste vengono quasi offerte su un piatto d’argento, selezionate già in base alle proprie preferenze.

Allo stesso tempo, i social network sono diventati per il datore di lavoro un enorme database. Purtroppo non tutti si rendono conto che i profili social sono all’attenzione degli headhunter, e che, addirittura, possono influenzare le selezioni: la scelta della foto, errori grammaticali, il livello di dettaglio e di completezza, la lingua… sono tutti particolari che rivelano forze o debolezze delle persone.

Poi, almeno per Neomobile, cosi come per altri gruppi, che lavorano tanto con i social, se vediamo che sai usare bene i social media, per te è subito un punto in più guadagnato.

 

La ricerca di lavoro sui siti web è ancora consigliabile? Quali sono i portali che consentono di trovare le migliori offerte di lavoro?

Nonostante l’arrivo dei social network, eviterei di escludere motori di ricerca lavoro, semplicemente perché tante aziende lavorano ancora in questo modo. Non puoi dare per scontato che tutti sappiano utilizzare bene i social network per la ricerca di un impiego, e concentrandosi esclusivamente sui social network si potrebbe rischiare di perdere potenziali talenti (lato aziende) o posizioni interessanti (lato candidati) negli ambiti meno ‘social’, p.e. finance o tech.

Poi dipende anche molto dai Paesi. In una azienda internazionale come Neomobile siamo ogni giorno alla ricerca di talenti in tutto il mondo. In alcuni paesi i social network cominciano a prendere terreno, in altri i ‘classici’ motori di ricerca lavoro dominano ancora. Poi i social media cambiano da regione a regione: Linkedin è ben diffuso in Europa, anche se in Francia spicca piuttosto Viadeo, mentre in Germania usano Xing. Lo stesso vale per Monster per l’Italia, laddove in Spagna è meglio cercare su Infojobs, lo stesso vale per i motori di ricerca locali in Latin America.

 

Se desideriamo lavorare per un brand specifico e vogliamo autocandidarci, è consigliabile verificare se il sito web aziendale consenta l’invio di candidature spontanee o cercare di utilizzare i social media (LinkedIn in particolare) per entrare in contatto col reparto HR dell’azienda? O combinare le due modalità?

Ogni azienda lavora a modo suo, ed è importante capire qual è il metodo dell’azienda che ti interessa. Alcuni considerano solo i cv che gli arrivano per le posizioni aperte, quindi li non ha nemmeno senso cominciare a ‘spammare’ via social network o candidature spontanee.

In Neomobile cerchiamo di coprire vari canali: abbiamo un nostro sito dedicato agli annunci dov’è anche possibile registrarsi, teniamo sott’occhio i social media e accettiamo candidature spontanee, soprattutto se sono originali. Poi non è detto che se non servi oggi per una certa posizione, non potresti interessare un domani per una posizione simile.

 

LinkedIn è ritenuto il social network numero uno per il social recruiting. Se su Linkedin troviamo un’offerta per cui si sono già candidati tanti profili, è bene candidarsi comunque oppure provare a contattare direttamente chi ha inserito l’annuncio?
Non bisogna mai esitare a candidarsi se si pensa che il proprio profilo potrebbe essere adatto alla posizione. Anche se ci sono 100/1000 altri candidati, magari l’azienda cerca proprio quella caratteristica o esperienza specifica che solo una persona può offrire, p.e. quei 3 mesi a Londra o Shanghai, la tua esperienza Erasmus o il tuo interesse personale nel viaggiare.

In questo caso eviterei di contattare direttamente chi ha inserito l’annuncio. Il contatto diretto potrebbe essere colto come un tentativo di aggirare le regole, mentre suggerirei di osservare il profilo del recruiter (un modo più soft di farsi notare) e soprattutto seguire qualsiasi canale che l’azienda abbia attivo (Twitter, Facebook, …) magari quotando post e interagendo in queste occasioni.

 

È possibile individuare la serietà dell’offerta e dell’azienda in base a criteri precisi? Se sì quali? Come influiscono i social media su questo processo di valutazione?

Se ci si rifà solo alle info pubblicate dalle aziende stesse è inevitabile che ci si trovi a valutare solo il meglio che tali aziende desiderano pubblicizzare e che dunque sia difficile valutarne la serietà. Da questo punto di vista possono rappresentare interessanti indicatori: il coinvolgimento dei dipendenti dell’azienda nella comunicazione aziendale (p.e. quanti dipendenti seguono l’azienda e la quotano), il numero di testimonianze offerte.

Altrimenti bisogna affidarsi a forum (come sopo.it) dove si chiede spontaneamente alle persone di valutare l’azienda; qui di contro si può incorrere nelle lamentele di quanti magari hanno lasciato l’azienda o limitano la propria valutazione a specifici aspetti rendendo quadri poco realistici.

In ultima analisi ci si può affidare ad Associazioni come ad.es. Repubblica degli Stagisti, che rilascia il Bollino OK STAGE solo a quelle aziende che rispondono a determinati criteri. Con Neomobile riceviamo dei controlli periodici per rinnovare la certificazione.

 

Come dobbiamo comportarci quando, per accedere alla selezione (addirittura prima di un colloquio o incontro con l’azienda), ci viene richiesta la consegna di un progetto, un elaborato di un certo valore ecc?

Per alcune posizioni non basta dire che sei bravo in certe attività, bisogna vedere le prove. In questo caso è importante riflettere un attimo su un dettaglio: sono i progetti o elaborati che ho fatto in linea con quello che desidera l’azienda? Se si, puoi tranquillamente mandare un progetto di cui vai orgoglioso, se no bisogna crearlo ad hoc. Non puoi rischiare di perdere la faccia in questo modo. E in più, puoi guadagnare già qualche punto se l’azienda vede che hai già investito tempo in loro: mostra dedicazione e voglia di lavorare!
Il tema è interessante e suscita tante domande e molta voglia di approfondire. Noi ringraziamo Enrica Lipari per averci dedicato il suo tempo, per tutti i preziosi consigli e auguriamo …

… buona ricerca a tutti!

 

Antonella Pezzarossa
Master in Digital e Social Media Marketing
DIGITAL-COACH.IT

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Antonella Pezzarossa
presso