Seleziona una pagina
  • Rating Lettori
  • Votato 4.9 stelle
    4.9 / 5 (35 )
  • Vota!


Una nota canzone di una favola diceva “I sogni son desideri“. Inizio così, introducendo l’intervistato di oggi, una figura professionale a tutto tondo, un imprenditore che, prima di diventarlo, ha nutrito un sogno latente.
L’intervistato di oggi è Nando Pappalardo, Ceo di YithYour Inspiration Themes.

Ceo di Yith - Nando PappalardoUn saluto a tutti i lettori della community di Digital Coach. Sono Nando Pappalardo, Ceo di Yith, un’azienda che si occupa della realizzazione di plugin per WooCommerce. Essa è una delle piattaforme di ecommerce più utilizzata al mondo.

 

La nascita di un sogno : il Ceo di Yith racconta le sue origini

Giovanni Pugliese Digital MarketingCome è nata l’idea, la voglia di entrare nel settore Digitale e che ha portato a diventare oggi il Ceo di Yith?
Commodore64Ceo di Yith - Nando PappalardoLe basi sul quale poggiava il mio desiderio di avvalermi del settore Digitale, sono molto vecchie. Quando avevo 13 anni, agli inizi della mia adolescenza, ricordo il primo Commodore64, un amore a prima vista. (Fonte wikipedia)

Questo computer – dice Nando, Ceo di Yith –  aveva un manuale di programmazione basic e me ne innamorai. Iniziai subito a creare i primi algoritmi, i primi programmini basic con quel mini computer. Dovetti mollare tutto attorno ai 15/16 anni per via di una guerra fredda con mio padre, in quanto, non essendo il solo fruitore del dispositivo, c’era anche mio fratello, spariva misteriosamente per mesi l’alimentatore del Commodore64 e, dopo quel periodo, staccai completamente con l’informatica per poi riprenderla verso i 22/ 23 anni, quando ero indipendente e potevo fare quel che volevo con il mio tempo e con il mio danaro.

Ad un certo punto mio padre si è scusato sul fatto che non capisse a quell’epoca che grazie all’informatica in un futuro sono riuscito a creare.
Ci sono diversi modi per utilizzare un computer cioè in modo creativo o piuttosto per perder tempo e non far nulla e di questo la mia famiglia se ne accorse solo dopo un pò di tempo. L’importante è aver trasformato, una passione nata a 13 anni nel mio lavoro; lavoro che io continuo a considerare sempre un gioco. Quando qualcuno mi chiede del mio lavoro, gli dico sempre che “lavoro giocando” perché per me l’informatica è un gioco.

Giovanni Pugliese Digital MarketingNando, per un periodo ti sei fermato per seguire le orme di tuo padre, ci puoi raccontare quel periodo e come hai fatto a non far morire il tuo sogno?
Ceo di Yith - Nando PappalardoRicordo di aver finito il servizio militare, rientrato a casa, mio padre, che era un venditore ambulante di pesce, mi fece la proposta di aprire una pescheria perché ormai stanco di fare l’ambulante e voleva un negozio fisso. Essendo da poco rientrato, acconsentii ed in pochissimo tempo mi ritrovai a vendere pesce senza nemmeno accorgermene. La pescheria che creammo, andava molto bene, prendemmo diversi dipendenti perché l’attività cresceva sempre di più.
Come lavoro era ottimo, ci alzavamo tra le 3 e le 4 del mattino per andare a comprare il pesce al mercato e per mezzogiorno, l’una al massimo, avevamo finito di lavorare.

Poi era un’attività mia e di mio padre, eravamo i titolari, si guadagnava anche molto bene però non mi sentivo appagato in quanto non era un mestiere che avevo scelto io ma era stato mio padre ad indirizzarmici. Quindi riemerge la mia voglia di programmare, con la mia indipendenza economica acquistai un computer e da quel momento in poi, tutte le sere, mi misi a programmare sul computer. Eravamo alla fine dello scorso millennio, inizio ad innamorarmi dell’HTML (per chi non lo sapesse, il W3C da poco aveva standardizzato l’HTML4; –  frutto di una evoluzione dell’HTML3 – , dal HTML4 in poi si iniziarono ad avere i primi siti gradevoli alla vista e non solo una lista di permalink in serie; oggi siamo nel pieno dell’HTML5, codice migliorato ed unisce i vecchi utilizzatori dell’HTML4 e dell’XHTML e permette di rendere i siti responsive, cioè adattabili al dispositivo utilizzato), inizio a studiare e, ad un certo punto, comunicai a mio padre che non volevo più lavorare nella pescheria.

Mio padre mi prese per pazzo ed andammo avanti ancora per un pò così, era il periodo del crollo delle Dot-com, momento in cui sembrava ci fosse la bolla di speculazione nel settore informatico ed invece in realtà si è dimostrato tutt’altro. Mio padre non comprendeva il potenziale dell’ambito informatico e tentava di farmi desistere al pensiero di lasciare un lavoro sicuro e per un paio d’anni ci fu una sorta di “guerra” fredda in famiglia. Oggi da padre, comprendo perfettamente il suo stato d’animo e le sue parole, il suo volermi convincere dicendomi che con il lavoro in pescheria mi sarei potuto permettere l’acquisto di una casa, mantenere una famiglia e dato il periodo, l’inizio della crisi economica internazionale, il mio cambio sarebbe stato un grande punto interrogativo. Ho avuto il coraggio di lasciare il posto fisso per quel punto grande punto interrogativo… il mio sogno!

Ho quindi preso la decisione, pur sapendo che avrei potuto guadagnare meno soldi ed essere dipendente e non il titolare ma fare qualcosa che per me è come un gioco perché ogni volta che ero davanti al pc io mi divertivo e, senza accorgemene, la sera diventava mattina ed io udivo il canto del gallo. Passavo notti e notti al pc senza stancarmi, pensavo che quello sarebbe dovuto essere il mio lavoro perché, se dovevo farlo, doveva essere per passione. Arrivò il giorno in cui dissi a mio padre che sarebbe stato il mio ultimo giorno e da li è iniziato il mio cammino nel campo Digitale informatico.

 

L’inizio del cammino: tra collaborazioni e nuovi progetti

Giovanni Pugliese Digital MarketingNel tuo percorso nel digitale hai inanellato diverse collaborazioni, tra cui quella con la tua attuale compagna Sara, ce ne vuoi parlare?

Ceo di Yith - Nando PappalardoPrima di fondare la mia attuale azienda, ne fondai un’altra: Edi Group, dove per la prima volta provai la parte imprenditoriale. A quei tempi avevo bisogno di un grafico e Sara iniziò a collaborare con noi. Era molto creativa ed in poco tempo, si specializzò in grafica per siti web.

Giovanni Pugliese Digital MarketingAccantonata la prima azienda e, collaborando sempre con Sara, hai sperimentato, lasciando il vecchio codice HTML4 e passando a nuove strutture più complesse come WordPress che, oggi giorno ha una buona fetta di mercato. Ci parli di questo passaggio e cosa ha comportato nella tua carriera nel Digitale?

Ceo di Yith - Nando PappalardoPiù che una buona fetta di mercato, la fa da padrona. Il 34% dei siti al mondo, percentuale altissima e va salendo di anno in anno, è fatta con WordPress, dai siti statici ai più complessi. Più di 1 sito su 3 è stato creato con il Cms WordPress. Chiaramente nel 2009, periodo in cui abbracciamo il progetto wordpress non erano questi i dati ma si presentava come un ottimo prodotto in via di miglioramento. Mi ricordo che da poco lasciai l’HTML per WordPress e sempre in quel periodo scoprì Envato che possiede diversi marketplace tra cui Themeforest, marketplace su cui avevamo iniziato a vendere noi e di li mi accorsi di quanto fosse ampio il mercato dietro a WordPress. Nello specifico, in quel periodo, mi focalizzai sui Template venduti sulla piattaforma e sui download effettuali per ogni tema in vendita, calcolando gli “n” mila download a tema per il prezzo di vendita e carta alla mano il risultato era qualcosa di veramente interessante.

Al che, assieme alla collaborazione di Sara per la grafica, dato che ero sviluppatore, iniziai a studiare come creare un tema grafico per wordpress. Ricordo che all’epoca trovai una guida basic in inglese su Themeforest in cui veniva spiegato come svilupparne. Nel giro di una settimana lo lessi tutto e realizzai il mio primo template; certo, avevo installato qualche blog, ma non avevo mai messo mano al codice. Fu molto semplice per me lo sviluppo del primo tema, ricordo che mi ci volle più o meno una settimana e da lì fu un grande successo. In breve tempo iniziarono le vendite e quindi i primi guadagni e nel giro di poco più di un anno diventammo i quarti autori al mondo per vendite e fatturato!

 

Giovanni Pugliese Digital MarketingPer un’azienda italiana, dato il nostro gap con il resto del mondo anche e soprattutto nell’informatica, del Sud poi, raggiungere un simile traguardo rende felici. In quel periodo poi creasti un bellissimo blog con moltissimi autori, YIW – Your Inspiration Web…

Ceo di Yith - Nando PappalardoYour Inspiration Web non fu altro che il nostro condividere con il mondo, quello che apprendevamo ogni giorno. Quello che studiavamo e mettevamo in pratica, lo condividevamo con tutti. Anche questa cosa del condividere, in Italia ma soprattutto al sud, non era ben vista perché era pensiero comune (lo è ancora oggi) che condividendo quello che sai si crei altra concorrenza o si rivelassero segreti agli stessi. Noi la pensavamo in maniera del tutto differente, tant’è che noi condividevamo tutto di tutto e tra il 2009 ed il 2010 scrissi la mia prima guida in italiano per la creazione di temi su WordPress che credo tutt’oggi sia, nonostante sia obsoleta, una delle guide più complete e tecnicistiche dal punto di vista del codice per la realizzazione di temi.

Molto spesso, quando ci sono degli articoli sul web oppure dei corsi su WordPress, di solito si spiega come utilizzare wordpress e non come si modifica tecnicamente e si modella. Il condividere fu una scelta vincente, non pensai minimamente alla possibilità di creare competitor; in poco tempo diventammo un punto di riferimento per tutta la community italiana nel settore del Web Design e come hai accennato poco fa, c’erano tante persone che volevano scrivere per il blog di YIW. La community multi-autore ebbe un grandissimo successo, nata per gioco ci ritrovammo sotto i riflettori come riferimento del settore per alcuni anni.

Il cambiamento: navigare su mari sicuri per non affondare

Giovanni Pugliese Digital MarketingFino ad arrivare a Yith, Your Inspiration Themes…

Ceo di Yith - Nando PappalardoIl passaggio su Yith – continua il Ceo di Yith – avvenne quando su Themeforest le cose cominciarono a non piacermi più. Il marketplace in pratica vendeva il prodotto, noi ci occupavamo semplicemente di caricare il prodotto e supportarlo dopo il download in caso l’acquirente ne avesse avuto bisogno. Come accennato poco fa, le cose cominciarono a non piacermi più, quando Envato incominciò a curare il marketing, la vendita, ed il revisore filtrava qualunque cosa. Spesso, non solo a noi, veniva caricato un template ma veniva rifiutato, dopo aver sviluppato quel prodotto in pratica gratuitamente. In quel periodo poi, strinsero ancor di più le maglie anche su di noi, i quali avevamo avuto sempre il via libera ai nostri temi e spesso per avere risposta del rifiuto, sulla motivazione della non pubblicazione del prodotto dovevamo attendere anche 1 mese. Ricevuta la risposta e corretta quella funzione per il quale veniva rifiutato il prodotto e magari, nel template precedente invece non avevano detto nulla, eravamo costretti ad attendere nuovamente fino ad un mese e la cosa era diventata insostenibile.

Decisi di iniziare la produzione per conto nostro, una decisione importante perché, il 99% del fatturato, proveniva da Envato. Quando comunicai questa decisione ai miei ragazzi, ci fu un pò di scetticismo misto a paura visto che fuori da Themeforest, il noto marketplace di Template di tutte le piattaforme Cms attualmente sul mercato, non eravamo conosciuti con il marchio Yith, diversamente da oggi che è abbastanza conosciuto in campo internazionale. Partivamo completamente da 0. In quel momento nasce Yith e lasciamo lo sviluppo di temi per iniziare lo sviluppo di plugin Woocommerce. Era fine 2014 quando capii che con la concorrenza spietata per lo sviluppo dei template, non valeva più la pena in quanto, mentre prima la pubblicazione del tema restava in homepage per 4/5 giorni, in quel periodo non vi rimaneva per non più di un paio d’ore e perdendo visibilità, si perdeva fatturato.
Molta meno visibilità e molto più lavoro per lo sviluppo, dato l’innalzamento degli standard e capii che il business stava andando in declino.

Giovanni Pugliese Digital MarketingQuindi virare da realizzare temi per wordpress a plugin per woocommerce, è stata una scelta vincente per non far affondare l’azienda su se stessa?

Ceo di Yith - Nando PappalardoQuesta si chiama strategia “Oceano Blu“, esiste un libro su questo. Quando è presente un mare di concorrenza in un settore, bisognerebbe ritagliarsi una micro-nicchia ancora inesplorata che appartenga allo stesso settore, in questo caso abbiamo dirottato l’attenzione su Woocommerce e plugin. Non c’era praticamente nessuno se non la stessa Woocommerce, siamo stati i primi a realizzare plugin per la stessa, quindi 0 concorrenza – continua il Ceo di Yith – mentre sui temi c’era una concorrenza spietata. L’applicazione esatta della strategia oceano blu è proprio questa e consiglio di leggere questo interessantissimo libro, soprattutto per chi è interessato al marketing.

Giovanni Pugliese Digital MarketingNoi con Digital Coach facciamo Digital Marketing e sicuramente ci farà molto piacere leggerlo.
Nando, nella tua Web Agency, di quanti collaboratori disponi?

Ceo di Yith - Nando PappalardoIn questo momento ci sono circa 30 collaboratori e sono alla ricerca di altri 2 programmatori. Il problema è che facciamo fatica a trovare le persone che abbiano sin da subito le competenze per poter lavorare sui progetti che abbiamo da sviluppare. Purtroppo in questo settore chi ha le competenze già lavora ed è comunque difficile trovare persone in giro con queste competenze.

 

Il Ceo di Yith racconta le difficoltà aziendali affrontate

Giovanni Pugliese Digital MarketingHai mai avuto difficoltà nel team, magari alla realizzazione del tuo primo team e se ciò si fosse verificato, come hai risolto?

Ceo di Yith - Nando PappalardoC’è stato un periodo in cui stavo per scoppiare. Era più o meno l’anno 2013. Man mano che crescevamo incomincavamo ad incontrare le prime difficoltà. Eravamo 10 persone nel team e gestivo tutto io, tutto passava da me, dalla piccola modifica alla revisione dalla cosa più complessa a quella più banale. Questo creò un collo di bottiglia enorme. Capitava che i ragazzi, finite le loro mansioni – esterna il Ceo di Yith – aspettavano anche un giorno o due affinché io revisionassi il loro lavoro ed apportassi eventuali modifiche. Era il periodo in cui i nostri temi wordpress erano richiestissimi, il periodo in cui eravamo i quarti al mondo su Themeforest. Sicuramente lavoravamo tanto ma in quel periodo, paradossalmente, se avessimo assunto una persona in più, avremmo prodotto di meno perché io ero arrivato ormai al limite. Mi accorsi che in azienda c’era un problema e quel problema ero proprio io. Non sapevo organizzare il lavoro in azienda dei miei ragazzi, non avevo mai avuto esperienze in gestione di team così grandi e quindi iniziai a muovermi per cercare una soluzione al problema. Chiesi consulenza ad un’agenzia che si occupava di organizzazione aziendale che mi ha permesso di fare un salto incredibile. Un lavoro durato 2 anni circa, un investimento di natura economica non indifferente ed ha fatto si che in questo lasso di tempo, potessimo adottare un sistema organizzativo molto flessibile e dinamico, in linea con i tempi e non i classici sistemi gerarchici, molto strutturati, rigidi e che l’hanno fatta da padrona negli ultimi 50 anni.
Noi oggi utilizziamo un sistema che si chiama olacrasi, flat di tipo orizzontale dove i ragazzi non hanno un vero e proprio capo ma sono loro stessi il capo.

Questo non solo ci ha permesso di organizzarci bene e lavorare bene ma questo sistema ci ha permesso di essere più flessibili nei confronti del mercato che cambiava molto rapidamente.

Ricordo bene che, quando ci fu il passaggio da template ai plugin, nonostante rimanessimo all’interno del mondo wordpress, dal punto di vista della produzione cambiava tutto. Questo cambiamento riuscì in meno di un mese grazie a questo sistema organizzativo. Inoltre, questo sistema organizzativo mi ha permesso di andare via dall’Italia. Oggi vivo a Tenerife, Santa Crùz, i 14 ragazzi italiani sono rimasti tutti in Italia che con me si vedono soltanto una volta all’anno fisicamente e lavorano da soli. Parlando con il mio consulente, in quel periodo, se avessi lasciato l’azienda in quel momento, sarebbe praticamente morta e sepolta perché priva di qualunque sistema organizzativo. Qui a Tenerife ho aperto altri uffici, ho assunto altri ragazzi, in modo da non dover gestire tutto in remoto seppur in questo momento non porti alcun tipo di problema.

Vuoi lavorare nel digitale?Lavorare-nel-digitaleTi consigliamo questo video corso

Giovanni Pugliese Digital MarketingNando, sono storiche le tue infografiche realizzate in excel, ce ne vuoi parlare?

Ceo di Yith - Nando PappalardoE’ risaputo in azienda come io sia fissato con la pianificazione. C’è chi addirittura le abbia definite delle vere e proprie opere d’arte; sono dei semplici file excel. A me piace molto la strategia, l’arte di pianificare ogni singola mossa prima di cimentarmi in un nuovo progetto, cercare di prevederne la fattibilità, i possibili problemi derivanti. Cercare di prevedere un pò tutto. E quindi, quando sono su excel, mi diverto tanto. Aprire il file, iniziare ad inserire numeri, percentuali, inserire formule… mi diverte.

Giovanni Pugliese Digital MarketingNegli ultimi anni, più o meno da quando hai intrapreso questo percorso, dapprima con Yiw ma adesso con Yith, ha realizzato dei WPCamp. Dapprima 1 ad anno, poi sparsi per diverse città d’Italia, com’è nata l’idea?

Ceo di Yith - Nando PappalardoInnanzitutto gli eventi erano predisposti ai Web Design Freelance, ci specializzammo su questo. L’Idea nacque sempre dal fatto che in Italia, non ci fossero eventi simili che trattassero tematiche nel nostro settore. Questi eventi in realtà erano presenti solo nelle grandi capitali europee e negli Stati Uniti per cui, essendo un tipo che di fronte alla mancanza, mi cimentai in qualcosa di nuovo per realizzarla, crearla e non attendere magari 5/10 anni perché ciò avvenisse. Mi misi in moto, forte del fatto che già molti autori scrivevano per il blog di Yiw. Come hai anticipato tu, in un primo momento facemmo degli eventi a Roma, altri a Milano fino ad arrivare a realizzare un Tour per tutta l’Italia. Furono eventi di grande qualità, coinvolsi gente molto preparata, speaker molto preparati che magari nella quotidianità avevano poca visibilità perché poco social ma di grandi competenze.

Ricordo che a fine evento c’erano dei feedback mostruosi, davvero spettacolari: “Da domani non sarà più la stessa cosa…; ci avete cambiato la vita…“. Abbiamo avuto nel tempo grandi soddisfazioni con questi eventi. Il 2015 fu l’ultimo anno in cui ne organizzai uno interamente dedicato a WordPress e lo chiamai WPDays, 2 giorni di Full-immertion, tenuto a Roma, 300 partecipanti, ci fu anche qualche ospite/speaker internazionale. Da lì in poi, ci fermammo con la formazione ed iniziammo ad incentrare il tutto sullo sviluppo del software. Fu esattamente il momento in cui, lasciamo i temi wordpress e passammo ai plugin di Woocommerce.

Giovanni Pugliese Digital MarketingRimanendo in ambito aziendale, una domanda che potrebbe far contenti molti lettori del nostro blog, sapendo che con un passo alla volta si possono raggiungere vette altissime in termini di fatturato. Quanto fattura al mese l’azienda Yith?

Ceo di Yith - Nando PappalardoSiamo partiti da 0 nel 2015, non sapendo cosa ci aspettasse in quanto, come detto prima, tutto quello che entrava in termini economici proveniva dalla vendita di temi su Themeforest ed oggi fatturiamo più di €200000 al mese. Lo ribadisco, partivamo da 0 con il nostro ecommerce e, sempre dal 2015 ad oggi, è stato un dato che non si è mai arrestato e che continua a salire mese dopo mese. Oggi poi, siamo conosciuti anche perché siamo in giro per tutto il mondo, essendo presenti a diversi WordCamp, sia in Europa che fuori. Lo scorso anno siamo stati in Costa Rica e lì ebbi la possibilità di fare diversi interventi come Speaker, a settembre saremo a New York. Stiamo facendo un grande lavoro in campo internazionale ed i risultati si vedono.

Tutto è iniziato come un gioco per me e quando fai le cose con passione non ci sono limiti a quello che si può fare in quanto non vi è fatica e non vi è nessuno ad imporre le cose. Sono davvero contento della scelta che feci quando ebbi quella diatriba con mio padre, se non avessi fatto quella scelta oggi sarei ancora lì a vendere pesce… Sicuramente non me la starei passando male ma non avrei mai raggiunto i risultati attuali con quel lavoro in quanto si parlava di numeri molto più piccoli e mi sarei trovato a fare un lavoro che non avevo scelto io.

Giovanni Pugliese Digital MarketingUn consiglio per noi futuri imprenditori?

Ceo di Yith - Nando PappalardoIl suggerimento che posso dare perché a me ha sempre portato esattamente dove volevo arrivare è “non scegliere sempre con razionalità“. Tornando indietro nel tempo, al momento in cui scelsi di cambiare lavoro, senza dati tangibili, una scelta razionale sarebbe stata restare in pescheria. Ascoltare quello hai dentro, spesso è diverso da quello che ci suggerisce la mente, sempre più razionale con i suoi calcoli ma quello che abbiamo dentro se lo seguissimo, potrebbe portare a risultati incredibili. Dal cambio di rotta, dalla pescheria ad oggi che sono Ceo di Yith, dallo sviluppo di temi per wordpress allo sviluppo di plugin per woocommerce, dal lasciare l’Italia e venire qui a Tenerife, sono state tutte scelte prese più con ciò che sentivo dentro che razionalmente. Segui ciò che hai dentro, non sbaglierai mai!

Giovanni Pugliese Digital MarketingGrazie mille per questo consiglio. Chiudiamo l’intervista ringraziando Nando, il Ceo di Yith, per la sua disponibilità.

Mia personale considerazione dell’intervista è: “questo dimostra come per diventare Ceo di Yith, Nando abbia prima percorso un cammino differente, più umile ma altrettanto ricco di soddisfazioni e poi abbia ripreso in mano quel sogno che si portava con se fin da adolescente. L’umiltà e la voglia di cambiamento è alla base di tutto! Seguire i propri sogni alla lunga, può portare a traguardi inimmaginabili.”

Vuoi sapere tutto sul mondo Digital e Social Media Marketing? Dai un’occhiata ai nostri corsi e Master:
Corso in Digital Marketing Manager Certification
Corso in Corso WordPress and Website Creation
Master in Web Marketing e Social Media Management

TI POTREBBERO INTERESSARE ANCHE I SEGUENTI ARTICOLI
 wordpress-specialist-chi-e-cosa-fa-quanto-guadagna f8-facebook-trends Mailchimp Specialist - Maura Cannaviello - Email Marketing Automation

Giovanni Pugliese on EmailGiovanni Pugliese on FacebookGiovanni Pugliese on InstagramGiovanni Pugliese on LinkedinGiovanni Pugliese on PinterestGiovanni Pugliese on Twitter
Giovanni Pugliese
Giovanni Pugliese è un appassionato di informatica sin dalla sua tenera età. Grafico di nascita, Tecnico informatico per caso, Web design per normale propensione al web. Capisce di dover volgere il proprio sguardo verso un mercato in espansione e si proietta verso il Digital Marketing e per questo si iscrive al corso Manager Membership di Digital Coach®, per continuare il naturale corso di professionalizzazione e diventare un professionista a tutto tondo mettendosi in proprio.