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Alternative all’università: il motivo per cui se ne parla tanto è semplice. Negli ultimi anni si è assistito ad un calo di iscrizioni all’università corrispondente al 17%, senza contare il fenomeno dell’abbandono universitario molto spesso legato a insoddisfazione, aspettative deluse, insuccesso e frustrazione. Infatti, in un momento storico come quello attuale, sempre più persone cercano alternative all’università poiché la scelta di un percorso di formazione post diploma, non sempre si traduce nella possibilità di trovare un lavoro. Certo, in termini di benefici, alcuni dati statistici parlano di una situazione occupazionale che favorisce chi consegue una laurea sia per quanto riguarda le retribuzioni che l’accesso al lavoro – secondo l’Istat nel 2008 i giovani laureati tra i 30 e i 64 anni guadagnavano il 26% in più dei diplomati, mentre il tasso di occupazione era pari al 91% contro l’86% per i diplomati -, ma è anche vero che la sproporzione tra domanda e offerta di lavoro si ripercuote su un tasso di disoccupazione superiore alla media per i giovani laureati tra i 25 e i 34 anni.

Alternative all’Università: perché?

Ma non si tratta solo di questo. La verità è che un 19enne appena uscito dalle scuole superiori con il diploma in una mano e l’incertezza del futuro nell’altra, non ha la più pallida idea di ciò che vuole fare della propria vita. Il più delle volte si domanda come capire quale università scegliere, ma la risposta non è semplice, o perché spinto a dover prendere una decisione o perché si nutre di un interesse particolare. Secondo James Altucher, imprenditore e autore del bestseller I was blind but now I see, le Università ci hanno costruito un vero e proprio mito sull’imprescindibilità della formazione universitaria quale fondamento di una vita appagata dal lavoro. È per questo che i giovani diplomati si precipitano ad iscriversi all’Università, cercando spesso frettolosamente di laurearsi per poi buttarsi a capofitto e venire fagocitati dal mondo del lavoro. Pochi sono quelli che pensano a possibili alternative all’Università. Vogliamo parlare di costi? Quelli delle università sono saliti del 1000% negli ultimi 30 anni mentre quelli per l’assistenza sanitaria del 700% e l’inflazione “solo” del 300%. Chi sceglie un percorso universitario, accumula nel corso della sua carriera studentesca un debito più consistente di chi possiede una casa o una carta di credito. Nel suo saggio Altucher aggiunge che, mentre in passato avevamo generazioni di innovatori e creativi, oggi stiamo sfornando una << generazione di giovani impantanati in un debito senza speranza, incapaci di sapere quando inizieranno a vivere davvero la propria vita >>. L’Università, inoltre, insegna molto poco (o quasi niente) di quel che serve nella vita reale. Non insegna innovazione, creatività e soprattutto non infonde passione. E poi perché un giovane deve per forza sfruttare l’enorme quantitativo di energia di cui dispone esclusivamente per lo studio universitario? Per questi motivi, lo scrittore propone 40 alternative all’Università, 40 possibilità inesplorate di trovare la strada giusta. Dall’imparare una lingua al diventare un esperto giocatore, dallo scrivere la sceneggiatura di un film al frequentare seminari motivazionali: qui voglio proporre una selezione di 9 alternative all’Università, utili a chiarirsi le idee sul proprio futuro, evitare di sbagliare ed offrirsi su un piatto d’argento l’opportunità di scegliere cosa fare davvero della propria vita.   alternative-all-università

1. Iniziare un business

Una prima valida alternativa all’università è quella di dedicarsi ad un’impresa, fondare un’azienda, mettere a punto un’attività commerciale. Come dice James Altucher sul suo manuale, <<questa è l’università della strada e quando devi cacciare per mangiare, impari molto velocemente >>. Dare inizio ad un business permette di imparare ad interpretare i gusti e i bisogni altrui, consente di apprendere come farsi venire in mente idee nuove che piacciano ad altre persone. Molti ragazzi frequentano l’università, prendono una laurea pur rimanendo con il ‘muscolo’ dell’ingegno atrofizzato. Intraprendere un’attività invece, spinge ad esercitare quel muscolo ogni giorno.

2. Fare del volontariato

Trascorrere un anno della propria vita dando da mangiare ad anziani affetti da Alzheimer o andando in Africa ad assistere chi vive nella sofferenza può offrire una lezione molto più utile e preziosa di tante lezioni teoriche impartite da una prestigiosa cattedra universitaria. Fare volontariato non è solo un’occasione per dedicare le proprie energie agli altri, ma un momento per sviluppare il proprio bagaglio esperienziale, arricchire di maggiore umanità le relazioni sociali e cercare di comprendere la parte più intima e autentica delle persone. Fare volontariato è un’autentica palestra di vita. In Italia, secondo il dossier 2014 dell’Istat, il tasso di volontariato per i giovani tra i 14 e i 24 anni è pari al 10%.

3. Prendere lezioni pur non essendo iscritto a nessuna Università

Il web costituisce una maestosa biblioteca virtuale, nei cui meandri perdersi e poter studiare online gratis. Non ci sono scaffali colmi di libri, ma diverse piattaforme – la più famosa è Uncollege.org – attraverso cui accedere ai corsi delle università di tutto il mondo su qualunque disciplina: un modello di studio al quale hanno già aderito realtà accademiche del calibro di Harvard, Stanford o il Mit di Boston a livello internazionale, ma anche le Università italiane Federico II di Napoli, la Sapienza di Roma, Bocconi e Politecnico di Milano. I Massive Online Open Courses (MOOC) costituiscono la porta d’accesso a nuovi saperi: non solo una modalità libera di avvicinare discipline verso cui nutriamo un particolare interesse e studiarle online gratis, ma anche un approccio innovativo alla possibilità di immergersi totalmente in un ambito per approfondirne le sfaccettature e magari farne il proprio percorso nella vita.

4. Viaggiare per il mondo e visitare tutti i siti archeologici d’Europa

Quale modo migliore di imparare se non andando per i sentieri del mondo? Viaggiare è pura educazione alla ricchezza della vita. Un’alternativa all’università che consente al viaggiatore disincantato di incontrare viaggiatori di tutte le nazionalità. Potrà capitare di trovarsi in situazioni improbabili da cui uscirne indenne richiederà di fare affidamento solo sulle proprie risorse fisiche e mentali. Sarà più facile scrollarsi di dosso quell’egocentrismo che fa sentire ogni adolescente il centro dell’universo. E poi quale modo migliore per apprendere storia, geografia, arte se non addentrandosi nei vicoli del passato, toccando con mano i confini territoriali imposti dall’uomo, ammirando la bellezza delle forme artistiche e la geometria ingegnosa dell’architettura. Si può acquisire tanta buona cultura e allo stesso tempo riflettere su ciò che già si è appreso sui banchi di scuola, diventando un cittadino del mondo molto più di un giovane universitario. Una valida alternativa anche per cercare dentro di sé motivazione e ispirazione per costruire mattone dopo mattone il proprio futuro. alternative all'università

5. Fare esperienza diretta della professione prima di decidere di iscriversi all’università

Prima di iscriversi ad una Facoltà molto impegnativa – per esempio Medicina o Giurisprudenza –, addentrarsi per cinque o dieci anni in un percorso che potrebbe rivelarsi infernale e spendere un mucchio di soldi in tasse universitarie, perché non mettersi in gioco in prima persona nel contesto della professione che si andrà a svolgere? Un anno da trascorrere come volontario nella corsia di un ospedale al fianco di dottori e infermieri o presso uno studio legale come assistente di un avvocato consentirà di comprendere le complessità e le soddisfazioni, ma anche toccare con mano le frustrazioni, le peripezie, i sacrifici e gli aspetti ingrati del mestiere. Solo dopo aver svolto quella sorta di tirocinio pre-universitario per qualche anno si potrà rispondere con sincerità e pragmatismo al quesito interiore del ‘ne vale la pena?’.

6. Dedicarsi all’arte in tutte le sue forme

Trascorrere un anno della propria vita imparando a dipingere, a suonare uno strumento o a scrivere un romanzo: l’importanza di imparare ad educare se stessi alla creatività è un’alternativa all’università capace di portare enormi benefici ad una mente fresca e proliferante di neuroni. La creatività, infatti, non viene dall’ispirazione, ma scaturisce dal sudore dell’impegno, dalla disciplina della dedizione e soprattutto dalla passione con cui si allena il proprio talento. E’ come un muscolo che bisogna imparare a costruire piano piano e che va stimolato in modo continuativo con l’esercizio, l’elaborazione e la realizzazione di ciò che era solo un’idea. L’arte è maestra di creatività, soprattutto in giovane età.  

7. Candidarsi per una posizione politica

Una vera e propria sfida per chi ha appena 18 anni ed un diploma in tasca come unica esperienza di vita. Invece, potrebbe essere un’ottima opportunità per imparare ad esprimere se stessi. Concorrere per una posizione interna al Consiglio Comunale o addirittura alla carica di Sindaco significa interessarsi attivamente alle questioni pratiche che attanagliano il proprio territorio, significa imparare a parlare, ad elaborare concrete proposte di risoluzione dei problemi e sviluppare la modalità più efficace per comunicarle in virtù di una comprensione estesa ai più. Ed ancora significa trovare il modo di distribuire le risorse equamente ed efficientemente, oltre che comprendere come funziona il sistema politico in generale.

8. Provare a risolvere i problemi del mondo

Ecco una fantasiosa quanto interessante proposta alternativa ad un tradizionale, spesso infruttuoso percorso universitario. << Prendi tutto ciò che ti infastidisce, tutto ciò che ti annoia, tutto ciò che ti sconvolge e prova a risolvere il problema >>. In modo molto diretto e schietto, nel suo saggio James Altucher invita a mettersi in gioco in prima persona. Via le lamentele d’insoddisfazione per quel che non va in questo mondo. Che sia una questione di impatto globale o un problema che affligge il nostro piccolo fazzoletto di terra, l’importante è tentare, progettare, sollevare la questione, elaborare un’ipotesi di risoluzione al problema. Ad esempio, le organizzazioni che si dichiarano no profit spendono troppi soldi per pagare gli stipendi? Il primo passo è iniziare a fare una ricerca per documentarsi, raccogliere informazioni e approfondire meglio il problema. Poi è possibile scatenare la discussione sul tema, scrivendo un articolo ricco di solide argomentazioni, dedicandogli un blog di approfondimento, girando un documentario. Con una penna in mano, ideali da difendere e una buona capacità di destreggiarsi in una discussione persuasiva, ognuno di noi potrà tentare e magari imparare a risolvere ciò che più gli interessa da vicino.

9. Sviluppare la propria rete di contatti

E’ importante stabilire contatti sociali, allargare la propria rete personale. Non è necessario essere un personaggio già affermato in un determinato campo per instaurare rapporti con tante persone. La rete, quella di internet, offre a chi cerca un’alternativa all’università l’occasione di diventare un proficuo ‘nodo di connessione’ di una rete di relazioni: il primo passo è intercettare una persona esperta in un ambito di interesse – per esempio l’imprenditoria – disponibile a fare una chiacchierata in merito alla sua professionalità. A quel punto, basterà usare i social network come Facebook per creare e dare visibilità all’evento: in questo modo, si avrà la possibilità di incontrare migliaia di persone, utili contatti per infondere valore reale alla propria rete personale. La rete di contatti che si può creare all’università è solo 1/10 di quella che è possibile sviluppare per conto proprio. alternative università Come dice James Altucher, << datti una chance >>. Ci sono tanti modi diversi per acquisire esperienza, imparare abilità, fare soldi, evitare debiti, trovare la felicità, evitare la tristezza, e << fare i conti con la paura che non stai realizzando qualcosa semplicemente perché non hai scelto il sentiero ovvio dell’università all’età di 18 anni >>. Prendere una laurea non è l’unica possibilità per riuscire nella vita. Meglio una scelta intelligente per disegnare il proprio futuro: un’alternativa all’università spesso può rappresentare quella giusta. 

 

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Immacolata Mariani
Studente di Digital Coach in cerca della sua strada.