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La crescita E-commerce in Italia registra tassi di sviluppo fra il 15 e il 20% anno su anno, per un giro di affari di oltre 20 miliardi di euro. Un settore che sta trainando l’economia non solo del nostro Paese, ma dei 5 continenti. In questa intervista ho chiesto a Giulio Finzi di scattarci una fotografia della crescita dell’E-commerce sottolineandocene luci ed ombre. Ne è emerso un quadro interessantissimo dal quale spicca come l’espansione dell’E-commerce sia ciò su cui deve puntare non solo chi desidera incrementare il proprio business, ma anche e soprattutto i venditori tradizionali che non vogliono essere fagocitati dalla portata del fenomeno.

 

davide-bertani Giulio, ci parli di te e di Netcomm per aiutarci a capire qualcosa di più dell’E-commerce?

Sono Giulio Finzi, il segretario generale di Netcomm, l’associazione italiana del commercio elettronico che da più di 12 anni rappresenta il settore. Mi occupo di Internet dall’inizio degli anni 2000 e di E-commerce – al fianco delle imprese italiane – da più di 10 anni avendo lavorato con molte imprese del ‘Made in Italy’ su progetti per lo sviluppo del loro E-commerce in Italia, in Europa e nel mondo. Come Netcomm lavoriamo da molti anni i dati relativi al mercato italiano e 5 anni fa abbiamo fondato Netcomm Europe. Con questi colleghi collaboriamo con diverse aziende in giro per il mondo, cosa che ci consente di raccogliere e studiare dati mondiali.

 

davide-bertani Voi siete un colosso dell’E-commerce perché rappresentate oltre 300 aziende

Sì è così, noi rappresentiamo oltre 300 aziende che sono sia i venditori online, cioè i merchant, sia i ‘pure player‘ cioè le aziende nate per l’E-commerce fra le quali cito Amazon o Zalando che sono nostre associati per quanto riguarda le loro attività italiane, ma abbiamo anche operatori più piccoli quindi molte start up e aziende tradizionali come Lavazza, Mondadori o Fratelli Carli. Cioè aziende che, a un certo punto della loro strada, hanno deciso di fare anche E-commerce, alle volte con grande successo. Sono nostre associate anche molte imprese dell’ecosistema, quindi le piattaforme di pagamento (banche e Paypal), le piattaforme logistiche di spedizioni o le società che danno servizi per il marketing, per l’E-commerce o software per l’E-commerce. Insomma rappresentiamo un ecosistema completo.

 

davide-bertani Ci puoi dare qualche dato sulla crescita dell’E-commerce oggi in Italia?

 L’E-commerce è un mercato che in Italia sta crescendo molto, con tassi fra il 15 e il 20% anno su anno con trend che rimarranno tali anche nei prossimi 10 anni.  La nostra previsione  al 31/12/17 è che gli italiani abbiano speso più di 23 miliardi di euro online. Il fenomeno italiano si collega a quello mondiale, perché la crescita E-commerce è un fenomeno mondiale. Più della metà della popolazione mondiale usa Internet e poco meno di 2 miliardi di persone comprano online. Numeri enormi: in Cina comprano online 500 milioni di persone. In Europa sono 300 milioni, includendo anche Russia e Turchia, e negli Stati Unito sono 180 milioni. In Italia i compratori online sono circa 22 milioni anche se da noi il tasso di penetrazione dell’E-commerce è più basso rispetto ad altri Paesi europei. Faccio notare che comunque la crescita è continua e per alcuni settori l’E-commerce è fondamentale. La categoria Elettronica ed Informatica, ad esempio, che comprende anche telefonia, fa registrare come venduto online il 22% del venduto totale. Il 7% della moda e abbigliamento è venduto online. Stiamo parlando quindi di numeri significativi e che continueranno a crescere.

davide-bertani Nello spaccato che ci hai dato, qual è il ruolo del mobile

 E’ un ruolo sempre più importante che diventerà sinonimo di Internet e di E-commerce. Va infatti considerato che oggi più della metà della popolazione mondiale usa uno smartphone, più della metà delle connessioni mobili avviene su banda larga e più della metà del traffico Internet è generato da mobile. In particolare in Europa, Stati Uniti e Paesi emergenti (Asia Sud America e Africa), Internet è sinonimo di mobile. In Italia, nel 2017, il 25% degli acquisti E-commerce è fatto da mobile. Le aziende e chi si occupa di Internet deve convincersi che tutto, a partire dalla user experience, deve essere progettata per lo schermo dello smartphone. Il pc, il desktop e notebook sono oggetti che vanno a scomparire e sono sempre meno importanti.

 

davide-bertani Cosa frena e cosa favorisce l’acquisto online e quindi la crescita dell’E-commerce?

 Gli utenti trovano online un’offerta infinita perché nessun negozio fisico può competere con l‘assortimento di uno shop online e, in molti casi, dei prezzi interessanti. Non è vero che su Internet tutto costa sempre meno, ma c’è così tanta scelta che io posso trovare il prodotto per me giusto in quel momento. E poi c’è una seconda componente che è il servizio, cioè il fatto che in molti casi è molto più conveniente comprare online e ricevere a casa perché i tempi di consegna sono così veloci e così efficienti che è più conveniente non solo  economicamente, ma anche per quanto riguarda il tempo impiegato. Chi non compra online di solito lo fa perché preferisce comprare certi prodotti di persona. Ci sono tanti progetti E-commerce di omnicanalità, cioè negozi ed E-commerce collegati insieme così da ovviare questo problema. In pratica io posso andare in negozio, vedere il prodotto, sceglierlo e poi ordinarlo online o viceversa. Quindi il tema dell’omnicanalità è centrale. C’è anche chi non si fida ancora del tutto degli strumenti di pagamento, ma questo è un falso problema, perché chi compra online è sempre tutelato. Sono piuttosto i venditori che devono stare attenti alle truffe. Infatti anche se capita un acquisto non fatto direttamente la banca, o il sistema di pagamento, dà sempre ragione a chi ha fatto l’acquisto. Chi non compra online dunque non si è ancora abituato a questa idea, ma dovrà abituarsi. I negozi fisici, infatti, tenderanno a ridursi e quelli che rimarranno lo faranno perché sono legati all’online, gli altri non hanno futuro.

 

davide-bertani Drop shipping, cosa significa?

 Il drop shipping è quella situazione che si verifica quando un venditore online vende un prodotto che non si trova fisicamente in un suo magazzino, ma è nel magazzino di un fornitore terzo. Nel momento dell’ordine, quindi, il venditore, deve passare la richiesta al suo fornitore che, in tempo utile, deve evadere l’ordine spedendo direttamente al compratore in nome del venditore. E’ una triangolazione. E’ una soluzione utilizzata in molti casi perché consente al venditore di non avere nel proprio magazzino la merce evitando così possibili rischi finanziari e di mobilizzazione della merce un catalogo molto ampio, ma richiede una perfetta sincronizzazione fra i database e la disponibilità dei prodotti perché non c’è niente di peggio di vendere un prodotto che non è più disponibile  perché il venditore lo vende senza vedere se nel suo magazzino c’è perché fa affidamento sull’aggiornamento della giacenza di un terzo. E’ quindi necessaria un’integrazione informatica molto sofisticata. Chi lo fa bene ottiene dei grandi risultati perché i cataloghi si allargano moltissimo, richiede però una grande capacità di integrazione informatica e un costante aggiornamento della disponibilità.    

Se ti interessa approfondire la tematica della crescita E-commerce clicca qui

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Davide Bertani
Sono un giornalista professionista e comunicare è la mia passione. Adoro scrivere e saperlo fare bene per un giornale o un'agenzia stampa oggi non basta più. Per questo mi sono avvicinato al digitale, un mondo davvero affascinante e dalle mille sfaccettature. Sperimento le nuove tecnologie per rimanere al passo con i tempi e non sentirmi nel pleistocene...
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