Seleziona una pagina
  • Rating Lettori
  • Votato 5 stelle
    5 / 5 (2 )
  • Vota!


Big data: cosa sono e che vantaggi offrono?

L’abbiamo chiesto al dott. Christian Contardi, Head Project Manager della società Big Data Technologies.

“I big data sono quell’enorme mole di dati che viene accumulata da tutti i dispositivi che si collegano ad internet. Se pensiamo che fino a pochi anni fa ci connettevamo solo da computer, mentre oggi siamo sistematicamente connessi con molteplici dispositivi, si capisce come le tracce che lasciamo durante la nostra navigazione si siano moltiplicate a dismisura”. Tanto che il Dott. Contardi definisce i big data un mare magnum, ossia una enorme e disordinata quantità di informazioni.

“Si tratta di dati destrutturati che contengono informazioni utilissime per comprendere il comportamento degli utenti nel mondo internet. Grazie ai big data conosciamo quindi le tendenze, i gusti, la propensione all’acquisto via web e le potenzialità del singolo utente e dei gruppi di utenti.”

Come è noto, se consideriamo il percorso di navigazione di un utente, il suo comportamento consente di tracciarne il profilo. Vi sono però dei vincoli di privacy, soprattutto per quanto riguarda le informazioni di tipo personale, ma il dato aggregato non è subordinato a questo vincolo. “C’è la possibilità di creare dei profili di utenti sulla base di comportamenti comuni. Per rendere i big data utili e fruibili per le aziende, si produce quindi tutta una serie di pannelli analitici, all’interno dei quali è possibile interrogare questa mole di big data per estrarre informazioni utili al marketing“.

Siamo tutti Pollicino… dai nostri PC, laptop, tablets e smartphones non facciamo altro che lasciare tracce.

I big data rappresentano un presente che deve essere razionalizzato e un futuro prossimo che mette nelle condizioni le aziende di trovarsi a tu per tu con il cliente.

Il Dott. Contardi ci spiega che “l’esempio più lampante di utilizzo dei big data ci viene mostrato quotidianamente dai grossi players del web, i social networks di una certa dimensione e i motori di ricerca, Facebook e Google in primis. Queste piattaforme analizzano in continuazione i big data dei loro utenti,  per organizzare le loro campagne nei confronti dei soggetti particolarmente ricettivi, basandosi appunto sul comportamento del singolo utente all’interno della piattaforma stessa”. E come è noto, queste piattaforme mettono poi gli stessi big data a disposizione delle aziende, che a loro volta possono quindi targhettizzare con molta cura le loro campagne.

Trasponendo dunque il mondo dei big data nel contesto dell’e-commerce, abbiamo a disposizione non solo un generico profilo utente, ma anche le informazioni sul singolo che viene a collegarsi in quel preciso istante. “C’è dunque la possibilità di andare in modalità push nei confronti del consumatore, proponendo prodotti o servizi che possono essere non soltanto riconducibili al suo profilo, ma anche prodotti che non sono mai stati acquistati e che rientrano in quella cerchia di prodotti di potenziale interesse per l’utente stesso”.

Il mare magnum diventa quindi un sistema organizzato, aggiornato costantemente e sempre più accurato. Al servizio delle aziende ma anche dei consumatori. Se oggi a volte siamo quasi infastiditi dalle pubblicità che ci seguono ovunque navighiamo, un domani avremo il piacere di passare da Pollicino a Minority Report, quando come Tom Cruise entrando in un negozio verremo salutati da un ologramma che ci chiamerà per nome e ci chiederà come ci siamo trovati con la maglietta che abbiamo acquistato.

Per affinare le tecniche il tema dei Web Analytics associato ai Big Data ti suggeriamo di dare un’occhiata al Master Web Marketing e al Master E-Commerce

Laura Tagliabue

Past student  “Master Web Marketing & Social Media Marketing

Digital-Coach.it

 

Laura Tagliabue