Seleziona una pagina

 

 

Il vino, non è solo il contenuto della bottiglia o del tino, il prodotto della fermentazione del succo d’uva, di una specifica varietà, vinificato, invecchiato, con un certo grado alcolico, con degli aromi particolari, insieme di caratteristiche tecniche ed organolettiche. Esso è espressione di un territorio, di una regione, di una storia, di persone, di una cultura.

Il vino, rappresenta anche un settore capace di generare un valore aggiunto di 13,2 miliardi di euro, occupando circa 1.200.000 addetti (pari al 5,1% della forza lavoro totale in Italia), nonostante gli Italiani ne consumino una quantità pro-capite di circa la metà (37 litri pro-capite) rispetto a quanto se ne consumasse negli anni Ottanta, un settore che riesce a sostenersi grazie in particolare alla crescita delle esportazioni verso l’estero.

Secondo il 2° Rapporto dedicato alla filiera Vitivinicola condotta dal Gruppo 24 ORE con le sue riviste Bargiornale, Gdoweek, Mark Up, Ristoranti Imprese del Gusto e VigneVini in collaborazione con l’esperta in tendenze alimentari e social Marilena Colussi (link al profilo linkedin), l’Istituto di ricerche Doxa-Marketing Advice ed il Panel  HQ24 (High Quality Panel) del Gruppo 24 ORE (link), che ha analizzato i fattori cruciali del vino, emerge come a fronte di una riduzione dei consumi, vi sia una maggiore diversificazione dei luoghi e modalità di consumo, e diversificazione e crescita dei canali di acquisto, come la Gdo, gli acquisti fatti direttamente al produttore, e tramite e-commerce. I valori associati al vino rimangono elevati, in particolare rappresentati dalla passione per il vino, la qualità, la sicurezza. La sostenibilità, la naturalità e bevibilità.

Con queste premesse, e tenendo conto di scenari mutevoli e non facilmente prevedibili, le nuove tecnologie, grazie alla comunicazione digitale ed ai social network, svolgono un ruolo da protagonista nel sostenere l’azienda nel valorizzare i suoi prodotti e la sua offerta. Il web ha modificato il modello decisionale d’acquisto, che nel passato era identificato con l’acronimo FMOT (First Moment Of Truth).

 

Il modello evidenzia come dal momento del ricevimento dello stimolo (un prodotto sullo scaffale) una persona decide o meno di comprare, tale modello è stato superato dal concetto di ZMOT (zero Moment of Truth) introdotto da Google, in cui si evidenzia come il consumatore, dopo aver ricevuto lo stimolo, prima di acquistare il prodotto, cerchi informazioni sul web e sui social network.

 

FleishmanHillard Italia, una importante Società Internazionale presente anche in Italia, ha analizzato la presenza on-line delle 25 aziende vinicole italiane più importanti per produzione.

classifica-indagine-vino.jpg

 

Sono stati evidenziati alcuni aspetti interessanti riguardo l’utilizzo del web e dei social network. La presenza sui social network è più di tipo quantitativo che qualitativo, sia i contenuti che l’aspetto “storytelling” possono essere maggiormente valorizzati, e cosi l’e-commerce ha ampi spazi di ulteriore crescita.

Schermata 2014-03-07 alle 10.17.25.png

 

Altri aspetti evidenziati dalla ricerca, sono quelli rispetto ai siti aziendali, quasi tutti sono di tipo “responsive”, per quanto riguarda l’aspetto SEO è sviluppato in modo adeguato solo dalla metà delle aziende, e per l’e-commerce solo una ha un proprio servizio gestito direttamente dal proprio sito.

Per quanto riguarda i social network, il social più utilizzato è Facebook, utilizzato da 17 aziende su 25, poi segue Youtube (15 aziende) ed in terza posizione Twitter (11 aziende), poco utilizzati sono Pinterest ed Instagram in cui l’utilizzo dell’immagine è preponderante. Per la frequenza di aggiornamento, la prevalenza delle aziende aggiorna Facebook e Twitter una volta alla settimana, invece per Youtube nel migliore dei casi l’ultimo video è stato inserito 6 mesi prima.

Dai dati si evince quanto ancora può essere migliorata la presenza on-line e sui social da parte delle aziende vinicole, migliorando i contenuti e l’engagement, stimolando la partecipazione e condivisione dell’utente. Il web è pieno di blog e siti in cui si parla del mondo del vino, troppo spesso in modo autoreferenziale, vi è la necessità di creare un nuovo dialogo con il consumatore e con i mercati.

 

Giuseppe Sangiovanni

Master in Digital & Social Media Marketing

Digital Coach

Facebook: giuseppesangiovanni

Google+: giuseppesangiovanni

 

Giuseppe Sangiovanni