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Si sente sempre più frequentemente parlare di Webstar. Ma se vi chiedessero cosa significa questo termine, sapreste dare una definizione chiara e puntuale?

Praticamente tutti sappiamo cosa si intende con appellativi quali “pop star” o “stella del cinema”, invece la nostra abilità lessicale viene meno se pensiamo a un neologismo come Webstar. La domanda allora sorge spontanea: chi sono esattamente queste stelle del web? Nerd glitterati che smanettano dalla mattina alla sera su una tastiera, ex soubrette del tubo catodico prestate alla rete o cosa? Anche se potrebbe sembrare uno scenario divertente ed esilarante, niente di tutto questo!

Scherzi a parte, se proviamo a ricercare la parola chiave #Webstar ci si imbatte in numerosissimi articoli di giornale o blog-post a loro dedicati che titolano “ecco le webstar italiane più famose” oppure “le webstar di oggi” e altri lanci dello stesso tenore. Ma cosa fanno e a chi fanno gola? 

Quasi nessuno ha provato a descrivere e spiegare tecnicamente quali sono le personalità e le professionalità che si celano dietro questa definizione. Il motivo è presto detto: chiarificare cosa sia una webstar non è cosa semplice. Infatti non vi è una definizione ufficiale e si può arrivare ad essere riconosciuti come tali attraverso varie strade e tramite diversi talenti. Insomma abbiamo a che fare, come capita spesso quando si parla di internet e nuovi media, con un mondo variegato e multiforme ma anche molto interessante.

Per questo motivo sono ben contento di affrontare l’argomento. Trovo la “nascente” figura della webstar degna di nota e in questo post proverò a illustrare, secondo la mia interpretazione, chi è, cosa fa e perché risulta sempre più richiesta da aziende, brand e media tradizionali.

Chi sono le Webstar? Identikit di una Web Celebrity

 

Come avrai già capito, le webstar sono personalità fortemente connesse ai mondi del web. Sono definite anche welebrity, ovvero “web celebrity”, perché risultano essere delle vere e proprie celebrità del web, una sorta di VIP della rete. Sono ammiratissime dagli adolescenti, ma sempre più seguite da persone di ogni fascia d’età.

La parola web star ad oggi risulta essere un termine contenitore. Semplificando, possiamo definire una stella del web colui o colei, di solito un nativo digitale, che ha raggiunto il successo nel web e tramite il web, arrivando ad essere “famoso” in rete, sui social media e nei casi più brillanti anche offline.

webstarPossiamo considerare come webstar, dunque, chiunque abbia un forte seguito online e sia capace di creare engagement e generare grandi numeri. Il termine si abbina benissimo al concetto di influencer perché spesso le due posizioni combaciano: quando si è una celebrità del web si è in grado di influenzare i propri ammiratori, se si è un web influencer si potrebbe divenire una web star, grazie a straordinarie doti comunicative o, magari, a punti di forza come un viso che “buca lo screen“.

Insomma, se nel settore dei media tradizionali per star si intende un attore, un cantante o uno showman più famoso e amato degli altri, nel web possiamo considerare stelle quelle personalità che risultano più seguite e influenti di altri. 

Come accennato sopra, si arriva a diventare celebrità del web attraverso la presenza digitale. Essere presenti e visibili nel mondo dell’online è requisito indispensabile, ma sia chiaro, salvo qualche eccezione, non si tratta di professionisti che si sono dedicati al Personal Branding per diventare autorevoli ed influenti nel proprio ambiente di business.

Web Star & Web Influencer – Una sottile linea di demarcazione

 

Come ben sappiamo, oggi la maggior parte delle popolazioni ha accesso ad internet e ne fa un uso attivo. Nel 2016, secondo il report annuale di We Are Social e Hootsuite, più di 39 milioni di italiani hanno avuto accesso alla rete, di cui circa 31 milioni sono stati anche attivi sui social. Piattaforme e social network come Youtube, Facebook e Instagram sono state e sono tutt’ora tra le più utilizzate. Gli italiani, dunque, dimostrano di essere grandi fruitori di contenuti digitali.

Questi dati, anche se riportati in maniera grossolana, basterebbero a spiegare l’esistenza del fenomeno inarrestabile delle web star. Infatti la webstar è prima di tutto un creatore di contenuti. Contenuti, di qualità o meno, che vengono caricati e condivisi sulle piattaforme sociali: Facebook, Youtube e Instagram vanno per la maggiore, ma si può diventare famosi ed influenti ancora grazie a Twitter o tramite social emergenti come Snapchat o piattaforme di Blogging

Una celebrità 4.0 si configura come un utente super avanzato, un creator protagonista dei suoi contenuti che usa come trampolino di lancio una determinata piattaforma per poi riuscire ad essere presente ed influente anche su piattaforme altre. Youtuber, Instagramer, Opinion Leader su Twitter o protagonista di una fanpage rappresentano declinazioni diverse della popolarità online. Una star, però, è quella personalità che riesce ad avere un seguito trasversale a più livelli. Questa, probabilmente, è la vera linea di demarcazione tra un influencer e una webstar:

Un influencer che fa instragam marketing, ad esempio, per essere considerato una vera stella del web deve avere seguito anche altrove, dove per “altrove” intendiamo di certo l’online con le diverse piazze social ma spesso anche l’offline. Infatti non sono pochi gli esempi di webstar approdate in tv, al cinema o in libreria con qualche pubblicazione (uno fra tutti Mamma, sono diventato una webstar! di Sebastian Gazzarrini).

YOUTUBER: prototipo di una webstar

 

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Il primo video della storia di Youtube venne caricato nel 2005 da uno dei fondatori. La clip dura meno di 30 secondi e si intitola “me at zoo”. Un video semplicissimo, amatoriale, didascalico e quasi banale nella sua estrema normalità. Me at zoo da allora in poi ha accumulato più di 44 milioni di visualizzazioni e può tranquillamente essere considerato l’emblema del successo virale che la più importante piattaforma web di video è in grado di generare. 

Dal 2005 ad oggi ne è passata di acqua sotto i ponti, o meglio, ne sono passati di video dentro il tubo e ad oggi Youtube dispone di un numero incontrollabile di canali che hanno dato origine ad una vera e propria grammatica del video online, protagonisti dei quali sono ovviamente gli youtubers.

I creators, come li definisce Youtube stesso, sono per l’appunto creatori di contenuti. Un po’ sceneggiatore, un po’ regista, un po’ attore, lo youtuber si riprende (o si fa riprendere) con una webcam e poi lavora all’editing della clip che caricherà sulla piattaforma. Siamo davanti ad un professionista della piattaforma Youtube, che ha dimestichezza con componenti tecniche quali la ripresa video, e che conosce i programmi e le regole base del montaggio e della fotografia.

Un video può essere girato in tantissime modalità ed i contenuti possono parlare delle tematiche più disparate. Su Youtube, dunque, possiamo trovare differenti tipologie di creators. Quelli che da sempre hanno più successo e in grado di generare anche video virali sono essenzialmente:

  • Vlogger: letteralmente “video blogger”. Parla della sua vita quotidiana e del suo punto di vista sul mondo oppure si focalizza su un argomento specifico. Spesso pubblica anche tutorial.
  • Gamer: adorato dagli adolescenti, è un ragazzo che gioca ai videogame e si riprende mentre lo fa. Commenta i livelli più difficili e dispensa consigli su come superarli. 
  • Panker: è il re del divertimento. Mette in scena delle vere e proprie sessioni di scherzi ad amici, parenti e perfetti sconosciuti ignari della presenza di una videocamera.
  • Artisti: forse il gruppo più cospicuo. Sono per lo più cantanti, ma anche comici ed attori, che usano Youtube per puntare i riflettori sul proprio talento. I cantanti, per esempio, iniziano pubblicando video in cui reinterpretano hit o brani di artisti famosi, per poi arrivare alla pubblicazione di singoli originali, in maniera indipendente o con qualche etichetta discografica. 

Tutte queste diverse anime del creator rispecchiano il motto di Youtube “Brodcast yourself” , ovvero “trasmetti te stesso”. Il concetto cardine è portare davanti alla camera (quindi nel tubo per arrivare a milioni di utenti) la propria personalità, con semplicità e senza costruzioni. Questo spiega la componente amatoriale dei primi video delle star di youtube, quando ancora non possono essere considerate tali. Infatti, come spiegato prima, un video può essere immediatamente virale, ma riuscire a diventare una webstar è cosa differente. Quando si arriva ad avere numerose iscrizioni al proprio canale bisogna alzare il livello delle qualità perché contestualmente crescono le aspettative del pubblico di riferimento. 

Dunque Youtube può essere considerata, soprattutto dopo il suo acquisto da parte di google nel 2006, la prima piattaforma in grado di generare webstar. Dal tubo hanno avuto origine le sfolgoranti carriere di personaggi che poi sono approdati al piccolo schermo o al cinema, continuando parallelamente il loro impegno online. Esempi illustri sono Clio Zammatteo (ClioMakeUp), la prima Vlogger della cosmesi che ha condotto un programma molto seguito su RealTime; Frank Matano (all’anagrafe Francesco Matano), giudice fra le altre cose di Italia’s Got Talent su Sky, ma anche Guglielmo Scilla (Willwhoosh) o personaggi come Diana Del Bufalo che ha fatto sin dall’inizio la spola tra web e tv, ma che deve la sua popolarità soprattutto all’attività di youtuber.

Perché le aziende scelgono le webstar?

 

Perché le aziende scelgono le webstar per promuovere i propri prodotti? A questa domanda potrei rispondere con un’altra

domanda: Qual è l’obiettivo primario del marketing e delle strategie di branding?

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La Webstar Tess Massanza per Rovagnati

L’obiettivo resta sempre lo stesso: fare fatturato. Per fare fatturato c’è bisogno di vendere i propri prodotti o i propri servizi e per riuscire a farlo è indispensabile parlare al proprio target di riferimento, alle cosiddette buyer personas

Da qualche anno a questa parte praticamente tutte le aziende hanno cominciato a comunicare e a fare marketing soprattutto online, proprio perché moltissime persone sono raggiungibili esclusivamente tramite il web. È questo sicuramente il caso dei millenials degli anni 2000, ragazzi che guardano la televisione solo fin quando non hanno uno smartphone personale. Da questo momento in poi per loro la fruizione di contenuti passa quasi esclusivamente attraverso web e mobile. In realtà, anche le altre fasce d’età spendono sempre più tempo online: guardano la televisione ma usano contemporaneamente altri device, abitudine che ha dato origine al fenomeno del second screen.

Le aziende più al passo coi tempi hanno adeguato le proprie campagne a questa novità. Per entrare in maniera penetrante nel mondo dei social network decidono, così, di scegliere come “testimonial” le webstar perché affidatarie della fiducia e della stima delle persone che le seguono. 

Il rapporto tra  webstar e seguaci, d’altronde, è speciale e si contraddistingue per dinamiche nettamente diverse da quelle che intercorrono tra fan ed idolo. Difatti l’audience di riferimento di una web celebrity è composta da un pubblico che è cresciuto gradualmente e grazie a forte interazione. Web star e followers hanno una comunicazione di tipo bidirezionale. L’approccio verticale della tv è praticamente sorpassato.

Certamente la comunicazione principale va da uno (webstar) verso molti (seguaci), ma è proprio dopo questo primo intervento che arriva l’interazione tramite commenti e messaggi. Inoltre da quando esistono le dirette e le stories l’interazione è diventata praticamente istantanea, fulminea. Questo permette alle webstar di allacciare un rapporto esclusivo, quasi amicale, con il proprio pubblico di riferimento. Meccanismo che dà avvio alla creazione di vere e proprie community

Quando un creator diventa una webstar, viene intercettato dalle aziende e con quest’ultime comincia ad avviare varie collaborazioni. La creazione di contenuti aziendali (contenuti #adv per intenderci) spesso crea una piccola frattura con la propria fanbase. Questo accade poiché spesso i giovanissimi idealizzano molto l’attività del loro beniamino e non condividono l’idea che possa arrivare a percepire un guadagno attraverso il loro rapporto esclusivo. Non dimentichiamoci che molte webstar rappresentano il prototipo del giovane della porta accanto ed il ragazzo che le segue dallo smartphone in qualche modo si immedesima.

Questa crisi viene facilmente superata, come spiega Luca Casadei founder di Webstars Channel (influencer media company) a Bizccomunity, sempre grazie alla comunicazione, che deve essere obbligatoriamente diretta e sincera. Quando si spiega che dietro ai video ed ai contenuti prodotti vi è un grosso impegno quotidiano, che diventa un lavoro a tutti gli effetti, il problema viene risolto alla base.

La webstar, dunque, riesce a veicolare il messaggio per cui se si vuole continuare a fruire, tra l’altro in maniera gratuita, di contenuti di intrattenimento (sempre migliori) le collaborazioni sponsorizzate sono utili e ben accette. 

La star del web, però, per riuscire a soddisfare il suo pubblico e soprattutto per non deluderlo, deve restare coerente con sé stessa. Questo significa che sceglierà di promozionare soltanto prodotti o servizi vicini alla propria persona e sempre attraverso il proprio stile creativo. 

Nonostante quella della webstar sia una figura poliedrica e molto originale, che può operare a più livelli, quando si parla delle prestazioni che svolge per brand e aziende si sta parlando essenzialmente di Influencer Marketing, attività strategica sbocciata e cresciuta in maniera esponenziale in Italia soprattutto nel 2017. 

Followers, like, engagement: i numeri delle Webstar

 

webstarAll’inizio di questo articolo abbiamo cercato di spiegare e definire la figura della webstar. Abbiamo detto che è un nativo digitale che ha raggiunto la grande popolarità attraverso il web, grazie alla sua personalità e ai contenuti creativi che distribuisce nella rete. Abbiamo inoltre chiarito che una web star è anche un influencer e un personaggio seguitissimo su più social. 

Ma quali sono i numeri che bisogna raggiungere se si ambisce a diventare una stella del web? Come immaginerete, anche in questo caso, non c’è una tabella preimpostata. La popolarità nel web ha delle dinamiche molto liquide che dipendono da vari fattori. Senza dubbio contano: il numero di social network sui quali si è attivi, il numero di follower per ciascun social e nel complesso e, ovviamente, fattori quali engangement ed interazione. 

Combinando tutti questi fattori, ma non solo, la piattaforma audiosocial è in grado di stilare la classifica degli influencer e delle webstar più influenti, appunto, del momento. La chart, aggiornata costantemente, non tiene conto di chi ha raggiunto il successo prima offline ed in seguito online, e assegna ad ogni professionista della rete un punteggio che va da 0 a 5. 

Analizzando la classifica possiamo notare che le webstar italiane non sono poche e provengono da settori e ambiti molto diversi fra loro. Si va dai  vlogger-commediografi Ipantellas alla Fashion Blogger Chiara Ferragni o a personaggi ibridi come Giulia Penna, youtuber, cantante, modella. Ben rappresentato è anche il settore del Digitale e del Marketing con il comunicatore Marco Montemagno e l’esperto di SEO e tecnologia Salvatore Aranzulla, che possiamo definire a tutti gli effetti una vera webstar dopo la svolta virale che ha dato alla sua carriera grazie ai nuovi video prodotti, dove “duetta” con la simpaticissima techy girl Eva, che lo definisce come “più famoso di Vessicchio”. 

Come anticipato, non ci sono degli step predefiniti da seguire per diventare stelle del web: alcuni delle 100 “star nfluencer” inserite nella chart sono fortissime su Facebook e poco su Youtube, altre il contrario.

Dalla classifica si può notare, però, come tutte le webstar, siano attive su più social e come tutte abbiano almeno un canale con più di 300mila followers.

Tocca sottolineare, però, che al momento in questa classifica non è contemplato il seguito su Linkedin, social network delle professioni, dove comunicatori digitali e marketers vanno fortissimi. Ad esempio Montemagno è seguito su Linkedin da quasi 40.000 professionisti, mentre Aranzulla da quasi 29000. Un numero altissimo di seguaci che, se e quando Linkedin verrà conteggiato nella classifica di influenza, permetterebbe loro di scalare qualche posizione.

WebStars/YouTubers: Rivoluzione in corso

http://marcomontemagno.it***http://it.supersummit.co/webmarketing***http://guruacademy.it

Publié par Marco Monty Montemagno sur mercredi 3 juin 2015

 

 

 

 

 

 

 

In conclusione possiamo dire che la Webstar è una figura dalla natura multiforme e poliedrica, in costante ascesa. Le aziende ne hanno intercettato il potenziale avviando collaborazioni, e sembra proprio che questo trend continuerà a crescere.  Saranno proprio le Web Star i personaggi più influenti del futuro? Marco Montemagno parla di “rivoluzione in corso” e chiarisce che non si tratta soltanto di ragazzini e “sbarbati”.

E tu cosa ne pensi? Lascia il tuo parere nei commenti.

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Juary Santini
Neolaureato in Editoria e Giornalismo presso l'Università Sapienza di Roma.
Amo la scrittura e la musica, soprattutto italiana. Un giorno mi piacerebbe fare di queste due passioni la mia occupazione principale. Attualmente frequento il Master in Digital Marketing presso la Digital Coach di Milano, dove mi sto specializzando come Web Content Editor
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