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Le ricerche vocali sono in aumento: si stima che entro un anno il 50% delle ricerche online sarà effettuato tramite la voce. Se vuoi saperne di più sulla voice search, capire perché dovresti investire nel voice search marketing e come si ottimizza un sito per la ricerca vocale, sei nel posto giusto.

La ricerca vocale sta rivoluzionando il search marketing: sta cambiando il modo in cui interroghiamo i motori di ricerca e cambiano i criteri con cui ci vengono proposti i risultati. Sarà sempre più frequente ricevere una risposta “letta” dall’assistente vocale, e i contenuti che si presteranno meglio a essere trovati e letti dalla voice search, sono quelli costruiti in ottica Voice SEO

Per non restare indietro rispetto alla concorrenza, è necessario implementare la voice search nella propria strategia di marketing.

Come fare ad essere trovati da chi cerca con la voce? Come cambia la SEO per le ricerche vocali? In questo articolo vediamo cos’è e come funziona la voice search e come ottimizzare un sito per la ricerca vocale, con focus sulla Google Voice Search (ricerca vocale effettuata tramite Google).

 

Cos’è la Voice Search?

 

La voice (o vocal) search è una tecnologia basata sul riconoscimento vocale che ci permette di effettuare ricerche online senza dover digitare la “query”, utilizzando solo la voce.

Possiamo fare una ricerca vocale su internet tramite smartphone, tablet, PC, wearables (device che si possono indossare, come gli smart watch) o smart speaker domestici, come Google Home o Amazon Echo.
Il dispositivo (o meglio, l’assistente vocale sul dispositivo) ascolta la domanda, la interpreta e ci restituisce i risultati che ritiene più pertinenti. In base al tipo di device (se ha uno schermo o meno) e alle sue impostazioni, ci può leggere la risposta.

Ciò che utilizziamo di più per le ricerche vocali è lo smartphone, in buona sostanza perché è un’estensione del nostro braccio e non ce ne separiamo mai. Per attivare la ricerca vocale è sufficiente pronunciare un “ok Google” su un dispositivo Android o un “hey Siri” su Apple, e il gioco è fatto.

 

 

Perché aumentano le ricerche vocali? 

 

  • Perché sono comode: la voice search ci evita di digitare la query, dunque via libera al multitasking. Usiamo la voice search quando abbiamo le mani o la vista impegnate in un’altra attività, come guidare, cucinare, fare sport; ma anche quando non riusciamo a digitare su un dispositivo perché è piccolo o scomodo, o non abbiamo voglia di scrivere.

  • Perché sono veloci: Non dovendo digitare, la ricerca vocale ci fa risparmiare tempo. Si stima che sia tre volte più veloce rispetto a una ricerca normale, perciò è molto utilizzata quando abbiamo fretta e vogliamo un risultato rapido.
  • Perché sono naturali e affidabili: Un altro motivo per cui è più comoda è che usiamo un linguaggio più naturale. Con le ricerche vocali le query non sono più due o tre parole chiave scollegate tra loro, ma sono più naturali, lunghe e discorsive. Formuliamo frasi e domande complete, così per l’intelligenza artificiale è più facile interpretare il nostro search intent (cosa vogliamo sapere) e restituirci risultati soddisfacenti.

Ricerca vocale dati

Come funziona la Voice Search

 

I dispositivi in grado di comprendere un input vocale, funzionano grazie all’intelligenza artificiale.
La tecnologia voice search si basa sull’A.I., sul machine learning e sull’esistenza del cloud.

L’intelligenza artificiale è un cervello digitale che interpreta il significato semantico delle ricerche degli utenti e restituisce loro risposte pertinenti.
Per farlo deve analizzare e confrontare una mole impressionante di dati, tra cui le query che gli utenti hanno effettuato in precedenza, la loro posizione geografica e le interazioni precedenti con il dispositivo.

Ciò che permette alla tecnologia voice search di essere presente su dispositivi con una bassa potenza di calcolo, è il cloud.
Il software di intelligenza artificiale (l’assistente vocale, per intenderci) non è installato fisicamente su ogni device. Trovandosi sul cloud, è sufficiente che sia connesso a internet per attingere a tutta la potenza di calcolo necessaria all’analisi dei dati.

 

Ricerca vocale VS comando vocale

Ricerche vocali SEO

Ricerche e comandi vocali si basano entrambi sulla tecnologia di riconoscimento vocale, ma si distinguono per l’azione richiesta al device.

Una ricerca vocale è una richiesta di informazioni a un motore di ricerca; il comando vocale dà un ordine al dispositivo per fargli compiere un’azione nella nostra sfera personale (impostare una sveglia, fare una chiamata, mandare un messaggio, controllare lo status di un volo o la spedizione di un pacco, eccetera).

Se escludiamo i comandi personali, la vocal search è usata più di frequente per:

ricerche locali: quando ricerchiamo un’attività sul territorio. Vi rientrano tutte le query che riguardano hotel, ristoranti, eventi, meteo, mappe e percorsi. Sono le cosiddette “near me searches”, come come “Ok google, cerca ristorante di pesce vicino a me”. 

intrattenimento: tutte le richieste che riguardano musica, film, videogiochi, libri, ecc.

informazioni generali: tutti gli altri tipi di query come consigli su come fare qualcosa, curiosità, notizie, ricerca di prodotti.

 

I 4 assistenti vocali principali 

 

I dispositivi funzionano grazie e un cervello che raccoglie comandi e richieste e li traduce in azioni e risposte. I device hanno cervelli diversi: non supportano tutti lo stesso assistente vocale.  Esistono quattro assistenti vocali principali, realizzati dai maggiori player del mercato:

  1. GOOGLE ASSISTANT di proprietà di Google, implementato sui dispositivi android
  2. ALEXA di Amazon
  3. CORTANA di Microsoft
  4. SIRI di Apple

Per interagire e lavorare con Google Assistant ci sono le Google Actions. Per Alexa, le Alexa Skills, utilizzate anche da Cortana. Apple Siri usa le Apple Shortcuts.

C’è una cosa importante da sapere per decidere come distribuire e ottimizzare i contenuti online: per restituire risultati agli utenti, gli assistenti vocali interrogano motori di ricerca diversi e attingono da fonti di informazione diverse.

Non entreremo nel merito di quale assistente vocale sia migliore in cosa e perché, ma se ci interessa comparire nelle ricerche vocali fatte da ogni tipo e marca di device, è utile sapere da dove prendono le informazioni. 

  1. Google Assistant, l’assistente vocale di Google, pesca le informazioni da tutti gli spazi in cui Google ci fa inserire informazioni. Dobbiamo curare bene la scheda Google My Business e apparire bene su Google Maps (le ricerche vocali sono molto legate alla Local SEO.
    Per comparire in alto come risultato di una Google Voice Search è ottimo generare molti featured snippet con i nostri contenuti (i riquadri in alto nella cosiddetta “posizione 0”, prima del primo risultato in SERP). E’ da lì che vengono prese e lette le informazioni in risposta a una Google Voice Search.
    Anche avere video su Youtube è positivo, perché Youtube è di Google, e Google ama proporre video in risposta soprattutto alle “how to questions” ovvero come si fa a fare qualcosa, molto formulate nelle ricerche vocali.

  2. Alexa, l’assistente di Amazon presente in Amazon Echo, è connessa a Yext, Bing e Yelp.
    Ad Amazon Echo si può chiedere di fare acquisti, dare notizie sul meteo, riprodurre musica, ascoltare audiolibri, controllare i dispositivi di domotica con cui si integra, eccetera.

  3. Cortana di Microsoft è connessa a Bing e Yelp, ma funziona grazie all’integrazione con Alexa e alle Alexa skills.
  4. Siri di Apple utilizza Google (ha lasciato Bing nel 2017), Apple Maps e Yelp.

 

Cosa sono gli Smart Speaker

 

Gli smart speaker (o smart assistant) sono assistenti vocali domestici, dispositivi hardware senza schermo. Gli smart speaker hanno una cassa audio, un microfono, un collegamento wi-fi grazie al quale dialogano con il software di A.I..

Ne esistono di varie marche e modelli, ma i più noti assistenti personali sono Google Home che supporta l’Assistente Google e Amazon Echo che supporta Alexa. A questi device possiamo dare comandi vocali che hanno anche a che vedere con la domotica, possiamo chiedere loro di leggerci le news, un libro, e ovviamente di fare una ricerca vocale online.

Non avendo uno schermo, funzionano solo con la voce in entrata e in uscita. Non potendo mostrarci i risultati su uno schermo, sono progettati per leggerci i risultati.

Gli smart speaker hanno avuto una crescita esponenziale di popolarità a partire dal 2018. Da un report di NPR e Edison Reasearch, emerge che in America gli assistenti vocali sono diventati parte integrante della routine quotidiana, grazie a dispositivi come Amazon Alexa e Google Home.
Considerati i dati di vendita di smart speaker nel 2018, il trend è in crescita anche nel Vecchio Continente.

 

Google voice assistant ricerca vocale smart speaker

 

Perché investire nel Voice Search marketing

 

Ci sono almeno 3 buone ragioni per investire nel voice search marketing, e implementare la vocal search sul tuo sito.

  1. Per non perdere una grande fetta di mercato.

    Ce lo dicono i dati: dal 2008 al 2016 il numero delle ricerche vocali su Google è aumentato di 35 volte; nel 2017 la voice search era un mercato di già 1,8 miliardi di dollari e circa il 40% degli adulti ha usato la ricerca vocale almeno una volta al giorno; e ora manca poco perché le voice search superino il 50% del totale delle ricerche.
    La voice search è in crescita, e se chi ci cerca con la voce non ci trova, andrà da un nostro competitor.

  2. Perché lo sta facendo anche google.

    E se il colosso della ricerca online spinge su un nuovo modo di fare ricerca, forse è il caso di adeguarci.

    Già da tempo Google ha iniziato a educare (o forse dovremmo dire a condizionare?) gli utenti a usare la ricerca vocale su diversi device, e adesso ne sta spingendo l’uso attraverso costanti migliorie. Una è stata l’aggiunta del voice input (il microfono) sulla barra di ricerca nell’app di google, anche in dispositivi che non supportano Android, per farci abituare a usare la voce per dettare le query.

    L’altra novità introdotta è la possibilità di farsi leggere i risultati di una voice search dal proprio smartphone Android (non è ancora diffusa ovunque). Si pensa che ricevere una risposta “parlata” a una nostra domanda incoraggia le persone a fare più ricerche vocali quando hanno gli occhi occupati, come in cucina o alla guida.

  3. Perché la voice search è importante per le attività locali.

    La grande maggioranza di ricerche vocali ha intento locale. 1/3 delle ricerche vocali fatte tramite il telefono è location based, è qualcuno che sta cercando qualcosa nei paraggi.
    Le realtà legate al territorio (negozi, strutture ricettive, Professionisti), devono ottimizzare il sito con i criteri di Vocal SEO abbinati alla Local SEO. Da non sottovalutare l’ottimizzazione e la cura della scheda Google My Business.
    Le ricerche vocali locali sono per lo più formulate in movimento (in macchina ad esempio) e hanno un alto tasso di conversione: la distanza tra il momento della ricerca e l’acquisto è generalmente più breve rispetto a una ricerca da desktop, perché un’alta percentuale di chi cerca un’attività sul territorio tende poi a recarvisi o acquistare da essa. 

 

 

Come cambia la SEO con le ricerche vocali?

 

Quando parliamo di SEO, parliamo di una serie di ottimizzazioni per far comparire un contenuto tra i primi risultati nella SERP di Google, nel momento in cui un utente fa una ricerca usando le parole chiave con cui abbiamo posizionato un contenuto.

Per dare risposte soddisfacenti alle esigenze delle persone, si parte sempre dalle domande. Se le domande cambiano, il modo tradizionale di ottimizzare i contenuti sul web non funziona più per comparire in prima posizione da una Google voice search.
Ecco quindi che la seo si divide, o meglio si specializza: da una parte una seo per le query scritte e digitate; dall’altra, una SEO improntata sulla ricerca vocale, denominata vocal search, o vocal seo.

La Voice SEO ha un approccio meno improntato sulle keyword e più sul rispondere a una necessità. Fare Voice SEO significa confezionare e posizionare contenuti che rispondono a domande sempre più specifiche. I testi devono essere costruiti con caratteristiche che piacciono agli assistenti vocali, per far sì che vengano letti dai device che integrano questa funzione.

 

 

Come cambiano le query nella ricerca vocale

 

  • Rispetto alla ricerca tradizionale, le query dettate assomigliano al linguaggio di una normale conversazione. L’utente è più specifico e prolisso. Sono più lunghe, meno meccaniche, per lo più sono domande dal chiaro search intent.
  • Con la voice search non si ragiona più in termini di parole chiave brevi o medie, quanto più di frasi complete. Si va a lavorare su parole chiave “a coda lunga”, o “long tail keyword”.

  • Domande 5w. Vanno per la maggiore le domande accompagnate dalle 5 w: come, dove, quando, perché, chi. Facciamo in modo che i nostri contenuti rispondano a queste domande.

  • Domande con verbi in prima persona.

    Le ricerche vocali da mobile che contengono “ho bisogno” o “devo” sono aumentate del 65% nel biennio 2015-2017, mentre quelle che contengono “posso” addirittura dell’85% [fonte: Think with Google]. Gli utenti vogliono compiere delle azioni pratiche; per andare in loro aiuto con i miei contenuti la domanda da porsi è: i miei contenuti rispondono in modo esaustivo alle query “ho bisogno” e “posso”?.

  • Ricerche locali. In aumento la ricerca del termine “qui vicino“ o “vicino a me”, pronunciato a voce dai dispositivi mobili. 

 

Come ottimizzare un sito per la Google Voice Search 

 

Se non hai già iniziato a ottimizzare il tuo sito per la ricerca vocale, è il caso di iniziare a pensarci: è solo una questione di tempo prima che cercare con la voce diventi la norma.

Per ottimizzare un sito in ottica Google voice search bisogna agire su due fronti. Il primo è quello dei contenuti; il secondo è ottimizzare aspetti tecnici del sito come velocità, sicurezza, autorevolezza, che beneficiano il ranking di un sito in generale, ma hanno particolare importanza per la Voice Search. 

 

SEO ricerca vocale

 

Aspetti tecnici da ottimizzare per ottenere più traffico vocale 

 

  • Velocità del sito.

    Più un sito si carica in fretta, più traffico riceverà dalla ricerca vocale. La velocità di un sito gioca un ruolo importante tra ricerca vocale e SEO, soprattutto visto il criterio mobile first di Google.
    Un risultato ottimale è uguale o inferiore a 4,6 secondi (che è comunque il doppio più veloce rispetto alla media).
    Per sapere quanto è veloce il tuo sito e ricevere consigli per velocizzarne il caricamento si può utilizzare Google Page Speed.

  • Autorevolezza, link building

    Costruire un dominio autorevole non accade dal giorno alla notte: è un processo che richiede tempo, costanza e impegno. È necessario creare contenuti di valore originali, fare link building, offrire una buona user experience.
    Lavorare per migliorare contenuto, design, e link building può aiutare a guadagnare traffico vocale, perché i siti visti da google come autorevoli guadagnano la fetta più grande del traffico vocale.

  • Sito sicuro, protocollo https
    Un sito che segue il protocollo https riceve più traffico dalle ricerche vocali, perché Google tiene sempre più alla sicurezza dei suoi utenti. Oltre il 65% dei risultati delle ricerche vocali provengono da siti https, quindi anche per i siti vetrina sembra avvicinarsi il momento di passare all’https. [fonte: neilpatel].

 

Come ottimizzare i contenuti in ottica Google Voice Search

 

Content is King“, recita l’adagio; tutte le ottimizzazioni di questo mondo non possono nulla, se il contenuto non è utile e interessante.

Bisogna mettere in piedi una strategia di contenuti davvero pertinente agli user needs, e il testo deve rispettare le regole base del SEO Copy: facile da leggere e ben scritto, vicino al linguaggio dell’utente, con frasi brevi, termini semplici, tanti elenchi puntati, e la lista continua.

Ecco una check-list base per ottimizzare i contenuti di un sito per la Google Voice Search:

  1. comprendere il search intent.
    Il primo passo per produrre un contenuto di valore è soddisfare un bisogno informativo partendo da cosa cercano le persone con la voce.
    Mentre stiamo definendo la nostra content strategy, ci vengono in aiuto “SEO tools” utili a cercare parole chiave e le domande attorno a una keyword, come SEMrush (a pagamento) e Answerthepublic (gratuito). È possibile inserire una keyword e vedere tutte le domande formulate in relazione a essa.

    ricerca vocale answerthepublic

    Esempio di ricerca parole chiave su Answerthepublic

  2. Monitorare le query in Search Console o Analytics.
    Puntare sulle parole chiave a coda lunga legate a un intento di ricerca informativo. Chiedersi se con i contenuti che trattiamo possiamo rispondere a una di quelle domande specifiche. Queste domande sono composte da più parole e al loro interno avranno keyword long tail che dovranno essere utilizzate nei testi in contesti pertinenti e logici.

  3. Strutturare i contenuti sotto forma di domanda e risposta.
    Google ama i testi strutturati e l’utilizzo dei titoli. Per essere più visibili sul motore di ricerca, struttura i contenuti sotto forma di domanda e risposta. Inserisci la domanda in un header e la risposta nel corpo del testo immediatamente sotto: faciliterai a Google l’estrapolazione della giusta risposta  (e aumenterai le probabilità di comparire nel featured snippet!).

  4. Dare risposte brevi
    Rispondi alle domande degli utenti con frasi brevi, perché ciò rende facile per google restituire risposte alle persone. Non serve un lungo paragrafo, bastano una o due frasi. Gli utenti vogliono risposte veloci che possono essere lette a loro con la voce. Più breve è la tua risposta, più è probabile che il tuo contenuto venga selezionato.
    NOTA BENE: per la voice search, pagine con più di 2200 parola performano meglio di pagine con 500-700 parole. Questo perché più contenuto hai, più google ti può indicizzare per diversi termini, e più traffico avrai da quei termini. Ma all’interno di un contenuto, assicurati di avere risposte brevi e possibilmente strutturarle come sopra: domanda nel titolo e risposta nel body [fonte: Neilpatel]

  5. Creare pagine FAQ.
    Le pagine FAQ rispondono a una, anzi a molte, domande dirette, quindi sono perfette per la ricerca vocale. Offrendo una pagina FAQ, il sito potrebbe trarne dei benefici a livello SEO [fonte: Backlinko].

 

 

Perché i featured snippet sono importanti per il voice search marketing

 

Se vuoi ottimizzare un sito per la Google voice search, devi puntare alla “position zero” della SERP di Google. Significa che il tuo contenuto deve essere in grado di generare un “google rich result”, o “featured snippet”, entrando nel box di testo che Google presenta sopra la prima posizione in SERP.
È da lì che vengono prese le informazioni che vengono poi lette agli utenti! E qualora l’utente fosse soddisfatto della risposta parziale, potrà chiedere all’assistente vocale di leggere il contenuto completo sul sito.

Lo strumento SEMrush ci viene in aiuto per sapere a che punto siamo con i featured snippet: cliccando sulla sezione “rich results”, mostra tutti quelli che il nostro sito ha generato. È possibile anche vedere quelli dei competitor.

 

Come si crea un featured snippet?

 

Tecnicamente il featured snippet non lo “creiamo” noi, lo crea Google. Noi possiamo fare del nostro meglio per costruire un testo con caratteristiche tali da andarci a finire. Ecco alcuni punti da seguire:

  1. Parti da un contenuto caldo: un tema di grande interesse, un argomento che attira l’attenzione, con alti volumi di ricerca, di importanza nella vita quotidiana.
      

  2. Rispondi a una domanda che genera alte ricerche. Per sapere in anticipo se una domanda è molto ricercata su Google, si possono utilizzare i SEO tools o lo stesso Google Suggest (lo strumento dei suggerimenti di Google). Puoi provare a scrivere “come fare a…” abbinato a una keyword del campo di tua pertinenza, e vedere i suggerimenti di Google. Se ne ha molti, significa che quell’argomento genera interesse e Google è in grado di soddisfare la richiesta. 
     
     
  3. Rispondi a una domanda specifica. Fai in modo che il tuo contenuto sia quello più utile alle richieste delle persone, che dia la risposta più soddisfacente e completa. Più è pertinente alla domanda espressa dell’utente, più il tuo contenuto sarà visibile nella posizione 0. Ma questo non basta.

     

  4. Dai una risposta concisa, crea paragrafi brevi. Se con il tuo testo rispondi a una query vocale, sei tra le posizioni 1-5 della SERP, e la lunghezza della tua risposta è tra le 40 e 50 parole, ci sono buone possibilità che venga estrapolato come rich result o featured snippet, la parte letta alle persone dalla ricerca vocale. La lunghezza dei paragrafi dovrà andare da un minimo di 45 a un massimo di 100 parole.
       

  5. Crea contenuti che contengano le 5w giornalistiche nella domanda. Fai in modo che nella parte iniziale includano le parole chi, cosa, come, quando, perché.

       

  6. Crea elenchi puntati e liste in sequenza, meglio se inferiori ai 10 punti.

 

Conclusioni

 

La crescita esponenziale delle ricerche vocali sta rivoluzionando il Search Marketing, imponendo a chi si occupa di SEO di adottare nuovi modi per ottimizzare i contenuti online per essere trovati a seguito di una ricerca vocale.
Per non restare indietro e perdere la fetta di mercato che deriva dalle ricerche vocali, è importante adottare una strategia di voice search marketing.
Le indicazioni contenute in questo articolo rappresentano degli accorgimenti iniziali, da approfondire affidandosi (o diventando) un SEO Specialist.

 

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Angela Salvaterra
Laureata in traduzione e interpretariato, amante della natura e dei viaggi zaino in spalla. Da sempre incuriosita dalla comunicazione e attenta alla sostenibilità. Studio digital marketing per applicarlo alle mie due passioni: la green economy e il turismo
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