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Con il termine social music marketing si intende tutto quel business che viene generato dalla musica attraverso i social network. Tutto questo ha cambiato e non di poco il rapporto tra i fans e i loro idoli. Oggi tutti abbiamo bisogno di interagire, ormai è un dato di fatto. Ogni cosa che desideriamo possiamo averla o trovarla grazie alla rete in ogni momento della nostra vita. Basta pensare che la telefonata è l’ultima cosa che ci viene in mente di fare con il telefono. Avete provato mai a non usare uno smartphone o un pc per 24h?! Ci sarebbe da diventare matti, non è vero? Viviamo due vite parallele, quella reale e quella virtuale sui social. Tutta questa “global interaction” ha fatto si che il fenomeno social music marketing, a pochi anni dal suo avvento, diventasse ancor più tendenza, fino a trasformare quelle che fino ad allora erano solo interazioni in business. È un momento storico, perché nasce il social music marketing. Ma la musica, come ha reagito alle nuove tendenze generate da questa nuova frontiera futurista?

La musica vive con noi, ci abita, fa parte delle nostre vite da sempre, da vita a sentimenti, ognuno di noi ha una star o una band che preferisce rispetto ad altre. Ma se fino a 5/10 anni fa le star si potevano amare solo in maniera astratta (il concerto annuale, in tv, con l’acquisto del vinile, del cd o di un poster da camera per sentirsi più vicini ai propri idoli), oggi grazie alla rete si è riuscito a cambiare anche il rapporto tra i fans e gli artisti, rendendolo concreto e diretto. Eh già, oggi grazie ai social i fans interagiscono direttamente con i propri idoli, creando emozioni e sensazioni che prima erano solo chimere.

La prima volta tra un social e la musica

Questa evoluzione ha fatto si che le fantasie dei fans prendessero vita, incrementando ulteriormente la quantità di stima rivolta all’artista e di conseguenza business e pubblicità. Correva l’anno 2003 quando Tom Anderson e Chris DeWolfe crearono una piattaforma virtuale che permetteva ai propri utenti, per lo più artisti, di farsi conoscere e ai fans di interagire direttamente con loro, stiamo parlando di My space. Attraverso i blog e i video che gli artisti condividevano, i fans potevano esprimere i propri pareri, le proprie gioie e perché no, anche una critica qualora ce ne fosse stato bisogno. Tutto questo creava traffico online, traffico di contenuti, di dati e di pensieri sempre con alla base lui, l’artista; che si portava a casa molta pubblicità che una volta si sarebbe sognato, soprattutto gli artisti emergenti e sconosciuti.

Per anni My space divenne la vetrina di molte star che videro aumentare i propri followers e di conseguenza i propri profitti proprio grazie al modo in cui veniva valorizzato il proprio personal brand dalla piattaforma, che però un giorno dovette arrendersi ai colossi che ancora oggi governano incontrastati il mondo dei social, ovvero Facebook, Instagram e Twitter. Oggi My space esiste ancora, si può ascoltare musica gratis e volendo ci si può fare radio.

 

Instagram, Facebook ,Twitter, Youtube e musica, è evoluzione, è business.

Oggi la parola evoluzione tutti la associano al business, lo faremo anche noi. I social sono diventati il mezzo di comunicazione preferito dal commercio. Oggi una star attraverso Youtube e i suoi video, Facebook e le sue dirette live, le storie su Instagram e un cinguettio su Twitter può trasmettere in tempo reale i propri pensieri, promuovere un nuovo album o un video inedito, facendolo in prima persona e quotidianamente, questo “contatto” rende il pubblico partecipe, attivo, vivo e quindi soddisfatto. Ma un cantante non riuscirebbe ad essere tale se dedicasse tutte le sue giornate ai social e alle interazioni, ecco perché nasce la figura del Social music marketing manager.

Il suo compito è quello di lavorare vicino all’artista, programmare assieme gli orari delle dirette, dei video per i social e i loro contenuti, seguendo strategie e doti di marketing che un buon manager ha di default. Costui fa si che il brand, in questo caso l’artista, venga assalito da interazioni e condivisioni provenienti da ogni parte del mondo e per tutto il corso della giornata, in modo tale da fare a gara di followers e di condivisioni con i propri competitor. 

Ma servono davvero tanti followers per essere famosi?

No!! Innanzitutto per diventare famosi bisogna essere bravi, riguardo ai followers averne molti non serve se poi non interagiscono, è un pò come girare con tanti soldi ma del monopoli. Ci sono stati casi invece di artisti non esattamente consoni alla musica ma che però hanno saputo usare bene i social e sono esplosi. Le interazioni sono il vangelo del social music marketing.

La musica oggi nel mondo digitale

Il ramo musicale lo possiamo categorizzare come uno dei pionieri del mercato digitale, provate a pensare alla velocità impiegata nel passaggio dal cd allo streaming, “mezz’ora”.  Oggi non si parla più di musica, ma di Social music marketing.  Il digitale non è più una nicchia, ormai è prassi, ed ha acquisito una grande fetta di clienti importanti nel campo dell’economia. Tra questi anche i membri di case discografiche e piattaforme musicali ovviamente, che già conoscono bene questo business e che cercano di incrementarlo facendo ciò che rende di più, ovvero tenere sempre più vicini l’artista e i suoi fans. Stanno quindi per nascere, nuovi social network musicali per far si che il fan, sia sempre appagato e possa interagire ancora di più con la star.

Un esempio è Smule, un’app che fa anche da social network , permette ad una band o ad un singolo che intendono emergere di avere un contatto diretto con i propri idoli per poi duettare assieme in diretta tramite webcam. Grazie a questa app molti “ignoti” si sono trovati a far parte di un duo assieme al proprio artista dei sogni sul web, con star del calibro di Mike Posner, Drake e altri famosi cantanti realizzando un sogno che fino a qualche tempo fa sembrava impossibile da concretizzare. Chi l’avrebbe mai immaginata una cosa simile negli anni 70 ai tempi dei Beatles, dei Platters, dei Queen o dei Doors, o chissà come sarebbe stato, pensate a duettare con John Lennon tramite webcam, un sogno! Ma questa è un’altra storia. La verità è che oggi siamo avanti, più del futuro nel panorama musicale e il social music marketing ne è la prova. Questa è una cosa bella, perché le nostre vite necessitano di musica, in qualunque forma essa si esprima.

 

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Giovanni Palazzo
Sono un professionista del mondo digitale, creo contenuti e li ottimizzo in chiave SEO