Seleziona una pagina
  • Rating Lettori
  • Votato 4.8 stelle
    4.8 / 5 (24 )
  • Vota!


Senti spesso parlare di social media strategy, ma non sai di preciso come si costruisce?
Vuoi promuovere il tuo brand, o la tua azienda, sui social, ma non sai da dove cominciare?

Perfetto, in questa mini-guida, partendo dalla definizione di “social media strategy”, vedremo insieme quali sono gli step da seguire per creare una strategia vincente, che ti porti a raggiungere risultati concreti e misurabili sui social network.

Cos’è la social media strategy?

Per definizione, “social media strategy” è una strategia di marketing digitale che si attua sui social network. Oggi, i social media hanno permeato in profondità la vita quotidiana di più di 2,3 miliardi di persone, tanto che la vita sui profili social ormai si mescola a quella reale, offline.

La maggior parte di noi ha un profilo sui social network perché lì vi trova svago, ispirazione, evasione dal quotidiano, ma anche notizie di aggiornamento legate alla propria professione. Utilizziamo i social per le più disparate esigenze, tra cui leggere notizie, articoli e recensioni, ma anche per informarci su posti in cui vogliamo andare, o su prodotti che stiamo valutando di acquistare. E questo molte imprese lo hanno capito.

Le aziende, grandi o piccole che siano, sanno quanto vale un touch point con i propri utenti nel momento preciso in cui in loro si presenta un bisogno da soddisfare. Il segreto di una presenza efficace sui social, come sul web, è “essere presenti nel posto giusto, al momento giusto”. E qual è? Si tratta del momento del bisogno utente, mentre sta maturando una decisione di acquisto, momento in cui la probabilità di una conversione si fa più concreta.
Ecco perché alla base di una social media strategy vincente c’è una presenza attiva sui social.

social-media-strategy-utenti

Un utente alla ricerca di un prodotto da acquistare, se raggiunto da un altro brand prima del tuo, molto probabilmente sarà un cliente perso. Per questo motivo, per la maggior parte delle aziende, pianificare una strategia di comunicazione sui social è un ottimo investimento in termini di ROI (return on investment).
Ma una presenza del genere non si costruisce in un giorno, va pianificata con cura e competenza.

Creare una social media strategy di successo in 7 step

Partiamo da due presupposti:

1. Non esiste una regola aurea che ti porti a una presenza sui social con successo, perché la social media strategy va modulata in base a:
• il tipo di azienda su cui si interviene,
• gli obiettivi che si vogliono raggiungere,
• i canali che si intende usare per intercettare il target di riferimento,
• le risorse e il budget a disposizione.

2. Non esiste social media strategy che non sia inscritta entro una digital strategy più ampia.

Premesso questo, possiamo passare alle linee guida da seguire per impostare la propria, personale, social media strategy. Capire cosa vuole il mondo dei social.

Gli step principali di una strategia sui social sono:

1. Pianificazione
2. Creazione dei contenuti
3. Pubblicazione 
4. Advertising
5. Community management
6. Analisi degli Insights
7. Test & Learn

1. Pianificazione

Questa è la parte cruciale della social media strategy, perché una volta impostata bene, gli altri step saranno molto più semplici da attuare.
A prescindere dal tipo di business della tua azienda, o di quella in cui lavori, dovrai per prima cosa capire qual è la direzione da prendere. Questa è la fase in cui devi porti più domande possibili, scremare quelle superflue e trovare una soluzione a quelle giuste.

Ad esempio, dovresti porti domande del tipo:
• Su quali canali social sono attivi i miei utenti?
• Gli utenti conoscono il mio brand?
• Devo avere un sito web?
• Quanto posso aumentare, in potenza, la mia audience, sfruttando quel canale?
• Quanti contatti, o utenti, voglio puntare ad acquisire tramite i social?

Analisi preliminare

social-media-strategy-7step

Una volta risposto a domande di questo genere, ti consiglio di fare un’analisi dei tuoi competitor, un benchmarking e un’analisi SWOT, al fine di studiare il loro comportamento e la loro strategia comunicativa sui social network. Inoltre, ti consiglio di studiare il comportamento della loro audience, che in parte coinciderà con la tua (se hai selezionato bene i tuoi competitor). Un’analisi preliminare di questo tipo è fondamentale, perché, se analizzi il mercato dei tuoi competitor, riuscirai a trovare delle opportunità di business e potrai trovare la chiave comunicativa per distinguere il tuo brand dal loro.

In secondo luogo, studiare la audience dei competitor, ascoltare cosa gli utenti hanno da dire, ti permetterà di capire quali sono le domande che i tuoi potenziali clienti si pongono. Domande e richieste che sarà tuo vantaggio soddisfare, meglio e prima degli altri.

Stabilire gli obiettivi e il budget

Obiettivi e budget vanno considerati insieme, perché i due elementi sono strettamente correlati tra di loro. In una social media strategy efficace, bisogna stabilire degli obiettivi che siano commisurati al budget. Non si può pianificare un viaggio sulla Luna con 100€ di budget – magari un domani sarà possibile, ma non ancora -. Questa è un’iperbole, ma tante volte l’inesperienza può condurre a fissare degli obiettivi completamente fuori portata.

Ad esempio, se un’azienda non ha nemmeno una pagina Facebook attiva, è impossibile pensare che possa raggiungere una fanbase di 10.000 utenti in un mese, a meno che non sia un brand già famoso nel mercato offline ed abbia un consistente budget da investire in social media marketing.

Dunque, cerca di fissare obiettivi realistici, dei KPI (key performance indicator) che sei in grado di raggiungere, come ad esempio:

• Aumentare la fanbase
• Generare contatti e creare un database di utenti interessati al mio prodotto
• Acquisire nuovi clienti
• Fare customer care attraverso i canali social
• Raccogliere feedback utili anche alle vendite offline
• Vendere direttamente sui social
• Ottenere un certo ROI su Facebook

Questi sono tutti esempi di risultati che potresti ottenere con una social media strategy. Non ho accostato numeri a questi obiettivi di proposito, per esempio non ho scritto “Aumentare la fanbase di 10K in un mese” perché questo, come ho lasciato intendere prima, dipende molto dal budget che si ha a disposizione e dal tipo di azienda sulla quale si sta modellando la strategia.

E ancora, a parità di investimento pubblicitario, un’azienda potrà ottenere un ROI più alto di un’altra società perché ha creatività più accattivanti, o ha centrato meglio il suo target. Ecco perché, continuo a ribadirlo, una social media strategy deve essere studiata e creata in base al tipo di business e di prodotto del brand in questione. Inoltre, la strategia sui social network, deve anche tener conto del punto del funnel di conversione in cui ci si trova: Awareness, Acquisition, Activation, Revenue, Retention, Referral. Ogni step del funnel ha i suoi KPI e delle metriche da misurare.social-media-strategy-info

Oltre al budget, nel prefissarsi degli obiettivi, bisogna anche considerare le risorse umane che sono nel team, o nell’azienda, e che skills hanno, esaltando i loro punti di forza e minimizzando quelli di debolezza.

La scelta dei canali

Anche questa scelta è molto importante, perché è bene capire dove si trova la maggior parte dei tuoi utenti e su quali canali è più propensa a convertire.
• Dove si trovano i tuoi utenti?
• Su quale canale è maggiore il tuo potenziale conversion rate?

Per comprendere quale sia il migliore canale per il tuo brand, ti consiglio per prima cosa di fare una targettizzazione dettagliata. L’ideale sarebbe costruire le tue Buyers Personas, creare dei survey, in modo da capire quali sono i loro bisogni, qual è il tone of voice con cui sono più propensi ad ascoltarti e così via.
Una volta costruiti gli archetipi dei tuoi utenti, potrai capire quali sono i canali da conquistare con la tua social media strategy per raggiungerli nel miglior modo possibile, ottimizzando il budget che hai a disposizione.

Ma ti consiglio comunque di fare degli esperimenti prima di allocare tutto il tuo budget su alcuni canali. Puoi provare a sperimentare qual è il canale con il miglior Engagement Rate (tasso di coinvolgimento degli utenti), utilizzando le tecniche di sperimentazione del Growth Hacking ad esempio. Si tratta di sperimentazioni rapide sul prodotto e/o su canali di marketing, al fine di trovare quelli più adatti a raggiungere gli obiettivi di crescita dell’azienda.

Frequenza di pubblicazione

Questo argomento si colloca a metà tra la pianificazione e la pubblicazione dei contenuti. Da un lato, la scelta della frequenza di pubblicazione rientra nelle attività di pianificazione della strategia, perchè dipende anch’essa dal budget e dalle risorse umane che si hanno a disposizione, come copywriter, visual artist, designer, video maker. Inoltre, la frequenza va scelta anche in base al tipo di utente a cui ci si rivolge, per non rischiare di annoiarlo con i nostri contenuti, facendolo allontanare dal nostro brand, che è l’esatto contrario di ciò che si vuole ottenere.

2. Creazione dei contenuti

“Content is king” affermava Bill Gates e sfido chiunque a dargli torto! Anche in una social media strategy i contenuti sono fondamentali, anzi si potrebbe affermare che il 50% del successo della strategia dipende dalla loro efficacia e il restante 50% dal mostrarli al giusto target, al momento giusto.
Per “contenuti” si intende: testo, immagini, video e altri contenuti multimediali, quali podcast e risorse accessibili agli utenti.

Il messaggio

Prima domanda:
• Qual è la value proposition (la proposta di valore) che stai offrendo ai tuoi utenti?
• Qual è il modo più efficace di comunicarla?

social-media-strategy-socialSe hai studiato bene la tua target audience saprai come declinare il tuo messaggio, in modo che sia attrattivo agli occhi degli utenti. Devi anche scegliere il tone of voice giusto e anche qui, non c’è una regola universale. Per esempio se lavori per una banca, comunicherai dei messaggi utili ai tuoi utenti, in un tono che rappresenta la tua azienda e l’approccio alla tua social media strategy sarà totalmente diverso rispetto a quello che useresti se lavorassi in un’azienda che produce giocattoli per bambini.

Ogni azienda, o prodotto, ha il suo tone of voice, commisurato sia al prodotto che vende, che all’audience a cui si rivolge. Ma non solo, anche ogni social network vuole il suo tono. Ad esempio su Twitter, dove un tweet consiste di 280 caratteri, la comunicazione è sintetica e coincisa, mentre su Facebook non c’è questo limite, ma va intuito in base alle abitudini di lettura dei propri utenti e in base agli aggiornamenti continui dell’algoritmo. E ancora, mentre su LinkedIn, il social network professionale, sarà difficile trovare aziende che comunicano in modo scherzoso, su Instagram potremmo trovare visual ironici anche nei feed di aziende ben strutturate.
Si tratta di adattare il registro stilistico all’interlocutore, al canale e alla strategia digitale complessiva che si applica.

Testo, immagini e video

Il testo è il principe della comunicazione, saper scrivere in modo persuasivo e veicolare messaggi chiari ed efficaci è fondamentale in ogni ambito sul web, come sui social network.
L’immagine invece è la regina dei contenuti. La forza delle immagini nel marketing è dirompente, in quanto i contenuti visuali superano qualsiasi confine linguistico e sono molto più coinvolgenti di una sfilza di parole. In un attimo, in un battito delle palpebre, un’immagine ben costruita comunica più di un paragrafo pieno di parole.
Ancora più potente dell’immagine statica è il video, con tutte le sue declinazioni, quali GIF, motion graphic o cinemagraph. Sono un paio di anni che nel contesto dei social network si afferma “Quest’anno è l’anno dei video” e i trend confermano queste asserzioni. Questo perché l’immagine in movimento, unita all’audio, coinvolge più sensi contemporaneamente e i messaggi risultano più completi, più emozionanti e intriganti.

Più dei contenuti stessi, la creatività è un fattore determinante. Avere un team competente, con idee out of the box, è importante tanto quanto avere persone con skill verticali sul social media advertising.

3. Pubblicazione

Come si pubblicano i contenuti? Una volta stabilita la frequenza di pubblicazione, come visto sopra, bisogna capire:

• Come schedulare le pubblicazioni sui diversi canali scelti
• In che giorni e in che orari farlo

Non possiamo di certo bombardare i nostri utenti con gli stessi messaggi, pubblicati gli stessi giorni della settimana su tutti i canali social su cui ci seguono, altrimenti li faremmo scappare via. Bisogna creare un PED, un piano editoriale anche per la social media strategy, non solo per il blog aziendale, in modo che i contenuti siano pubblicati garantendo all’utente varietà, ma anche coerenza nei messaggi.

Il piano editoriale

social-media-strategy-ped-esempio

Come si crea un PED? Su internet è pieno di template, ma in realtà basta armarsi di un file Excel, aprire tanti fogli quanti sono i canali che utilizzeremo e creare:
• una griglia con i giorni del mese
• una con i contenuti testuali
• una con le immagini, o i video.
Et voilà, il nostro PED è pronto.

Ma c’è un modo per programmare tutto ciò? Sì, esistono dei tool che permettono di pianificare la pubblicazione dei contenuti su tutti i nostri social network. Molti sono a pagamento, ma offrono dei free trial di alcuni giorni, oppure trial illimitati nel tempo, ma con funzioni ridotte. Tra questi, consiglio di provare PostPickr, che ha un piano del tutto free, con features di base, e Hootsuite, che invece consente di provare per 30 giorni il tool, nel pieno delle sue funzionalità. Nessun tool al momento consente di programmare i post su Instagram, è possibile invece preparare i post in anticipo, scaricare un’app mobile, su cui arriverà una notifica al momento di pubblicarli.

Quando pubblicare

I giorni e gli orari migliori per pubblicare i tuoi contenuti dipendono dalla risposta, dal coinvolgimento dei tuoi utenti e questo dato non rimane fisso nel tempo, in quanto dipende dalle abitudini della tua fanbase. Dovrai sperimentare, se sei all’inizio, oppure se hai dei dati storici, dovrai analizzarli per capire quali sono i contenuti con il rendimento migliore, in che giorni e in che orari sono stati pubblicati. Per rendimento, intendiamo il risultato di alcune metriche da tenere in considerazione, quali: copertura (persone raggiunte), “mi piace”, commenti, share.

4. Advertising

Il social media advertising è una parte molto importante, ma anche divertente, della social media strategy. In questa fase, prima si decide come allocare il budget sui diversi canali social, se fare A/B testing, e poi si passa alla sponsorizzazione. Ogni social network ha le sue modalità di advertising, per esempio la sponsorizzazione su Facebook e Instagram si gestisce da un’unica piattaforma, Business Manager. In questo tool si ha una dashboard per gestire le inserzioni, gli insights, le fatturazioni e molto altro.

Nella tua social media strategy, potresti decidere se fare dell’adv in dark posting, ovvero utilizzando contenuti che non sono pubblicati nè sulla tua pagina Facebook, nè sul tuo profilo Instagram, ma sono visibili solo al target prescelto, per il tempo in cui si fa la sponsorizzazione. Oppure potresti scegliere di sponsorizzare i tuoi post pubblicati in organico, cioè sui tuoi profili, mostrandoli non solo agli utenti che fanno parte della tua fanbase, ma anche a quelli potenzialmente interessati al tuo brand, o prodotto.

Facebook e Instagram hanno i loro formati nativi, come PPL (page post link), video, slideshow, carousel. Inoltre, ci sono i canvas, ovvero esperienze a schermo intero, dove è possibile sfruttare diverse soluzioni creative, come video, immagini e testo in un solo momento, proprio come in una landing page, ma interna al social network: ciò consente di sfruttare la velocità della piattaforma, senza rischiare di disperdere il traffico, “dirottandolo” all’esterno.

Oltre a Facebook e Instagram, ovviamente è possibile fare advertising su tutti gli altri social, come Youtube, Twitter, LinkedIn, Google+, Pinterest. Ad esempio, su Youtube è possibile sponsorizzare i propri video, con diversi formati, oppure su Twitter si può sponsorizzare il proprio hashtag, su Snapchat si possono sponsorizzare “maschere” brandizzate e così via. Purtroppo, non possiamo analizzare in questa sede tutti i formati pubblicitari possibili su tutti i social network, altrimenti significherebbe scrivere un articolo dentro un articolo.

social-media-strategy-advertisingTornando a un discorso più strategico, in generale, per fare advertising bisogna scegliere il target, si imposta il budget, si crea l’annuncio e si programma per la pubblicazione. In una strategia di advertising sui social network contano moltissimo, da un lato la scelta dei canali dove colpire il proprio prospect, dall’altro la creatività. Creare annunci con grafiche accattivanti, con video che sono delle calamite per gli occhi, adottando un copywriting persuasivo, è indispensabile per distinguersi dal mare dei propri competitors.

Offrire qualcosa di differente ai potenziali utenti è la chiave di Volta. Infatti, altro fattore importantissimo è la value proposition: cosa offri al tuo utente? Qui entra in gioco il meccanismo “do ut des”, letteralmente “do, affinché tu mi dia”, tradotto “offro valore in cambio di valore”. Ad esempio, vuoi creare una campagna con obiettivo la lead generation? Dovrai per prima cosa stabilire qual è il tuo lead magnet, il Graal del social media strategist. Il lead magnet è qualcosa che offri, in cambio di un lead di qualità. Ad esempio se stai promuovendo un corso di formazione sui tuoi canali social, ti sarà sicuramente utile raccogliere le e-mail delle persone potenzialmente interessate, per fare poi lead nurturing su di loro e portarle, in seguito, alla conversione, cioè all’iscrizione al tuo corso. Per ottenere questi contatti, dovrai offrire qualcosa in cambio, come ad esempio una risorsa gratuita scaricabile, un PDF di anteprima del corso.

5. Community management

Ascoltare, rispondere e studiare i propri utenti è molto importante in una social media strategy efficace. Ciò che i nostri utenti ci dicono liberamente, ovvero senza che ci sia uno stimolo da parte nostra, è un tesoro di informazioni. I feedback degli utenti su un prodotto, o servizio, sono delle indicazioni per migliorare la nostra offerta. La community è quel posto dove le persone cercano di ottenere da altri utenti recensioni su prodotti o servizi che intendono acquistare.

L’utente di oggi si fida molto di altri utenti come lui, ci crea una sorta di legame empatico. Un utente che scrive una recensione positiva sulla tua pagina, molto probabilmente sarà preso più in considerazione, rispetto ad un nostro post sponsorizzato. Un utente che parla della tua azienda in termini positivi, diventa tuo brand ambassador, una sorta di testimonial, diverso dall’influencer. Inoltre, un utente soddisfatto di ciò che gli offri, parlerà più volentieri di te sui social con i suoi amici, creando quello che si chiama World of Mouth (WOM). Magari condividerà un tuo post con i suoi amici e follower, tu potrai sfruttare il potere degli UGC User generated content, che per te corrisponde ad una pubblicità potente e del tutto gratuita.

Gestire e moderare una community sui social non è molto diverso dall’offrire un servizio di customer care classico. Tramite i social, tu puoi creare una relazione duratura e continuativa con i tuoi utenti. Rispondere ai commenti e ai loro messaggi privati, nel minor tempo possibile, li farà sentire ascoltati e vicini al tuo brand.

Bisogna essere cauti nel gestire le “crisi”, basti ricordare il caso del calciatore che ha risposto male ad un messaggio privato su Instagram che gli era stato inviato da un ragazzino tifoso di un’altra squadra. Lo screenshot di quei messaggi ha fatto il giro del web e il calciatore in questione non ci ha fatto una bella figura. Anche un brand, o un’azienda, deve mantenere il suo tone of voice anche nel contatto diretto con il cliente.

 

6. Analisi degli Insights

Il bello del digital marketing, diversamente da quello tradizionale, è che tutto è misurabile! Dopo qualche giorno di test, puoi capire se la tua social media strategy stia funzionando o meno. Puoi correggere il tiro e ottimizzare le tue campagne in qualsiasi momento e ciò si traduce nel risparmio di tempo e denaro, nonché nella massimizzazione del tuo ROI.

Ma come puoi capire se la tua strategia sui social funziona? Ci sono alcune metriche che ti indicheranno la direzione da seguire. Molte di queste metriche puoi trovarle nelle dashboard interne ai tuoi profili social e per alcuni canali dovrai passare ad un account business per accedere a questi dati. Altre metriche invece potrai ricavarle dai Referral di Google Analytics, installato sul tuo sito aziendale.

Ma quali sono le metriche che contano? Molto dipende dal punto del funnel su cui stai intervenendo e da quali siano i tuoi obiettivi. In generale, le metriche che puoi monitorare sui social sono: impression, copertura, click sul link, interazioni, lead generati. Ad esempio la copertura di un post indica quanti utenti unici hai raggiunto, mentre le impression indicano quante volte il tuo annuncio è stato visto (e alcune persone potrebbero averlo visto più di una volta). Contano molto anche le interazioni con i tuoi post, come i like, i commenti e le condivisioni (share). L’engagement rate, che si calcola con una formula, mette in relazione più elementi e fornisce un quadro generale che indica quanto i tuoi utenti sono ingaggiati, coinvolti rispetto ai tuoi contenuti. Questa è la formula dell’engagement rate:
social-media-strategy-engagement-rate

7. Test & Learn

Quanto è importante sbagliare per imparare? Sembrerà retorico e invece è proprio così, perché una social media strategy perfetta passa necessariamente per degli esperimenti – e degli errori. Poniamo il caso che tu abbia 500€ di budget per le tue campagne di advertising sui social, li spenderesti tutti su un canale? Meglio prima spendere una parte di questo budget sui 2-3 social network che, dalle tue analisi preliminari, risultano essere maggiormente popolati dai tuoi prospect. Una volta individuato il canale in cui gli utenti convertono di più, lì allocherai il restante del tuo budget.

Ma anche dopo aver testato il canale, dovrai testare i contenuti facendo A/B testing, modificando il target, la combinazione di più elementi visuali, gli orari e i giorni di pubblicazione. Insomma, i test da effettuare sono infiniti, ma non preoccuparti, l’importante è testare un elemento per volta, con ordine, mantenendo ciò che funziona ed eliminando gli elementi che non performano come vorresti.

Tramite l’analisi degli insights e una serie di test potrai fare quella che si definisce social media optimization, migliorando costantemente la tua strategia sui social.

Il centro della tua social media strategy: l’utente

Regola d’oro: conosci i tuoi utenti. Come accennato in precedenza, sarebbe bene studiare approfonditamente anche i potenziali clienti, oltre ai competitor. E l’ideale sarebbe costruire delle buyers personas, studiando anche un customer journey adeguato per ogni segmento del target. In generale, nel digital marketing, si sta andando sempre più nella direzione dello Human Centred Design, in cui l’utente è al centro di tutte le scelte strategiche e di UI/UX (user interface e user experience) che si operano.

Su cosa si impronta una strategia di marketing sui social media, se non si ha bene in mente chi sono i propri utenti? Bisogna capire come comunicano, cosa cercano, dove e quando lo fanno.
Ogni giorno, in media, prendiamo in mano il nostro smartphone 150-200 volte al giorno e siamo costantemente connessi ad internet. Gli italiani tra i 18 e i 34 anni sono navigatori record, con circa 2 ore e mezzo pro-capite spese sui dispositivi. E tutto questo navigare produce un’enorme mole di dati e informazioni preziosissime che aiutano i marketer a profilare il proprio target.

Come si accennava prima, gli utenti cercano sui social media anche informazioni relative a prodotti e servizi, chiedono opinioni ad altri utenti, o cercano di interagire direttamente con le aziende che producono tali beni, o forniscono tali servizi. Attraverso una social media strategy ben strutturata, per i brand è possibile instaurare una relazione con i propri utenti, anche molto confidenziale. Sui social si può ascoltare direttamente la propria audience e rispondere ai suoi bisogni, instaurando una relazione assidua con il cliente. Tutte queste domande e risposte costituiscono una banca dati piena di informazioni che valgono più dell’oro per un’azienda.

social-media-strategy-bersaglio

Nel marketing tradizionale era impossibile sapere quante persone avrebbero visto il tuo cartellone pubblicitario, letto il tuo annuncio sul giornale, visto il tuo spot in tv, o ascoltato il tuo annuncio per radio. E non si poteva sapere nulla sui loro comportamenti e abitudini. Il vantaggio del marketing digitale è che tutto è misurabile! Puoi sapere quante persone vengono colpite dalla tua inserzione, quante cliccano sul tuo link, quante pagine visitano del tuo sito, quante comprano sul tuo e-commerce, quanto spendono. Puoi conoscere dati preziosi, che guideranno la tua strategia verso il successo. L’approccio Data Driven, cioè letteralmente “guidato dai numeri” non potrà farti sbagliare, se li interpreti in modo corretto e imparziale.

Social media strategy integrata nella digital strategy

Come abbiamo più volte accennato nel corso di questo articolo, digital strategy e social media strategy dovrebbero andare di pari passo. Non si può pensare ad una social media strategy che non sia parte di una digital strategy multicanale: i canali di marketing devono comunicare tra loro. Raccogliendo dati da ognuno di essi, avrai a disposizione una serie di informazioni sui tuoi utenti che saranno preziose come l’oro, in ogni fase di crescita della tua azienda.

Ad esempio se vuoi fare lead generation, potresti usare una campagna su Facebook e una su AdWords allo stesso tempo, poi potresti mandare il traffico su una landing page creata con WordPress, in cui spieghi agli utenti quali sono i vantaggi che ricaverebbero dall’utilizzo del tuo servizio o prodotto. Su questa landing inserirai un contact form e, una volta che gli utenti ti lasceranno il loro contatto gli manderai una e-mail transazionale e poi una serie di e-mail per fare lead nurturing e convertire questi lead in utenti attivi. In questo modo, facendo riferimento al funnel, sarai passato dall’Awareness all’Activation. Ma questo è solo un piccolo esempio su come una strategia di marketing sui social network possa essere integrata in una strategia di marketing più complessa.

Social media strategy di successo: case history

Ecco un esempio di una social media strategy efficace e del tutto out of the box. Hai mai sentito parlare di Taffo funeral services? Si tratta di un’agenzia di servizi funebri che ha un successo clamoroso su Facebook, costruito grazie ad una solida strategia e un tone of voice non convenzionale, basato sullo black humor. Comunicare sui social e stabilire un dialogo con gli utenti non è affatto facile per un brand, figuriamoci per un’azienda che offre un servizio simile. Difficilmente, su una pagina aziendale che offre servizi funebri, ci aspetteremmo di trovare contenuti irriverent. Eppure gli utenti apprezzano moltissimo questo modo di comunicare, tant’è che TAFFO è diventato una vera e propria “star” di Facebook. Dietro a questo engagement degli utenti così forte, c’è una solida social media strategy basata su:

• Real time marketing
• Gamification
• Marketing sociale
• Tone of voice riconoscibile social-media-strategy-TAFFO

Ma alla base di questo successo c’è anche un’agenzia di comunicazione, la KiRweb, e un direttore di marketing, Riccardo Pirrone, che ha avuto il coraggio di portare avanti una strategia così non-convenzionale, trattando in chiave ironica, e mai offensiva, il tema della morte. Gli obiettivi di brand awareness, di crescita della fan base e di engagement sono stati ampiamente raggiunti, parlando anche di temi sociali. Complimenti a TAFFO… E speriamo di vederci il più tardi possibile!

Social media strategy: info utili

Se questo articolo ti ha incuriosito e vorresti migliorare le tue competenze in ambito social media, potresti:

 

 

Altri articoli che potrebbero interessarti:

Digital Strategy come crearla  creare landing page wordpress  Social media marketing

Martina Santoro on BehanceMartina Santoro on Linkedin
Martina Santoro
Le parole e le immagini sono la mia passione. Scrivo, fotografo e giro video. Il Digital Marketing mi ha dato modo di unire le mie diverse nature, fatte di testi, immagini e numeri.
[index]
[index]
[523.251,659.255,783.991]
[523.251,659.255,783.991]
[523.251,659.255,783.991]
[523.251,659.255,783.991]