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Prima di addentrarci alla scoperta delle Social Community è utile provare a definirle. Forse il modo più semplice per cercare di spiegare che cosa siano è identificarle come un gruppo di individui affini che condividono relazioni.

Dal momento in cui veniamo al mondo, e per tutto il resto della nostra esistenza, condividiamo esperienze e interazioni con i gruppi. Dapprima all’interno del nucleo familiare da cui proveniamo, poi in ambito scolastico, nelle attività ludiche, fino al mondo del lavoro. In ognuna di queste situazioni la comunità è importante per noi: sentirsi parte integrante di una comunità fa si che ci si senta inclusi e protetti da chi ci circonda.

Lo stesso vale con le comunità che nascono o si sviluppano online, perché ormai il mondo intangibile del web ha una rilevanza sempre maggiore all’interno delle nostre vite. Sentirsi parte di una comunità online è il nostro modo per far sapere a tutti che esistiamo e per non sentirci emarginati.

Si può dire, quindi, che siamo sempre legati ad una Social Community o ad una molteplicità di esse, per cui è bene capirne l’utilità. Ti consiglio di proseguire la lettura.

 

Utilità delle community nella società

Una comunità è una complessa struttura sociale che condivide atteggiamenti, valori, obiettivi e anche, per certi aspetti, una comune visione del mondo. La necessità di creare legami è insita negli esseri viventi, eccezion fatta per gli individui che si pongono ai margini della società in cui vivono. È quello che i sociologi definiscono devianza, cioè un atto o comportamento che viola le regole della collettività provocando disapprovazione e discriminazione. Il bisogno di consociarsi degli esseri umani nasce prima di tutto per evitare l’emarginazione, perché il senso di appartenenza a un gruppo genera un’idea di sicurezza che aumenta se si è collocati con un ruolo preciso all’interno di esso. Far parte di un pluralità permette di condividere le proprie esperienze, il che può avere connotazione positiva o negativa:

  • connotazione positiva: riguarda i successi personali (allora il gruppo sarà pronto a elogiarci);   
  • connotazione negativa: nel caso di insuccessi il gruppo fornirà conforto e sostegno.

Al giorno d’oggi, con lo sviluppo sempre più consistente dei Social Media, le comunità si spostano anche online oppure nascono direttamente online. Sono noti, infatti, i gruppi Facebook o gli account Instagram, che radunano attorno ad essi numerosissime persone accomunate dagli stessi interessi e passioni.

Ecco che il concetto di Social Community si estende al word wide web attraverso la nascita dei Social Network, diventando un fenomeno globale, che supera ogni barriera spazio-temporale.

 

Come nasce una community

social-community-1Senza sconfinare nella psicologia sociale, le comunità nascono a partire dalla necessità di un gruppo di persone di condividere un preciso interesse.

Come si dice, l’unione fa la forza! È il motivo per il quale esistono Social Community di svariate tipologie, ad esempio organizzate per:

  • credenze religiose (persone che si riuniscono per pregare, organizzare eventi e viaggi a tema religioso ecc.);
  • ideologie politiche (persone che si interessano di attualità, elezioni, leggi ecc.);
  • passioni sportive (persone che tifano la stessa squadra o a cui piacciono gli stessi sport);
  • hobby (possono essere davvero infiniti: dalla cucina alla floricoltura, dal canto alla pesca);
  • fasce d’età (persone nate negli stessi anni, spesso nostalgiche della loro infanzia).

Questi elencati sono solo alcuni casi, ma ce ne sarebbero moltissimi altri.

Come dicevo, tutti abbiamo bisogno di sentirci inclusi in almeno una comunità: non ci crediamo forse più forti mentre siamo allo stadio a tifare la squadra del cuore insieme ad altri cinquantamila come noi? È vero o no che abbiamo maggior considerazione di noi stessi mentre costruiamo una casetta per uccelli al corso di bricolage? Oppure ci sentiamo più sicuri se, quando abbiamo bisogno di un’informazione, sappiamo che qualcuno risponderà presto ai nostri dubbi?

Ecco che i gruppi sociali vengono in nostro aiuto, ci sostengono, ci confortano e non ci fanno sentire soli. Per questo voglio spiegarti la loro importanza, soprattutto con l’avvento dei Social Network.

 

Dai Newsgroup ai Social Network: le comunità oggi

Nella cosiddetta quarta rivoluzione industriale in cui stiamo vivendo tutto viaggia a velocità doppia, se non tripla, rispetto al passato, anche le connessioni tra le persone. Le le relazioni nascono, si sviluppano e possono terminare in un battito di ciglia. Oltre al tempo è cambiato anche lo spazio entro il quale muoversi, ecco che le Social Community sono formate da persone che vivono a Roma, New York, Tokyo, ecc. senza limiti di tempo e di spazio. Ripercorriamo un po’ di storia:

  • In principio ci furono i Newsgroup. Probabilmente i millennial non ne hanno mai sentito parlare, ma molti ricorderanno come tutto ha avuto inizio. Si trattava di spazi virtuali (che oggi chiameremmo bacheche) posizionati su server interconnessi tra loro. Si accedeva a una sorta di “stanza“, chiamata news server in cui erano raggruppati i vari newsgroup per argomento, tramite l’utilizzo di software chiamati news client. Probabilmente qualcuno della generazione precedente li usa ancora, qualcosa di simile sono i Google Groups.
  • Poi fu la volta dei Forum: luoghi virtuali di discussione, ospitati dai siti web, in cui persone con gli stessi interessi si incontravano, si confrontavano, ponevano quesiti e trovavano soluzioni relativamente a un preciso argomento. Esattamente come l’antico Foro Romano, luogo di incontro culturale per eccellenza dell’Antica Roma. È proprio nei Forum che sono nati termini oggi famosi, quali: emoticon, bannare, quotare, netiquette, nickname, topic, troll, post. A questi termini se ne aggiungono tantissimi altri. Oggi sono sopravvissuti ancora diversi Forum, ma non hanno certo più lo slancio d’inizio anni 2000.
  • In fine vennero i Social Network. La nascita della comunità di artisti online DeviantArt nel 2000 segna l’avvento dei Social Media. Poi sono arrivati last.fm nel 2002, Myspace e LinkedIn nel 2003 e, nel 2004, quello che oggi è considerato il re dei Social Network: Facebook. Da quel momento tutto è cambiato e la rete è un continuo fiorire di gruppi e Social Community.

 

Che cos’è una Social Community online?

Una Social Community online è affinità e rappresenta una precisa identità dei soggetti che la popolano. È uno spazio libero in cui sono concentrate idee, pensieri e soluzioni. Molti siti di social networking offrono anche piattaforme per la discussione di argomenti che una comunità trova reciprocamente interessanti o vantaggiosi. In parole povere, una comunità sociale online è un gruppo di individui affini collegati da interazioni.
I grandi numeri che ruotano attorno a questo mondo hanno scatenato una vera e propria guerra anche tra i brand, autentici professionisti di community marketing, che si sfidano a colpi di post creativi e sponsorizzazioni.

 

Intervista a una Community Manager

A questo punto suppongo sia più chiaro il concetto di Social Community. Ma come si gestiscono? Qual è il modo migliore di fare community building? Ne abbiamo parlato con un’esperta che si occupa da anni di community management: Silvia Giovannini, social media manager – o come ama definirsi “social media qualcosa” – dell’Unione degli Industriali della provincia di Varese.

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Di che cosa ti occupi esattamente?

social-community-sgCiao a tutti sono Silvia e mi occupo di social per l’Unione Industriali di Varese, che è la territoriale del sistema Confindustria, un’associazione di categoria che rappresenta le imprese del territorio. Territorio particolarmente interessante, perché quella di Varese è una delle province che produce il maggior indotto non solo in Italia ma anche in Europa. Per darvi qualche nome Missoni, Vibram, Yamamay, Lindt e Poretti sono grandi nomi del territorio di Varese. Io sono una giornalista e col tempo mi sono appassionata di digitale. Grazie soprattutto ad alcuni contatti mi è venuta questa passione che poi è diventata un lavoro.

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Perché scegliete molteplici canali social?

social-community-sgL’associazione da sempre vuole raccontare il territorio e fare cultura d’impresa in senso ampio. Abbiamo una rivista che si chiama Varesefocus edita in diciassettemila copie, per cui comunque ci si vuole aprire. Era necessario, nonché un’esperienza avvincente, essere sui diversi social e abbiamo deciso di sbarcare innanzitutto su Facebook dove c’è il canale della rivista. social-community-vfoc

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Come gestite la vostra community?

social-community-sgInnanzitutto cerchiamo di essere molto costanti: avendo sia un sito ufficiale con una newsletter tecnica, sia un giornale che cha anche un blog, gli argomenti non ci mancano. La costanza dei contenuti e la qualità di questi è sicuramente il modo di alimentare la Social Community. Cerchiamo decisamente di dare una risposta, non ci interessa avere una vetrina piatta: i social sono soprattutto ascolto e noi ascoltiamo e rispondiamo, anche a chi è molto critico. 

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Quali canali avete deciso di occupare?

social-community-sgAbbiamo deciso di essere su tutti i canali, ma di diversificare l’offerta. Innanzitutto perché riteniamo che la comunicazione social non possa essere standardizzata, ogni canale ha le sue funzioni, il suo uditorio e i suoi gusti. Una ricetta non va bene per tutti, abbiamo deciso di essere molto attenti a questo e non replichiamo contenuti:

  • Facebook dove c’è la community del giornale;
  • Linkedin che, essendo un canale professionale, è assolutamente nostro;
  • Twitter che usiamo come ufficio stampa;
  • Youtube con una bravissima giornalista che si occupa di video, le strade d’impresa ci piace raccontarle anche per immagini;
  • Instagram: squest’ultimo raccontiamo la bellezza delle nostre imprese e le emozioni. Nelle Stories raccontiamo anche gli eventi, ma in realtà quello che facciamo in generale è raccontare l’impresa per stimoli, prodotti e processi, attraverso lo storytelling aziendale.

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Consigli per la gestione dei canali?

social-community-sgIo continuo a formarmi, che è quello che consiglierei ai ragazzi più giovani. Il contesto dei social cambia di continuo, quello che vedo oggi non lo vedrò sicuramente tra un mese. Ci vogliono competenze sempre al passo con i cambiamenti: chi sa tutto di Linkedin probabilmente sa poco di analisi dati o di Instagram, quindi occorre trovare le proprie fonti e formarsi. Io ero giornalista e, per avvicinarmi al digitale, ho dovuto studiare. Sicuramente non sono un’esperta del settore, ma sono una persona con una grande voglia di imparare e una grande passione. Anche i più esperti tutti i giorni studiano, quindi quello che diciamo ai ragazzi che entrano nelle imprese è: studiate! Vale per tutti, ancora di più in un campo che tutti i giorni cambia.

Se vi interessa approfondire l’argomento, provate uno di questi corsi Digital Coach:

 

Facebook: le community con più follower

Essendo il Social Network dedicato allo svago, va da sé che i gruppi più seguiti tra le numerosissime Social Community di Facebook siano quelli in grado di strappare un sorriso a qualunque ora della giornata. Limitandoci a quelli italiani, altrimenti il discorso sarebbe troppo complesso, ecco i più celebri:

Calciatori Brutti: “Giochi a calcio e sei più brutto della meningite? Sarai inserito nel nostro album fotografico”. È il tremendo incipit della community più seguita in ambito sportivo che non lascia spazio a equivoci.

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Mamme che scrivono messaggi su WhatsApp: chi di noi non ha mai ricevuto un messaggio esilarante dalla mamma? Ma anche da nonne, zie, ce n’è per tutti i gusti. Senza dimenticare i papà, nessuno sfugge alla dura legge dello screenshot.

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Casa Surace“Siamo del sud, usciamo video” si legge sul sito della casa di produzione napoletana. Sfornano divertentissimi clip basate sui classici stereotipi delle famiglie dell’Italia meridionale.

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Il Milanese imbruttito: chi non ha mai visto un’intervista imbruttita alzi la mano. L’archetipo utilizzato è quello del milanese nell’immaginario collettivo: snob, orgogliosamente ignorante e sempre di fretta. Perché il milanese “non è né in orario, né in anticipo, né in ritardo: è già lì!”.

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Lercio: irriverente satira che prende in giro il cattivo giornalismo attraverso fatti reali, o inventati, proposti con titoli assurdi che stravolgono la realtà ponendosi all’esatto opposto di quanto percepito.

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Spinoza.it: dal 2005 si propongono come blog satirico collettivo, è la social community più datata tra quelle elencate. La loro satira è raffinata ma molto pungente, almeno quanto il loro nome (che infatti poco ha a che vedere col noto filosofo olandese).

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Instagram: gli account più seguiti

Le bellezze artistiche e i panorami mozzafiato di cui è ricca l’Italia, la fanno da padrone nel social dedicato esclusivamente alle immagini. Le Social Community più popolate del Belpaese non potevano che essere quelle che trovate qui sotto:

Igers Italia: acronimo di Instagramers, cioè gli utenti di Instagram, ripostano le foto più belle dei followers che inseriscono il tag “Igers Italia” nelle loro immagini.

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Vivo Italia: community completamente dedicata alle bellezze artistiche e paesaggistiche italiane.

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Volgo Italia: altra comunità dedicata alla nostra penisola.

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Yallers Italia: come riporta la bio che si trova su Instagram “organizzano eventi e attività in Italia per far conoscere le persone e scoprire il territorio”.

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Conclusioni

Con un mondo sempre più in evoluzione ed una vita sempre più in corsa è praticamente impossibile essere al di fuori del concetto di “comunità sociale”. Le Social Community sono nate e si sono sviluppate proprio per aggregare persone ed oggi più che mai sono la massima rappresentazione della potenza dei Social Media, che sono in grado di interconnettere utenti in ogni parte del mondo, abbattendo tutte le distanze.

 

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