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Cos’è lo smart working?

 

In un mondo del lavoro in continua evoluzione, emerge con forza il lavoro agile o smart working, ovvero del professionista in grado di lavorare ovunque e ad ogni ora, organizzando il lavoro con i tempi e nei luoghi che si ritengono più opportuni, questo consente di gestire meglio il proprio tempo libero, bilanciando impegni e vita privata (work-life balance).

smart work

Un’innovativa modalità di lavoro, lo smart worker è quella figura su cui il datore di lavoro ripone la totale fiducia e responsabilità, affidando la gestione indipendente del proprio lavoro e la scelta di come, dove e con quali mezzi svolgere le mansioni.

Il lavoro svolto non si misura più con le ore trascorse in azienda o con le gambe sotto una scrivania, ma in base ai risultati raggiunti;

Questo porta ad un aumento della produttività e ad un miglioramento del benessere lavorativo, gestendo più liberamente i i propri tempi di vita.

Il quadro è quello di una modalità di lavoro dalle grandi potenzialità e sostenibile per il futuro delle imprese e delle pubbliche amministrazioni.

 

Vantaggi e svantaggi 

 

Naturale porsi l’interrogativo: Lo smart working porta benefici oppure rischia di diventare stressante per il lavoratore?

Al momento, i dati a riguardo sono pochi ma incoraggianti. Da svariate ricerche di mercato emerge che i lavoratori dichiarano di avere una maggiore libertà nella gestione della propria vita e di avere un miglior equilibrio tra lavoro e tempo libero.

work smart

L’importante, concludono le ricerche ad oggi effettuate, è quello di evitare il sovraccarico di lavoro e di offrire un sistema lavorativo flessibile nei tempi

I benefici ottenibili dall’inserimento di una figura in smart working all’interno di un azienda sono significative. Si possono registrare miglioramenti in termini di produttività, riduzione dell’assenteismo sul posto di lavoro e riduzione dei costi delle locazioni per gli spazi fisici.

Solo un uso controproducente di strumenti e comportamenti può rappresentare uno svantaggio;

Ciò necessita competenza e giusto mindset da parte degli smart worker, che permettono di prevenire, individuare e intervenire su possibili elementi che possano compromettere il lavoro, ad esempio riducendo la produttività o la qualità del lavoro oppure non conservando in modo adeguato le informazioni che hanno un valore vero e proprio per le aziende.

 

Smart working o telelavoro?

 

Per telelavoro, come dice la parola, si intende un lavoro che si svolge esclusivamente a distanza rispetto alla sede aziendale: Diffusosi negli anni ’70 grazie all’ evolversi delle tecnologie informatiche, i teleworkers si trovano nella maggior parte dei casi a lavorare da casa o in un luogo specifico, mai all’ interno della sede aziendale.

smart working-telelavoro

Lo smart working, a sua volta, ha dei punti fondamentali: per esempio medesimi corrispettivi economici rispetto ai dipendenti interni con annesso obbligo di informazione su rischio infortuni professionali. Ma l’aspetto più evidente che segna la differenza con il telelavoro è che non è più obbligatorio avere uno spazio di lavoro fisso in cui lavorare:

 

La propria abitazione, un bar o un parco con wi-fi vanno benissimo, in qualunque luogo si possa portare un computer e uno smartphone. L’orario è autodeterminato: l’importante in questo caso è raggiungere l’obiettivo prefissato a monte, quindi la ripartizione del lavoro è gestita interamente dallo smart worker.

Lo smart working viene concepito come una modalità di prestazione decisa in accordo con datore e dipendente, regolata da un contratto scritto, con diritto di recessione dietro preavviso di 30 giorni.

Non va quindi confuso con il telelavoro, che prevede che il dipendente compia per lo più il lavoro da casa e che ci sia di norma un solo rientro a settimana nel posto di lavoro tradizionale.

 

Le 7 migliori professioni:

 

 

Recruiting Manager

 

recruiting manager

Quella del Recruiting Manager è una figura professionale che prevede diverse mansioni e responsabilità. Se da una parte ha il compito di gestire il team di recruiter, dall’altra parte gli vengono richieste anche azioni volte alla valorizzazione delle risorse umane presenti all’ interno dell’ azienda, all’aumento dell’employee engagement e all’attrazione e conservazione di nuovi talenti.

Il Recruiting Manager deve risolvere le problematiche legate alle lacune di organico che possono essere presenti in un team aziendale.

Skills necessarie: Capacità di analizzare valori e capacità, ottimizzando le potenzialità delle risorse dell’ azienda,

 

Sviluppatore siti web/app

 

web developer

 

Ormai tutti utilizziamo le app mobile e i siti web ogni giorno. Per questo Lo sviluppatore di app e siti è sempre impegnato in aggiornamenti ed implementazioni, seppur svolga per lo più il suo lavoro da remotoè molto importante per lo sviluppo dell’ immagine online di un’ azienda.

Per creare siti web uno sviluppatore può utilizzare anche i popolari CMS, come WordPress o Prestashop

il web developer o appunto sviluppatore web, è uno degli smart work più presenti sul mercato.

Skills necessarie: Conoscenze tecniche specifiche di programmazione Web., dell’ottimizzazione dei database. Conoscenza dei linguaggi HTML, CSS, JAVA SCRIPT, PHP oppure di strumenti software CMS.

 

Data scientist

 

data scientist

Un Data Scientist, ma anche web analitycs specialist, è utile in quelle aziende che devono fare i conti con una disponibilità crescente di dati e hanno bisogno di qualcuno che le aiuti a sviluppare, dall’interno dell’ azienda, o in smart working un sistema personalizzato che li interpreti e gestisca.

Chi sceglie questa figura è un azienda che muove i suoi primi passi in questo ambito e per questo ha bisogno di qualcuno con competenze specifiche e di ingegneria software, per analizzare obiettivi e performance

La responsabilità principale di un Data scientist è l’analisi dei dati, un processo che inizia con la raccolta dei dati e termina con le decisioni aziendali basate sui risultati finali delle analisi.

Skills nesessarie: Figura multidisciplinare che deve saper utilizzare strumenti e software di analisi e big data per estrarne report e strategie dinamiche.

 

UX Designer

 

User experience

 

Per User Experience o UX s’intende ciò che una persona prova testando ed utilizzando un prodotto o servizio. L’esperienza d’uso lega di fatto gli aspetti esperienziali e personali, cambiando a volte la percezione di valore del prodotto.

Lo UX Designer analizza e interpreta il comportamento degli utenti, le dinamiche e il contesto focalizzando la propria azione sulla costruzione di un’esperienza positiva per l’utente finale. Il suo obiettivo è migliorare la relazione fra consumatori e prodotti: è l’anello di congiunzione fra i bisogni dell’azienda e i bisogni dell’utente.

Skills necessarie: Conoscenza approfondita sulle strategie del marketing esperienziale, creatività e utilizzo di software specifici per l’analisi dei target.

 

Social media manager

 

Social media marketing

 

Il Social Media Manager è forse lo smart work per eccellenza, il SMM infatti quella figura che gestisce tutte le piattaforme social all’interno di un’azienda e che fa da connessione tra utenti e brand, ottimizzandone le strategie, immagine e risultati.

Il Social Media Manager utilizza specifiche competenze di Social Media Marketing per creare nuove opportunità, compiendo misure volte a favorire la produttività del business di riferimento.

Nella maggior parte dei casi una società assume un Social Media Manager per essere ancora più visibile online, cercando di coprire più canali possibili, sviluppando una connessione diretta con gli utenti e acquisendo nuovi clienti facendo lead generation attraverso i social network.

Skills necessarie: Conoscenza avanzata di gran parte dei social network e del social media marketing, abilità nell’utilizzo di strumenti e tool grafici.

 

Content creator

 

Content creatorLa figura del content creator è sempre più ricercata nelle aziende che lavorano nel digitale. Saper scrivere significa sviluppare dei contenuti di qualità ed utili, attraverso un linguaggio chiaro e più proficuo possibile.

Questa figura in un azienda o in smart working, deve saper sperimentare; dev’essere in grado di capire, ad esempio, quale argomento può essere utile alla propria community, essendo consapevoli del pubblico a cui ci si vuole rivolgere, per catturare il più possibile l’attenzione del lettore.

Deve essere in grado di sviluppare dei contenuti attuali utilizzando i giusti mezzi e strumenti, Risultare tra i primi posizionamenti online tramite le conoscenze a sua disposizione.

Skills necessarie: Spiccate capacità creative e di scrittura, conoscenza delle tecniche di ottimizzazione SEO

 

Digital marketing specialist 

 

digital marketing specialist

Il Digital marketing specialist è una figura che ha competenze in tutti questi ambiti, compresa la comunicazione.

Il suo compito è quello di orientare l’azienda attraverso le sue strategie, verso un percorso digitale produttivo, è un professionista in grado di sfruttare in maniera obliqua tutti i principali canali di comunicazione e marketing digitale, affrontarne i tool e gli strumenti adatti.

 

È inoltre capace di analizzare i risultati delle campagne per ottimizzarle continuamente in un ciclo di miglioramento continuo. Il digital marketing manager è una figura ricercata dalle aziende per affrontare la frenetica era digitale

Skills necessarie; Competenze sul web e digital, conoscenza degli strumenti di acquisizione e custumer management, padronanza di strumenti di reportistica e analisi.

 

Tutte queste professioni hanno un denominatore comune: La conoscenza del digitale e delle piattaforme web.

Diventa anche tu un professionista del digitale!

 

Alessandro Coppola
Consulente di marketing digitale a supporto di PMI e startup, appassionato di media e tecnologia, in continuo aggiornamento sugli strumenti digital.