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Slow Food è una grande associazione internazionale no profit impegnata a ridare il giusto valore al cibo, nel rispetto di chi produce, in armonia con ambiente ed ecosistemi, grazie ai saperi di cui sono custodi territori e tradizioni locali.
Capire come un’associazione no profit possa veicolare la sua comunicazione on line ed in particolare sui social network, sottolinea quali sono i punti cardine di una strategia di comunicazione sul web, ancor prima di considerare il budget.
Lo abbiamo chiesto direttamente a Michela Marchi, Social Media Manager e Web Content Manager di Slow Food Italia.

 


Cos’è Slow Food?

Slow Food possiamo definirla oggi come una rete globale di comunità locali. È un’associazione internazionale che è nata ormai da 30 anni e ad oggi è presente in 160 paesi. Quello che fa oggi Slow Food è proporsi come movimento ed essere un punto di riferimento per tutti coloro che vivono il cibo, non solo come nutrimento, ma anche come mezzo per migliorare il mondo. Perché attraverso il cibo, attraverso le politiche alimentari e anche attraverso le scelte che decidiamo di fare ogni giorno, possiamo incidere parecchio sulla politica e sulla vita non solo nostra, ma anche a livelo globale.


Quando e perché Slow Food è entrato nel mondo del web?

Slow Food fece i suoi primi passi nel web nei primi anni 90 con i primi siti e le programmazioni in HTML. Ovviamente, è stata un’opportunità che è stata subito colta, perché il digitale fin da subito ha permesso a realtà piccole, come allora era anche Slow Food, di proporsi a livello internazionale e raggiungere più facilmente i nodi della rete che si stava creando. Poi, naturalmente, il fatto di avere un proprio sito consentiva di diffondere maggiormente il messaggio, per veicolare i propri contenuti e di essere più presenti non solo in Italia, ma anche nel resto del mondo.


C’è differenza tra il sito Slow Food Italia e gli altri siti Slow Food nel mondo?

Il messaggio di Slow Food è ovviamente lo stesso in tutto il mondo, ma è chiaro che essendo una rete globale di comunità locali, questo messaggio viene declinato a seconda della particolarità della nazione o proprio del posto in cui ci si trova, nel nostro caso sul sito Slow Food Italia. Ora, da due anni a questa parte, ma soprattutto dopo l’ultimo Congresso Internazionale di Chengdu, in Cina, è nostra intenzione riuscire a convergere il più possibile la comunicazione delle varie realtà internazionali. Questo, ovviamente, non vuol dire andare verso la standardizzazione, perché sarebbe un ossimoro per Slow Food che difende la biodiversità, ma significa dare un messaggio più forte e coerente: perché se tutti diamo lo stesso messaggio, anche banalmente usando gli stessi colori, è chiaro che è più facile essere riconosciuti, trovati e ricordati. Quindi, al momento ciascuna nazione porta avanti la sua comunicazione, dando sempre uno sguardo a quello che è il messaggio internazionale, che si basa sia sulle notizie che arrivano dalla rete, sia su temi che sono comuni a tutto il mondo, primo fra tutti la difesa della biodiversità.  


Quali canali social utilizza Slow Food e qual è la vostra strategia di comunicazione?

I canali social che utilizziamo sono Instagram (Slow Food Italia), Facebook (Slow Food Italia)e Twitter. Sul canale Twitter Slow Food Italia abbiamo una presenza longeva perché si è cominciato ad usarlo immediatamente, avevamo subito riconosciuto il valore che potesse avere questo mezzo per noi, anche per far si che i nostri contenuti fossero raccolti più facilmente.
Riguardo la strategia di marketing, di sicuro dobbiamo mettere insieme varie esigenze, la comunicazione istituzionale, quindi cosa arriva dalla rete, che cosa l’associazione fa, il racconto delle varie attività. Instagram Slow Food Italia
Questo avviene soprattutto nelle pagine di Slow Food internazionale che sono destinate soprattutto a raccontare cosa succede, eventi, nozioni, interventi nelle politiche nazionali, e oltre a questo si deve coniugare poi quella che è la natura di Slow Food. Perché ricordiamo che, nasce come un’associazione di gastronomi, anche se noi vediamo la gastronomia dal punto di vista olistico che prende tante discipline, ma anche intrattenimento perché siamo convintissimi che raccontare cose piacevoli, dare suggerimenti o comunque intrattenere in maniera intelligente, possa aiutarci a diffondere maggiormente il nostro messaggio. In più, dobbiamo anche dare un occhio all’attualità, quindi il nostro piano editoriale è ovviamente ben studiato, ma si arricchisce di giorno in giorno, sia di fatti di attualità nel mondo e in Italia, sia di quello che succede nella rete Slow Food e, naturalmente, una grande parte è dedicata anche la comunicazione dei nostri eventi, che per noi sono un momento di condivisione, di divertimento e diffusione del messaggio in maniera divertente.


Come far crescere quasi da zero una pagina Facebook?

Consideriamo un aspetto fondamentale: siamo un’associazione e quindi abbiamo poche risorse. Le poche che abbiamo dobbiamo usarle al meglio e soprattutto, la grande risorsa che abbiamo a disposizione è l’olio di gomito!
Detto questo, per far crescere una pagina o comunque rafforzare la propria comunicazione, sicuramente le strategie di marketing hanno il loro peso, soprattutto adesso, Facebook è cambiato tantissimo in questi anni. Ma se dovessi dare il mio consiglio, l’elemento da cui partire è sempre e comunque produrre contenuti di qualità, contenuti che sia verificati, contenuti che intrattengano l’utente in maniera intelligente o che informino, o che siano comunque utili per chi ci segue.

Poi, ovviamente, i contenuti vanno declinati in maniera diversa a seconda del social che si utilizza, ma il punto da cui partire resta sempre il contenuto di qualità.
Nel caso Slow Food, essendo una grande associazione, non è stato difficile trovare contenuti di una certa rilevanza, ma comunque il risultato ottenuto non l’ho raggiunto da sola ma con l’aiuto di tutta la rete: sia l’attività dei volontari di tutto il mondo, sia l’attività svolta da noi, in sede a Bra, sono necessari per poter offrire a chi ci segue contenuti di qualità. Poi i temi di Slow Food stimolano un pò la curiosità, per cui bisogna tener presente di non dover mai annoiare il lettore, variare il tipo di contenuto che si propone, una foto, una stories, un video.


Quanto ha impattato l’arrivo del digitale sulla rete Slow Food?

Tantissimo! La cosa bella di questo lavoro è che io sono in contatto con persone che vivono in Uganda, Sud Africa, Brasile, Argentina. In tutto il mondo, e tutti abbiamo lo stesso obiettivo!
Quindi dal punto di vista della comunicazione il digital è stata una manna, dal punto di vista delle relazioni umane è fantastico perché ti ritrovi ad avere amici in tutto il mondo in cui l’unica cosa che ci divide è il fuso orario!

 

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Marta Paris
Laureata in Marketing e appassionata di Social Media. E' un mondo dinamico e in continuo cambiamento che rispecchia a pieno la mia personalità!
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