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SEO TOOLS: I MIGLIORI STRUMENTI PER L’ANALISI SEO

La cassetta degli attrezzi per scalare la SERP

 strumenti-seo

 

SEO tools: cosa sono e a cosa servono? Ma sopratutto: cosa vogliono da noi? Da dove vengono? Chi li ha mandati? In questa mini-guida non sono autorizzato a darti questo genere di risposte, ciononostante ti guiderò passo dopo passo alla scoperta dell’analisi SEO e del funzionamento degli strumenti SEO necessari per indicizzare le pagine del tuo sito. Chi si nutre quotidianamente di pane e SEO sa bene quanto sia complicato parlare di SEO tools online in termini comprensibili ai non addetti ai lavori, tuttavia, sono certo che al termine di questa guida sarai in grado di istruire persino tua nonna.

I SEO tools sono gli strumenti indispensabili per eseguire un’analisi SEO coi fiocchi, risparmiando tempo e denaro. In questa mini-guida ti presenterò sia i principali strumenti SEO gratuiti che i best SEO tool offerti sia in versione freemium che in versione premium.
Conoscerli e saperli utilizzare costituisce un requisito indispensabile per ottimizzare un sito web e produrre contenuti che favoriscano la scalata della SERP di Google.

È vero, non è semplice capire al primo colpo cosa fa un SEO, per questo, prima di conoscere gli strumenti contenuti nella sua cassetta degli attrezzi, mi impegnerò a farti capire nel modo più semplice e veloce due concetti fondamentali:

 

  • Cosa è la SEO
  • Cosa fa il SEO Specialist

 

Cosa significa SEO?  

SEO è l’acronimo di Search Engine Optimization. Gli specialisti di questa disciplina hanno il compito di ottimizzare e indicizzare i contenuti pubblicati online sul sito della propria azienda o del cliente di turno, con l’obiettivo di agevolare la scansione da parte degli spider dei motori di ricerca come Google .
Fare SEO, in altre parole, significa progettare l’architettura del sito e creare dei contenuti che aumentino la visibilità; da un lato soddisfando i criteri imposti dal motore di ricerca e dall’altro fornendo informazioni utili per l’utente.

 

Cosa fa il SEO Specialiststrumenti seo

Il pilastro centrale del lavoro di analisi del SEO Specialist è la keyword. È dalla parola chiave che nasce l’intero lavoro di analisi su cui, mattone dopo mattone, il SEO progetta l’architettura del sito e costruisce la content strategy.

Una strategia di ottimizzazione efficace richiede competenze specifiche, ma soprattutto l’impiego di numerosi strumenti di analisi SEO.
La rete, per ogni specifica fase di analisi, offre una vasta gamma di SEO tools fra cui lo specialista potrà scegliere per poter personalizzare la propria cassetta degli attrezzi.

L’attività di analisi del SEO Specialist viene tradizionalmente suddivisa in due categorie ed è per questo che si parla di SEO on-page (on-site) e SEO off-page (off-site). Nel primo caso si fa riferimento a tutte le attività legate alla struttura del sito, partendo dal codice fino ad arrivare ai contenuti. Nel secondo l’attività si concentra soprattutto sulla gestione dei link esterni.

Per praticità, suddividerò i vari tools in categorie, sulla base delle loro funzionalità e del loro impiego nelle varie fasi di analisi.

 

1. SEO AUDIT – UN CHECK-UP GENERALE DEL SITO

Nascosti oltre la serp, gli spider tessono la loro tela in attesa del prossimo sito da spulciare, il tuo. Sopravvivere alla dura legge di Big G. richiede un esercito composto dai migliori SEO tools in circolazione ma, come in ogni battaglia, devi sapere che senza un piano non andrai lontano.

È per questo motivo che ho deciso di suddividere gli strumenti SEO in base alle fasi previste da una corretta procedura di analisi.

Ogni SEO che si rispetti sa che un check-up SEO da manuale richiede un’analisi approfondita della struttura del sito. Per elaborare il primo report dobbiamo individuare le criticità relative all’architettura del sito così come quelle relative ai contenuti.
Questo lavoro è indispensabile per garantirsi buoni risultati nel medio-lungo termine e scongiurare il più grande incubo di un SEO: le penalizzazioni inflitte dagli algoritmi di Google come Panda e Penguin.

 

strumenti-seoCome fare un’analisi SEO del sito?

Quando decidi di creare un sito per un cliente o ti viene chiesto di intervenire su uno già avviato, devi porti almeno queste sei domande:

  • Per quali parole chiave voglio indicizzare i contenuti?
  • Sono presenti criticità come link rotti, error 404, backlink di bassa qualità, duplicati etc..?
  • Ho creato una sitemap ordinata e coerente?
  • I contenuti sono stati creati nel rispetto della semantica e con l’impiego delle correlate?
  • Ho inserito immagini ottimizzate?
  • Qual è la velocità di caricamento del sito?

 

Per eseguire questa analisi SEO generale esistono diverse piattaforme come SemRush, SeoZoom, Google Search Console e Searchmetrics che consentono di ottenere una diagnosi sullo stato di salute del sito e individuare i punti critici su cui intervenire.

 

 

gscGOOGLE SEARCH CONSOLE

Dopo aver silurato il ben più noto Webmaster Tools in nome del branding, il colosso creato da Larry Page e Sergey Brin ha deciso di riportare in vita la sua creatura con un nome decisamente più accattivante.

Search Console rappresenta la principale suite gratuita di Google in area SEO, soprattutto perché ci consente di capire meglio come il motore di ricerca “dialoghi” con il nostro sito e che idea si sia fatto dei suoi contenuti.

La trasversalità delle numerose funzioni di questo strumento SEO, permette di eseguire un check-up generale sullo stato di salute del sito ed intervenire di conseguenza.

A cosa serve Google Search Console?

La dashboard di Google Search Console somiglia più alla plancia di comando dell’Enterprise. Per acquisire i giusti automatismi e sfruttarne appieno il potenziale serve tempo, ecco perché ti illustrerò le funzioni indispensabili per rilevare informazioni come il posizionamento nella SERP e i dati relativi alle keywords.

 

Analisi delle ricerche

All’interno della sezione “Traffico di ricerca“, meritano particolare attenzione le funzioni offerte dallo strumento dedicato all’analisi delle ricerche.

  • Numero di click per parola chiave – Questo dato ci dice quante volte gli utenti abbiano cliccato il contenuto relativo ad una specifica parola chiave, aiutandoci a capire quali keywords indicizzino meglio il nostro sito. Non solo: può aiutarci a capire come ottimizzare i contenuti, a creare landing page indicizzate per una parola chiave specifica e a valutare nuove strategie di link building.
  • Impressions e CTR – In questo caso possiamo conoscere quante visualizzazioni (impressioni) abbiamo ottenuto nella SERP e, attraverso il Click Through Rate, in che percentuale abbiano generato un click da parte dell’utente. Un elevato numero di impressions accompagnato da un basso CTR deve portarci a riflettere sul title o sulla description: uno dei due potrebbe essere poco chiaro o non coerente rispetto alla parola chiave.
  • Posizione Da questo dato possiamo rilevare la posizione media in SERP della nostra pagina per una determinata query.
  • Filtri – Google Search Console consente di effettuare diversi tipi di comparative. Vediamone alcune. Grazie al filtro dispositivi è possibile confrontare i dati di ricerca in base al device utilizzato dall’utente e sulla base di questo apportare modifiche ai contenuti o alla struttura del sito.
    Il filtro pagine ci consente di eseguire degli A/B Test mettendo a confronto gli URL di due pagine e trarre degli spunti di riflessione per ottimizzarle.

 

Tag Title e Metadescrizione

La voce “Miglioramenti HTML” ti consente di verificare eventuali problemi relativi ai title o alle metadescription. La duplicazione o la mancanza di questi elementi all’interno dei contenuti pubblicati possono comportare gravi perdite in termini di indicizzazione, ragion per cui è sempre bene eseguire un check-up costante all’interno di questa sezione.

Back Link

Come vedremo più avanti, Google è particolarmente sensibile a questo tema. Consultando la sezione “Link che rimandano al tuo sito” possiamo ottenere la lista dei siti che puntano con un link verso il nostro sito e valutarne la rimozione in base a pertinenza e qualità. 

Indicizzazione Url

Google si prende la briga di spulciare tutte le pagine del tuo sito? Con questa funzione è possibile scoprirlo. Un sito con contenuti originali e di qualità non dovrebbe avere pagine “noindex” (non indicizzate), tuttavia in alcuni casi la scelta anche solo temporanea di escluderli dalla scansione degli spider potrebbe essere strategicamente sensata. 

Sitemap

Inserire la mappa del sito e darla in pasto a Google è sempre un’ottima mossa in chiave SEO. Questo accorgimento, oltre ad alleviare le emicranie del crawler, strizza l’occhio a Mr. G soprattutto perché consente di scansionare molto più rapidamente i contenuti. E il rank ringrazia.
L’erede di Webmaster Tools ci assiste anche in questo, consentendo di inviare la sitemap a Google che potrà valutare l’organizzazione dei contenuti, la struttura dei link interni e indicizzare gli URL delle pagine relative.

Errori di scansione

Un’altra funzionalità di GSC è quella che consente di individuare gli errori relativi alle URL che lo spider non è riuscito a scansionare correttamente. L’errore a cui si deve prestare maggiore attenzione è il tanto odiato “error 404”. Ignorarlo significa mettere a repentaglio la user experience, con tutto ciò che questo comporta per la brand reputation dell’azienda.
Il tool di Google ci indicherà quali pagine all’interno del nostro sito presentano questo problema consentendo di comprenderne le cause e intervenire di conseguenza.

 

Come funziona Google Search Console?

Search Console è un po’ come una fidanzata gelosa ed esigente: vuol sapere tutto del tuo sito. Non è un caso che questo strumento SEO per poterti concedere tutti i suoi poteri richieda di accedere alla piattaforma attraverso un account Google e verificare che tu sia il vero amministratore del sito da registrare.

La procedura di verifica indicata da Google suggerisce di scaricare il file HTML e di caricarlo sul tuo sito web, tuttavia per chi usa WordPress (e siamo tantissimi) è preferibile utilizzare il metodo alternativo.

Nella sezione metodi alternativi, dovrai selezionare la voce tag HTML, copiare il codice di tracciamento relativo e incollarlo sul tuo sito. WordPress fornisce un plug-in apposito per concludere rapidamente questa procedura.

Search Console provvederà in automatico ad eseguire una prima scansione del tuo sito per verificarne lo stato di salute generale, inviandoti un primo report contenente:

 

  • Penalizzazione
  • Problemi tecnici relativi alle pagine e ai link
  • Dati sulla ricerca organica
  • Url indicizzati
  • Sitemap

 

 

SEMRUSHsemrush

SemRush per un SEO è un po’ come il martello per Thor: senza, si sente perso. Non è un caso che SemRush sia una delle piattaforme dedicate all’analisi SEO più apprezzate dagli specialisti di questo settore. Il vasto assortimento dei tools offerti consente di ottenere un’analisi accurata dello stato di salute del sito e di monitorare, tramite i report, l’andamento delle strategie adottate.

Analisi dominio

Una delle prime funzioni a cui possiamo accedere dalla dashboard di SemRush è quella dedicata all’analisi del dominio. Si tratta dello step con cui molti SEO cominciano a scansionare un sito.

  • Panoramica – Digitando il dominio del sito è possibile ottenere preziose informazioni sull’andamento del traffico, il posizionamento delle keywords principali, sia che riguardino la ricerca organica che la ricerca a pagamento. È possibile inoltre raccogliere dati sui principali competitors.

 

  • Ricerca organica – In questa sezione della dashboard, la piattaforma di analisi ci consente di conoscere il volume di keywords che conducono gli utenti verso il tuo sito, così come la posizione occupata dal dominio nella SERP di Google per una determinata parola chiave.

 

  • Backlink – Con questo tool oltre a rilevare il volume e la qualità dei link che puntano verso il sito in questione, possiamo rilevare diversi dati specifici, come ad esempio quello relativo all’attributo follow/nofollow.

 

Url 

Questo report si rivela estremamente utile per analizzare un url specifico. La maggior parte dei dati forniti riguarderà le keywords: posizione, volume di ricerca, traffico generato etc…

Keywords

La Keyword Research di SEMRush consente di individuare le parole chiave che permettono ai leader di settore di posizionarsi nella parte alta della serp.
Grazie a questa funzionalità è possibile rilevare dati utili sia alla ricerca organica che a quella a pagamento. Vediamo alcuni esempi.

  • CPC
  • Volumi di ricerca
  • Testi pubblicitari relativi al termine ricercato.
  • Parole chiave più utilizzate dai competitors
  • Landing page più visitate

 

Come funziona SemRush?

SemRush è una piattaforma freemium. Con la registrazione gratuita è possibile accedere a buona parte dei tools e ottenere un massimo di dieci report giornalieri. Per gli smanettoni sono invece disponibili diversi pacchetti premium.
Come per Google Search Console, anche per questo tool è prevista una procedura di registrazione per l’inserimento del codice di tracciamento.

 

seozoomSEO ZOOM

Fra i SEO tools principali, SEOZoom è uno degli strumenti più potenti per eseguire un check-up approfondito del sito ed è particolarmente apprezzato dai SEO specialist per la mole di dati forniti sia per monitorare i propri progetti che l’attività dei competitors.

Le funzionalità di questa SEO suite tutta italiana, sono in gran parte sovrapponibili a quelle di SEMRush, tuttavia SEOZoom può vantare una maggiore “verticalità” sulle tematiche SEO mettendo a disposizione dell’utente degli strumenti decisamente più potenti e sofisticati per l’analisi delle keyword grazie ad un database di parole chiave italiane senza eguali.

La piattaforma ideata da Ivano Di Biasi viene proposta in modalità freemium, ma per poterne sfruttare appieno tutte le potenzialità dovrai sottoscrivere un abbonamento.

Progetti SEO

Dopo aver inserito tutti i dati del tuo progetto potrai collegare SEOZoom ad Google Analytics e Search Console e monitorare facilmente i tuoi competitor, le keyword di riferimento, nonché le quotazioni del tuo brand sulla rete in base ai backlink. Ti verranno forniti i dati in tempo reale sul posizionamento delle keywords, senza perdere d’occhio le condivisioni sui Social.

Strumenti di analisi

Si tratta del cavallo di battaglia di SEOZoom. L’analisi sul traffico dati è strettamente connessa alla reportistica relativa alle keyword. Attraverso questo strumento potrai individuare sia le parole chiave più competitive che quelle col potenziale maggiore. Al tempo stesso potrai monitorare il traffico e l’efficienza dei tuoi contenuti sulla base delle keyword impiegate.

Attraverso grafici estremamente intuitivi potrai raccogliere dati sulle visite stimate e le variazioni delle stesse in lassi di tempo differenti. SEOZoom ti indicherà quali eventi potrebbero aver influito sulle variazioni del traffico.

Riceverai costanti aggiornamenti sul profilo dei backlink, dei quali potrai conoscere oltre che il rapporto percentuale tra i link dofollow e nofollow anche l’anchor text con cui è stato linkato il tuo sito.

Competizione

Potrai confrontare due o più domini, raccogliendo dati sul traffico relativo e sulla distribuzione delle keyword. In parallelo, attraverso la funzione “Segnali Sociali”, potrai conoscere il livello di condivisione su tutti i Social Network.

 seotools

2. SEO TOOLS – ANALISI KEYWORDS

Per creare un contenuto di qualità, è necessario individuare la parola chiave per la quale abbiamo intenzione di farci indicizzare dai bot del motore di ricerca.
Questa prima fase, apparentemente banale, ricopre un ruolo strategico: individuare la parola chiave principale è essenziale per impostare il titolo SEO, che come ben sai costituisce uno fattori critici per il posizionamento.

Il miglior sistema per individuare la parola chiave è consultare dei SEO tools appositi.

A cosa servono gli strumenti per l’analisi delle keywords?

1. Individuare i volumi di ricerca relativi
2. Individuare le correlate
3. Individuare la long tail
4. Comprendere strategie dei competitors

 

Quali sono i migliori SEO tools per l’analisi delle keyword?

keyword-plannerGOOGLE KEYWORD PLANNER

Google Adwords, pur essendo uno strumento dedicato al mondo dell’advertising e quindi pane quotidiano per chi fa SEM, fra le sue infinite funzioni, fornisce lo strumento di pianificazione delle parole chiave, tool indispensabile per qualunque SEO.

Keyword Planner, una volta individuati i termini su cui sviluppare i contenuti, accederà al database di Google e attraverso lo storico delle ricerche degli utenti sarà in grado di fornirti un elenco di keyword relative al tuo termine di ricerca.

Questo strumento, nato per chi deve gestire le campagne pubblicitarie su Adwords, si contraddistingue per i numerosi filtri di ricerca che mette a disposizione:

  • Geolocalizzazione
  • Periodo di riferimento
  • Pertinenza dei risultati

 

Ma anche per le informazioni relative alla lista delle keyword che ha generato:

  • Frequenza di ricerca media mensile
  • Costo medio della keyword

 

Questi ultimi due dati, per esempio, potranno esserti molto utili per analizzare le scelte della concorrenza e valutare le strategie da adottare.

 

ubersuggestUBERSUGGEST

Uno dei punti di partenza nella ricerca e nell’analisi delle keywords, è costituito dallo studio delle correlate, ovvero quella categoria semantica che il motore di ricerca associa alla keyword di riferimento.
Ubersuggest è indubbiamente uno degli strumenti SEO gratuiti più conosciuti tra gli specialisti della searching engine optimization. La funzione di questo tool semplice da usare e dotato di un’interfaccia grafica estremamente intuitiva, è molto simile al suggest automatico di Google.
Il funzionamento di Ubersuggest ricorda quello di un qualsiasi motore di ricerca. Una volta inserita la query, il sistema elaborerà una serie di termini di ricerca strettamente connessi alla parola chiave su cui hai intenzione di costruire la tua strategia SEO.

 

GOOGLE TRENDSgoogle-trends

Quali sono i termini più ricercati dagli utenti online? Come variano i volumi di ricerca delle keyword in base al periodo di riferimento? Per rispondere a queste e altre domande, il re dei motori di ricerca ha creato Google Trends.

Questo tool gratuito risulta particolarmente utile per conoscere e analizzare il comportamento degli utenti nelle ricerche online. Attraverso i grafici elaborati da Google Trends, potrai raccogliere dati sulle query e le keyword di tuo interesse selezionando l’area geografica e i parametri relativi ad un arco temporale specifico. 

Per avere un’analisi delle parole chiave più approfondita possiamo ricorrere a piattaforme online che offrono numerosi SEO tools sia in versione freemium che premium come SemRush o SEOZoom.

Per approfondire questa tematica ti suggerisco di non perderti i preziosi consigli che Valentino Mea illustra nel tutorial Keyword Research: come cercare parole chiave ai fini SEO.

 

3. SEO TOOLS – BACKLINK E LINK BUILDING

L’arrivo di Google Penguin ha scombussolato la vita di chi fino al giorno prima scalava la serp con disinvoltura, ingozzandosi di backlink di ogni sorta. Il fratello giovane del già temuto Google Panda, ha definitivamente tagliato le gambe ad una tecnica che portava ad una link building tutt’altro che naturale.
Per un SEO specialist o un SEO copywriter, link popularity e link authority costituiscono due perni di vitale importanza su cui costruire una link building di qualità.

Se monitorare il linking interno risulta più un’esercizio di stile, gestire il linking esterno richiede sicuramente maggior scrupolo. Ecco perché preferisco soffermarmi soprattutto sui SEO tools che consentono di gestire questa variabile tanto delicata.

ahrefsAHREFS

La rete offre numerosi strumenti SEO gratuiti per il tracciamento dei backlink, tuttavia per i SEO più scrupolosi i report forniti dalle risorse SEO free non sempre risultano soddisfacenti.
Tra gli strumenti di analisi dei link, AHREFS resta uno dei più gettonati sia per la mole di dati forniti che per l’intuitività dell’interfaccia grafica.
Grazie ad AHREFS, oltre a non farti prendere a ceffoni dal pinguino, potrai conoscere:

 

  • Quali siti linkano al tuo
  • Quali anchor text vengono utilizzati
  • La qualità dei backlink
  • Quali URL ricevono il numero maggiore di backlink
  • I report in tempo reale

Questo prezioso SEO tool viene offerto in modalità freemium: una volta eseguita l’analisi gratuita di cinque back link dovrete acquistare la versione a pagamento.

 

MAJESTIC SEOmajestic

Un altro strumento SEO utile per l’analisi dei backlink è Majestic SEO. Come il tool precedente è disponibile in versione freemium, garantendo agli abbonati più esigenti un’analisi dettagliata.

Cosa puoi fare con Majestic SEO?

  • Analizzare i backlink dei competitors
  • Individuare il testo ancora principale relativo al link esterno
  • Individuare le relazioni tra i link per facilitare la link building
  • Analizzare il “peso qualitativo” dei backlink sugli URL
  • Conoscere qualità e attendibilità di un sito tramite il Trust Flow
  • Conoscere qualità e attendibilità di un link attraverso il Citation Flow

 

oseMOZ – OPEN SITE EXPLORER

OSE è indubbiamente lo strumento più smart nell’analisi della struttura dei link. Una volta inserita l’URL del sito sarà possibile ottenere un report approfondito sulla link popularity e conoscere nel dettaglio i dati relativi sia ai link interni che a quelli esterni.

Tra le metriche principali, Open Site Explorer in seguito alla scansione del dominio rilascia un punteggio che sta ad indicare l’autorevolezza del sito sulla base dei backlink. Ma perché OSE di Moz è così utile?

  • Fornisce una lista dei link in entrata
  • Esegue un’accurata analisi dei link interni
  • Indica quali sono le URL del tuo sito più linkate
  • Individua da quali URL vengono originati i link che puntano al tuo sito
  • Segnala con quali Anchor Text gli altri siti linkano al tuo

 

 

4. SEO TOOLS – SCANSIONE E ANALISI SITO

Google semina il panico sguinzagliando per la rete i suoi piccoli mostriciattoli. Spider, crawler, bot, chiamateli come meglio credete, sta di fatto che questi laboriosi spauracchi del web cercano di saziare la loro fame passando giorno e notte alla continua ricerca di siti e pagine web da scansionare.

Scansione sito

La scansione dell’intero sito (blog) normalmente rientra tra i report elaborati durante la fase di check-up, tuttavia trattandosi di aspetto cruciale nell’individuazione delle principali criticità di un sito, ho preferito dedicare un’area specifica agli strumenti SEO impiegati nell’individuazione dei problemi più gravi. In questa sezione potrai conoscere gli strumenti dedicati ai “crawler simulator”.

 

frogSCREAMING FROG

La prima attività con cui inizio un Audit SEO è solitamente il crawling del sito web. Screaming Frog, unico SEO tool che richiede di essere scaricato sul proprio device, è un vero e proprio simulatore che scansiona il tuo sito come farebbe lo spider di Google.
Con questo prezioso strumento potrai eseguire una serie di analisi SEO on-site.

Cosa puoi fare con Screaming Frog?

  • Individuare i link rotti (errore 404)
  • Analizzare criticità dei title e delle metadescription
  • Rilevare gli URL dei contenuti duplicati
  • Rilevare gli URL bloccati dal file robots.txt (esclusione dall’indicizzazione)
  • Individua i link follow/nofollow
  • Generare la sitemap

 

Le funzioni di questo SEO tool sono infinite, ma essendo uno “spider simulator” è particolarmente apprezzato perché fornisce una reportistica utile per individuare le criticità che potrebbero generare pesanti penalizzazioni da parte di Google.

 

vssVISUAL SEO STUDIO

Questo SEO tool, creato da Federico Sasso, simula i processi di scansione dei crowler dei motori di ricerca, consentendo al SEO specialist di eseguire delle scansioni in real time su siti differenti.
Visual SEO, pur essendo una suite con numerose funzioni, è particolarmente apprezzato per individuare le problematiche che normalmente fanno storcere il naso ai bot di Google.

Attraverso questo tool made in Italy, potrai tracciare i percorsi di esplorazione del sito seguiti dallo spider. In questo modo potrai capire in quale ordine le pagine del sito vengono scansionate, individuare quali percorsi risultino inutili o eccessivamente contorti a scapito del “crawl budget” e rilevare redirect indesiderati.

Questa analisi risulta particolarmente utile perché consente di modellare e rendere più efficiente il crawl path da suggerire al crawler, riducendo così i tempi di scansione del sito.

Visual SEO Studio consente di eseguire un’analisi approfondita di tutte le pagine contenenti link che puntano al tuo sito, ma non solo: esplora i contenuti delle sitemap e le sitemap contenute all’interno dei file robot.txt. Anche in questo caso conoscere ed eventualmente ristrutturare la sitemap del sito, fornisce notevoli vantaggi come:

  • Indicare allo spider quali pagine indicizzare
  • Elencare URL a cui associare azioni come la 404 o la 301
  • Migliorare il Page Rank grazie alla riduzione dei tempi di scansione

 

Velocità di caricamento

La velocità di caricamento di un sito e delle sue pagine risulta uno degli elementi strategicamente più importanti, in particolare per la qualità della user experience. Un sito lento che impiega parecchio tempo a caricare i contenuti, finirà con l’indispettire i vostri utenti, con conseguente perdita di un potenziale cliente.

Google adora i siti con tempi di attesa ridotti, ragion per cui è necessario creare pagine leggere, che strizzino l’occhio agli spider, riducendo al minimo il tasso di abbandono da parte dell’utente.

 

pagespeedGOOGLE PAGESPEED INSIGHT

Con questo seo tool gratuito realizzato da Google, è possibile analizzare la velocità di caricamento del sito e individuare le criticità che hanno contribuito al rallentamento. Verranno fornite informazioni per intervenire su questi aspetti e ottimizzare i tempi di caricamento delle pagine.
Pagespeed, sulla base dei dati rilevati, assegna un punteggio da uno a cento alla velocità di caricamento sia da desktop che da mobile.

 

GT METRIXgt-metrix

Uno degli strumenti SEO maggiormente utilizzati per monitorare la velocità di caricamento di un sito è certamente GT-Metrix.
In realtà la velocità di caricamento del sito è solo il punto di partenza di un’analisi accurata. GT Metrix sulla base dei Performance Score, individua con estrema precisione i fattori che rallentano il caricamento della pagina, indicando quali file necessitano di una sostituzione o di una modifica.

Una pagina con tempi di caricamento infiniti potrebbe contenere immagini troppo pesanti. In questo caso ti suggerisco di ottimizzarle senza intaccarne la qualità ricorrendo a tools come Pixlr Express o Tinypng.

 

5. SEO TOOLS – ANALISI DEI CONTENUTI

Content is the king. Quante volte avrete sentito ripetere questa frase? È vero, i contenuti costituiscono una leva strategica indispensabile ed è per questo che curarne la produzione in ogni aspetto risulta di vitale importanza. Con la nascita di Google Panda, il tema della duplicazione dei contenuti è diventato cruciale. La pubblicazione di un contenuto duplicato infatti prevede pesanti penalizzazioni da parte di Google.

 

copyscapeCOPYSCAPE

Questo SEO tool gratuito dall’interfaccia grafica estremamente semplice e intuitiva ci permette di analizzare il contenuto di nostro interesse, individuando l’eventuale presenza di duplicati in giro per la rete. Il report rilasciato da Copyscape ci indicherà quali e quante parole contenute nelle nostre pagine siano state duplicate e pubblicate su pagine di altri siti.
Inserendo l’URL di una pagina, Copyscape consente di individuare sia contenuti copiati che di rilevare se all’interno del nostro contenuto non ancora pubblicato siano presenti duplicazioni integrali o parziali di testi già presenti in rete.

 

sitelinerSITELINER

I Copywriters, si sa, hanno un incubo ricorrente, quello dei contenuti duplicati. Panda è diventato un giudice sempre più intransigente sul tema della duplicazione, tanto da non tollerare nemmeno parziali sovrapposizioni tra contenuti dello stesso sito.

Se hai questo terrore, Siteliner fa al caso tuo. Per conoscere la qualità dei tuoi contenuti dovrai semplicemente inserire il dominio del sito ed eseguire la scansione. Uno degli aspetti più interessanti di questo strumento SEO è la rappresentazione dei dati sotto forma di grafici e tabelle molto semplici da analizzare. Quali dati potrai analizzare?

 

  • Pagine scansionabili dagli spider
  • Percentuale dei contenuti duplicati, di quelli comuni e di quelli originali
  • URL del contenuto duplicato
  • Percentuali di testo duplicato

 

text-analyzerONLINE UTILITY – TEXT ANALYZER

Pur non essendo tra i SEO tools più conosciuti, voglio segnalarti questo strumento SEO gratuito dedicato all’analisi dei contenuti. Sarà sufficiente inserire il testo o la URL del contenuto di tuo interesse ed eseguire la scansione. Il software genererà un report con le frasi più frequenti, la frequenza delle parole e la keyword density.

Questi dati si rivelano molto utili per analizzare la struttura dei contenuti, l’incidenza delle keyword e migliorarne l’ottimizzazione. 

 

 

6. SEO TOOLS – ANALISI DEL TRAFFICO

In questa lotta all’ultimo sangue, i SEO tools svolgono il ruolo di fedeli scudieri, senza i quali anche il più saggio dei Seo rischierebbe un’autentica Caporetto. Anche se il grosso del lavoro viene dedicato all’ottimizzazione dei contenuti, ogni SEO Specialist che si rispetti sa bene quanto sia importante l’analisi dei dati. La prova del nove giunge quando devi cominciare a spulciare i dati di Google Analytics, per poi trarre le conclusioni sulla bontà del tuo operato.


analyticsGOOGLE ANALYTICS

Alla fine i conti si fanno sempre con i numeri. Anche il più bravo dei SEO Copywriter sa bene che dopo ore passate a studiare, a fare ricerche e a elaborare strategie per sbaragliare (o assecondare) gli spider, prima di potersi dare una pacca sulla spalla si deve passare l’esame di Analytics. È lui a decretare il successo di una strategia SEO.

A cosa serve Google Analytics?

La funzione principale di Analytics è quella di fornirci dati, misurazioni e statistiche sulle azioni che gli utenti compiono mentre vagano per le pagine del nostro sito. Dopo aver analizzato i dati, potrai capire attraverso quali percorsi sono arrivati, come hanno esplorato il sito, perché lo hanno abbandonato rapidamente, su quali contenuti hanno trascorso del tempo e quanto di questo tempo si è reso necessario per generare delle conversioni o meno.

Google Analytics fornisce una mole di dati spaventosa, per cui mi soffermerò sui report più utili nel monitoraggio dell’attività SEO.

Per accedere ai rapporti, dovete selezionare la voce omonima presente nel pannello di amministrazione. 

Pubblico – Da questo report otteniamo un profilo dettagliato dell’utente che ha navigato sul nostro sito. Potrai capire se si tratta di utenti che accedono per la prima volta o che visitano costantemente le tue pagine, da quale tipo di device si collegano, e da quale area geografica si connettono. 

Acquisizione – Per correggere e implementare la tua strategia SEO sarà fondamentale conoscere i canali di acquisizione del traffico. Questo report ti aiuterà a tracciare i clic generati dal traffico organico, dai social o dalle campagne Adwords

Comportamento – Grazie a questo report potrai studiare il comportamento dell’utente sul tuo sito. Capirai quali percorsi segue durante la navigazione: da quali pagine accede, su quali si sposta, quali contenuti predilige e quali abbandona repentinamente.

I dati forniti da Analytics aiutano a porci dei quesiti utili a individuare punti di forza e di debolezza della nostra strategia, consentendoci di applicare le dovute correzioni.

  • Per quale motivo una pagina ha una frequenza di rimbalzo elevata?
  • Perché quel contenuto ha un basso CTR?
  • Quel contenuto specifico con quale query viene visualizzato e cliccato?
  • Il tempo di permanenza medio su quella pagina è basso per via di lunghi tempi di caricamento?

 

Potremmo continuare per ore, ma sono certo che grazie a queste poche righe ti sarai fatto un’idea piuttosto chiara della potenza di questo indispensabile SEO tool.

Come funziona Google Analytics?

Dopo aver creato un account Analytics, ti verrà fornito l’ID di monitoraggio. Si tratta di un codice che dovrai copiare all’interno del codice di tutte le pagine del tuo sito (blog). Se utilizzi WordPress, potrai semplificare questa operazione attraverso un plug-in come Tracking Code Manager, che svolge questa operazione in automatico.

 

CONCLUSIONI

Google, nella sua eterna lotta con i SEO, cerca di attrezzare i suoi flagelli armandoli quotidianamente di algoritmi sempre più sofisticati ed esigenti.

I SEO, dal canto loro, per sopravvivere in questo campo minato, devono sistematicamente aggiornare il loro arsenale di SEO tools senza farsi troppi scrupoli nel ricorrere all’artiglieria pesante.

Sia chiaro, la pietra filosofale della SEO che ti renderà immune ad ogni avversità non esiste. La SEO resta una scienza empirica che richiede esperimenti, sudore e notti insonni a contemplare il soffitto per gli errori commessi, ma è così che va il mondo digitale.

Conoscere gli strumenti di analisi e farne buon uso, renderà questa via crucis verso l’ottimizzazione dei contenuti e l’indicizzazione delle pagine meno dolorosa. In bocca al lupo!

 

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seo-specialist

Federico Sanna
Web Content Strategist - Dopo la laurea in Economia e diversi anni nel mondo del Giornalismo e dell'Editoria ho iniziato ad occuparmi di Content Marketing e Seo Copywriting.

Attualmente collaboro allo studio e alla realizzazione dei contenuti all'interno del team di Content Marketing nell'ambito della Work Experience che sto svolgendo presso Digital-Coach.

Più in particolare mi occupo di:

- Web Content Strategy
- Content Marketing
- Seo Copywriting
- SEO Optimization
- Link Building